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Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘La lingua italiana’

Test 13 – congiuntivo esortativo -

giovedì 30 giugno 2011

Ripassiamo ora il congiuntivo esortativo.

Test 13 – il congiuntivo -

giovedì 30 giugno 2011

Ora un esercizio per ripassare il congiuntivo.

Test 13 – il trapassato prossimo -

giovedì 30 giugno 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi rip asseremo insieme gli argomenti trattati in questo ultimo mese, se avete dei dubbi vi consiglio di leggere gli articoli relativi a questi argomenti prima di affrontare il test.

Buon test

Prof. Anna

Congiuntivo esortativo e imperativo con i pronomi

giovedì 23 giugno 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, come prima cosa oggi prenderemo in esame un uso particolare del modo congiuntivo, dopodiché vedremo come si comporta il modo imperativo quando è accompagnato dai pronomi diretti e indiretti.

Buona lettura!

Prof. Anna

CONGIUNTIVO ESORTATIVO

Come già sapete, l’imperativo ha solo un tempo (il presente) e due sole forme (la seconda persona singolare e plurale: ascolta! ascoltate!); ma per le rimanenti persone (esclusa la prima persona singolare che non esiste) l’imperativo prende a prestito le forme del congiuntivo presente.

Ricordiamo che l’imperativo, e quindi anche il congiuntivo esortativo, si usa per dare un ordine o per invitare, pregare o esortare qualcuno a fare qualcosa.

Dunque useremo il congiuntivo esortativo per la terza persona singolare:

signora, mi ascolti!; Professor Rossi, non si arrabbi!

per la prima persona plurale:

adesso, per favore, ascoltiamo la lezione in silenzio!; ragazzi, non perdiamo tempo!

e per la terza plurale:

facciano ciò che vogliono!; ascoltino quello che ho da dire!

 

L’IMPERATIVO E I PRONOMI

Vediamo ora come si comportano i pronomi diretti e indiretti quando incontrano un verbo al modo imperativo:

di solito i pronomi personali complemento si trovano prima del verbo (non lo voglio, le piace molto), ma in alcuni casi, come con l’imperativo, sono posti dopo il verbo e si uniscono ad esso formando un’unica parola.

Vediamo insieme alcuni esempi:

Parla a me!  → Parlami!

Marta, compra il giornale!  → Compralo!

Mamma, prendi la borsa!  → Prendila!

Luca, finisci i compiti! → Finiscili!

Ragazzi, mangiamo le fragole!  → Mangiamole!

Sara, mostrami il tuo disegno!  → Mostramelo!

Prendete un po’ di dolce!  → Prendetene!

È possibile trovare una frase con un pronome diretto e un pronome indiretto, anche in questo caso i pronomi sono posti dopo il verbo all’imperativo, prima il pronome indiretto e poi quello diretto, come nei pronomi combinati:

Natalia, dà il quaderno a tuo fratello!  → Daglielo!

Ragazze, dite a Marco la verità!  → Ditegliela!

Parla a me dei tuoi problemi!  → Parlamene!

Le forme monosillabiche dell’imperativo raddoppiano la consonante quando sono seguite da un pronome:

Da’ a me il regalo!  → Dammelo!

Fa’ a me un favore!  → Fammelo!

Sta’ vicino a lei!  → Stalle vicino!

Di’ a me la verità!  → Dimmela!

Di’ a noi com’ è andata!  → Dicci com’è andata!

ATTENZIONE!

Il pronome gli fa eccezione:

sta’ vicino a lui  → stagli vicino.

Nella forma negativa dell’imperativo è possibile scegliere dove collocare il pronome, per esempio:

non guardare la televisione! → non guardarla!

Oppure: non la guardare!

Ripassiamo il congiuntivo

giovedì 16 giugno 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi ripassiamo un importante modo verbale: il congiuntivo.

Vedremo insieme come si coniuga e soprattutto quando deve essere usato.

Buona lettura!

Prof. Anna

 

Il congiuntivo presenta l’azione espressa dal verbo come incerta, desiderata, dubbia.

Se chi parla presenta un fatto per lui certo e reale usa il modo indicativo, se invece esprime un dubbio, un’ipotesi, un desiderio, una volontà, usa il modo congiuntivo, che è il modo della possibilità, della soggettività e dell’incertezza.

Vediamo prima di tutto come si coniuga il congiuntivo:

ARE

cantare

ERE

vedere

IRE

sentire

IRE

finire

che io canti che io veda che io senta che io finisca
che tu canti che tu veda che tu senta che tu finisca
che lui, lei canti che lui, lei veda che lui, lei senta che lui, lei finisca
che noi cantiamo che noi vediamo che noi sentiamo che noi finiamo
che voi cantiate che voi vediate che voi sentiate che voi finiate
che loro cantino che loro vedano che loro sentano che loro finiscano

 

ESSERE AVERE
che io sia che io abbia
che tu sia che tu abbia
che lui, lei sia che lui, lei abbia
che noi siamo che noi abbiamo
che voi siate che voi abbiate
che loro siano che loro abbiano

Vediamo ora come si coniuga il congiuntivo dei principali verbi irregolari:

ANDARE: vada, vada, vada, andiamo, andiate, vadano;

BERE: beva, beva, beva, beviamo, beviate, bevano;

DARE: dia, dia, dia, diamo, diate, diano;

DIRE: dica, dica, dica, diciamo, diciate, dicano;

DOVERE: debba, debba, debba, dobbiamo, dobbiate, debbano;

FARE: faccia, faccia, faccia, facciamo, facciate, facciano;

POTERE: possa, possa, possa, possiamo, possiate, possano;

RIMANERE: rimanga, rimanga, rimanga, rimaniamo, rimaniate, rimangano;

SALIRE: salga, salga, salga, saliamo, saliate, salgano;

SAPERE: sappia, sappia, sappia, sappiamo, sappiate, sappiano;

STARE: stia, stia, stia, stiamo, stiate, stiano;

TENERE: tenga, tenga, tenga, teniamo, teniate, tengano;

USCIRE: esca, esca, esca, usciamo, usciate, escano;

VENIRE: venga, venga, venga, veniamo, veniate, vengano;

VOLERE: voglia, voglia, voglia, vogliamo, vogliate, vogliano.

USO DEL CONGIUNTIVO

Il congiuntivo si usa prevalentemente nelle frasi subordinate ed è determinato dal verbo della frase principale, dal tipo di subordinata e da certe espressioni che precedono il verbo.

Il congiuntivo in certi casi si usa anche in frasi indipendenti.

 

Vediamo ora quando si usa:

L’uso del congiuntivo in frasi indipendenti:

nelle frasi indipendenti il congiuntivo è usato per esprimere:

un desiderio o un augurio: possiate essere felici per tutta la vita!;

un dubbio o una supposizione: non è ancora arrivato: che abbia perso il treno?;

un’esortazione, un invito: abbia un po’ di pazienza! vada via di qui immediatamente! ( il congiuntivo si usa al posto dell’imperativo nelle terze persone e nella prima plurale);

 

una concessione: abbia pure commesso degli errori, ma è sempre un amico.

L’uso del congiuntivo in frasi subordinate:

si usa in un gran numero di frasi subordinate, vediamo insieme quali sono i verbi che reggono il congiuntivo:

⇒ verbi che esprimono sentimento: temere, piacere, dispiacere, avere paura, sperare, essere contento / felice, vergognarsi:

spero che Marco arrivi presto, sono contento che tu stia bene;

⇒ verbi che esprimono opinione: credere, pensare, ritenere, supporre, avere l’impressione:

credo che loro debbano lavorare di meno, ho l’impressione che tu non dica la verità;

⇒ verbi che esprimono volontà: volere, desiderare, preferire, pretendere, ordinare, ordinare, vietare, permettere:

voglio che tu finisca di mangiare, preferisco che voi veniate da me;

⇒ verbi che esprimono un dubbio: dubitare, non essere sicuro / certo:

dubito che domani ci sia il sole, non siamo sicuri che tu stia bene;

verbi impersonali: basta, conviene, bisogna, occorre, pare, può darsi, sembra:

bisogna che tu studi di più, pare che loro non vogliano venire;

⇒ il verbo "essere" alla forma impersonale + aggettivo, avverbio o nome:

è meglio che voi vi comportiate bene, è impossibile che Marco non voglia venire;

⇒ il verbo "dire" alla forma impersonale:

si dice che Parigi sia una bellissima città;

⇒ il congiuntivo si usa con le espressioni: prima che, senza che, qualsiasi (qualunque), chiunque, comunque:

esco dalla classe senza che il professore se ne accorga; sarò soddisfatta, comunque vada l’esame.

ATTENZIONE!

Quando il soggetto della frase con il verbo all’indicativo è uguale al soggetto della frase con il verbo al congiuntivo non si usa CHE + congiuntivo ma DI + infinito:

credo di essere in ritardo = credo che io sia in ritardo;

mentre i verbi "potere", "volere", "dovere", "preferire", "desiderare" sono seguiti dall’infinito :

non voglio venire;

preferisco uscire con te.