Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Canzone: Sapore di sale

giovedì 10 luglio 2014

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, l’estate è ormai iniziata da un po’ e anche il nostro blog va in vacanza, questo è infatti l’ultimo articolo prima della pausa estiva, ma ricordatevi che potete continuare a scrivere e sottopormi i vostri dubbi anche nel periodo estivo.

Come ogni estate vorrei lasciarvi con una canzone; anche quest’anno ho scelto una canzone simbolo delle estati italiane degli anni ‘60, questo brano si intitola "Sapore di sale", scritta e interpretata da Gino Paoli, famoso cantautore italiano.

Come ben saprete ascoltare canzoni in italiano è un utile esercizio di comprensione e di pronuncia.

Di seguito troverete il testo della canzone con parole mancanti che dovrete cercare di comprendere, procuratevi la canzone (reperibile su You Tube) e ascoltatela attentamente poi cercate di inserire le parole che mancano. Se ci sono parole che non conoscete usate il dizionario on-line: basta cliccare due volte sulla parola e si aprirà una piccola finestra, cliccando una volta su questa finestra apparirà il significato.

Provate anche a cantarla seguendo il testo, migliorerete in modo divertente la vostra pronuncia!

Buona estate a tutti!

Prof. Anna

 

 

Sapore di sale,
sapore di mare,
che hai sulla ……..,
che hai sulle labbra,
quando esci dall’acqua
e ti vieni a ……..
vicino a me
vicino a me.

Sapore di sale,
sapore di mare,
un gusto un po’ ……..
di cose ……..,
di cose lasciate
lontano da noi
dove il …….. è diverso,
diverso da qui.

Qui il tempo è dei giorni
che passano ……..
e lasciano in bocca
il …….. del sale.
Ti butti nell’acqua
e mi lasci a ……..
e rimango da solo
nella …….. e nel sole.

Poi …….. vicino
e ti lasci cadere
così nella sabbia
e nelle mie braccia
e …….. ti bacio,
sapore di sale,
sapore di mare,
sapore di te.

Qui il tempo è dei giorni
che passano pigri
e lasciano in bocca
il gusto del sale.
Ti butti nell’acqua
e mi lasci a guardarti
e rimango da solo
nella sabbia e nel sole.

Poi torni vicino
e ti lasci ……..
così nella sabbia
e nelle mie ……..
e mentre ti bacio,
sapore di sale,
sapore di mare,
sapore di te.

 Ora leggete il testo integrale e cotrollate se siete riusciti a idividuare le parole macanti.

 

Sapore di sale,
sapore di mare,
che hai sulla pelle,
che hai sulle labbra,
quando esci dall’acqua
e ti vieni a sdraiare
vicino a me
vicino a me.

Sapore di sale,
sapore di mare,
un gusto un po’ amaro
di cose perdute,
di cose lasciate
lontano da noi
dove il mondo è diverso,
diverso da qui.

Qui il tempo è dei giorni
che passano pigri
e lasciano in bocca
il gusto del sale.
Ti butti nell’acqua
e mi lasci a guardarti
e rimango da solo
nella sabbia e nel sole.

Poi torni vicino
e ti lasci cadere
così nella sabbia
e nelle mie braccia
e mentre ti bacio,
sapore di sale,
sapore di mare,
sapore di te.

Qui il tempo è dei giorni
che passano pigri
e lasciano in bocca
il gusto del sale.
Ti butti nell’acqua
e mi lasci a guardarti
e rimango da solo
nella sabbia e nel sole.

Poi torni vicino
e ti lasci cadere
così nella sabbia
e nelle mie braccia
e mentre ti bacio,
sapore di sale,
sapore di mare,
sapore di te.

La frase complessa – le proposizioni oggettive: indicativo o congiuntivo?

giovedì 3 luglio 2014

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi completiamo il nostro studio delle proposizioni oggettive, vedremo quando usare l’indicativo e quando il congiuntivo.

Buona lettura!

Prof. Anna

USO DEL CONGIUNTIVO E DELLINDICATIVO NELLE OGGETTIVE

L’alternanza tra indicativo e congiuntivo nelle oggettive è regolata:

• da un criterio semantico, di significato:

⇒ se vogliamo enunciare un avvenimento certo useremo l’indicativo → sostengo che è colpa tua;

⇒ se vogliamo enunciare un avvenimento presunto o probabile useremo il congiuntivo → penso che sia colpa tua;

• da una scelta di registro: nello scritto e nel parlato formale si tende a usare il congiuntivo secondo il criterio che abbiamo appena spiegato, mentre negli usi informali si ricorre frequentemente all’indicativo al posto del congiuntivo: penso che è colpa tua, penso che avete fatto bene ecc.

Per scegliere tra i due modi verbali più facilmente dbbiamo ricordare che richiedono il congiuntivo i verbi che indicano una volontà, un desiderio, una richiesta, un’aspettativa, un’opinione, una preghiera, un timore.

Vediamo alcuni di questi verbi:

 accettare; aspettare; attendere; augurare; chiedere; credere; desiderare; disporre; domandare; dubitare; esigere; fingere; immaginare; lasciare; negare; ordinare; permettere; preferire; pregare; ritenere; sospettare; sperare; supporre; temere; volere.

Vogliono invece l’indicativo i verbi di giudizio o di percezione:

accorgersi; affermare; confermare; constatare; dichiarare; dimostrare; dire; giurare; insegnare; intuire; notare; percepire; promettere; ricordare; riflettere; rispondere; scoprire; scrivere; sentire; sostenere; udire; vedere.

Alcuni verbi richiedono il congiuntivo o l’indicativo a seconda del significato.

Vediamo qualche esempio:

- ammettere:

→ vuole l’indicativo quando ha il significato di "riconoscere": ammetterai che si è comportato male;

→ vuole il congiuntivo quando ha il significato di "supporre": ammettiamo che mi sia sbagliato;

- capire:

→ vuole l’indicativo nel significato di "rendersi conto": ho capito che era innamorata di un altro;

→ vuole il congiuntivo nel significato di "trovare naturale": capisco che tu sia preoccupato per l’esame.

 

La frase complessa: le proposizioni oggettive – prima parte -

giovedì 26 giugno 2014

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi continuiamo il nostro studio della frase complessa, verdremo in particolare le proposizioni oggettive, come si presentano e che cosa esprimono.

Buona lettura!

Prof. Anna

Le proposizioni oggettive sono proposizioni argomentali, cioè espandono uno degli argomenti della frase principale e le oggettive in particolare svolgono la funzione di complemento oggetto; le proposizioni oggettive possono essere esplicite e implicite.

Le proposizioni oggettive esplicite sono introdotte da che e hanno il verbo al modo indicativo: ho saputo che Marco ha cambiato casa, congiuntivo: credo che Chiara sia già partita, o condizionale: penso che una vacanza ti farebbe bene.

In alcuni casi possiamo avere l’omissione del che: penso (che) sia partito; dicono (che) abbia paura.

L’omissione del che è possibile solo quando il verbo della subordinata è al congiuntivo ed è utile per evitare la ripetizione a breve distanza di due che, per esempio: ci sembra (che) sia opportuno che…

Le proposizini oggettive implicite sono introdotte dalla preposizione di e hanno il verbo all’infinito: credo di essermi comportato bene. Questa costruzione si può avere solo se il soggetto della reggente e quello della subordinata coincidono, altrimenti è necessaria la forma esplita: credo che (loro) si siano comportati bene.

Alcuni verbi, come: ascoltare, sentire, vedere, guardare ecc., hanno nella forma implicita l’infinito senza di: sentivo cantare gli uccelli; vedo passare le macchine.

Altri verbi, (come considerare, credere, ritenere, stimare) che normalmente reggono l’infinito preceduto dalla preposizione di (crede di aver sbagliato, ritiene di essere nel giusto) possono reggere l’infinito senza preposizione quando sono accompagnati da un complemento predicativo dell’oggetto: ho creduto opportuno acconsentire alle sue richieste.

ATTENZIONE!

Con i verbi comandare, ordinare, permettere, proibire, vietare, chiedere e con altri ancora di significato analogo, si può avere la forma implicita anche se il soggetto della reggente e il soggetto dell’oggettiva non coincidono: ordinò ai soldati che cessassero il fuoco → ordinò ai soldati di cessare il fuoco.

La proposizione oggettiva può dipendere da:

verbi di significato dichiarativo: affermare, annunciare, comunicare, confessare, dichiarare, dire, giurare, informare, narrare, negare, promettere, raccontare, riferire, scrivere e locuzioni verbali di significato equivalente come dare notizia, dare comunicazione;

verbi che indicano una percezione o un ricordo: ascoltare, dimenticare, percepire, rammentare, ricordare, sentire, udire, vedere e locuzioni verbali di significato equivalente come avere l’impressione, venire alla mente;

verbi che esprimono giudizio, opinione, dubbio: pensare, credere, stimare, ritenere, giudicare, sostenere, reputare, supporre, ipotizzare, sospettare;

verbi che esprimono volontà, desiderio o timore: volere, desiderare, sperare, preferire, ordinare, comandare, permettere, concedere, vietare, impedire, proibire, temere;

la preposizione oggettiva può inoltre dipendere da un nome, per esempio: la paura di incontrarla, la fretta di partire, o da un aggettivo: lieto di conoscerla, capace di ascoltare.

Il lessico del calcio

giovedì 19 giugno 2014

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, credo che tutti sappiate che sono in corso i mondiali di calcio che si giocano in Brasile; sono cominciati il 12 Giugno e si concluderanno con la finale del 13 Luglio.

Un lettore mi ha suggerito di parlare del lessico inerente al calcio in occasione dei Mondiali, ho deciso di seguire il suo suggerimento, mi sembra utile infatti conoscere la terminologia relativa a questo sport proprio in questi giorni in cui forse seguirete le partite e sarebbe un ottimo esercizio seguirle in lingua italiana.

Buona lettura e…che vinca il migliore!

Prof. Anna

In italia il calcio è sicuramente lo sport più seguito e in occasione dei campionati del mondo anche chi non è solitamente appassionato di questo sport segue con interesse le partite della squadra della propria nazione.

La maglia azzurra è l’uniforme indossata dai giocatori della Nazionale italiana che per questo motivo vengono anche chiamati "gli azzurri".

La squadra nazionale italiana ha vinto quattro edizioni del campionato mondiale di calcio: nel 1934, nel 1938, nel 1982 e nel 2006.

Vediamo ora alcuni termini specifici di questo sport:

allenatore → è il tecnico che prepara fisicamente e tatticamente la squadra, è anche chiamato mister;

commissario tecnico (CT) → allenatore preposto prevalentemente alla preparazione tecnica e alla selezione dei giocatori, è lui a gestire le Nazionali di calcio;

arbitro → ufficiale di gara incaricato di far osservare le regole, di sanzionare le infrazioni e i falli, di convalidare il risulatato finale;

capitano → giocatore che riveste il ruolo di rappresentare la squadra;

attaccante → membro della squadra che gioca in prima linea con il compito di sviluppare azioni offensive e di fare goal;

centravanti → attaccante centrale, di solito più abile nel svulippare le azioni offensive;

ala → attaccante che gioca in prossimità della fascia laterale del campo;

centrocampista → calciatore che gioca nella fascia centrale del campo, è solitamente preposto alla costruzione del gioco;

difensore → giocatore che ricopre un ruolo difensivo;

portiere → giocatore il cui ruolo consiste nel difendere la porta;

guardalinee → coloro che aiutano l’arbitro nella gestione della gara, il cui compito fondamentale è la segnalazione del fuorigioco;

gol (italianizzazione di goal) → punto che una squadra segna a proprio vantaggio;

porta → spazio attraverso il quale deve passare il pallone per fare un punto (gol);

rete → la sacca agganciata dietro i pali e la traversa della porta, nella quale il pallone si ferma in caso di gol; è anche sinonimo di gol;

panchina → settore adiacente al campo dove stanno allenaore, tecnici e riserve;

area di rigore → zona rettangolare adiacente alla porta, delimitata da un rettangolo bianco disegnato sull’ereba;

calcio di rigore o rigore → punizione assegnata contro la squadra che commete un fallo nell’area di rigore, il pallone viene calciato direttamente in porta senza ostacolo di difensori a parte il portiere;

calcio dangolo → ripresa di gioco effettuata dall’area dell’angolo;

fuorigioco → regola secondo la quale un giocatore è in posizione irregolare se al momento del passaggio si trova nella metà campo avversaria e non ci sono almento due giocatori avversari tra lui e la porta;

fallo → infrazione al regolamento di gara commessa da un calciatore contro un avversario; a seconda del tipo di fallo può essere sanzionato con un calcio di punizione in favore della squadra che ha subito il fallo o con un’ammonizione o un’espulsione a carico del giocatore che lo ha commesso; 

recupero → tempo extra giocato alla fine dei 45 minuti, per recuperare le interruzioni verificatesi durante il gioco.

 

Test 30- Espressioni idiomatiche con la parola “testa”

giovedì 12 giugno 2014

Con il prossimo esercizio ripassiamo le espressioni idiomatiche che contengono la parola "testa".

Se volete, prima potete leggere l’articolo dedicato a questo argomento: www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/

Buon test!
Prof. Anna