Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘La lingua italiana’

Descrizione fisica

giovedì 24 febbraio 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog quanto siete alti?

Di che colore sono i vostri occhi?

Di che colore sono i vostri capelli?

Oggi vederemo come descrivere fisicamente una persona esaminando una per una le possibili caratteristiche delle varie parti del corpo.

Buona lettura!

Prof. Anna

Per descrivere fisicamente una persona partiamo dalla statura, ovvero l’altezza del corpo, in base a quest’ultima una persona può essere:

bassa, alta o di media statura.

In base al peso del corpo una persona può essere:

grassa, magra o normale.

Esempio: Maria è alta e magra.

I capelli possono essere:

lunghi o corti;

Esempio: Tania ha i capelli corti.

ricci, lisci o mossi (= a metà tra lisci e ricci);

Esempi: Laura ha i capelli ricci oppure Laura è riccia;

ricci lisci 1-A

A seconda del colore, i capelli possono essere:

neri, castani (=marroni), castani chiari, castani scuri, biondi (=gialli), rossi, bianchi, grigi, brizzolati (cioè un po’ neri e un po’ bianchi);

Esempi: Luca ha i capelli castani; Maria ha i capelli bianchi;

oppure si può dire che una persona è:

bionda, castana (chiara o scura), brizzolata o mora (=con i capelli neri).

Esempi: Natalia è bionda; Alex è brizzolato;

• una persona può essere calva cioè senza capelli.

Gli occhi possono essere:

grandi o piccoli;

rotondi;

a mandorla (cioè con una forma allungata).

A seconda del colore possono essere:

neri, castani (chiari o scuri), verdi o azzurri.

Esempio: Alice ha gli occhi grandi e neri.

La bocca può essere:

grande o piccola.

Le labbra possono essere:

carnose (=grosse) o sottili.

Esempio: Fatima ha le labbra carnose.

Il naso può essere:

grande o piccolo;

a patata (grosso e un po’ schiacciato);

all’insù (con la punta rivolta verso l’alto);

aquilino (come il becco di un’aquila, cioè con una gobba e la punta rivolta verso il basso).

naso aquilino 1a

Esempio: io ho il naso piccolo e all’insù.

La carnagione, cioè il colore della pelle del viso, può essere:

chiara, scura, olivastra (= di colore bruno verdognolo).

Esempio: Manuel ha la carnagione chiara.

Altre caratteristiche possono essere:

avere le sopracciglia grosse o sottili;

la barba (avere-portare la barba);

i baffi (avere-portare i baffi);

b e b 1

il pizzetto (avere-portare il pizzetto);

pizzetto 1

• avere le spalle larghe o strette;

• avere le orecchie a sventola, cioè che sporgono molto in fuori;

• portare gli occhiali da vista o gli occhiali da sole.

Prendete uno specchio, osservatevi attentamente e provate a descrivervi in maniera dettagliata (statura, capelli, occhi, naso, bocca ecc…), provate poi a descrivere anche un’altra persona.

Se non siete sicuri che le vostre descrizioni siano scritte correttamente, potete inviarmele come commento a questo articolo.


Espressioni idiomatiche introdotte da preposizioni

giovedì 17 febbraio 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, come sapete l’uso delle preposizioni è uno dei settori in cui le lingue sembrano comportarsi in modo più capriccioso; questo aspetto risulta soprattutto dalle frasi idiomatiche.

Buona lettura

Prof. Anna

Vediamo di seguito alcune espressioni idiomatiche introdotte da preposizione e il loro significato:

di buon’ora = presto ⇒domani devo alzarmi di buon’ora per andare al lavoro;

di gran lunga = molto; moltissimo ⇒preferisco di gran lunga l’estate;

di punto in bianco = improvvisamente ⇒è andata via di punto in bianco;

• rimanere di sasso o di stucco = sbalordito; supefatto ⇒siamo rimasti di sasso quando abbiamo saputo cos’era successo:

a bruciapelo = da molto vicino; all’improvviso ⇒sparò un colpo di pistola a bruciapelo; mi ha fatto una domanda a bruciapelo e non sono ruscito a rispondere;

a malapena = con difficoltà; a fatica ⇒Laura ha la febbre alta, riesce a malapena a mangiare;

a quattr’occhi = a tu per tu; privatamente ⇒vorrei parlare con te a quattr’occhi;

alla buona = semplice; senza pretese ⇒siamo andati a cena in un ristorante alla buona e abbiamo mangiato molto bene;

• essere in alto mare = molto distante dalla fine o dalla soluzione di quacosa ⇒i lavori di ristrutturazione del mio appartamento sono ancora in alto mare;

• essere, trovarsi, navigare in cattive acque = attraversare un periodo difficile ⇒Luca ha perso il lavoro e ora si trova in cattiva acque;

in gamba = bravo, di valore, pieno di qualità ⇒quel ragazzo è veramente in gamba;

in punto = puntuale ⇒ lo spettacolo comincia alle otto in punto;

in stato interessante = incinta ⇒ho saputo che la moglie di Marco è in stato interessante;

per filo e per segno = dettagliatamente, nei minimi particolari ⇒raccontami per filo e per segno com’è andato il tuo appuntamento;

• andare, procedere con i piedi di piombo = con molta prudenza ⇒ in situazioni così delicate è meglio procedere con i piedi di piombo;

• stare con le mani in mano = senza fare nulla ⇒nonostante abbia l’esame tra pochi giorni, se ne sta tutto il giorno con le mani in mano;

su due piedi = immediatamente ⇒ hanno licenziato Natalia su due piedi;

su per giù = all’incirca ⇒ieri sera alla festa c’erano su per giù trenta persone;

• stare sulle spine = in uno stato di preoccupazione ⇒non farmi stare sulle spine, dimmi com’è andato il colloquio di lavoro;

• essere, stare tra due fuochi = tra due pericoli opposti ⇒sono tra due fuochi: qualunque cosa faccia mi causerà dei problemi.

La particella NE

giovedì 10 febbraio 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi studieremo le varie funzioni e gli usi della particella "ne".

Buona lettura

Prof. Anna

Vediamo ora insieme quali funzioni può avere la particella "ne":

COMPLEMENTO INDIRETTO⇒ in questo caso signfica:

- di lui, di lei, di loro→ per esempio: non conosco il dottor Bianchi, ma ne (di lui) ho sentito parlare; ho conosciuto Anna solo una settimana fa e ne (di lei) sono subito diventato molto amico;

- da lui, da lei, da loro → ho conoscuto Natalia e ne (da lei) sono rimasto molto colpito;

PRONOME DIMOSTRATIVO ⇒in questo caso sostituisce:

- di questo, di questa, di questi, di queste → ho comprato queste scarpe nuove, cosa ne (di queste) pensi?;

- da questo, da questa, da questi, da queste → vado in palestra solo da un mese, ma ne (da questa) ho tratto un gran giovamento;

- "ne" può riferirsi e sostituire una frase precedentemente espressa → l’esame sarà molto diffcile, ne (del fatto che l’esame sarà molto difficile) sono ben consapevole;

VALORE PARTITIVOne indica una parte di una quantità e sostituisce i nomi, per esempio: quanti errori hai fatto? Ne (di errori) ho fatti pochi; hai mangiato tutti i biscotti

Ne indica una quantità zero: hai dello zucchero? No, non ne (di zucchero) ho più.

Il ne partitivo quindi si usa:

- quando indica una parte del tutto

- quando indica una quantità corrispondente a zero, cioè niente o nessuno.

Non si usa ne, ma si usano i pronomi lo-la-li-le quando si parla del tutto, per esempio: hai portato i panini

? Sì. li ho portati tutti.

 

ATTENZIONE!

Nei tempi composti il participio concorda con il nome sostituito da ne: quante matite hai comprato? Ne ho comprate dieci; quanti amici hai invitato? Ne ho invitati molti.

Se la quantità indicata è zero (niente o nessuno) il participio concorda nel genere (maschile-femminile) ma non nel numero (singolare-plurale): hai visto le tue amiche? No, non ne ho vista nessuna.

AVVERBIO DI LUOGO ⇒ significa:

- di qui, di qua, di lì, di là, da qui, da qua, da lì, da là → esempio: è andato a casa a cambarsi e ne (di lì) è uscito dopo un’ora;

la particella "ne" spesso si usa in forma pleonastica, cioè non sostituisce un pronome e una preposizone, ma li ripeteper esempio: di film, quest’anno, ne ho visti molti; di multe, questo mese, ne ho prese troppe.

 

 

Ripassiamo la particella CI

giovedì 3 febbraio 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, spesso l’uso di questa particella risulta un po’ complesso proprio perchè ha diverse funzioni e significati, oggi li ripasseremo insieme.

Buona lettura

Prof. Anna

Come abbiamo già detto, la particella CI può avere diverse funzioni:

COMPLEMENTO INDIRETTO⇒ in questo caso significa:

- con lui, con lei, con loroper esempio: lavori con lui? Sì, ci lavoro spesso.

- su di lui, su di lei, su di loro puoi contare su di lei? No, non ci posso contare.

PRONOME DIMOSTRATIVO⇒in questo caso sostituisce nella frase:

- a ciò, a questo;

- in ciò, in questo;

- su ciò, su questo.

Si usa con i verbi seguiti dalle preposizioni A, SU e IN (pensare a, credere a, credere in, contare su, scomettere su).

Qualche esempio:

Credete a quello che vi ho detto? No, non ci crediamo.

Credi in Dio? Si, ci credo.

ATTENZIONE!

Esiste una differenza tra "credere a" e "credere in": in generale "credere a" significa prestare fede a qualcuno o a qualcosa, ovvero ritenere vero qualcosa che viene detto da qualcuno (credo alle tue parole); mentre "credere in" significa avere la certezza dell’esistenza di qualcosa o di qualcuno (credere in Dio, credere in un’altra vita) oppure avere fiducia in qualcuno (credo nella giustizia, credo in te).

Sei riuscito a entrare? No, non ci sono riuscito.

Chi pensa al regalo per Maria? Ci penso io.

La nostra squadra vincerà, ci scometto la testa. (su questo fatto)

 

AVVERBIO DI LUOGOsignifica qui, lì, in questo-quel luogo e li sostituisce:

Andiamo in montagna e ci rimaniamo una settimana.

Vieni in palestra con me? Si, ci vengo volentieri.

PRONOME PERSONALE DI PRIMA PERSONA PLURALE ⇒significa "noi" oppure "a noi":

Ci (noi) siamo svegliati presto stamattina.

Ci (a noi) piace molto la tua nuova macchina.

USI PARTICOLARI ⇒la particella CI, unita ad alcuni verbi, indebolisce il proprio significato originario (qui, in questo luogo) ed è usata come elemento rafforzativo. Quest’uso è più frequente nel registro colloquiale.

 

Vediamo insieme le espressioni in cui CI ha valore rafforzativo:

volerci = essere necessario: per appendere questo quadro ci vuole un chiodo;

metterci = impiegare (tempo): quanto (tempo) ci metti per arrivare a scuola?;

farcela = riuscire: non ce la faccio ad arrivare in tempo;

starci = essere d’accordo: ci stai a passare la serata con noi?; anche nel senso di "accettare un approccio amoroso": non perdere tempo con lei, tanto non ci sta;

entrarci = avere a che vedere, essere pertinente: cosa c’entra Mozart con la musica italiana?;

mettercisi = applicarsi con impegno: se ti ci metti, puoi passare l’esame facilmente.

Test 9 – il corpo umano -

giovedì 27 gennaio 2011

Ripassiamo il lessico relativo al corpo umano.