Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘La lingua italiana’

Test di ripasso: verbi riflessivi

giovedì 24 novembre 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi avete l’opportunità di ripassare alcuni argomenti già trattati in passato, verificando in questo modo se sono stati ben assimilati.

L’esercizi o prevede che siate voi a inserire la risposta giusta, senza dover scegliere tra più opzioni, alla fine con il tasto "correggi esercizio" potrete vedere quali risposte sono corrette e quali no, in caso di dubbi, dopo aver fatto e corretto l’esercizio, con il tasto "mostra le soluzioni" vi appariranno le risposte giuste.

L’esercizio è sui verbi riflessivi, ma dovete anche scegliere il tempo verbale adatto, che potrà essere presente, passato prossimo o futuro.

Buon test

Pro. Anna

I titoli dei giornali

giovedì 17 novembre 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, vi è mai capitato di leggere un giornale italiano? Se lo avete fatto forse vi sarete accorti che i titoli dei giornali sono scritti con un linguaggio particolare , diverso dalla lingua parlata comune.

Vediamo insieme alcune particolarità di questo linguaggio.

Buona lettura!

Prof. Anna

La lingua dei giornalisti si rivolge a un largo ambito di persone, la sua specificità consiste nella necessità di essere particolarmente espressiva e di attirare l’attenzione dei lettori.

I TITOLI

Vengono scritti con le lettere più grandi e in grassetto, contengono l’informazione principale, devono essere interessanti a prima vista e ricchi di informazioni.

La titolazione dei giornali italiani è composta da tre elementi:

l’occhiello: è la frase che precede il titolo vero e proprio, introduce l’argomento dell’articolo e contiene l’informazione principale;

il titolo: è scritto in grassetto e in caratteri più grandi, deve attirare l’attenzione dei lettori ed essere composto da poche parole;

il sommario: segue il titolo, di solito è scritto sotto a questo e ci fornisce maggiori informazioni sull’argomento trattato nell’articolo.

Il titolo è sempre presente, gli altri due elementi, o almeno uno di loro, possono essere omessi.

Per esempio:

Napolitano: dall’Europa segnali di fiducia. La Chiesa benedice l’esecutivo: bella squadra. Sarkozy scrive al premier: insieme ce la faremoocchiello

Il governo dei 18 professorititolo

Monti: l’assenza di politci ci aiuta. Tre donne in posti chiave, Passera superministro sommario

• LA PUNTEGGIATURA

Le virgolette: introducono discorsi diretti, vengono utilizzate per rendere la lingua più vivace e trascinare il lettore nella lettura:

Esempio di titolo:

Autovelox, linea dura della Cassazione

"Le multe sono valide anche senza foto"

I due punti: vengono usati frequentemente, indicano che ciò che segue chiarisce e approfondisce quanto è stato detto prima:

Esempio di titolo:

Rapina violenta: presi tre pugili professionisti

 

→ Spesso troviamo sia i due punti sia le virgolette:

Siria, ultimatum della Lega araba: "basta violenze"

LA SINTASSI

Il linguaggo giornalistico ha delle caratteristiche sintattiche particolari che rispondono sempre alle esigenze di suscitare l’interesse utilizzando parole chiave e di essere il più sintetico possibile.

Per raggiungere questo scopo nei titoli dei giornali spesso viene sottinteso il verbo principale, facendo invece largo uso dei sostantivi.

Nella maggior parte dei casi vengono omesse le forme del verbo "essere".

Prendiamo un esempio precedente:

Rapina violenta, presi tre pugili professionisti

Per non rendere il messaggio troppo lungo ma ugualmente comprensibile, in questo caso è stata omessa la forma verbale "sono stati"→ sono stati presi.

Oppure:

Trasporti, servizi sociali, sanità, il welfare italiano al capolinea

In questo caso è stata omessa la forma verbale "è"→il welfare italiano è al capolinea.

Ora potreste provare a leggere un giornale italiano facendo attenzione a queste caratteristiche.

Il congiuntivo imperfetto

giovedì 10 novembre 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, continuiamo il nostro studio del modo congiuntivo. Oggi prenderemo in esame il tempo imperfetto del congiuntivo.

Buona lettura!

Prof. Anna

CONIUGAZIONE DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO

 

cantare vedere
che io cantassi che io vedessi
che tu cantassi che tu vedessi
che lui, lei cantasse che lui, lei vedesse
che noi cantassimo che noi vedessimo
che voi cantaste che voi vedeste
che loro cantassero che loro vedessero
sentire finire
che io sentissi che io finissi
che tu sentissi che tu finissi
che lui, lei sentisse che lui, lei finisse
che noi sentissimo che noi finissimo
che voi sentiste che voi finiste
che loro sentissero che loro finissero

 

essere avere
che io fossi che io avessi
che tu fossi che tu avessi
che lui, lei fosse che lui, lei avesse
che noi fossimo che noi avessimo
che voi foste che voi aveste
che loro fossero che loro avessero

La prima e la seconda persona singolare sono uguali, per farsi capire è meglio scrivere il soggetto.

Per esempio nella frase: "Marco si chiedeva perché non potessi venire", non si capisce se si intende "tu" o "io", quindi è necessario scrivere "Mario si chiedeva perché tu non potessi venire".

USO DEL CONGIUNTIVO IMPERFETTO

Il tempo imperfetto del congiuntivo si usa per esprimere contemporaneità rispetto al verbo principale, se il verbo della frase principale è all’indicativo passato prossimo o imperfetto, oppure se si ha un verbo che esprime desiderio o volontà al condizionale presente o passato.

Alcuni esempi:

- se il verbo della frase principale è all’indicativo passato prossimo:

• ho desiderato (ieri) che tu ieri sera venissi → contemporaneità;

- se il verbo della principale è all’indicativo imperfetto:

• desideravo (ieri) che tu ieri venissi  → contemporaneità;

- se il verbo della frase principale è al condizionale presente:

• vorrei (oggi) che tu oggi venissi → contemporaneità;

• vorrei (oggi) che tu domani venissi → poteriorità;

- se il verbo della principale è al condizionale passato:

• avrei voluto (ieri) che tu ieri venissi → contemporaneità;

• avrei voluto (ieri) che tu oggi venissi → posteriorità.

 

Test 14 – il congiuntivo passato

giovedì 27 ottobre 2011

Ripassiamo ora il congiuntivo passato.

Test 14 – discorso diretto e discorso indiretto

giovedì 27 ottobre 2011

Di seguito un esercizio sulla trasformazione del discorso diretto in discorso indiretto.

In bocca al lupo!

Prof. Anna