Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘La lingua italiana’

I verbi riflessivi e pronominali

giovedì 28 gennaio 2010

 Cari lettori e lettrici, di solito l’uso dei verbi riflessivi risulta un po’ complicato per chi studia l’italiano, oggi vedremo quando si usano e come si coniugano.

Buon Intercultura blog!

Prof. Anna

Prova a leggere il seguente testo facendo attenzione all’uso dei verbi riflessivi.

LA GIORNATA DI CLARA

La mattina mi sveglio alle 7:00, mi lavo, mi vesto e mi preparo la colazione, il mio gatto si sveglia insieme a me, fa colazione anche lui e poi si addormenta di nuovo. Arrivo al lavoro alle 8:30 e mi siedo davanti al computer, lavoro per un paio d’ore e verso le 10:30 mi alzo per andare a prendere un caffè e scambiare quattro chiacchiere con i miei colleghi. Alle 13:00 vado a pranzo, mi mangio un panino, mi fumo una sigaretta e poi torno al lavoro fino alle 18:00. Ogni tanto passo una serata con gli amici. Io e i miei amici ci incontriamo in un pub in centro, beviamo qualcosa e a volte andiamo al cinema o in discoteca, mi diverto molto insieme a loro. A fine serata io e i miei amici ci salutiamo e io torno a casa e, anche se sono stanca, non mi pento della bella serata passata in compagnia.

FORMA RIFLESSIVA

I verbi riflessivi sono verbi che per diversi motivi sono accompagnati da un pronome rilessivo (mi, ti, si, ci, vi, si) che concorda con il soggetto, vengono generalmente usati per indicare che l’azione espressa dal verbo riguarda direttamente il soggetto che la esegue. Tuttavia esistono tipi diversi di verbi riflessivi che si differenziano a seconda della funzione del pronome.

1- I verbi riflessivi possono essere verbi transitivi (ovvero che hanno un complemento oggetto), come per esempio lavare o vestire. Questi verbi possono essere usati sia in maniera transitiva: io lavo una mela; io vesto un bambino; sia in maniera riflessiva: io mi lavo, io mi vesto. In questo caso l’azione espressa dal verbo si riflette direttamente sul soggetto. Qualche esempio: mi cambio, mi pettino, mi diverto, ecc.

2-  Alcuni verbi riflessivi possono avere un valore reciproco, per esempio l’espressione: "ci vediamo domani!" indica che domani io vedrò te e tu vedrai me. Alcuni esempi: salutarsi, incontrarsi, abbracciarsi, baciarsi, dividersi, separarsi.

3- Molto spesso può capitare che gli italiani trasformino verbi che non sono riflessivi in verbi riflessivi, per esempio: "mi mangio un panino e mi fumo una sigaretta"; l’uso del pronome in questo caso sottolinea il soggetto che compie l’azione, in questo modo rendiamo l’informazione che viene data (mangio un panino e fumo una sigaretta) meno distaccata e quindi più personale.

 

FORMA PRONOMINALE

Ci sono poi i verbi pronominali: dal punto di vista formale questa coniugazione è identica a quella riflessiva poiché questi verbi sono costantemente accompagnati dalle particelle pronominali (mi, ti, si, ci,vi), ma, a differenza di quanto accade nei verbi riflessivi, in questo caso il pronome non svolge alcun ruolo sintattico, cioè non è né complemento oggetto né complemento di termine.

Fanno parte dei verbi di forma pronominale:

- un gruppo di verbi intransitivi che vengono usati prevalentemente in questa forma: accorgersi, arrabbiarsi, pentirsi, ribellarsi, vergognarsi;

- un gruppo di verbi transitivi (abbandonare, alzare, commuovere, decidere) che, accompagnati dalla particella pronominale, cambiano significato e assumono valore intransitivo (abbandonarsi, commuoversi, decidersi, alzarsi);

- un gruppo di verbi intransitivi (affacciare, approfittare, sedere) che esistono solo nella forma pronominale senza differenze di significato (approfittare di qualcuno o approfittarsi di qualcuno) o con una leggera differenza di significato (sedere=stare seduti; sedersi= mettersi a sedere).

Vediamo ora come si coniugano i verbi riflessivi. Prendiamo come esempio il verbo chiamare nella sua forma riflessiva chiamarsi.

 

io
mi chiamo
tu
ti chiami
lui – lei si chiama
noi ci chiamiamo
voi
vi chiamate
loro si chiamano

ATTENZIONE!

Per formare l’infinito di un verbo riflessivo si unisce il pronome riflessivo all’infinito del verbo: lavare – lavarsi; incontrare – incontrarsi.

Con i verbi che reggono l’infinito, l’infinito dei verbi riflessivi si forma unendo il pronome possessivo relativo al soggetto all’infinito del verbo:

Devo alzarmi presto.

Devi alzarti presto.

Con i verbi modali (dovere, potere, volere) il pronome riflessivo si può trovare prima del verbo:

Mi devo alzare presto.

Ti devi alzare presto.

Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.

    • Io e Marco si incontrano alle 9.

    • Io e Marco ci incontrano alla 9.

    • Io e Marco ci incontriamo alle 9.
  • 2. Scegli la frase senza errori.

    • Maria si sposa tra un mese.

    • Maria si sposi tra un mese.

    • Maria vi sposi tra un mese.
  • 3. Scegli la frase senza errori.

    • A che ora si addormentate voi la sera?

    • A che ora si addormentano voi la sera?

    • A che ora vi addormentate voi la sera?
  • 4. Scegli la frase senza errori.

    • Io e Natalia si svegliamo alle 7.

    • Io e Natalia ci svegliamo alle 7.

    • Io e Natalia mi svegliamo alle 7.
  • 5. Scegli la frase senza errori.

    • Io non mi trucco quasi mai.

    • Io non ci trucco quasi mai.

    • Io non si trucco quasi mai.
  • 6. Scegli la frase senza errori.

    • Quando andate in palestra si mettete le scarpe da ginnastica.

    • Quando andate in palestra vi mettete le scarpe da ginnastica.

    • Quando andate in palestra ti mettete le scarpe da ginnastica
  • 7. Scegli la frase senza errori.

    • Come si chiamano i tuoi amici?

    • Come ci chiamiamo i tuoi amici?

    • Come ti chiami i tuoi amici?
  • 8. Scegli la frase senza errori.
  • 9. Scegli la frase senza errori.

    • Alex è troppo nervoso, ha bisogno di rilassarsi.

    • Alex è troppo nervoso, ha bisogno di rilassarti.

    • Alex è troppo nervoso, ha bisogno di si rilassa.
  • 10. Scegli la frase senza errori.

    • Fatima non si ammala mai.

    • Fatima non si ammali mai.

    • Fatima non ti ammala mai.

I mezzi di trasporto in Italia

giovedì 21 gennaio 2010

 Cari lettori e lettrici di Intrcultura blog, oggi vi parlo di un argomento importante per potersi muovere con facilità sul territorio italiano, sapere quali sono i mezzi di trasporto più usati in Italia vi permetterà non solo di conoscere le abitudini di vita degli italiani ma anche di scegliere quello più adatto per le vostre esigenze.

Buona lettura e buon viaggio!

Prof. Anna

Gli italiani trascorrono una buona parte della loro giornata sui mezzi di trasporto, quasi la metà degli italiani dichiara di passare un tempo superiore ai quindici minuti sui mezzi di trasporto per gli spostamenti da casa al luogo di lavoro o di studio. La maggior parte delle persone usa i mezzi di trasporto motorizzati e solo una minima parte si sposta a piedi o in bicicletta.

Il mezzo di trasporto

quotidiano più usato dagli italiani è l’automobile, mentre meno utilizzati sono i mezzi di trasporto pubblici urbani e extraurbani. Per gli spostamenti urbani, oltre l’automobile, il mezzo più diffuso è l’autobus e nelle grandi città, come Roma e Milano, la metropolitana. Molti italiani, per evitare il traffico cittadino, si muovono con lo scooter, ma per apprezzare le bellezze naturali e artistiche dell’Italia, la cosa migliore è spostarsi per le viuzze del centro storico in bicicletta.

Per i viaggi extraurbani gli italiani utilizzano frequentemente il treno sia per gli spostamenti di lavoro quoditiani dei pendolari di solito verso le grandi città, sia per viaggi di piacere tra i centri abitati.

Esistono vari tipi di treni, con diverse caratteristiche e prezzi. I treni Eurostar Italia Alta Velocità (AV) sono una categoria di treni molto veloci, le caratteristiche principali di questi treni sono l’elevata velocità (300 km/h) e l’alto livello di comfort offerto a bordo. La prenotazione del posto è obbligatoria e si deve fare prima di salire sul treno. Per questa categoria di treni la tariffa è una delle più elevate. Anche i treni Eurostar Italia (ES) sono molto veloci e fanno poche fermate, collegano le principali città italiane, anche per questi treni la prenotazione è obbligatoria. I treni Intercity (IC) fanno più fermate rispetto all’Eurostar, sono abbastanza veloci e collegano città anche molto lontane tra loro, la prenotazione è obbligatoria. Il treno regionale (R) è il più economico ma anche il più lento e collega solo città vicine tra di loro.

L’aereo è usato sempre più frequentemente per rapidi spostamenti anche all’interno dei confini nazionali, oltre che per viaggi molto lunghi sia per lavoro che per turismo.

Poichè l’Italia è un paese marittimo, navi, traghetti e imbarcazioni private vengono utilizzate per spostarsi nelle città costiere e nelle grandi e piccole isole. A Venezia ci si muove attraverso i canali, i corsi d’acqua che attraversano la città, con il motoscafo, il traghetto e la famosa gondola.

mezzi di trasporto: veicoli che permettono di muoversi da un luogo all’altro.

dichiarare:dire, affermare.

motorizzato: che funziona a motore.

a piedi: camminando.

quotidiano: di tutti i giorni.

pubblico: accessibile a tutti, che tutti possono utilizzare.

urbano: della città, in città.

extraurbano: al di fuori di una città.

spostamento: trasferimento da un luogo all’altro.

diffuso: frequente, comune.

cittadino: della città.

apprezzare: stimare, valutare positivamente.

viuzza: via stretta e corta.

pendolare: persona che si sposta abitualmente dalla propria casa al luogo di lavoro.

viaggio di piacere: trasferimento da un luogo all’altro che si fa per turismo, per piacere.

centro abitato: città, paese.

categoria: insieme di cose o di persone raggruppate in base a caratteristiche comuni.

elevato: alto.

comfort: insieme di comodità che rende confortevole un’abitazione o un mezzo di trasporto.

bordo: spazio interno di qualunque mezzo di trasporto.

tariffa: costo, prezzo stabilito.

fermata: interruzione della corsa di un mezzo di trasporto pubblico per lasciare salire e scendere i viaggiatori.

rapido: veloce.

marittimo: di mare.

nave: mezzo di trasporto sull’acqua caratterizzato da grandi dimensioni.

traghetto: nave attrezzata per il trasporto di passeggeri e veicoli.

imbarcazione: mezzo di trasporto sull’acqua di piccole dimensioni.

privato: personale.

costiero: della costa, la zona che costituisce il limite tra la terra e il mare.

motoscafo: imbarcazione a motore molto veloce di piccole e medie dimensioni.

gondola: barca lunga e sottile tipica della laguna veneta.

Ora rispondi alle seguenti domande:

1- Qual è il mezzo di trasporto più usato dagli italiani?

2- Qual è il mezzo di trasporto che usi di più e perchè?

3- Come si spostano gli italiani in città?

4- Per quali categorie di treni è necessaria la prenotazione?

5- Quali mezzi di trasporto vengono usati nelle città di mare?

6- Quali sono i mezzi di trasporto più usati nel tuo paese di origine?

 

Gli interrogativi

giovedì 14 gennaio 2010

 Ciao a tutti lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi vi propongo un argomento molto importante per poter comunicare con gli altri, ovvero gli aggettivi e gli avverbi interrogativi; è fondamentale conoscere bene questi elementi della frase per poter formulare correttamente delle domande.

Buona lettura

Prof. Anna

GLI AGGETTIVI E I PRONOMI INTERROGATIVI

Gli aggettivi interrogativi possono avere anche il valore di pronomi. Gli aggettivi precedono sempre un nome e concordano con esso nel genere (maschile-femminile) e nel numero ( plurale-

singolare), per esempio: quanti anni hai?. I pronomi, invece, sostituiscono il nome, per esempio: chi è quel ragazzo?.

Gli aggettivi e i pronomi interrogativi servono a fare una domanda, diretta o indiretta, sulla qualità, la quantità o l’identità del nome a cui si riferiscono.

Osservate la seguente tabella:

                     SINGOLARE            PLURALE

  maschile femminile maschile femminile

qualità-identità

che che che che
qualità- identità quale quale quali quali
quantità quanto quanta quanti quante
identità chi chi chi chi

I primi tre (che, quale, quanto) hanno funzione sia di aggettivo sia di pronome; chi ha solo la funzione di pronome. Vediamoli uno per uno:

CHE: non cambia nel genere (maschile-femminile) e nel numero (plurale-singolare). Come aggettivo equivale a quale, ma è più comune nella lingua parlata, per esempio: che ora è?; non so che libro leggere; come pronome si usa solo in riferimento a cose (per le persone si usa chi) per esempio: che fai?; che dici?: a che pensi?.

Per esprimere il pronome interrogativo riferito a cose, l’italiano ha a disposizione tre possibilità equivalenti tra di loro: che; che cosa; cosa.

Per esempio:

Che è successo?

Che cosa è successo?

Cosa è successo?

QUALE: si usa per formulare domande sulla qualità (quali progetti hai?); o sull’identità (in quale negozio vuoi andare?), è uguale per il maschile e il femminile, ma cambia nel plurale (quali); nella lingua scitta è meglio usare quale e non che. È possibile trovare la forma qual davanti a vocale (qual è?) e a volte anche davanti a consonante (qual buon vento).

QUANTO: serve a fare domande relative alla quantità, varia nel genere e nel numero, per esempio: quanta neve è caduta?; quante persone ci sono?; quanto zucchero vuoi nel caffè?; quanti giorni avete di vacanza?.

CHI: si usa esclusivamente per indicare persone o esseri animati, è uguale per il maschile e femminile e anche

per il singolare e il plurale. Può essere usato come soggetto (chi ha parlato?), complemento oggetto (dimmi chi hai incontrato) o complemento indiretto (con chi vai al cinema?).

ATTENZIONE!

Tutti gli aggettivi e i pronomi interrogativi possono essere usati anche con valore esclamativo, per esempio: che bello!; quanta gente!; quale onore! a chi lo dici!

AVVERBI INTERROGATIVI

Gli avverbi sono parti invariabili del discorso, non cambiano nel genere (maschile-femminile) e nel numero (singolare-plurale) e servono a modificare il significato delle parole a cui si affiancano.

Come gli aggettivi e i pronomi interrogativi, gli avverbi interrogativi servono a introdurre una domanda relativa al modo; luogo; tempo; misura o valore; causa.

Osserva la tabella:

modo come
luogo dove
tempo quando
misura o valore quanto
causa perchècome mai

 Vengono usati sia nelle domande dirette: come ti chiami?; dove vai?; quando torni?; quanto costa?; perchè piangi?; come mai sei in ritardo?, ma anche nelle domande indirette: non so come si chiama; dimmi dove abiti; non so perchè non è venuto; dimmi come mai non hai studiato; non so quando torna.

Di solito come e dove davanti ad alcune forme del verbo essere subiscono elisione:

Com’era tuo fratello da piccolo?

Dov’è la mia borsa?

ATTENZIONE!

Alcuni avverbi interrogativi si usano anche nelle frasi esclamative: quanto ti amo! come sto male!

Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.

    • Dove fate sabato sera

      ?


    • Quando fate sabato sera?

    • Che cosa fate sabato sera?
  • 2. Scegli la frase senza errori.

    • Qual è il tuo film preferito?

    • Qual’è il tuo film preferito?

    • Che è il tuo film preferito?
  • 3. Scegli la frase senza errori.

    • Quale hai conosciuto mia sorella?

    • Chi hai conosciuto mia sorella?

    • Come hai conosciuto mia sorella?
  • 4. Scegli la frase senza errori.

    • Quanto dura la lezione?

    • Quanta dura la lezione?

    • Quando dura la lezione?
  • 5. Scegli la frase senza errori.

    • Come sei così triste?

    • Come mai sei così triste?

    • Quanto sei così triste?
  • 6. Scegli la frase senza errori.

    • Chi fratelli hai?

    • Quanto fratelli hai?

    • Quanti fratelli hai?
  • 7. Scegli la frase senza errori.

    • Dov è il mio portafoglio?

    • Che è il mio portafoglio?

    • Dov’è il mio portafoglio?
  • 8. Scegli la frase senza errori.

    • In quali direzione vuoi andare?

    • In quale direzione vuoi andare?

    • In quanto direzione vuoi andare?
  • 9. Scegli la frase senza errori.

    • Perchè non vieni con noi in montagna?

    • Dove non vieni con noi in montagna?

    • Quanto non vieni con noi in montagna?
  • 10. Scegli la frase senza errori.

    • Quante gente c’era al concerto?

    • Quanta gente c’era al concerto?

    • Quanto gente c’era al concerto?

La preposizione DA

giovedì 7 gennaio 2010

Cari lettori e lettrici ben tornati su Intercultura blog e soprattutto buon 2010!

Spero che abbiate passato delle vacanze divertenti e riposanti e che siate pronti ad affrontare insieme nuovi argomenti.

Buona lettura!
Prof. Anna

LA PREPOSIZIONE DA

L’uso di questa preposizione è abbastanza complesso, quindi oggi ci concentriamo solo sugli usi più frequenti.

Questa preposizione ha principalmente un significato di movimento a partire da un punto reale o immaginario.

1- Può esprimere origine e provenienza da un luogo:

Arrivo stasera da Roma.

Vengo da casa.

Torno da scuola.

2- Può esprimere unione, in particolare esprime il moto verso una persona o stato in luogo e si usa i presenza di un nome di persona, un nome di famiglia o di professione o di un pronome:

Vado a studiare da Marta.

Sono da Marco.

Sono dal dottore.

Siamo stati a pranzo dai Bianchi.

Mi fa male un dente, devo andare da un dentista.

Passo da te dopo la scuola.

La preposizione DA si usa anche con il nome di alcuni negozi, quando questi nomi si riferiscono direttamente alla persona che lavora in quel negozio. Per esempio:

dal giornalaio (in edicola); dal tabaccaio (in tabaccheria); dal panettiere (in panetteria); dal macellaio (in macelleria); dal meccanico (in officina); dal benzinaio (al distributore di benzina); dal carrozziere (in carrozzeria).

3- Può esprimere separazione da qualcosa o da qualcuno, allontanamento da un luogo:

Sono andato via da Milano perchè c’era troppo traffico.

Marco si è separato da sua moglie.

La scuola è molto lontana da casa mia.

4- La preposizione DA può avere anche un valore temporale e si riferisce a un punto di partenza o di origine nel tempo:

Abito a Bologna da due anni.

 

Da domani comincio ad andare in piscina tutti i giorni.

Da quanto tempo studi l’italiano?

Questa preposizione si usa anche per indicare un momento particolare della vita passata o futura, per esempio: da giovane, da piccolo, da bambino, da grande, da vecchio.

Da piccolo mi piaceva giocare all’aperto.

Che lavoro vuoi fare da grande?

5- Oltre a essere usata con i verbi di movimento per indicare la provenienza (vengo da Roma) o il moto verso una persona (vado da mia zia), la preposizione DA si usa anche con alcuni verbi:

difendersi da qualcuno o qualcosa; ripararsi da qualcosa; pretendere qualcosa da qualcuno; dipendere da qualcuno o qualcosa; escludere da qualcosa; tradurre da una lingua in un’altra.

6- Molto frequente è la costruzione indefinito (qualcosa, qualcuno, nessuno, niente, ecc.) + DA + verbo all’infinito:

Non c’è niente da mangiare.

Volete qualcosa da bere?

Stasera non c’è niente da fare.

Il professore cerca qualcuno da interrogare.

 

Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.

    • Abito da Londra da due anni.

    • Abito in Londra tra due anni.

    • Abito a Londra da due anni.
  • 2. Scegli la frase senza errori.

    • Veniamo da pranzo a te.

    • Veniamo a pranzo da te.

    • Veniamo in pranzo da te.
  • 3. Scegli la frase senza errori.

    • Andiamo dal giornalaio a comprare qualcosa per leggere.

    • Andiamo dal giornalaio a comprare qualcosa da leggere.

    • Andiamo in giornalaio a comprare qualcosa da leggere.
  • 4. Scegli la frase senza errori.

    • Vado in gelateria.

    • Vado da gelateria.

    • Vado a gelateria.
  • 5. Scegli la frase senza errori.

    • Franco è da Spagna.

    • Franco è di Spagna.

    • Franco è spagnolo.
  • 6. Scegli la frase senza errori.

    • Laura pretende molto di te.

    • Laura pretende molto da te.

    • Laura pretende molto a te.
  • 7. Scegli la frase senza errori.

    • Mio fratello è molto diverso di me.

    • Mio fratello è molto diverso a me.

    • Mio fratello è molto diverso da me.
  • 8. Scegli la frase senza errori.

    • Fai attenzione quando scendi nel treno!

    • Fai attenzione quando scendi sul treno!

    • Fai attenzione quando scendi dal treno!
  • 9. Scegli la frase senza errori.
  • 10. Scegli la frase senza errori.

    • Il risultato del test dipende per te.

    • Il risultato del test dipende da te.

    • Il risultato del test dipende a te.

Test 2

giovedì 10 dicembre 2009

Cari lettori e lettrici, in queste ultime lezioni abbiamo affrontato insieme alcuni argomenti fondamentali per costruire le basi di una buona conoscenza dell’italiano, quindi credo che possa essere utile per voi ripassarli e valutare se sono stati ben assimilati, il risultato del test vi aiuterà a capire dove incontrate ancora difficoltà.

Buon test a tutti!

Prof. Anna

IL NOME E L’AGGETTIVO

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.

    • Le dicotece stasera sono aperte.

    • Le discoteche stasera sono aperte.

    • Le discoteche stasera sono aperti.
  • 2. Scegli la frase senza errori.

    • La rosa è un fiore molto profumato.

    • La rosa è un fiore molto profumata.

    • La rosa è un fiore molto profumate.
  • 3. Scegli la frase senza errori.

    • Le università italiane sono antice.

    • Le università italiane sono antiche.

    • Le universitè italiane sono antiche.
  • 4. Scegli la frase senza errori.

    • I miei colleghi sono simpatici.

    • I miei collegi sono simpatici.


    • I miei colleghi sono simpatichi.
  • 5. Scegli la frase senza errori.

    • Il problema di matematica è molto complicate.

    • Il problema di matematica è molto complicata.

    • Il problema di matematica è molto complicato.
  • 6. Scegli la frase senza errori.

    • Le amice di Marta sono simpatiche.

    • Le amiche di Marta sono simpatiche.

    • Le amiche di Marta sono simpatice.
  • 7. Scegli la frase senza errori.

    • Il pigiama di mio fratello è verde e viola.

    • Il pigiama di mio fratello è verda e viola.

    • Il pigiama di mio fratello è verde e viole.
  • 8. Scegli la frase senza errori.

    • La biro di Natalia è rotto.

    • La biro di Natalia è rotta.

    • La biro di Natalia è rotte.
  • 9. Scegli la frase senza errori.

    • Vado al mercato a comprare dei fungi fresci.

    • Vado al mercato a comprare dei fungi freschi.

    • Vado al mercato a comprare dei funghi freschi.
  • 10. Scegli la frase senza errori.

    • In vacanza mi piace fare molto foto.

    • In vacanza mi piace fare molte foto.

    • In vacanza mi piace fare molti foto.

ARTICOLI DETERMINATIVI

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.

    • Mia cugina è più grande di me.

    • La mia cugina è più grande di me.

    • Mia la cugina è più grande di me.
  • 2. Scegli la frase senza errori.

    • I studenti studiano per l’esame.

    • Gli studenti studiano per il esame.

    • Gli studenti studiano per l’esame.
  • 3. Scegli la frase senza errori.

    • La Inghilterra è un’isola.

    • Inghilterra è un’isola.

    • L’inghilterra è un’isola.
  • 4. Scegli la frase senza errori.

    • Samira porta il zaino a scuola.

    • Samira porta la zaino a scuola.

    • Samira porta lo zaino a scuola.
  • 5. Scegli la frase senza errori.

    • Non capisco tedesco, ma parlo portoghese.

    • Non capisco il tedesco , ma parlo il portoghese.

    • Non capisco tedesco, ma parlo il portoghese.
  • 6. Scegli la frase senza errori.

    • Agosto è mese ideale per andare in ferie.


    • Agosto è il mese ideale per andare in ferie.

    • L’Agosto è il mese ideale per andare in ferie.
  • 7. Scegli la frase senza errori.

    • Il sport più seguito in Italia è sicuramente il calcio.

    • Gli sport più seguito in Italia è sicuramente il calcio.

    • Lo sport più seguito in Italia è sicuramente il calcio.
  • 8. Scegli la frase senza errori.

    • Oggi è il 10 Dicembre.

    • Oggi è 10 Dicembre.

    • L’oggi è il 10 Dicembre.
  • 9. Scegli la frase senza errori.

    • Stato italiano fa parte della Comunità Europea.

    • Il Stato italiano fa parte della Comunità Europea.

    • Lo Stato italiano fa parte della Comunità Europea.
  • 10. Scegli la frase senza errori.

    • Dobbiamo comprare il pane e lo sale.

    • Dobbiamo comprare il pane e il sale.

    • Dobbiamo comprare la pane e la sale.

 

Le preposizioni A e IN

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.

    • Domani vado a Atene.

    • Domani vado in Atene.

    • Domani vado ad Atene.
  • 2. Scegli la frase senza errori.

    • Abito a periferia, a Torino.

    • Abito in periferia, a Torino.

    • Abito in periferia, in Torino.
  • 3. Scegli la frase senza errori.

    • Non ho ancora imparato bene in sciare.

    • Non ho ancora imparato bene per sciare.

    • Non ho ancora imparato bene a sciare.
  • 4. Scegli la frase senza errori.

    • Vado a palestra tutte le sere.

    • Vado in palestra tutte le sere.

    • Vado da palestra tutte le sere.
  • 5. Scegli la frase senza errori.

    • Tra qualche giorno vado in vacanza.

    • Tra qualche giorno vado a vacanza.

    • Tra qualche giorno vado di vacanza.
  • 6. Scegli la frase senza errori.

    • Vivo a Sardegna, in Italia.

    • Vivo in Sardegna, in Italia.

    • Vivo a Sardegna, a Italia.
  • 7. Scegli la frase senza errori.

    • Vieni in mangiare con noi stasera?

    • Vieni per mangiare con noi stasera?

    • Vieni a mangiare con noi stasera?
  • 8. Scegli la frase senza errori.

    • Non mi sono ancora abituato in alzarmi presto la mattina.

    • Non mi sono ancora abituato a alzarmi presto la mattina.

    • Non mi sono ancora abituato ad alzarmi presto la mattina.
  • 9. Scegli la frase senza errori.

    • Oggi pomeriggio dobbiamo andare in banca.

    • Oggi pomeriggio dobbiamo andare a banca.

    • Oggi pomeriggio dobbiamo andare per banca.
  • 10. Scegli la frase senza errori.

    • Continuate in rimescolare il sugo per qualche mnuto.

    • Continuate rimescolare il sugo per qualche minuto.

    • Continuate a rimescolare il sugo per qualche minuto.

Che ora è?

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. 8:20

    • sono le nove meno quaranta.

    • sono le otto e venti.

    • è le otto e venti.
  • 2. 12:15

    • sono mezzanotte un quarto.

    • sono mezzanotte e un quarto.

    • è mezzanotte e un quarto.
  • 3. 4:45

    • sono le quattro meno un quarto.

    • sono le quattro tre quarti.

    • sono le quattro e tre quarti.
  • 4. 12:00

    • è mezzogiorno in punto.

    • sono mezzogiorno in punto.

    • è mezzogiorno a punto.
  • 5. 12:55