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Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘La lingua italiana’

Le congiunzioni coordinative

giovedì 16 settembre 2010

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi parleremo di un elemento molto importante della frase, ossia le congiunzioni, vedremo quali sono e come si usano.

Buona lettura!

Prof. Anna

FUNZIONI E CLASSIFICAZIONE DELLE CONGIUNZIONI

Le congiunzioni servono a colleg are tra loro due o più parole in una frase o due o più frasi, stabilendo tra loro un rapporto logico. Le congiunzioni sono invariabili e possono essere classificate in base alla forma o alla funzione sintattica.

Rispetto alla forma le congiunzioni possono essere:

SEMPLICIse sono formate da una sola parola: e, o, ma, come, ecc.;

COMPOSTEse sono formate da due o più parole unite insieme: oppure (o + pure), neanche (né + anche), ecc.

Rispetto alla funzione si distinguono due tipi di congiunzioni:

COORDINATIVE uniscono frasi o  parti della frase mettendole sullo stesso piano;

SUBORDINATIVE collegano due frasi di cui una è dipendente dall’altra, specificando il tipo di legame tra di esse (causale, temporale, ecc.).

LE CONGIUNZIONI COORDINATIVE

Le congiunzioni coordinative collegano sempre elementi omogenei tra di loro.

Questi elementi possono essere:

soggetti: (nomi, pronomi, ecc.): Luca e Antonio sono fratelli.

aggettivi: Glorie è alta e magra.

avverbi: devi leggere

correttamente e lentamente.

complementi: ho mangiato la carne e l’insalata

preposizioni principali: sono andato al mare e ho fatto il bagno.

preposizioni subordinate dello stesso tipo: vado a scuola per imparare e per divertirmi.

 

Secondo il loro significato le congiunzioni coordinative si possono suddividere in:

copulative: possono essere positive ( e, anche, pure) o negative ( , neppure, nemmeno) e collegano due elementi con il semplice accostamento: ho comprato la frutta e il latte; non mi piace giocare a calcio, giocare a tennis.

disgiuntive: o, oppure, altrimenti ecc. Collegano due parole ponendole in alternativa: preferisci andare al cinema o a teatro?; accendi la luce, altrimenti non riesco a leggere. La congiunzione o, oltre al valore disgiuntivo, può avere anche valore esplicativo: la semiologia, o scienza dei segni, si è sviluppata molto in questo secolo.

avversative: ma, però, tuttavia, anzi, piuttosto, eppure ecc. Collegano due parole, o frasi,che si contrappongono l’una all’altra: oggi c’è il sole, ma non fa tanto caldo; questo vestito è molto bello, però è troppo costoso; Luca non è antipatico, anzi è molto spiritoso; l’esame non è andato bene, eppure avevo studiato molto; sono molto stanca, tuttavia verrò al cinema con te; non ho voglia di cucinare, piuttosto andiamo al ristorante;

 • dichiarative o esplicative: cioè, infatti, ossia, vale a dire, ecc. Introducono una parola o una frase che spiega o precisa ciò che è detto dalla parola o frase precedente: mio fratello è un veterinario, cioè cura gli animali; non sono abituata a bere il vino, infatti mi è venuto il mal di testa; ho una forte congiuntivite, ossia un’infiammazione agli occhi; Marta è stata bocciata, vale a dire che dovrà ripetere l’anno.

conclusive: dunque, quindi, ebbene, perciò, pertanto, allora, ecc. Segnalano che il secondo elemento è la conseguenza del primo: Marco è ingrassato molto, dunque deve mettersi a dieta; oggi è molto freddo, quindi copriti bene; ho lavorato tutto il giorno, perciò sono molto stanca; non ci siamo comportati bene, pertanto dobbiamo chiede scusa; Anna non ha voglia di uscire, allora rimane a casa.

correlative: e…e, o…o, né…né, sia…sia, non solo…ma anche, ecc. Stabiliscono una relazione tra due o più elementi: stasera o vengo con te a teatro o vado con Marta al cinema; Silvia non è grassa magra; ascolto sia la musica leggera sia la musica classica; è un libro non  solo interessante, ma anche molto divertente.

MA OPPOSITIVO E MA LIMITATIVO

La congiunzione ma ha due significati diversi:

1- avversativo- oppositivo⇒ quando stabilisce un’opposizione netta tra due termini: il semaforo non è verde, ma è rosso.

2- avversativo-limitativo (come però e tuttavia) ⇒quando introduce un concetto che limità la validità di quello che è stato detto precedentemente: fa freddo, ma è una bellissima giornata.

 

ATTENZIONE!

La congiunzione e diventa ed davanti a una parola che comincia con la stessa vocale: da piccola Lucia aveva i capelli lunghi ed era bionda; Marco ed Elena.

In vacanza

giovedì 9 settembre 2010

Cari lettori e lettrici bentrovati su Intercultura blog, come avete passato le vostre vacanze? Forse siete andati al mare o forse in montagna, oppure avete passato l’estate in città, l’importante è che vi siate riposati e che siate pronti a ripartire insieme a noi alla scoperta della lingua italiana.

Oggi vi propongo tre brevi testi che descrivono esperienze di vacanze diverse tra di loro, si tratta di due dialoghi e una lettera. Leggeteli con attenzione e poi rispondete alle relative domande. Vi consiglio di utilizzare il dizionario on-line per scoprire il significato delle parole che non conoscete, basta cliccare sopra la parola.

Buona lettura

Prof. Anna

VACANZE AL MARE

Lucia- Ciao Marco, come sei abbronzato! Dove sei stato in vacanza?

Marco- Sono stato al mare con alcuni amici per due settimane. Siamo partiti in macchina tutti insieme, il viaggio è stato un po’ faticoso perchè in autostrada c’era molto traffico, ma alla fine siamo arrivati sani e salvi!

Lucia- Dove avete alloggiato?

Marco- Abbiamo alloggiato in una piccola pensione, molto economica ma carina, l’ideale per un gruppo di ragazzi come noi!

Lucia- Vi siete divertiti?

Marco- Sì, molto. La località dove siamo stati era piena di giovani e c’era sempre qualcosa di divertente da fare.

Durante il giorno stavamo in spiaggia sotto l’ombrellone e verso sera di solito prendevamo un aperitivo in uno dei tanti bar sul mare davanti ad un fantastico tramonto, abbiamo conosciuto ragazzi provenienti da tutta Italia e anche molti stranieri.

Lucia- Di sera cosa facevate?

Marco- Noi di solito mangiavamo una pizza e poi facevamo un giro in centro, le strade erano piene di gente e di bar affollati, qualche volta siamo andati anche in discoteca e abbiamo ballato tutta la notte!

Lucia- Sembra molto divertente, il prossimo anno voglio venire con voi!

Rispondi alle domande:

1- Perchè il viaggio in macchina di Marco è stato faticoso?

2- Dove ha alloggiato Marco?

3- Cosa facevano durante il giorno Marco e i suoi amici?

VACANZE IN MONTAGNA

Singnora Bianchi- Buongiorno Signor Neri, come sono andate le ferie?

Signor Neri- Molto bene, grazie.

Signora Bianchi- La trovo molto riposato, dove è stato in vacanza?

Signor Neri- Io e la mia famiglia abbiamo passato le vacanze in montagna, come ogni anno.

Signora Bianchi- Avete una seconda casa in montagna?

Signor Neri- Sì, quando abbiamo un po’ di tempo libero andiamo lì, ci piace molto l’aria fresca di montagna, io e mia mia moglie amiamo camminare e in montagna facciamo lunghe passeggiate in mezzo ad una natura incontaminata.

Signora Bianchi- I vostri figli come passavano il tempo

?

Signor Neri- I nostri figli sono sempre stati molto sportivi, a loro piace sciare e quindi hanno passato la maggio parte del tempo sulle piste da sci. La sera cenavamo tutti insieme a casa oppure al ristorante e poi di solito facevamo una passeggiata in paese e qualche volta siamo andati anche al cinema. Devo dire che sono state proprio delle belle vacanze, è un peccato che siano finite!

Rispondi alle domande:

1- È la prima volta che il Signor Neri passa le vacanze in montagna?

2- Che cosa piace fare al Signor Neri e a sua moglie?

3- Come passavano le giornate i figli del Signor Neri?

VACANZE IN CITTÀ

Cara Marta, come stai?

Spero che tu abbia passato delle ottime vacanze, io questa estate non sono riuscita a organizzare un viaggio e quindi sono rimasta a casa. Tu non ci crederai ma è stato molto rilassante, la città d’estate si svuota e le strade sono deserte, la maggior parte dei negozi è chiusa per ferie e a volte ho avuto difficoltà a trovare un negozio aperto per fare la spesa! Ci sono però anche dei lati positivi, infatti, quando c’è poca gente, la città è più tranquilla e vivibile e si trova parcheggio molto più facilmente. Qualche volta sono andata in piscina per fare una bella nuotata e per prendere un po’ di sole e la sera per fortuna ci sono parecchie iniziative culturali per chi rimane in città, per esempio il cinema all’aperto o i concerti nelle piazze. Ora l’estate è quasi finita e la città si sta ripopolando, ma io la preferisco vuota e silenziosa.

Un abbraccio.

Lucia

Rispondi alle domande:

1- Perchè Lucia è rimasta in città?

2- Com’è la città durante l’estate?

3- Secondo te Lucia preferisce la città quando è piena di gente o quando si svuota e perchè?

4- Tra quelle descritte sopra, quale tipo di vacanza è più adatta a te e perchè?

5- Prova anche tu a raccontare le tue vacanze.

Se volete, potete inviarmi le vostre risposte attraverso i commenti, così possiamo correggerle insieme.

Passato prossimo irregolare

giovedì 24 giugno 2010

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog oggi vediamo alcuni verbi che formano il participio passato in modo irregolare, vi proporrò poi un breve testo da leggere con i verbi al passato prossimo.

Buona lettura 

Prof. Anna

Guarda la tabella, troverai scritto in nero l’infinito del verbo e in rosa il participio passato corrispondente:

 

accendere acceso mettere  messo  scegliere  scelto
aprire aperto  morire  morto  scendere  sceso
bere bevuto  nascere  nato  scrivere  scritto
chiedere chiesto  offrire  offerto  spegnere  spento
chiudere chiuso  perdere  perso  spendere  speso
correre corso  prendere  preso  succedere  successo
dire detto  produrre  prodotto  tradurre  tradotto
essere stato  rendere  reso  vedere  visto
fare fatto  rimanere  rimasto  venire  venuto
giungere giunto  rispondere  risposto  vincere  vinto
leggere letto  rompere  rotto  vivere  vissuto

Leggi con attenzione il seguente testo:

IN GITA

Luca – Come mai ieri non sei venuto a studiare da me?

Marco – Perchè sono andato con Giulia a fare una gita a Siena e nel senese. Ma tu cosa hai fatto ieri?

Luca – La mattina sono stato al mercato a fare la spesa poi Marta mi ha offerto il pranzo in un’ ottima trattoria, nel pomeriggio abbiamo studiato: abbiamo letto il libro di storia e abbiamo risposto alle domande, poi abbiamo tradotto i testi in inglese, dopo abbiamo giocato a carte e, non ci crederai, Marta ha vinto tutte le partite! E voi? Com’è andata la vostra gita?

Marco - Siamo partiti in macchina la mattina presto, abbiamo preso l’autostrada e siamo arrivati a Siena verso le nove.

Abbiamo fatto un giro per la città, abbiamo visitato il Palazzo Pubblico con la torre del Mangia, abbiamo bevuto un bicchiere di vino nella splendida piazza del Campo, quella dove ogni estate fanno il palio, poi abbiamo pranzato in un bel ristorantino e abbiamo anche speso poco!

Luca - Siete rimasti tutto il giorno a Siena?

Marco – No, nel pomeriggio siamo andati a Pienza dove abbiamo visto il bellissimo Duomo. Siamo rimasti a Pienza un paio di ore, poi abbiamo ripreso la macchina e siamo tornati a casa.

Rispondi alle domande usando il passato prossimo:

1- Perchè Marco non è andato a studiare con Luca?

2- Che cosa ha fatto la mattina Luca?

3- Dove ha pranzato Luca e con chi?

4- Cosa ha fatto nel pomeriggio Luca?

5- Dov’è andato in gita Marco?

6- È andato da sol

o?

7- A che ora sono partiti Marco e Giulia?

8- Cosa hanno fatto a Siena?

9- Come hanno passato il pomeriggio

?

10- Quanto tempo sono rimasti a Pienza?

Il passato prossimo

giovedì 17 giugno 2010

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi studieremo come si forma e quando si usa il passato prossimo. Questo tempo verbale è molto usato dagli italiani sia nella lingua scritta che in quella orale.

Buona lettura!

Prof. Anna

Il passato prossimo indica eventi, esperienze e fatti conclusi nel passato i cui effetti perdurano nel presente.

FORMAZIONE DEL PASSATO PROSSIMO

Il passato prossimo è formato da due elementi: l’ausiliare: il verbo essere o avere (al presente indicativo) + participio passato del verbo.

Formazione del participio passato

Il participio passato si forma togliendo al verbo la desinenza dell’infinito (are; ere; ire) e aggiungendo la desinenza del participio passato:

AREATO  (cambiare ⇒cambiato)

EREUTO (vendere ⇒venduto)

IREITO  (partire ⇒partito)

Ora osserva la tabella:

PASSATO PROSSIMO DEI VERBI:

CAMBIARE – VENDERE – PARTIRE

Soggetto Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato
io
ho cambiato ho venduto  sono  partito – a
tu hai cambiato hai venduto  sei  partito – a
lui – lei ha cambiato ha venduto  è  partito – a
noi abbiamo cambiato abbiamo venduto  siamo  partiti – e
voi avete cambiato avete venduto  siete  partiti – e
loro hanno cambiato hanno venduto  sono  partiti – e

 

PASSATO PROSSIMO DEI VERBI ESSERE E AVERE

Soggetto Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato
io sono stato – a ho avuto
tu sei stato – a hai avuto
lui – lei è stato – a ha avuto
noi siamo stati – e abbiamo avuto
voi siete stati – e avete avuto
loro sono stati – e hanno avuto

Come potete vedere dalle tabelle, con l’ausiliare avere il participio passato non cambia.

L’ausiliare avere si usa con i verbi transitivi, ovvero con quei verbi che rispondono alla domanda: chi? che cosa?

Qualche esempio:

Ho mangiato (cosa?) una mela.

Abbiamo incontrato (chi?) Lucia.

L’ausiliare essere si usa con i verbi intransitivi, ovvero con i verbi che non rispondono alla domanda: chi? che cosa?

Per esempio: sono uscito presto stamattina.

L’ausiliare essere si usa con:

i verbi di movimento: partire; uscire; tornare etc.

i verbi riflessivi: alzarsi; svegliarsi; lavarsi etc. (mi sono alzato; ti sei svegliato)

i verbi di stato: stare; rimanere; restare etc.

i verbi che indicano un cambiamento: diventare; nascere; morire etc.

Con l’ausiliare essere il participio passato concorda con il genere (maschile-femminile) e il numero (singolare-plurale) del soggetto:

 Marta è andata al mare; Luca è andato al mare; Marta e Natalia sono andate al mare; Luca e Alex sono andati al mare.

USO DEL PASSATO PROSSIMO

Sia il passato prossimo che il passato remoto indicano

un’azione conclusa nel passato.

 

Ma qual è la differenza tra i due tempi?

 

Consideriamo le seguenti frasi:

Da giovane vissi due anni in Inghilterra.

 

Da giovane ho vissuto due anni in Inghilterra.

Nella prima frase il verbo è al passato remoto e dunque vogliamo esprimere che il fatto è percepito come distante dall’esperienza presente; nella seconda frase l’uso del passato prossimo indica che l’evento è percepito come vicino a noi, o perchè ne conserviamo un ricordo piacevole o perchè i suoi effetti perdurano nel presente. Quindi ciò che determina la scelta tra passato remoto e passato prossimo è la distanza psicologica e non quella cronologica dell’evento narrato.

Per quanto riguarda la lingua orale, in Italia ci sono delle differenze regionali, ovvero nell’Italia Settentrionale prevale l’uso del passato prossimo, mentre nell’Italia Meridionale prevale l’uso del passato remoto.

 

Il testo regolativo

giovedì 10 giugno 2010

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi vedremo cos’è un testo regolativo e quali sono le caratteristiche che lo distinguono da altri tipi di testo.

Buona lettura!
Prof. Anna

Un testo regolativo è un testo che ha lo scopo di regolare il comportamento futuro proprio o altrui, dunque lo scopo di questo tipo di testo è:

fornire indicazioni

dare istruzioni

dare regole da seguire

I testi regolativi possono essere orali o scritti, alcuni esempi sono:

le istruzioni dei medicinali

le leggi

i manuali di istruzioni

le indicazioni per trovare la strada

le ricette di cucina

istruzioni per un esercizio in palestra

CARATTERISTICHE DEL TESTO REGOLATIVO

I due modi verbali spesso utilizzati in questo tipo di testo sono l’imperativo e il conguintivo esortativo.

A volte i comandi/consigli sono espressi all’infinito (es. Procedere con prudenza!).

Un testo regolativo è efficace quando permette al prorio destinatario di comprendere con chiarezza ciò che gli viene richiesto.

Osserva la tabella:

 

Cosa fornisce? Come si presenta

?

Come è scritto?

⇒istruzioni

⇒informazioni

⇒regole

⇒breve

⇒schematico

⇒con elenchi puntati

⇒il testo è chiaro e preciso

⇒i verbi sono all’imperativo, al congiuntivo esortativo o all’infinito

 

 Vediamo ora alcuni esempi:

istruzioni dei medicinali:

"prendete il farmaco a stomaco pieno; non superare le dosi indicate".

manuali di istruzioni:

"collegare il cavo all’apparecchio".

indicazioni stradali:

"prendi la prima strada a sinistra e poi gira a destra".

ricette di cucina:

"mescolate gli ingrendienti e aggiungete un po’ di sale".

istruzioni per un esercizio in palestra:

"distesa sulla schiena, solleva il ginocchio destro e poi il sinistro".

leggi:

Art. 30 "È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli…"

Ora vi propongo una ricetta, questo può essere considerato un testo regolativo, in quando fornisce istruzioni precise.

PASTA AL PESTO

PER 4 PERSONE

INGREDIENTI:

350 gr di spaghetti, trofie, linguine o la pasta che preferisci.

2 patate medie

50 gr di fagiolini

PER IL PESTO:

2 mazzetti di basilico

2 spicchi d’aglio

25 gr di formaggio pecorino

25 gr di formaggio parmigiano

25 gr di pinoli già sgusciati

1/2 bicchiere di olio d’oliva

1 pizzico di sale

PREPARAZIONE

Per fare il pesto: lava e asciuga le foglioline di basilico. Sbuccia gli spicchi di aglio.

Prendi un frullatore, versa l’olio di oliva e aggiungi i pinoli, il basilico, l’aglio e un pizzico di sale; frulla a media velocità per poco tempo. Aggiungi i due formaggi grattugiati e frulla ancora. Il pesto è pronto.

Poi fai bollire insieme alla pasta le patate tagliate a tocchetti e i fagiolini in una pentola con abbondante acqua salata.

Scola tutto e condiscilo con il pesto, aggiungi ancora del parmigiano.

Buon appetito!

In questa ricetta abbiamo visto l’uso del modo imperativo ma è possibile usare anche il congiuntivo esortativo o l’infinito.

Prova tu a scrivere una ricetta tipica del tuo paese usando il modo verbale più adeguato.