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Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘La lingua italiana’

Concordanza tra il soggetto o l’oggetto e il predicato

giovedì 23 dicembre 2010

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, nella lezione di oggi cercheremo di chiarire un dubbio molto frequente, ovvero: nella coniugazione dei tempi composti quando il participio passato concorda con il soggetto o con il complemento oggetto?

Buona lettura e auguro a tutti voi un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo 

Prof. Anna

Nella coniugazione dei tempi composti (per esempio il passato prossimo), il participio passato può rimanere invariato (ho mangiato una mela), oppure concordarsi, a seconda dei casi, col soggetto (Maria è andata a casa) o col complemento oggetto (Marco ci ha salutati). Per scegliere il tipo di accordo, bisogna fare attenzione all’ausiliare richiesto dal verbo.

Prima di tutto è necessario chiarire bene che cosa si intende per verbo transitivo e per verbo intransitivo.

• Sono transitivi i verbi che possono avere un complemento oggetto: Vadim (soggetto) canta ( verbo) una canzone (complemento oggetto); Luca (soggetto) legge (verbo) un libro (complemento oggetto).

• Sono intransitivi i verbi che non possono avere un complemento oggetto: Laura (soggetto) ride (verbo).

Alcuni verbi, normalmente intransitivi, possono essere usati transitivamente quando hanno per complemento oggetto un sostantivo che è legato al verbo da uno stretto rapporto di significato: 

vivere una vita avventurosa; piangere lacrime amare; dormire sonni tranquilli.

 

Altri verbi possono essere usati transitivamente o intransitivamente, cambiando così di significato:

Alcuni esempi:

uso transitivo uso intransitivo
Laura ha bollito le uova. L’acqua bolle.
Il mese prossimo cambierò lavoro. La settimana prossima il tempo cambierà.
La radio ha comunicato notizie sul traffico.

Spesso genitori e figli non riescono a comunicare.

 

 Dopo aver chiarito questo punto vediamo l’accordo del participio passato con il soggetto:

 

verbi con: ausiliare avere transitivi il participio rimane invariato Luca ha visto una mostra; Laura ha vinto un premio.
ausiliare avere intransitivi il participio passato rimane invariato Marco ha telefonato a Gianni; Carlo ha parlato con me.
ausiliare essere intransitivi il participio passato si accorda con il soggetto in genere (maschile-femminile) e in numero (singolare-plurale) Sono andata al cinema; siamo usciti insieme.
ausiliare essere riflessivi il participio passato si accorda con il soggetto in genere e numero I bambini si sono vestiti; Marta si è svegliata.
ausiliare essere passivi il participio passato si accorda con il soggetto in genere e numero Il premio è stato vinto da Manuel; la torta è stata fatta da noi.

 

 Ora vediamo l’accordo del participio passato e il complemento oggetto:

 

L’accordo è obbligatorio: ausiliare    avere Quando prima del passato prossimo c’è un pronome di terza persona (lo, la, li, le) oppure ne.

Hai visto i miei amici? No, non li ho visti.

Hai comprato le scarpe? Sì, le ho comprate.

L’accordo è facoltativo: ausiliare avere Quando prima del passato prossimo c’è un pronome di di prima o di seconda persona (mi, ti, ci, vi). Marco mi ha visto oppure Marco mi ha vista.
L’accordo è poco diffuso: ausiliare essere Quando ci sono verbi riflessivi il participio può concordare con l’oggetto. Natalia si è tagliate le unghie (ma è più comune l’accordo con il soggetto: Natalia si è tagliata le unghie).

 

Ripassiamo il condizionale presente

giovedì 16 dicembre 2010

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi affrontiamo lo studio del condizionale, un modo verbale molto frequente che viene usato soprattutto per indicare un evento o una situazione che ha luogo solo se è soddisfatta una determinata condizione, per esempio:

mangerei (⇒verbo al condizionale), se avessi fame (⇒condizione necessaria allo svolgimento dell’azione);

farei (⇒verbo al condizionale) volentieri una passeggiata, se avessi tempo (⇒condizione necessaria allo svolgimento dell’azione).

Vediamo insieme come si coniuga e quando si usa, osserva la seguente tabella:

 

cantare credere sentire
io canterei io crederei io sentirei
tu canteresti tu crederesti tu sentiresti
lui – lei canterebbe lui – lei crederebbe lui – lei sentirebbe
noi canteremmo noi crederemmo noi sentiremmo
voi cantereste voi credereste voi sentireste
loro canterebbero loro crederebbero loro sentirebbero

 

avere essere andare venire fare
io avrei io sarei io andrei io verrei io farei
tu avresti tu saresti tu andresti tu verresti tu faresti
lui – lei avrebbe lui – lei sarebbe lui – lei andrebbe lui – lei verrebbe lui – lei farebbe
noi avremmo noi saremmo noi andremmo noi verremmo noi faremmo
voi avreste voi sareste voi andreste voi verreste voi fareste
loro avrebbero loro sarebbero loro andrebbero loro verrebbero loro farebbero


IL CONDIZIONALE PRESENTE DEI VERBI IRREGOLARI

Per formare il condizionale alcuni verbi perdono la vocale dell’infinito:

andare andrei
dovere dovrei
potere potrei
sapere saprei
vedere vedrei
vivere vivrei

• altri verbi perdono la vocale dell’infinito e trasformano la L o la N del tema verbale in RR:

rimanere rimarrei
tenere terrei
venire verrei
volere vorrei
bere berrei

• alcuni verbi mantengono la A dell’infinito:

dare darei
fare farei
stare starei

 

USO DEL CONDIZIONALE PRESENTE

Il condizionale si usa nel presente o nel futuro per:

⇒fare una richiesta in modo gentile:

mi daresti un bicchiere d’acqua?; potrei avere un po’ di sale?; mi scusi, saprebbe dirmi dov’è la stazione?

⇒esprimere un desiderio o un’intenzione:

mi picerebbe tanto venire con voi, partirei domani mattina; aprirei volentieri la finestra.

⇒esprimere un dubbio:

non so se riuscirei a fargli cambiare idea; non so se andrei di nuovo in quel ristorante; non credo che Alex saprebbe fare questo esercizio.

riferire una notizia non confermata o di cui si dubita:

secondo i giornali i criminali si troverebbero ancora in Italia; secondo il servizio meteorologico domani sarebbe una giornata di sole.

per esprimere un’opinione personale, dare un un consiglio o un ordine:

secondo me non dovresti più vederla; Luca dovrebbe essere più gentile; non dovreste comportarvi così; dovresti studiare di più!

 

La forma impersonale

giovedì 2 dicembre 2010

 Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi studiamo la forma impersonale dei verbi, questa forma verbale è molto usata sia nella lingua parlata sia in quella scritta, soprattutto con certi tipi di verbi, vediamo ora come e quando si usa.

 

Buona lettura

Prof. Anna

La forma impersonale si ha quando il verbo esprime un significato compiuto senza indicare la persona, cioè non ha un soggetto. Il verbo alla forma impersonale è usato solo alla terza persona singolare.

Sono impersonali:

i verbi che indicano fenomeni atmosferici: piovere, diluviare, nevicare, grandinare, lampeggiare, tuonare, rannuvolare, albeggiare, ghiacciare.

Se non conosci il significato di questi verbi, usa il dizionario online, basta cliccare sulla parola e apparirà il suo significato.

 

Qualche esempio: oggi nevica; piove e grandina da due giorni.

Anche i verbi che indicano condizioni atmosferiche possono però avere una costruzione con un soggetto quando hanno un significato figurato: mi è piovuta addosso una disgrazia; una voce tuonò all’improvviso.

il verbo fare seguito da un aggettivo o da un nome: fa freddo; fa caldo; fa giorno; fa notte; fa brutto (tempo).

Altri verbi sono impropriamente impersonali perchè in realtà il loro soggetto è un intera frase subordinata (soggettiva): bisogna (forma impersonale) studiare di più (subordinata soggettiva).

Questi sono i verbi che indicano necessità, accadimento, apparenza:

bisognare; sembrare; importare; parere; accadere; capitareconvenire; occorrere; avvenire; convenire; necessitare.

Qualche esempio:

bisogna partire presto; a volte capita di sentirsi stanchi; occorre andare a fare la spesa; non importa sapere ogni cosa; questo posto è così bello che sembra di essere in paradiso.

le espressioni formate da essere, andare, seguiti da un aggettivo (è giusto; è necessario; è bello), da un sostantivo (è ora; è tempo) o da un avverbio (va bene; è meglio).

Qualche esempio: è ora di partire; è necessario andare dal dottore; è meglio cenare in casa.

 

i verbi come dire; pensare; suggerire; ritenere; credere alla terza persona singolare preceduti dalla particella si: si pensava di andare al cinema stasera; spesso si crede di avere ragione.

qualunque verbo può essere usato impersonalmente premettendo la particella si e coniugando il verbo alla terza persona singolare seguito da un avverbio o da un verbo all’infinito, ma non da un complemento oggetto, per esempio: in questo ristorante si mangia molto bene; quest’estate si va tutti al mare; domattina si parte presto.

ATTENZIONE!

Per rendere impersonali i verbi riflessivi nei quali è già presente la particella si, si aggiunge la particella ci: ci si lava; ci si sveglia; ci si arrabbia.

I tempi composti dei verbi impersonali si formano con l’ausiliare essere: l’anno scorso si è andati tutti in montagna per le vacanze; i verbi che indicano fenomeni atmosferici possono usare anche l’ausiliare avere: ha nevicato per due giorni.

Verbi fraseologici ed espressioni di tempo

giovedì 25 novembre 2010

Buongiorno a tutti cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi studieremo i verbi fraseologici, questi verbi si chiamano così perchè formano una sola frase con il verbo che li segue. Vedremo anche alcune espressioni di tempo che ci servono per indicare il momento in cui un’azione è avvenuta.

Buona lettura!

Prof. Anna

VERBI FRASEOLOGICI

Sono detti verbi fraseologici i verbi come stare, cominciare, iniziare, continuare ecc., che, usati davanti a un altro verbo all’infinito o al gerundio, definiscono una particolare modalità di svolgimento dell’azione.

 

progressività

stare + gerundio

imminenza dell’azione

stare per + infinito

essere in procinto di + infinito

essere sul punto di + infinito

accingersi a + infinito

essere lì lì per + infinito

inizio dell’azione

cominciare a + infinito

iniziare a + infinito

proseguimento dell’azione

continuare a + infinito

andare avanti a + infinito

fine dell’azione

smettere di + infinito

finire di + infinito

piantar(la) di + infinito

 

Ora vediamo qualche esempio.

PROGRESSIVITÀ

Dove stai andando? Sto andando a casa.

IMMINENZA DELL’AZIONE

Sta per piovere.

Sono in procinto di laurearmi.

Mi accingo a partire.

Marco è lì lì per arrabbiarsi.

INIZIO DELL’AZIONE

In autunno le foglie cominciano a cadere.

La prossima settimana inizio a studiare per l’esame di storia.

PROSEGUIMENTO DELL’AZIONE

Anche se siamo molto stanchi, continuiamo a lavorare.

Andate avanti a leggere fino alla fine del capitolo.

FINE DELL’AZIONE

Smettete di parlare!

Finisco di lavare i piatti e vengo da te.

Piantala di guardare la televisione e dammi una mano.

ESPRESSIONI DI TEMPO

Ora vediamo alcuni avverbi e espressioni temporali che indicano il momento in cui è avvenuto il fatto di cui si parla. Ovviamente dopo queste espressioni si dovrà mettere il tempo verbale adatto.

PRESENTE:

⇒ oggi, adesso, ora.

Oggi vado a fare la spesa.

PASSATO-IMPERFETTO:

⇒ieri, l’altro ieri, ieri mattina, ieri sera, l’altro giorno, il mese passato, l’anno passato, nel 2001.

L’altro giorno ho incontrato Gianni.

⇒la settimana scorsa, il mese scorso, l’anno scorso.

L’anno scorso abitavo all’estero.

⇒dieci minuti fa, qualche giorno fa, un mese fa, dieci anni fa, poco (tempo) fa.

Qualche giorno fa abbiamo cenato tutti insieme.

FUTURO:

⇒domani, dopodomani.

Dopodomani partiremo per le vacanze.

⇒la settimana prossima, il mese prossimo, l’anno prossimo.

L’anno prossimo andrò all’università.

tra poco (tempo), tra una settimana, tra qualche giorno, tra un mese, tra due anni.

Tra un mese comprerò una macchina nuova.

 

 

Espressioni idiomatiche con la parola CUORE

giovedì 18 novembre 2010

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, la lingua italiana è ricchissima di espressoni idiomatiche, queste espressioni sono spesso intraducibili letteralmente, infatti hanno un valore figurato che per uno straniero non è facile cogliere.

Oggi vi propongo alcune espressioni idiomatiche con la parola cuore.

amico del cuore: significa un amico molto stretto e

molto caro, quasi un fratello.

 

"Luca è il mio amico del cuore, lo conosco da quando ero piccolo."

nel cuore della città: indica il centro della città; nel cuore della notte: a notte fonda:

"Lo squillo del telefono mi ha svegliato nel cuore della notte."

"Ho trovato un appartamento in affitto proprio nel cuore della città, vicino al Duomo."

ridere di cuore: significa ridere in maniera spontanea e sincera:

"Quando ci ha raccontato quella barzelletta, ci siamo messi a ridere di cuore anche se eravamo di cattivo umore."

piangere il cuore: indica provare dispiacere per qualcosa o qualcuno:

"Mi piange il cuore a vedere quella ragazza così triste, vorrei tanto aiutarla."

stare a cuore: (stare a cuore a qualcuno) significa provare affetto, essere affezionati a qualcuno, provare interesse per qualcosa:

"Marco mi sta molto a cuore, non voglio discutere con lui."

"Mi sta a cuore la salute di mio figlio"

"Mi sta molto a cuore andare a trovare mia sorella."

avere un cuore di pietra: essere insensibile:

"Quell’uomo ha proprio un cuore di pietra, ha trattato la moglie con molta durezza davanti a tutti."

spezzare il cuore: (spezzare il cuore a qualcuno) fare soffrire qualcuno:

"La morte del marito le ha spezzato il cuore, non si è ancora ripresa."

avere a cuore: essere interessati sinceramente a qualcuno o qualcosa:

" I tuoi amici hanno molto a cuore la tua felicità e faranno di tutto per aiutarti."

avere il cuore in gola: provare forte affanno, angoscia; essere impaurito, spaventato:

"Appena ho saputo dell’incidente sono corso in ospedale col cuore in gola, ma per fortuna Maria stava bene."

con tutto il cuore: significa fare una cosa volentieri, sinceramente, intensamente:

"Desidero con tutto il cuore che tu guarisca presto."

sentire un tuffo al cuore: provare un’emozione forte:

"Quando ho rivisto Natalia ho sentito un tuffo al cuore."

persona di cuorepersona di buon cuore: persona buona e generosa:

"Tuo fratello ci aiuta sempre quando abbiamo bisogno, è proprio una persona di cuore."

in cuor suo: dentro di sè:

"In cuor suo lui sa cosa deve fare."

sentirsi stringere il cuore: dispiacersi per qualcuno o qualcosa, provare dolore emotivo:

"Mi si stringe il cuore se penso a quanto ha sofferto quel ragazzo."

mettersi il cuore in pace: rassegnarsi:

"Ormai mi sono messo il cuore in pace, non otterrò quel lavoro."

a cuor leggero⇒fare qualcosa senza aver meditato a sufficienza, fare qualcosa senza preoccuparsi troppo:

"Non è una decisione da prendersi a cuor leggero."

cuor di leone: persona coraggiosa:

"Alex ha paura di tutto, non ha proprio un cuor di leone."