Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘Per gli insegnanti’

Il mestiere dell’insegnante

martedì 16 giugno 2009

È la fine della scuola! Finalmente! Nei volti degli insegnanti, si vede la grande fatica e la grande scontentezza di chi ha lavorato tanto, senza essere riconosciuto adeguatamente.
Gli alunni sono a volte interessati più alla convenzione dei voti, che alla reale gioia di conoscere. E il ministro della pubblica istruzione è interessato più a far quadrare i conti, che al reale funzionamento della “baracca scuola”. Trovatemi un’altra delle grandi nazioni ricche dove si muore perché un muro della tua scuola crolla durante una lezione…
La scuola italiana è spesso oggetto di critiche immotivate. Le riforme introdotte con il fine di migliorarla sembrano produrre più danni che benefici: parafrasando una famosa canzone potremmo dire che lo sapremo solo vivendo. Per ora sappiamo che gli insegnanti  italiani sono tra i meno pagati in Europa. Si è diffusa l’opinione errata che alunni italiani siano tra gli ultimi per quanto riguarda la preparazione. In realtà, i test che proverebbero ciò riguardano soprattutto la cultura scientifica e matematica, che in effetti in Italia è un po’ trascurata rispetto a quella artistico-letteraria.

Per molti italiani, i libri sono un optional e la cultura non è considerata redditizia: dunque pochissimi sono gli investimenti  statali. La cultura dell’immagine e quella televisiva soppiantano di gran lunga la cultura cartacea del sapere. Viviamo in una società che ha scelto “l’avere” e “l’apparire” a discapito “dell’essere”. 
Essere insegnante oggi è come remare controcorrente, cioè diffondere una cultura che molti disprezzano. Chi sceglie di insegnare oggi, indipendentemente dall’ordine e grado della scuola, sceglie di fare il missionario.

La professione dell’insegnante è tra i lavori più stressanti che ci siano: non vi sono gratificazioni sociali ed economiche. Per esempio, spesso si sente dire che noi insegnanti lavoriamo troppo poco, solo 18 ore a settimana, e che per tutta l’estate siamo in vacanza. Chi afferma ciò, parla senza cognizione di causa, cioè senza conoscere ciò che sta dicendo. Chi insegna deve preparare le lezioni, preparare i compiti, che poi non si correggono da soli. Ci sono i collegi dei docenti, i consigli di classe, le programmazioni, le relazioni finali, le valutazioni eccetera .

Il lavoro di insegnante, se fatto bene, richiede più di 36 ore a settimana. Per quanto riguarda le “lunghe vacanze estive”, ci sono anche gli esami di maturità e di licenza media. Si finisce di lavorare a metà luglio o oltre e a fine agosto siamo a disposizione della scuola per i primi collegi dei docenti.  Un mese e mezzo di pausa non è "tutta l’estate". 

Noi forniamo ai nostri alunni gli strumenti per crescere, per affrontare la società, per trovare un lavoro ma anche per pensare profondamente. Li educhiamo al giusto e al bello.
Ma spesso troviamo alunni più interessati al gossip o ai reality piuttosto che alla cultura o al sapere, abituati a rimanere concentrati solo per pochi minuti, non per una lezione di un’ora.

Tutta la società sta attraversando una profonda crisi! Proprio per questo nella scuola si dovrebbe investire più di ogni altra attività o istituzione, come avviene nei paesi più evoluti. Non facciamo che una crisi economica diventi anche crisi di valori. La scuola è la speranza per il futuro, la fabbrica del mondo di domani.  Si dovrebbe investire di più in cultura e in ricerca, non di meno. Dobbiamo insegnare ai nostri giovani a pensare liberamente.

Invece che continuare a diffamare i nostri insegnanti, dovremmo cominciare a ringraziarli per il lavoro che la maggior parte di loro fa malgrado mille difficoltà!

Prof. Valerio Giacalone

Test d’entrata

venerdì 24 aprile 2009

Care colleghe e cari colleghi, oggi parlerò dell’entry test, il test di entrata. Esso è di fondamentale importanza per individuare il livello della classe. Il test di entrata o di livello potrà essere, inoltre, utile per scoprire eventuali lacune degli studenti. 
Propongo una scelta di domande a risposta multipla, dove l’alunno si troverà errori comuni (distrattori), con livello a  A1 a  B1.
Ricordo che oltre lo scritto, anche altri elementi dovrebbero essere presi in considerazione per comprendere appieno la competenza linguistica del gruppo classe: la comprensione e la produzione orale. Queste due competenze  possono essere tranquillamente testate in un secondo momento. Ecco una lista di 30 domande, delle quali diamo la chiave di lettura a fine esercizio. Il tempo per lo svolgimento non dovrebbero essere superiore ai  30/40 minuti. Ho aggiunto anche una domanda di composizione libera (100 parole), in modo tale da avere un ulteriore elemento di valutazione!  

Buon lavoro
Prof. Valerio Giacalone

 


TEST DI ENTRATA DI LINGUA ITALIANA

    • Eros Ramazzotti  è ________ cantante italiano famoso nel mondo.
      • a) una
      • b) un
      • c) uno
    • ________ penne sono sul banco.
      • a) Le
      • b) La
      • c) I’
    • Maria è un ragazza ________ .
      • a) studiosi
      • b) studiosa
      • c) studioso
    • _______ insegnanti sono simpatici.
      • a) Questi
      • b) Questa
      • c) Questo
    • Anche se ha poco tempo libero, Marta ______ a trovarci tutti i giorni
      • a) è venuta
      • b) viene
      • c) ha venuta
    • La mia maglietta è ______ sua.
      • a) più bianca di
      • b) più bianca della
      • c) più bianca che la
    • Ogni mattina compro un cornetto e _______ .
      • a) lo mangio
      • b) gli mangio
      • c) le mangio
    • Il giornale è ______ sedia.
      • a) nella
      • b) per la
      • c) sulla
    • ______ un computer in questo ufficio?
      • a) Ci sono
      • b) Sono
      • c) C’è
    • ______ la musica classica, Signora Rossi?
      • a) La piace
      • b) Gli piace
      • c) Le piace
    • Andrò _______ Pisa per le vacanze di Pasqua.
      • a) su
      • b) a
      • c) in
    • Mentre _______ i piatti, _______ la musica.
      • a) lavavo/ascoltavo 
      • b) ho lavato/ascoltavo 
      • c) lavavo/ho ascoltato  
    • Il quaderno rosso è ______.
      • a) tua
      • b) tue
      • c) tuo
    • Dove (tu) ______ sabato prossimo?
      • a) andi 
      • b) vai 
      • c) andrete
    • Simona _______ bene la lingua italiana!
      • a) studi
      • b) studia
      • c) studiai 
    • La mia casa si trova _______ banca.
      • a) accanto della 
      • b) accanto alla 
      • c) accanto con la 
    • Puoi comprare un quaderno per Giorgio? Sì, ______ compro.
      • a) gliela 
      • b) glielo 
      • c) le lo   
    • Quanti esami universitari hai già dato? _______ ho dato nove.
      • a) Gli 
      • b) Le 
      • c) Ne 
    • Quanto tempo ________ per andare a Verona in auto?
      • a) ne vuole 
      • b) ci vuole 
      • c) ti vuole 
    • Sono sicuro che domani ______.
      • a) pioverebbe 
      • b) pioveva 
      • c) pioverà 
    • Oggi, non _______ bene.
      • a) sono
      • b) sento
      • c) sto  
    • Penso che Mary _____ inglese.
      • a) sarebbe
      • b) abbia
      • c) sia  
    • Non _______ così tanto! Ti ubriachi!
      • a) bevevi
      • b) bere
      • c) berrai
    • Se Antonio mi ______ a ballare, io ci _______.sicuramente
      • a) inviterebbe/andrei
      • b) invitava/andavo
      • c) invitasse/andrei
    • Sabato Massimo ha provato _____ cucinare per noi una torta.
      • a) a
      • b) di
      • c) per 
    • La zia ______ cui ho regalato dei gioielli  è la sorella di mio padre.
      • a) per
      • b) di
      • c) a 
    • Avrei voluto che Giuseppe e Giovanna _____ in discoteca venerdì scorso.
      • a) erano venuti
      • b) fossero venuti
      • c) venivano 
    • _____ un appuntamento con la parrucchiera per domani.
      • a) Ho dato
      • b) Ho fatto
      • c) Ho preso 
    • Non _____ di questa confusione! Torniamo a casa!
      • a) ne ho più
      • b) ce ne posso
      • c) ne posso più 
    • Vuoi i CD nuovi di mio fratello ora? Se ______ avessi ______ presterei.
      • a) ce li/ti
      • b) ci/ti
      • c) ce li/te li

 

Ecco le risposte corrette:
1b, 2a, 3b, 4a, 5b, 6b, 7a, 8c, 9c, 10c, 11b, 12a, 13c, 14b, 15b, 16b, 17b, 18c, 19b, 20c, 21c, 22c, 23b, 24c, 25a, 26c, 27b, 28c, 29c, 30c,

 

Srivi una tua presentazione con più di 100 parole

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Novità sul nostro sito

giovedì 23 aprile 2009

Cari lettrici e lettori di Intercultura blog,

il sito Benvenuti è attivo da oltre un anno e sta ricevendo un crescente apprezzamento da parte vostra, come vediamo dalle statistiche di accesso. Vi ringraziamo per aiutarci a creare un punto di riferimento online dedicato alla lingua italiana e all’intercultura.

Questa settimana trovate alcune novità nelle pagine del sito Benvenuti. Innanzitutto abbiamo attivato una finestra nella homepage che mostra la parola del giorno: un servizio abbinato al dizionario italiano Zingarelli, che adesso diventa accessibile direttamente dal nostro sito. Ogni giorno viene presentata una parola italiana, strana o che comunque presenta delle curiosità. Un modo divertente per approfondire la nostra conoscenza linguistica.

L’altra novità è l’uscita del testo Noi due, corso avanzato di italiano per stranieri, di Tania Pasqualini e Patrizia Flammini. Si tratta del secondo volume del corso Noi, che è già molto apprezzato degli insegnanti e dagli studenti della lingua italiana. Con Noi due, si consegue il livello linguistico B2 nella conoscenza dell’italiano.

Grazie dell’attenzione. Speriamo che questo sito continui a essere utile,
Giovanni Enriques
Zanichelli editore

L’unità didattica

martedì 24 febbraio 2009

Care colleghe e cari colleghi, oggi affronteremo un argomento  di fondamentale importanza per noi insegnanti: L’unità didattica.
L’unità didattica (U D) è un modello operativo, che nasce come attività di “risoluzione di problemi” durante gli anni trenta.  Solo in seguito, precisamente  negli anni sessanta, viene impiegato in maniera frequente e diffusa.
E’ il modello utilizzato ampiamente dai metodi e approcci diretti,  cioè quegli approcci e metodi, dove si cerca di insegnare la lingua straniera come si "apprende"  la lingua madre, cioè  prediligendo  l’insegnante madrelingua e materiali autentici.
Anche se vi sono diversi modelli di unità didattica, tutte le U D sono articolate su tre macrofasi, le quali a loro volta comprendono alcune microfasi o sottosequenze.
1) La prima fase è di presentazione di ciò che si deve svolgere in classe. Essa è poi formata da tre microfasi: La motivazione, la percezione globale e l’analisi.
La motivazione è fondamentale. Senza motivazione non c’è acquisizione e a volte neanche apprendimento.  Vi sono due tipi di motivazione, una “integrativa “ e  l’altra “strumentale”. Quella “integrativa” serve per integrarsi in un gruppo, quella “strumentale” è usata come mezzo per ottenere qualcosa.
Nella microfase della globalità si presenta all’allievo il testo iniziale,  che include ciò che deve apprendere:  può essere un dialogo, un testo scritto, o qualsiasi altro materiale da noi scelto per la classe. Questa microfase, che può anche essere ripetuta più volte, è caratterizzata dall’induttività, cioè ci si rivolge alla parte destra del cervello del discente, che comprendere appunto in maniera estensiva. In questa fase si rispetta il principio di direzionalità naturale di apprendimento, che va appunto dall’emisfero destro a quello sinistro. Nella microfase dell’analisi si analizza, si comprende il materiale dato, sia singolarmente che in lavori di gruppo.
2) La seconda fase consiste nel lavoro sul testo,  in  compiti di rielaborazione e si suddivide nelle microfasi di  fissazione, reimpiego, sintesi e riflessione.
La fissazione è un processo di  memorizzazione,  di acquisizione di regole, cioè di meccanismi di funzionamento della lingua, prediligendo compiti e non esercizi, cioè esecuzione di soluzioni e problemi di carattere comunicativo e creativo.
La microfase di reimpiego può essere svolta tranquillamente durante la fissazione, cercando sempre di spingere l’allievo a un riutilizzo personale e creativo.
La sintesi cambia logicamente a seconda del metodo. Nel metodo situazionale la sintesi, per esempio, sarebbe la realizzazione in aula di esempi di comunicazione simulata, mentre  nel metodo nozionale- funzionale la sintesi risulterebbe essere la riflessione sulla lingua, cioè la consapevolezza linguistica.
La riflessione sulla lingua considera come punto centrale l’allievo e come oggetto considera l’intera competenza comunicativa, mentre, se dovessimo fare un paragone, l’insegnamento della grammatica, nell’approccio formalistico, ha come soggetto l’insegnante e come oggetto le regole grammaticali.
3) L’ultima fase dell’ U D è quella di controllo: la verifica,  la valutazione e l’attività di recupero sono le microfasi che la compongono.
Ricordiamo che la verifica è una parte della valutazione (raccoglie dati), mentre la valutazione è un insieme di complesse operazioni che consiste nel reperire materiale, definire dei parametri per il punteggio, elaborarli e infine si esprimere un giudizio.
Nel caso di un giudizio negativo si passa poi alla microfase del recupero. Lo scopo qui, è di ovviare ad una insufficiente acquisizione dei contenuti linguistici da parte dei discenti  trattati durante l’U D.  
Anche se l’UD potrebbe sembrare una fredda sequenza di fasi, starà a noi, care colleghe e colleghi, renderla affascinante, dinamica e accogliente. Un processo dove protagonista sia la gioia e la condivisione di una cultura altra.
Buon lavoro e buona unità didattica   

Prof. Valerio Giacalone

Il dettato

venerdì 9 gennaio 2009

Cari colleghe e colleghi, il dettato rappresenta un’attività didattica molto utile e una verifica sia per noi docenti che per i discenti. In maniera diretta gli alunni possono comprendere se sono in grado di trasformare un fonema, cioè un suono, in grafema, cioè nella parola scritta.

Con il dettato, il docente  può capire dove c’è bisogno di un rinforzo o dove si nascondono problemi di scrittura tipici della lingua italiana, come per esempio: le doppie, le parole con la “h”, gli accenti e gli apostrofi.
Se il dettato è inteso come pura esercitazione, si potrebbe optare per una correzione collettiva in classe. I ragazzi possono, dopo il dettato, ricevere una fotocopia del testo o vederlo proiettato con una lavagna luminosa. Gli alunni possono poi auto-correggere il proprio dettato o correggere quello di un compagno, in modo da essere responsabilizzati. In questa maniera i discenti affrontano, in una situazione rilassante, il problema spinoso della correzione e hanno la possibilità di memorizzare serenamente gli errori, senza "l’incubo" del voto. In tal modo gli alunni possono entrare in una sana competizione con i compagni, senza paura di sbagliare. La paura è un grande inibitore comunicativo, una grande nemica di ogni tipo di apprendimento.

Proponete ora una prova di un dettato, con un testo di un livello adatto alla vostra classe.
Il dettato si dovrebbe leggere tre volte. La prima lettura deve essere senza pause come preparazione, una sorta di “warm up”, di riscaldamento. La seconda è la vera e propria dettatura: dovrete dettare il testo a piccoli gruppi di parole, dando però un senso a ciò che leggete. Dovete rendere la dettatura comprensibile, ma nello stesso tempo non troppo facile. Nella terza e ultima lettura, più spedita della precedente, i ragazzi hanno la possibilità di scrivere le eventuali parole mancanti, che non hanno magari compreso durante la dettatura vera e propria.

Delle quattro abilità linguistiche (saper leggere, saper scrivere, saper capire e saper parlare), con il dettato si esercitano contemporaneamente la scrittura e la comprensione. Un ottima opportunità per noi, per le nostre alunne e per i nostri alunni.
Buon lavoro e buon dettato        
Prof. Valerio Giacalone