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Lingua italiana e intercultura

Meriggio d’estate di Umberto Saba

giovedì 16 luglio 2015

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi verrà pubblicato l’ultimo articolo prima della pausa estiva, vorrei lasciarvi con una poesia di Umberto Saba che descrive in modo semplice e intenso le sensazioni di lentezza, calma e silenzio tipiche delle ore più calde delle gionate estive.

Vi ricordo che potete comunque continuare a scrivermi e sottopormi i vostri dubbi anche nel periodo estivo.

Auguro a tutti voi una serena estate.

Prof. Anna

Prima di leggere la poesia conosciamo meglio il suo autore.

Se ci sono parole che non conoscete potete usare il dizionario online: basta cliccare due volte sulla parola e si aprirà una piccola finestra, cliccando una volta su questa finestra apparirà il significato.

Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli (Trieste 9 marzo 1883 – Gorizia 25 agosto 1957), è stato un poeta e scrittore italiano. Umberto Saba nacque a Trieste il 9 marzo del 1883, figlio di un agente di commercio appartenente ad una nobile famiglia veneziana e di un’ebrea triestina. Il padre si era convertito alla religione ebraica in occasione del matrimonio, tuttavia, quando nacque Umberto, la madre era già stata abbandonata dal marito.

Visse un’infanzia malinconica, tormentata dalla mancanza del padre. Venne allevato per tre anni dalla balia slovena Gioseffa Gabrovich Schobar, detta "Peppa" (conosciuta anche come Peppa Sabaz), che, avendo perso un figlio, riversò sul piccolo Umberto tutto il suo affetto che il bambino ricambiò, tanto da considerarla, come egli stesso scrisse, «madre di gioia». Sarà in suo onore, e in onore delle radici ebraiche materne, che il poeta sceglierà lo pseudonimo di Saba (in ebraico la parola significa "nonno" o, più in generale, "anziano").

Nel 1903 si trasferì a Pisa per frequentare l’università dove seguì corsi di archeologia, tedesco e latino. Nell’aprile del 1907 partì per il servizio militare destinato a Salerno. L’anno successivo sposò Carolina Wölfler (Lina) e nacque la figlia Linuccia. Prese parte alla prima guerra mondiale. Nel 1938 cercò una sistemazione a Parigi per sfuggire alla situazione politica italiana e alle leggi razziali, tornò però in Italia rifugiandosi prima a Roma, poi a Firenze dove fu costretto, insieme alla famiglia, a cambiare spesso abitazione. Negli anni del dopoguerra Saba visse per nove mesi a Roma e poi a Milano, dove rimase per circa dieci anni, tornando periodicamente a Trieste. Morì il 25 agosto 1957, pochi anni dopo la morte della moglie.

La poesia di Saba è semplice e chiara, adopera parole di uso quotidiano, ritraendo aspetti della vita di tutti i giorni, anche i più umili. Saba è considerato uno dei più grandi poeti del Novecento italiano.

Il "Canzoniere", da lui concepito come autobiografia totale, raccoglie tutte le sue poesie; i temi della sua poesia sono Trieste, il mare come simbolo di fuga, gli affetti personali e familiari, le memorie d’infanzia, il rapporto con la natura e le riflessioni sull’attualità.

Meriggio d’estate

Silenzio! Hanno chiuso le verdi
persiane delle case.
Non vogliono essere invase.
Troppe le fiamme
della tua gloria, o sole!
Bisbigliano appena
gli uccelli, poi tacciono, vinti
dal sonno. Sembrano estinti
gli uomini, tanto è ora pace
e silenzio… Quand’ecco da tutti
gli alberi un suono s’accorda,
un sibilo lungo che assorda,
che solo è così: le cicale.

L’autore utilizza in questa poesia parole semplici e chiare, vediamone comunque insieme il significato.

Pomeriggio d’estate

Silenzio! Le persone hanno chiuso le persiane verdi delle case perché non vogliono che siano invase (dal caldo, dai raggi del sole).

I raggi del sole sono troppo potenti. Gli uccelli cinguettano appena, poi tacciono perché hanno troppo sonno. Tanta è la pace e il silenzio che gli uomini sembrano essersi estinti. A un certo punto un suono proviene uniforme da tutti gli alberi, un sibilo prolungato che assorda (che rende sordi), un suono inconfondibile: il suono delle cicale.

Provate a rispondere alle seguenti domande:

1- Dov’è nato Umberto Saba?

2- Chi fu una figura molto importante della sua infanzia?

3- Perché il poeta fu costretto a fuggire a Parigi?

4- Che tipo di linguaggio usa nelle sue poesie?

5- Quali sono i temi principali delle sue opere?

6- Credi che questa poesia descriva bene quello che accade nei pomeriggi d’estate? Perché?

7- Aggiungeresti alla descrizione altri particolari che secondo te caratterizzano le giornate estive?

8- Anche voi durante l’estate sentite il suono delle cicale proveniente dagli alberi che vi circondano? Vi piace o vi disturba?


 

 

 

 

 

 

Uso della preposizione DI – approfondimento

venerdì 10 luglio 2015

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, questa settimana continueremo il nostro approfondimento sulle preposizioni semplici e in particolare vedremo come e quando viene usata la preposizione di.

Buona lettura!

Prof. Anna

La preposizione di esprime fondamentalmente un significato di appartenenza, di specificazione e di identificazione, cioè ha la funzione di chiarire un termine che ha un significato generico aggiungendo un particolare che lo caraterizzi, per esempio: un libro (termine con significato generico), un libro di storia (il termine non è più generico ma è stato identificato, specificato).

A questo ampio significato di base corrisponde una grande varietà di usi particolari in cui questa preposizione può essere impiegata per specificare l’origine, la provenienza, la parte di un tutto, la materia di cui è fatto un oggetto ecc.

La preposizione di si può elidere (ma l’elisione non è obbligatoria) davanti a parole che iniziano per -i-: d’impulso, d’istinto; l’elisione è invece obbligatoria in un certo numero di espressioni come: d’amore e d’accordo, d’estate, d’inverno, a passo d’uomo, a memoria d’uomo, d’un tratto, pelle d’oca ecc.

Vediamo insieme quali sono i complementi introdotti dalla preposizione di:

specificazione il quaderno di Giovanni; il fiore del ciliegio;

partitivo la maggior parte di voi; niente di tutto questo;

denominazionela città di Milano; il mese di aprile;

paragoneMarco è più basso di me;

moto da luogoesco di casa presto (ma esco dall’ufficio, esco dal negozio ecc.); in correlazione con in: girare di città in città, andare di male in peggio;

origine, provenienza la mia famiglia è di Roma;

argomento un libro di matematica; parlare di cinema;

materiaun foglio di carta;

mezzo vivo di espedienti;

modo vado di corsa, sono di ottimo umore;

fineuscita di sicurezza;

causapiange di gioia;

abbondanza un armadio pieno di vestiti;

privazione un ragionamento privo di senso;

qualità un uomo di bassa statura;

tempodi notte, d’inverno; in correlazione con in: di giorno in giorno; di ora in ora;

etàun bambino di tre anni;

colpa, penaaccusare qualcuno di corruzione;

stima, prezzo un gioiello di valore;

limitazione sano di mente; un esperto di informatica;

quantità, misuraun palazzo di dieci piani.

Test 37- Espressioni idiomatiche con la parola “piede”

giovedì 2 luglio 2015

Con il prossimo esercizio potrete testare la vostra conoscenza delle espressioni idiomatiche che contengono la parola "piede". Per ripassare questo argomento leggete l’articolo: www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/

Test 37- La frase complessa: le proposizioni relative

giovedì 2 luglio 2015

Il prossimo esercizio è sulle proposizioni relative, per ripassare questo argomento potete leggere questo articolo: www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/

Test 37 – A o IN?

giovedì 2 luglio 2015

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, questa settimana la dedichiamo al ripasso degli argomenti trattati di recente sul blog. Nel seguente esercizio dovrete scegliere la preposizione giusta da usare, per ripassare l’uso di A e IN vi consiglio questo articolo: www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/

Buon test!

Prof. Anna