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Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘La lingua italiana’

Il trapassato prossimo

giovedì 26 maggio 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi studieremo il trapassato prossimo, vedremo insieme come si forma e quando si usa.

Buona lettura!

Prof. Anna

FORMAZIONE DEL TRAPASSATO PROSSIMO

Il trapassato prossimo si forma con l’imperfetto degli ausiliari essere o avere più il participio passato del verbo, per esempio:

io ero (⇒imperfetto dell’ausiliare essere) andato ( ⇒participio passato del verbo);

lui aveva (⇒imperfetto dell’ausialiare avere) visto ( ⇒participio passato del verbo).

Osserva la seguente tabella:

Ausiliare essere all’imperfetto Participio passato del verbo
io ero  partito / a
tu eri  partito / a
lui era  partito / a
noi eravamo  partiti / e
voi eravate  partiti / e
loro erano  partiti / e
 Ausiliare avere all’imperfetto  Participio passato del verbo
 Io avevo  mangiato 
 tu avevi  mangiato 
 lui aveva  mangiato 
 noi avevamo  mangiato
 voi avevate   mangiato
 loro avevano  mangiato

 Il trapassato prossimo:

del verbo essere → io ero stato /a , tu eri stato / a, lui era stato, ecc.

del verbo avere → io avevo avuto, tu avevi avuto, lui aveva avuto, ecc.

USO DEL TRAPASSATO PROSSIMO

Il trapassato prossimo si usa per indicare un’azione passata prima di un’altra espressa:

→ al passato prossimo: ero appena arrivata a casa, quando hai telefonato;

→ al passato remoto: persi il treno perchè avevo fatto tardi;

→ all’imperfetto: non volevamo fare l’esercizio che la professoressa ci aveva assegnato.

Abbiamo visto che il trapassato prossimo si usa per esprimere un’azione anteriore rispetto a un’altra passata, ma quando l’azione passata è sottintesa, cioè non e espressa, si può usare anche da solo.

→ Bello questo film! Non l’avevo ancora visto!

 

→ Non ero mai stato a Firenze prima d’ora.

Spesso il trapassato prossimo è accompagnato da avverbi di tempo come: mai, prima, ancora, sempre, ecc.

ALTRI USI DEL TRAPASSATO PROSSIMO

Anche il trapassato prossimo può avere nella lingua parlata un valore modale:

trapassato prossimo di cortesia: si usa soprattutto col verbo venire, per esempio: buongiorno, ero venuto a parlare con Lei; in questo caso il trapassato prossimo sostituisce il passato prossimo  e si usa per evitare una frase troppo diretta in modo che la comunicazione risulti più cortese.

Test 12 – i nomi e gli aggettivi alterati -

giovedì 19 maggio 2011

Ecco un esercizietto sugli alterati!

Test 12 – il fururo anteriore -

giovedì 19 maggio 2011

Ripassiamo ora il futuro anteriore, vi ricordo che questo tempo verbale viene usato per esprimere un’azione futura che avviene prima di un’altra espressa al futuro, un dubbio o un’incertezza, o una supposizione al passato.

 

Test 12 – i pronomi relativi -

giovedì 19 maggio 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, come di consueto è arrivato il momento di ripassare gli argomenti trattati questo mese e valutare il vostro livello di conoscenza di questi ultimi. Se non ricordate bene un determinato argomento vi consiglio di ripassarlo prima

Buon test

Prof. Anna

I nomi e gli aggettivi alterati

giovedì 12 maggio 2011

Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog, oggi parleremo dei nomi alterati, infatti l’aggiunta di particolari suffissi alla radice di un nome o di un aggetttivo introduce delle modifiche in relazione alla quantità, alla qualità, al giudizio di valore, senza cambiare il significato principale della parola. Per esempio la parola "libro" ha gli alterati "librino", "libruccio", "librone", "libraccio" ecc., i quali indicano sempre lo stesso oggetto, ma specificano allo stesso tempo che si tratta di un libro "piccolo", "grazioso", "grande", "di poco valore" ecc. Vedremo dunque come si formano gli alterati e quali sono i pr incipali suffissi alterativi in italiano.

 

Buona lettura!

Prof. Anna

La differenza di significato degli alterati rispetto alla parola base riguarda la quantità (piccolezza/grandezza) e la qualità (positività/negatività); quindi determinati suffissi possono far assumere a un nome una qualità che lo fa apparire piccolo (suffissi diminutivi ⇒ scarpina); grande (suffissi accrescitivi ⇒ scarpona); grazioso (suffissi vezzeggiativi ⇒ scarpuccia); brutto o vecchio (suffissi dispregiativi ⇒ scarpaccia), ci possono essere anche suffissi attenuativi, cioè che attenuano il significato, usati soprattutto con aggettivi riferiti ai colori (rosso ⇒ rossiccio).

Il giudizio di qualità è spesso soggettivo, nell’uso di questo tipo di alterati ha quindi un ruolo fondamentale l’affettività, cioè la disposizione emotiva, il sentimento personale di chi parla, per esempio "filmuccio" può significare, a seconda dei contesti, un "film carino" o "un film privo di valore".

FORMAZIONE DEGLI ALTERATI

Per formare un nome o un aggettivo alterato bisogna aggiungere alla radice del nome o dell’aggettivo il suffisso alterativo.

Per determinare la radice di un nome o aggettivo basta eliminare la desinenza, per esempio:

 

casa⇒cas- (radice);

ora si possono aggiungere i suffissi: casina (casa piccola); casona (casa grande); casaccia (casa brutta); casuccia (casa graziosa).

I suffissi vanno concordati con il nome prendendone lo stesso genere e lo stesso numero.

SUFFISSI ALTERATIVI PIÙ COMUNI

 

DIMINUTIVI ACCRESCITIVI VEZZEGGIATIVI DISPREGIATIVI ATTENUATIVI

-ino:

mamma⇒

mammina; pensiero⇒

pensierino; bello⇒

bellino

-one:

ragazzo⇒

ragazzone;

pigro⇒

pigrone

-uccio:

casa⇒

casuccia;

cavallo⇒

cavalluccio

-uccio:

avvocato⇒

avvocatuccio

-iccio (riferito ad aggettivi, soprattutto che indicano colori):

bianco⇒

bianchiccio

-etto:

bacio⇒

bacetto;

piccolo⇒

piccoletto

-acchione: volpe⇒

volpacchione

 

-acchione:

matto⇒

mattacchione

-acchione:

furbo⇒

furbacchione

-igno:

aspro⇒

asprigno

-otto:

ragazzo⇒

ragazzotto;

può indicare un cucciolo di animale: lepre⇒leprotto

 

-acchiotto:

lupo⇒

lupacchiotto;

furbo⇒

furbacchiotto

-otto:

contadino⇒

contadinotto;

ragazzo⇒

ragazzotto

-ognolo:

azzurro⇒

azzurrognolo

-ello:

albero⇒

alberello;

paese⇒

paesello

   

-accio:

coltello⇒

coltellaccio;

ragazza⇒

ragazzaccia

-occio:

bello⇒

belloccio

-iciattolo:

fiume⇒

fiumiciattolo;

febbre⇒

febbriciattola

 



-iciattolo:

libro⇒

libriciattolo;

mostro⇒

mostriciattolo

-astro (quando è un aggettivo):

giallo⇒

giallastro

 

 

-icci(u)olo:

festa⇒

festicci(u)ola;

porto⇒

porticciolo

 


-icci(u)olo:

donna⇒

donnicci(u)ola

 

-(u)olo:

faccenda⇒

faccenduola; poesia⇒

poesiola

   

 -astro:

madico⇒

medicastro;

poeta⇒

poetastro