Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Gli avverbi di tempo – approfondimento

giovedì 26 marzo 2015

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, questa settimana approfondiremo alcuni aspetti dei principali avverbi di tempo, vedremo che possono avere diversi significati a seconda del contesto in cui vengono usati.

Buona lettura!

Prof. Anna

Gli avverbi di tempo servono a determinare il tempo di svolgimento di un’azione, il tempo di svolgimento può trovarsi a una distanza più o meno prossima dal momento in cui si parla o si scrive.

Vediamo insieme quali sono i principali avverbi di tempo e quali sono i loro significati:

ancora:

⇒ esprime la continuità dell’azione nel presente, nel passato e nel futuro:Ieri alle undici di sera Marco era ancora in ufficio;

⇒ in frasi negative indica un’azione che in quel momento non si è ancora verificata: - Non sono ancora riuscita a leggere il libro che mi hai prestato;

⇒ può significare di nuovo, un’altra volta: – Provaci ancora!;

mai:

⇒ può indicare fatti che non si svolgono o non si sono svolti, usato in frasi negative o interrogative dubitative: - Non sono mai andato all’estero; – Sei mai stato a casa mia?;

⇒ usato da solo ha la funzione di avverbio negativo, con un significato più forte di -no-: – Lo perdonerai un giorno? – Mai!;

⇒ può essere usato prima del verbo nell’espressione "mai che" con il significato di "non succedere mai" seguita dal congiuntivo: – Pagavamo sempre tutto noi. Mai che offrisse lui!;

⇒ può essere usato in proposizioni interrogative dirette o indirette con funzione rafforzativa accanto a chi, che, quale, perché, come, quando, quanto: -Perché mai te ne sei andato?;

ora, adesso: indicano azioni che si svolgono nel presente o che sono appena terminate; in quest’ultimo caso possono anche essere rafforzati: or ora, proprio ora, proprio adesso: – Siamo tornati propio ora;

già:

⇒ indica un’azione che rispetto al momento in cui si parla o rispetto ai fatti narrati si è conclusa ed è nel passato:      – Questo film l’ho già visto;

⇒ in proposizioni interrogative o esclamative esprime meraviglia, gioia o rimpianto per qualcosa che sta accadendo, sta per accadere, o è già accaduta: – Buona questa torta! Peccato che sia già finita;

⇒ usato da solo nelle risposte equivale a --: – Fa freddo oggi, vero? – Già;

ormai:

⇒ in molti casi è sinonimo di già: – Ormai è tardi (è già tardi);

⇒ indica un fatto giunto a maturazione, a compimento,col significato di -giunti a questo punto-: -Ormai non c’è più niente da fare

presto:

⇒ può indicare un fatto avvenuto prima del tempo stabilito (opposto a tardi): – Siamo arrivati presto all’appuntamento e il dottore non era ancora nel suo studio;

⇒ indica anche un fatto che si svolgerà in un immediato futuro: – Ci vediamo presto!

prima, precedentemente, dopo, poi: i primi due indicano fatti che si svolgono anteriormente, gli altri due fatti che si svolgono posteriormente: – Sono arrivato prima di te; - Di queste cosa parleremo dopo;

poi può anche significare:

inoltre, per giunta: -Non posso venire stasera e poi sono troppo stanco;

⇒ può avere valore avversativo con il significato di -però-: – Io fossi in te non ci adrei, tu poi fai come vuoi;

allora:

⇒ significa -in quel tempo: -Non immaginavo allora quel che sarebbe successo oggi;

⇒ può essere usato come congiunzione con valore conclusivo con significato di -in questo caso-: -Se vuoi venire, allora preparati;

⇒ può introdurre frasi interrogative indirette o espressioni esclamative per sollecitare una decisione o una risposta: – E allora? Com’è andato l’esame?;

⇒ l’avverbio allora ha assunto progressivamente nel tempo la funzione di sostantivo invariabile con il significato di "quel momento", "quel tempo": le abitudini di allora, la mentalità di allora, per questo motivo la forma "fino ad allora", che è più recente, è più frequente oggi di "fino allora".

Test 34- Gli aggettivi di relazione

giovedì 19 marzo 2015

Il prossimo esercizio è sugli aggettivi di relazione, per ripassarli leggete questo articolo: www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/; nell’articolo in alcuni aggettivi viene segnalato l’accento per suggerirvi la giusta pronuncia, ma si scrivono senza accento.

Buon test!

Prof. Anna

 

Test 34- Uso della preposizione -di- nelle soggettive implicite

giovedì 19 marzo 2015

Cari lettori e care lettrici nel prossimo esercizio dovrete scegliere se usare o meno la preposizione -di- prima del verbo all’infinito; per ripassare l’uso della preposizione -di- nelle proposizioni soggettive implicite potete leggere questo articolo: www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/

Buon test!

Prof. Anna

Test 34- I pronomi doppi

giovedì 19 marzo 2015

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, questa settimana ripassiamo gli ultimi argomenti trattati nel blog.

Verificate le vostra conoscenza dei pronomi doppi con il seguente esercizio in cui dovrete scegliere se inserire "chi", "quanto", "quanti" o "quante"; per ripassare questo argomento vi consiglio di leggere questo artcolo prima di affrontare il test: www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/

Buon test!

Prof. Anna

Gli aggettivi di relazione

giovedì 12 marzo 2015

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, questa settimana studieremo un gruppo particolare di aggettivi qualificativi: gli aggettivi di relazione; vedremo quali sono le loro particolarità e i loro significati.

Buona lettura!
Prof. Anna

Gli aggettivi di relazione costiutiscono un sottogruppo degli aggettivi qualificativi; sono chiamati così perché derivano da un sostantivo e conservano con esso una relazione; hanno per lo piò terminazione in: -ale (fisco⇒fiscale), -ico (elettricità⇒elettrico), -istico (calcio⇒calcistico), -ano (Italia⇒italiano), -ario (finanza⇒finanziario).

Gli aggettivi di relazione possiedono alcune caratteristiche che li distinguono dagli altri aggettivi qualificativi:

non possono essere collocati prima del nome perché hanno in generale una funzione restrittiva

(vedi: www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/), quindi per esempio: la situazione economica e NON l’economica situazione;

• non si possono graduare, quindi non hanno il comparativo e il superlativo: per esempio: una rivista semestrale (che esce ogni sei mesi), non si può dire: questa rivista è semestralissima; l’uso del comparativo e del superlativo è possibile solo quando l’aggettivo è usato in senso figurato: lui è italianissimo.

Alcuni aggettivi di relazione sono formati a partire da radici parzialmente o completamente diverse dal nome di base (per esempio al sostantivo "cuore" corriponde "cardiaco"); si tratta in genere di parole formate con basi greche o latine, proprie del lessico tecnico-scientifico o intelletuale, questi usi vengono definiti colti.

A volte l’aggettivo colto è affiancato da un derivato regolare (per esempio: da Grecia si ha "ellenico" e "greco"), ma non sempre i significati coincidono perfettamente, altre volte allo stesso nome corrispondono più aggettivi di relazione con un significato parzialmente diverso.

AGGETTIVI DI RELAZIONE "IRREGOLARI"

Ecco un elenco dei più comuni aggettivi di relazione "irregolari" e a fianco, quando ci sono, le forme "regolari", vi consiglio di consultare un vocabolario per cogliere le diverse sfumature di significato nei casi in cui allo stesso nome corrispondano più aggettivi di relazione:

aggettivi relativi ad animali:

⇒ cavallo: equino (mostra equina = mostra di cavalli);

⇒ maiale: suino (carne suina = carne di maiale);

⇒ pecora: ovino (allevamenti ovini = allevamenti di pecore);

⇒ pesce: ìttico (mercato ittico = mercato del pesce);

termini del linguaggio medico:

⇒ bocca: orale (igiene orale);

⇒ cuore: cardiaco (battito cardiaco);

⇒ febbre: piretico (farmaco antipiretico=farmaco contro la febbre); forma regolare: febbrile;

⇒ fegato: epatico (malattie epatiche = malattie del fegato);

⇒ sangue: emàtico (perdite ematiche = perdite di sangue);

⇒ stomaco: gàstrico (ulcera gastrica = ulcera dello stomaco);

⇒ testa: cefàlico;

⇒ labbro: labiale;

⇒ occhio: oculare, oculìstico, oftàlmico; (per esempio, si dice bulbo oculare, testimone oculare, ma studio oculistico e pomata oftalmica);

⇒ vecchiaia: senile;

termini del linguaggio tecnico-scientifico:

⇒ calore: termico;

⇒ colore: cromàtico;

⇒ terremoto: sìsmico;

nomi di luogo:

⇒ Germania: tedesco;

⇒ Giappone: nippònico; forma regolare: giapponese;

⇒ Grecia: ellènico; forma regolare: greco;

⇒ Spagna: ibèrico; forma regolare: spagnolo (si dice: penisola iberica, ma cantante spagnolo);

⇒ Svizzera: elvètico; forma regolare: svizzero (si dice: confederazione elvetica, ma cioccolato svizzero);

⇒ Portogallo: lusitano; forma regolare: portoghese;

altro:

⇒ acqua: ìdrico;

⇒ campagna: rurale; forma regolare: campestre;

⇒ gioco: lùdico;

⇒ guerra: bèllico;

⇒ isola: insulare; forma regolare: isolano;

⇒ lettera: epistolare;

⇒ nozze: nuziale;

⇒ navigazione: nàutico;

⇒ sogno: onirico.