Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘Per gli insegnanti’

Insegnare… sperimentare

giovedì 16 ottobre 2008

 

Dal 20 al 26 ottobre ci saranno eventi in tutto il mondo per onorare la lingua italiana. Anche Intercultura Blog cerca umilmente di onorarla … tutto l’anno.   E chi meglio dell’insegnante può onorare la lingua e la cultura italiana? L’insegnante è il ponte tra il sapere e la classe, perno essenziale di ogni scuola.

Cari colleghi e colleghe, insegnare (dal latino “lasciare il segno”) è una delle attività più difficili e al contempo più affascinanti che ci possano essere. Si ha la possibilità di formare, di educare, di esporre il fascino della cultura. Maggiori conoscenze gli studenti apprendono oggi a scuola, maggiori strumenti avranno domani per affrontare la vita adulta e il lavoro.

Insegnare è una professione molto difficile. Forse è l’unico lavoro con persone (gli alunni) che vorrebbero essere altrove. Insegnare diventa allora un’impresa. L’insegnante “bravo” fa dimenticare agli alunni che avrebbero potuto fare altro al posto della lezione, in modo che siano invece contenti di seguirla.

Insegnare significa anche sperimentare, mettersi in discussione, essere pronti al confronto, trovare il materiale e le soluzioni più adatte. Il decreto del presidente della repubblica 419 del 1974, autorizza l’insegnante alla sperimentazione didattica. L’articolo 1  afferma: “l’autonomia didattica dei docenti può applicarsi come ricerca e realizzazione di innovazione sul piano metodologico- didattico.” 
Anche il gioco a volte può migliorare l’efficienza della didattica in classe.

Da tempo sperimento lezioni “dal vivo”, cioè lezioni calate in un contesto reale. Per farlo, è necessario lavorare con una classe composta da meno di 15 studenti a un livello elementare di conoscenza della seconda lingua (livelli A1/A2).
Si deve aver bene in mente cosa fare con la propria classe e lasciare il meno possibile all’improvvisazione. La lezione si può svolgere in un contesto naturale: una piazza, un mercato, un museo, un parco.

La classe non è l’unico luogo dove si impara una lingua. Per esempio, l’apprendimento della lingua madre avviene in famiglia, dove è fondamentale la funzione strumentale, cioè chiedere per ottenere. Quando possibile, ricreare una situazione naturale può sortire effetti positivi sia sull’apprendimento che sulla motivazione.

Si simula un "gioco di ruolo", il più possibile vicino alla realtà.

Per esempio, possiamo portare la classe in un mercato e spiegare agli alunni ciò che si vede: i vari tipi di frutta, la bilancia, il bancone, i commessi, i clienti. Si spiegano loro le frasi utili nella situazione, come per esempio “un chilo di mele, per favore”, “quanto costa?”, “posso pagare con la carta di credito?”. Oppure aggettivi come "acerbo", “maturo”, "caro”, “conveniente".

La mia esperienza a riguardo è molto positiva. Gli alunni imparano prima e meglio poiché  il contesto è reale e ciò che è visibile è più facile da memorizzare e sortisce una grande spinta motivazionale. La motivazione è una componente fondamentale e può sostenere gli studenti per tutta la durata del corso.

Un caro saluto e buon lavoro
Prof. Valerio Giacalone

La valutazione

mercoledì 4 giugno 2008

Cara collega, caro collega, in Italia, si avvicina la fine dell’anno scolastico. Momento delicato: la stanchezza si fa un po’ sentire e dobbiamo decidere il futuro scolastico dei nostri alunni. Oggi affronterò un argomento di fondamentale importanza per la didattica: la valutazione.
Innanzitutto, c’è da precisare, che la valutazione non è da confondere con la verifica. Essa ne è solo una parte e riguarda la raccolta dei dati e il punteggio.
La valutazione è un insieme di operazioni piuttosto complesse che vanno dal ricavare informazioni sull’apprendimento e sulla acquisizione dell’allievo, al definire dei parametri  oggettivi

per i test e alla finale elaborazione di un giudizio globale o specifico.  
La valutazione è un vero e proprio feedback dell’agire del docente ed è al contempo un elemento che, se mal gestito, può facilmente demotivare e creare ingiustizie all’interno del gruppo classe.


Le verifiche, sia orali che scritte, dovrebbero essere frequenti e non necessariamente annunciate. In tal modo si può tenere vivo e costante l’interesse verso la materia. Bisogna ricordare che l’apprendimento (LS, L2) non può mai avvenire se gli alunni studiano esclusivamente per il giorno della verifica. Lo studio per motivazioni estrinseche non diventerà mai acquisizione, ma solo apprendimento effimero e momentaneo. La costanza è la parola chiave che deve caratterizzare ogni attività di studio, soprattutto per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue.
La verifica sarà impostata su due momenti: uno formativo e uno sommativo.
La verifica formativa è finalizzata non tanto all’accertamento di quello che l’alunno sa ma piuttosto alla valutazione dei progressi durante il lavoro svolto con l’alunno. La verifica sommativa fa  emergere chi ha raggiunto l’obiettivo complessivo e chi ha bisogno invece di ulteriori interventi di recupero.
Durante la presentazione di ogni modulo didattico consiglio di articolare numerosi esercizi finalizzati al controllo del raggiungimento degli obiettivi. Esercizi alla lavagna, compiti a casa e interventi orali degli alunni ci offrono elementi per una valutazione il più possibile obiettiva. L’insegnante deve essere puntuale, preparato e motivato, ma deve essere anche in grado di valutare secondo dei criteri oggettivi.

L’effetto “Alone” e “Pigmalione”, se presenti, influiscono negativamente nella valutazione dei discenti e nel rapporto docente-alunno.
L’effetto "Alone" descrive un fenomeno psicologico per cui la simpatia o l’antipatia dell’insegnante per l’allievo si riflettono in una maggiore o minore profitto. L’effetto "Pigmalione" descrive il fenomeno per cui ogni docente si crea una sua immagine dell’allievo, per cui è lento nell’accorgersi dei suoi cambiamenti.

Per un alunno è veramente demotivante essere valutato per la simpatia o antipatia che si suscita all’insegnante.

 
Anche durante le verifiche, utilizzate materiale che risalti aspetti della cultura e civiltà italiana. La lingua è sempre da considerare come espressione culturale di un popolo e non solo come puro elemento comunicativo.
Altro elemento fondamentale della valutazione consiste nel fatto che gli alunni dovrebbero sempre essere a conoscenza dei voti da loro ottenuti. Questi possono essere utilizzati per dirigere il loro studio o per colmare alcune eventuali lacune: la valutazione deve essere un ponte tra alunno e docente.


Quando valutiamo, dovremmo essere in grado di riconoscere la differenza tra errore e sbaglio. Il primo deriva da incomprensione o lacuna profonda e solitamente necessita dell’intervento dell’insegnante. Lo sbaglio, invece, deriva da una distrazione: solitamente lo stesso studente, messo di fronte alla stessa domanda e lasciato riflettere, si accorge spontaneamente del “malfatto”.


La valutazione del discente straniero, in classe di italiani, deve essere espressa con attenzione. Soprattutto per quanto riguarda il primo anno di adattamento. Bisognerebbe conoscere la storia scolastica e anche “personale” dell’alunno. La sua valutazione dovrebbe tener conto della sua situazione e dei suoi sforzi di adattamento, non solo linguistici ma anche socio-culturali. Dovremmo essere in grado di percepire  la motivazione, l’impegno, le potenzialità di apprendimento e anche la previsione del futuro sviluppo scolastico dell’alunno. Gli sforzi di un nuovo studente straniero sono rivolti non esclusivamente ad andare bene a scuola, ma anche ad essere accettato all’interno del gruppo classe. In altre parole il discente utilizza “energia”  non solo per essere promosso dai professori ma anche dai suoi compagni.

Le Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli studenti stranieri, pubblicate dal Ministero dell’istruzione nel 2006, affermano a riguardo della valutazione:

"Per il consiglio di classe che deve valutare alunni stranieri inseriti nel corso dell’anno scolastico – per i quali i piani individualizzati prevedono interventi di educazione linguistica e di messa a punto curricolare – diventa fondamentale conoscere, per quanto possibile, la storia scolastica precedente, gli esiti raggiunti, le caratteristiche delle scuole frequentate, le abilità e le competenze essenziali acquisite. In questo contesto, che privilegia la valutazione formativa rispetto a quella “certificativa” si prendono in considerazione ilpercorso dell’alunno, i passi realizzati, gli obiettivi possibili, la motivazione e l’impegno e, soprattutto, le potenzialità di apprendimento dimostrate."

Ricorda: valutando i tuoi alunni valuterai, in parte, anche il tuo operato come insegnante! Sii clemente 

Buon lavoro e buona valutazione
Prof. Valerio Giacalone
 

La certificazione della lingua italiana

martedì 13 maggio 2008

Buongiorno cari amiche e amici di Intercultura blog.
Oggi vi propongo un’intervista a Lorenzo Rocca, professore all’Università per stranieri di Perugia e responsabile formatore CVCL (Centro Valutazione Competenza Linguistica).
Ho posto al professor Rocca alcune domande. Spero possano essere utili per capire meglio come funziona la certificazione della lingua italiana (CELI) in Italia. Un’intervista utile  per tutti coloro che si interessano alla nostra bella lingua, sia come insegnanti che come studenti.
Buon Intercultura blog 

 

Giacalone: Che cosa sono gli esami CELI?
Rocca: Gli esami CELI sono i certificati linguistici che attestano la conoscenza della lingua italiana elaborati dall’Università per stranieri di Perugia. L’attività di certificazione è un’attività istituzionale dell’Università di Perugia, che è stata la prima istituzione italiana a rilasciare certificati linguistici già nel 1987: da allora sono stati circa 100mila gli esami CELI somministrati in tutto il mondo.
Giacalone: A chi sono rivolti gli esami  Celi?
Rocca: Sono rivolti a candidati non italofoni di età non inferiore ai 16 anni.
Giacalone: In quanti livelli è suddiviso?
Rocca: Attualmente sono previsti 6 esami CELI per l’italiano generale: dal CELI Impatto che certifica il raggiungimento del livello A1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento al CELI 5 che attesta il raggiungimento del livello C2.
A questi esami per l’italiano generale si affiancano quelli per italiano commerciale (CIC); per l’italiano con finalità didattiche (CELI 5 doc), per i giovani (CELI G) e per i cittadini immigrati adulti (CELI I).
Giacalone: Perché è utile prendere la certificazione CELI?
Rocca: La spendibilità degli esami CELI è connessa all’importanza di conseguire una certificazione linguistica  riconosciuta dal Ministero e dal Consiglio d’Europa, spesso indispensabile per l’ingresso nelle università italiane e inoltre strumento per il riconoscimento di crediti formativi per la maturità.
Giacalone: Dove possono andare gli studenti per certificare la loro conoscenza della lingua italiana?
Rocca: In uno qualsiasi degli oltre 200 Centri di esame diffusi in maniera capillare in tutto il mondo.
Giacalone: Ci sono delle date ben precise per sostenere gli esami

?
Rocca: Sì, le sessioni di esami CELI per l’italiano generale sono 3 e vengono sempre previste nei mesi di marzo, giugno e novembre di ogni anno.

Nel mese di maggio invece sono previste la sessione Giovani e quella Immigrati.
Giacalone: Quanto costa per uno studente sostenere l’esame?
Rocca: La tassa di iscrizione è pari a 90 € ma vi è un’ampia casistica relativa  a riduzioni significative della stessa fin oltre il 50%.
Giacalone: E per chi vive all’estero? Come funziona la certificazione?
Rocca: L’esame è unico, in Italia come all’estero. Essendo un test di competenza, deve esser somministrato a prescindere dal dove o dal come si sia preparato il candidato: stessi costi, stessi contenuti. Si mira cioè a misurare abilità indipendentemente dai percorsi di apprendimento.
Giacalone: Cosa significa per una certificazione essere riconosciuta dall’ALTE? E cosa è l’ALTE?
Rocca:  L’ALTE è l’Associazione europea dei language testers. Far parte dell’ALTE vuol dire garantire trasparenza e confrontabilità tra diversi sistemi di certificazione: per esempio la struttura e la tipologia dei tasks prevista per il conseguimento del livello B2 sarà la medesima sia per gli esami CELI per la lingua italiana che per gli esami ESOL di Cambridge per la lingua inglese.
Giacalone: Qual è l’indirizzo del sito dove si possono avere ulteriori informazioni
Rocca:  Il sito ufficiale della certificazione di Perugia è
www.unistrapg.cvcl.it
Giacalone: Per iscriversi all’università italiana è necessaria una certificazione?
Rocca: Sì, il MIUR riconosce il CELI 3 come livello minimo per le Università italiane nell’ambito del contingente assegnato agli iscritti stranieri ed il CELI 4 come livello minimo valido anche al di fuori di tale contingente.
Giacalone: E per lavorare in Italia? O avere la cittadinanza?
Rocca: Molti contratti collettivi di lavoro prevedono la necessità di frequentare corsi di lingua italiana: sotto questo aspetto i certificati CELI esonerano il lavoratore dalle ore di aula in quanto attestano il conseguimento delle competenze linguistico comunicative richieste.
Per quanto riguarda la cittadinanza, attualmente la normativa in essere non prevede alcun requisito linguistico: la I Commissione permanente Affari Costituzionali della Camera  ha però già adottato il testo unificato Bressa, riguardante “Modifiche alla legge n.91 del 1992, recante nuove norme sulla cittadinanza”. Il testo – è bene ribadirlo- non è ancora stato convertito in legge. Ma alcune importanti indicazioni tendono ad anticipare le future linee guida, anche in rapporto con quanto già è avvenuto o sta avvenendo in molti Paesi europei. In particolare l’art. 5 sottolinea che “l’acquisizione della cittadinanza italiana è sottoposta alla verifica della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio della Repubblica, riscontrata da una conoscenza della lingua italiana parlata equivalente al livello A2”.
Giacalone: Grazie per la gentilezza e il suo prezioso tempo Professor Rocca  
Rocca: Grazie a voi.
 
 

“La programmazione”

giovedì 28 febbraio 2008

Cari colleghi e colleghe, come va il duro e affascinante lavoro dell’insegnante?
Oggi parlerò della programmazione! C’è da precisare che non esiste "la programmazione", cioè una programmazione standard ben precisa. Bensì esistono diversi tipi di programmazioni, tutti validi perché redatti da professionisti e perché adatti a contesti particolari che solo i docenti conoscono! 

Ci sono però alcune indicazioni che dovrebbero essere seguite.
La programmazione dovrebbe essere compilata solo dopo aver conosciuto la classe, per essere specifica per quel contesto particolare. La classe è come una impronta digitale: unica e irripetibile. Grande errore pensare che le programmazioni siano interscambiabili, adatte ad ogni contesto. Seguono delle coordinate spaziali, sociali e temporali irripetibili.    

La programmazione dovrebbe elencare non solo i contenuti ma anche gli obiettivi e gli strumenti. Dovrebbe affrontare anche lo spinoso argomento della valutazione. Oltre a interessarsi di cosa si affronterà in classe, essa dovrebbe spiegare anche come.

Ricordo per i colleghi che si avvicinassero ora al mondo della didattica una piccola e facile differenza tra programmazione e programma: la prima è ciò che si intende fare, il secondo è ciò che effettivamente si è svolto in classe. Essi sono distinti anche temporalmente: la programmazione avviene all’inizio dell’attività didattica, il programma a fine corso. Un’altra differenza, che è giusto far emergere nella programmazione della lingua italiana, è la seguente: LS o L2? O meglio l’italiano come lingua straniera o l’italiano come lingua seconda. La lingua straniera (LS) si apprende nella propria nazione, per esempio la lingua inglese studiata in Italia da un italiano. La lingua seconda (L2) è la lingua che si apprende in un paese diverso da dove si è nato, per esempio l’italiano studiato da un tunisino in Italia.
Dal punto di vista prettamente didattico non vi è molta differenza nell’insegnare italiano a Parigi o nell’insegnare in una classe di stranieri a Firenze. La differenza viene percepita sicuramente dallo studente, il quale troverà diversi stimoli studiando l’italiano in Italia piuttosto che in un qualsiasi altro paese europeo.
 
Care colleghe e colleghi, ecco una proposta di obiettivi e un elenco degli argomenti che si potrebbero trattare in una classe di discenti principianti assoluti. Ipotizzo 4 livelli da 80 ore ciascuno: gli studenti  dovrebbero, dopo 320 ore, acquisire competenze per un livello intermedio B2.

Seguirò la gradualità o in altre parole cercherò di seguire il buon senso. 
Si darà pari spazio alle 4 abilità  linguistiche: saper capire, saper parlare, saper leggere e saper scrivere. Esercizi finalizzati all’ascolto, alla produzione orale, alla lettura e alla composizione scritta dovrebbero aver luogo in tutti e quattro i livelli.
Una parte del corso potrebbe essere inoltre dedicata alla visione di film, all’ascolto di dialoghi in lingua originale, all’analisi di testi di canzoni con relativi esercizi di articolazione fonetica.
All’interno del corso sono incluse anche le verifiche, gli esercizi, per il recupero e quant’altro possa essere utile a motivare e migliorare la didattica.
Spero vivamente che da questa proposta di programmazione possiate prendere spunto per riflessioni o commenti o che possa essere utile per integrare la vostra.

Vi ringrazio per avere scelto Intercultura blog, a presto.
Buon lavoro,
Prof. Valerio Giacalone

 

 

    Obiettivi e argomenti  italiano  L2 /LS 
               
    
Livello di partenza: principiante assoluto 
   Livello finale : intermedio B2                
          Totale ore del corso: 320 (da livello A1 a B2)

 

Livello A1Breakthrough: livello introduttivo o di scoperta. Ore: 80 
- Salutare 
- Presentarsi
- L’alfabeto
- Ringraziare                                
- Chiedere come si sta
- Compitare
- Il verbo avere ed essere all’indicativo presente
- I numeri ordinali e cardinali
- Indicare l’ora
- Indicare il giorno e il mese
- Quanti anni hai
- Pronomi personali soggetto
- Aggettivi in – o – a – e (accordo)
- Aggettivi in – co – ca
- Interrogativo -chi?
- Articolo determinativo e indeterminativo
- Esprimere il possesso
- Indicare oggetti
- Chiedere e dare pareri
- Area lessicale : colori, oggetti personali, abbigliamento
- I nomi in – a – o – e
- Interrogativi: di chi? Quale?
- I possessivi mio tuo suo – Suo
- Dimostrativi questo quello
- Aggettivi: bello
- Chiedere e dire la professione
- Parlare di azioni presenti iniziate nel passato ( da quanto
  tempo)
- Esprimere possesso
- Area lessicale: parentela professioni- oggetti personali (2)
- Prima coniugazione regolare ( are) indicativo presente
- Verbi riflessivi e pronominali: Chiamarsi
- Coniugazione irregolare: indicativo presente di fare
- Usi dell’indicativo presente:  presente + da
- Possessivi: nostro, vostro, loro
- Imperativo regolare:formale e informale
- Documenti personali 
- Offrire, accettare, rifiutare
- Quantità
- Azioni abituali e future
- Area lessicale: quantità, cibi, bevande
- 2° coniugazione regolare (ere)- indicativo presente
- 3° coniugazione regolare (ire): indicativo presente
- Coniugazione irregolare di andare, stare, bere
- Verbi modali. Indicativo presente di volere
- Forma perifrastica: stare + gerundio
- Pronomi diretti: lo, la, li, le
- Essere in grado di comprendere e usare espressioni di 
  uso quotidiano e frasi basilari tese a soddisfare bisogni di 
  tipo concreto.
- Essere in grado di presentare se stessi e gli altri e di 
  formulare domande e rispondere sulle stesse (dati 
  personali, possesso, abitazione, provenienza,
  
  conoscenza, etc.)
- Essere in grado di interagire in modo semplice purché 
  l’interlocutore parli lentamente e chiaramente e sia  
  disposta  a collaborare

 livello A2 - Waystage: livello intermedio o di “sopravvivenza”.
 Ore: 80

- Partitivi: di e ne
- Uso delle preposizioni: in, a
- Localizzare servizi
- Chiedere e dare indicazioni di un percorso
- Area lessicale: mezzi di trasporto, luoghi in città
- Coniugazione irregolare: indicativo presente di dire, salire, 
  sapere
- Particella: ci (con i verbi volere e essere)
- Particella: ci, avverbio
- Verbi modali: dovere, potere
- Pronomi diretti e NE con i verbi modali e l’ infinito
- Preposizioni articolate : al, allo, alla, all’
- Forma impersonale con la particella: si
- Imperativo regolare
- Localizzare oggetti
- Parlare di prezzi
- Area lessicale: ambienti, comodità
- Preposizioni semplici e articolate: quadro generale
- Uso delle preposizioni: a, da, di, in, su
- Locuzioni preposizionali: in fondo a, vicino a, di fronte a, 
  davanti a, a – sinistra di, a destra di, fuori di,  sopra, sotto, 
  dietro, dentro
- Coniugazione irregolare  indicativo presente di dare
- Verbi in – care /-gare , indicativo  presente
- Forma impersonale con la particella si
- Chiede per sapere
- Chiedere per avere
- Esprimere possesso
- Area lessicale viaggiare (arrivi, partenze, servizi)
- Coniugazione irregolare di venire e uscire (indicativo 
  presente)
- Le tre coniugazioni generali are, ere, ire quadro generale
- Particella ci con il verbo avere
- Uso delle preposizioni: a, per, da, in, con, fra (tra)
- Preposizioni con pronomi
- Essere in grado  di comprendere frasi ed espressioni  
  usate frequentemente relative ad ambiti di immediata 
  rilevanza (es. fare la spesa,  informazioni, occupazione).
- Essere in grado di comunic

are in attività semplici e di  
  routine che richiedono un semplice scambio di 
  informazioni su argomenti familiari e comuni.
- Essere in grado di descrivere semplicemente aspetti del 
  loro background, dell’ambiente circostante e bisogni 
  immediati.

Livello B1Threshold: livello soglia
ore 80
- Fare paragoni
- Esprimere desideri
- Esprimere possesso
- Riferire informazioni altrui
- Area lessicale: documenti, valuta, qualità.
- Condizionale semplice
- Plurali irregolari
- Nomi in -co e -go
- Gradi dell’aggettivo
- Comparativo di maggioranza, minoranza e uguaglianza
- Gradi dell’aggettivo e dell’avverbio: superlativo assoluto
- Azioni passate
- Dare spiegazioni
- Formulare ipotesi
- Dare consigli
- Chiedere di ripetere
- Area lessicale: azioni quotidiane, sensazioni  e condizioni 
  fisiche
- Participio passato regolare e irregolare
- Passato prossimo
- Verbi riflessivi e pronominali: alzarsi
- Posizione dell’avverbio con  verbi ai tempi composti
- Indicativo imperfetto regolare e irregolare
- Uso dei tempi: passato prossimo e imperfetto
- Periodo ipotetico con indicativo
- Parlare dei nostri gusti
- Descrivere persone
- Informarci su identità
- Esprimere opinioni
- Area lessicale: interessi, caratteristiche fisiche
- Coniugazione irregolare: presente e passato prossimo di 
  piacere
- Pronomi indiretti (deboli e forti)
- Pronomi diretti e indiretti con verbi al passato
- Pronomi relativi: che congiuntivo presente di essere e  

  avere
- Usi del congiuntivo
- Esprimere un rammarico
- Fare supposizioni
- Esprimere certezza 
- Indicare il grado di una conoscenza 
- Area lessicale: vacanze, previsioni del tempo
- Futuro semplice regolare e irregolare
- Futuro anteriore
- Periodo ipotetico con il futuro
- Sapere/conoscere
- Interrogativi: come, chi, che,cosa, dove, quando, perché, 
  quanto
- Il verbo: cavarsela
- Descrivere un appartamento, una casa
- Descrivere l’arredamento – indicare le dimensioni-
- Area lessicale: tipi di abitazioni, arredamento
- Nomi alterati: diminutivi, vezzeggiativi, 
  accrescitivi,peggiorativi
- Aggettivi e avverbi alterati: diminutivi e vezzeggiativi
- Particella ne: specificazione
- Misure, numeri collettivi e moltiplicativi
- Congiunzioni con l’indicativo
- Essere in grado di comprendere  i punti chiave di 
  argomenti familiari che riguardano la scuola, il tempo 

  libero eccetera 
- Essere in grado di muoversi con disinvoltura in situazioni 
  che possono verificarsi mentre sono in Italia.
- Essere  in grado di produrre un testo semplice  relativo ad 
  argomenti familiari
- Essere  in grado di descrivere esperienze ed avvenimenti, 
  sogni, speranze e ambizioni
- essere in grado di spiegare brevemente le ragioni delle 
  loro opinioni e dei loro progetti 

 Livello B2 – Vantage: livello avanzato- indipendente.

Ore: 80.
- Piccoli commenti e narrazioni
- Informarsi
- Esprimere rincrescimento
- Formulare ipotesi
- Area lessicale: parti dell’automobile, o tecniche a scpelta
- Particella ne con verbi al passato
- Si passivante
- Imperfetto e passato prossimo dei verbi modali
- Periodo ipotetico con l’indicativo imperfetto
- Verbo: farcela  
- Imperfetto e passato prossimo
- Descrivere sintomi malattia
- Consigliare
- Suggerire
- Fare richieste
- Rimproverare
- Area lessicale: salute, servizi medici
- Condizionale semplice irregolare
- Condizionale composto
- Usi del condizionale semplice e composto
- Formazione dei nomi femminili
- Apprezzare
- Ordinare
- Esprimere speranza
- Area lessicale: specialità, ricette e ingredienti, qualità dei 
  cibi
- Congiuntivo presente irregolare
- Congiuntivo passato
- Congiuntivo e infinito
- Concordanza dei tempi e dei modi
- Gli  Indefiniti
- Pronomi combinati
- Misure di peso
- Al telefono
- Chiedere informazioni
- Chiedere servizi
- Fare richieste
- Confermare /disdire prenotazione
- Area lessicale: comunicazioni telefoniche, professioni e 
  mestieri
- Scuola
- Pronomi combinati con l’imperativo
- Gerundio presente regolare ed irregolare
- Usi del gerundio passato
- Gerundio passato
- Pronomi diretti con il gerundio
- Particella ci con i verbi pensare, credere, riuscire
- Infinito passato
- Infinito sostantivato
- L’infinito preceduto da preposizioni improprie
- Formazione dell’avverbio
- Parlare della propria vita
- Confermare
- Attività commerciali
- Passato remoto regolare ed irregolare
- Trapassato prossimo
- Forme organiche di comparativo e superlativo
- Verbo: tenerci
- Chiedere e dare consigli
- Chiedere di fare
- Riferire informazioni altrui
- Area lessicale: abbigliamento acquisti
- Pronomi combinati con l’infinito
- L’infinito con i pronomi personali e le particelle ci e ne
- L’imperativo negativo
- Il discorso indiretto
- Il verbo: andarsene
- Lo Sport
- Esprimere un sollievo
- Esprimere una delusione
- Informare e chiedere informazioni
- Parlare di azioni imminenti
- Chiedere e dare spiegazioni
- Area lessicale: sport, giochi di squadra
- Dalla forma attiva a quella passiva
- Forma passiva con i verbi modali
- Pronomi relativi: cui, il quale, chi
- Esprimere sorpresa
- Area lessicale viaggiare in auto
- Congiuntivo imperfetto regolare ed irregolare
- Usi del congiuntivo imperfetto
- Periodo ipotetico con il congiuntivo imperfetto
- Congiuntivo trapassato
- Periodo ipotetico con il congiuntivo trapassato
- Concordanza tempi e modi
- Analisi di una canzone a scelta tra le più rappresentative 
  della cultura italiana
- Redare un CV in lingua italiana
- colloquio di lavoro
- Essere in grado di comprendere le idee principali di testi 
  complessi su argomenti sia concreti che astratti, 
  comprese 
le discussioni tecniche nell’eventuale campo di 
  specializzazione.
- Essere in grado di interagire con una certa scioltezza e 
  spontaneità, che renderà possibile un’interazione naturale 
  con i parlanti nativi senza sforzo per l’interlocutore.

  

Gli articoli

mercoledì 6 febbraio 2008

thegearpage.net

Buongiorno, bentornato in Intercultura blog. Ecco un altro argomento: gli articoli!
Nella lingua italiana, oltre agli articoli da regalo, ci sono anche gli articoli d et

erminativi e indeterminativi, meno simpatici ma molto utili. Oggi parlerò di questi ultimi.


Buon Intercultura blog, buon lavoro e a presto. 

Prof.Valerio Giacalone

Gli articoli

Gli articoli in italiano sono di due tipi: indeterminativo e determinativo.
I primi servono a indicare un elemento generico, per esempio "una macchina", i secondi ad indicare un elemento specifico, particolare di un insieme, per esempio "la Ferrari".

Gli articoli indeterminativi:

maschile singolare: un, uno (davanti a parole che iniziano per z, gn, x, pn, ps o s impura, cioè s seguita da una consonante)

femminile singolare: una, un’ (davanti a parole che iniziano per vocale).

Ricorda che per gli articoli indeterminativi non esiste una forma plurale vera e propria;
si usa l’articolo partitivo maschile (degli) o femminile (delle).

Gli articoli determinativi:

maschile singolare: il, lo (davanti a parole che iniziano per z, gn, x, pn, ps, o s impura)
 
femminile singolare: la (che diventa l’ davanti a parole che iniziano per vocale)

maschile plurale: i, gli (davanti a parole che iniziano per z, x, gn, pn, ps, s impura o vocale)
 
femminile plurale: le

Oggi, si usa "un" e "il" anche con alcune parole che iniziano per "pn": nel linguaggio familiare "il pneumatico" ( cioè ruota della macchina) è più comune di "lo pneumatico", ed è anche  accettato nelle grammatiche.
Stai molto attento perché la scelta dell’articolo è effettuata sulla base della parola che segue, anche se questa non è un sostantivo ma un’altra parte del discorso, guarda ora gli esempi:

"Il bravo attore", anche se è "l’attore"
"Il bello specchio", anche se è "lo specchio"
"Lo strano comportamento", anche se  è "il comportamento"

 

Ora fai l‘esercizio e scegli l’articolo corretto … e per me  l’articolo da regalo!    

 esercizio di livello A1

Gli articoli

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. … casa è bella ma cara.


    • La

    • Le

    • L’
  • 2. Non è importante dove sono nati … spaghetti, l’importante è mangiarli.

    • i

    • gli

    • le
  • 3. Tra poco arriva … bella notizia.

    • un

    • un’

    • una
  • 4. … guerra non è mai giusta.

    • La

    • Le

    • Lo
  • 5. Un sorriso di … bambino è un regalo per tutti.

    • una

    • uno

    • un
  • 6. Bisogna imparare a guardare … televisione.

    • le

    • lo

    • la
  • 7. Se studi … libro "Noi", impari a la lingua italiana.

    • il

    • le

    • lo
  • 8. Quando vieni porta … pane.

    • lo

    • il

    • la
  • 9. Vedo …. scoiattolo sul prato.

    • il

    • lo

    • gli
  • 10. … zaino è molto grande.

    • La

    • Il

    • Lo