Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘Famiglia’

La televisone, amica o nemica?

venerdì 3 ottobre 2008

Oggi la TV rappresenta nello stesso tempo un pericolo, ma anche una grande opportunità di conoscere, come dice la parola stessa televisione che significa ”vedere lontano”. Si può "viaggiare" il mondo stando seduti su una poltrona.

Ma, se gli argomenti vengono trattati con leggerezza e volgarità,  il messaggio è fortemente negativo e può rappresentare un pericolo per l’educazione dei giovani che devono capire e interpretare la realtà.

Per esempio, se un telegiornale propone un’intervista di due minuti a un calciatore e invece dà in pochi secondi la notizia dell’inquinamento di un fiume, chi segue il notiziario pensa che il calcio sia più importante della tutela dell’ambiente. Vedendo certi programmi televisivi, si può pensare che sia giusto urlare o insultare il proprio interlocutore.

La televisione entra senza bussare in ogni casa e invade la nostra vita. A seconda di come la usi, ti può arricchire o abbruttire. Non sarebbe proprio una cattiva idea se nelle scuole ci fosse educazione alla TV!  

Buon Blog a tutti
Prof. Valerio Giacalone

Leggi ora questo dialogo tra mamma e figlio.

Mamma: Amore, devi fare prima i compiti e dopo andare a letto. E non devi guardare certi programmi alla TV!
Matteo: Ma, mamma, stanno litigando, urlano, tra un po’ alzano le mani…
Mamma : Matteo, questo non è bello da vedere. Ricorda chi urla non ha mai ragione. Le idee giuste non hanno bisogno di urla.
Matteo
: Ma, è cosi interessante, voglio vedere chi vince.
Mamma: Quando si litiga, nessuno vince.
Matteo: Dai, mamma, è interessante.
Mamma: No, questo non è interessante. Interessante è leggere, viaggiare, conoscere. Interessanti sono tante cose ma non vedere persone che si insultano e non si rispettano . Un vecchio proverbio dice che “i grandi uomini parlano di idee, i medi di avvenimenti, i piccoli di persone”.
Matteo: Mamma, mi stai facendo venire sonno!
Mamma : Amore. sono già le sette di sera. Prima fai i compiti, poi mangiamo e poi un po’ di televisione, se fai il bravo. Ma la guardiamo assieme, così scegliamo i programmi più adatti.
Matteo: Ma, mamma, non voglio vedere programmi noiosi!
Mamma: Bisogna educarsi al bello e al giusto.
Matteo: Cioè?
Mamma: Questo litigio e queste urla cosa danno a chi ascolta?
Matteo: E cosa devono dare? Fanno ridere!
Mamma: Ma cosa rimane? Invece le idee e le descrizioni danno emozioni, fanno pensare: danno informazioni utili, non negative. Capisci la differenza?
Matteo: Invece, guarda come urlano questi, tra un po’ si azzuffano…
Mamma: E così potresti pensare che è giusto comportarsi in questo modo vergognoso anche in classe con i tuoi amici, perché lo vedi sempre fare in TV. Le emittenti televisive, che utilizzano l’etere pubblico per arricchirsi, dovrebbero avere la responsabilità dei messaggi negativi che mandano con certi programmi…
Matteo: Ma allora, secondo te, le persone violente imparano a comportarsi male anche guardando la televisione? Alcuni miei compagni di classe urlano e dicono parolacce perché lo vedono fare tutti i giorni alla TV?
Mamma: Sì, proprio così. Se vedi sempre violenza e litigi, alla fine diventerai violento. Penserai che la violenza sia sempre giusta. Invece devi imparare a riflettere e a riconoscere la differenza tra giusto e sbagliato, tra bene e male.
Matteo: Ma allora perché fanno vedere tanta violenza in TV?
Mamma: Bella domanda… quando finisci di fare i compiti andiamo a fare una passeggiata e te lo dico!
Matteo: Ma c’è anche la partita di calcio oggi in televisione!
(La mamma sorride e lo accarezza)

Attività da svolgere in classe.

Rispondi alle seguenti domande.

1- Quante ore di televisione guardi ogni giorno?
2- Che programmi guardi?
3- Guardi la televisione da solo o con qualcuno?
4- Cosa cambieresti nella televisione italiana?
5- Come è la televisone del tuo paese?
6- Indica otto aggettivi adatti a definire la TV di oggi.
7- Potresti vivere senza la televisone?
8- Secondo te la TV crea dipendenza?
9- Come vorresti la televisone del futuro?
10- Secondo te, la mamma di Matteo ha ragione?
 

Al museo

mercoledì 14 maggio 2008

Buongiorno amici di Intercultura Blog!
L’Italia è chiamata anche il Bel Paese. Qui puoi trovare tanti monumenti, musei e opere d’arte: puoi veramente respirare la storia. Le città d’arte sono numerose e l’atmosfera è veramente unica e incredibile. Metà del patrimonio artistico e archeologico mondiale si trova in Italia. I musei sono degli edifici che raccolgono diversi oggetti d’arte di un particolare periodo, di una zona o di uno specifico argomento. Per esempio, ci sono: il museo etrusco, il museo archeologico, il museo di arte contemporanea, la pinacoteca, cioè dove vengono esposti quadri, e tanti altri tipi di musei. Ogni città ha uno o più  musei. Solitamente devi acquistare un biglietto per poter entrare, anche se i bambini e le persone molto avanti con l’età spesso non pagano. Ecco un dialogo che si svolge all’interno di un museo.
Buon lavoro e buona visita nei  musei
Ricorda: entrare in un museo è come viaggiare   

 


Impiegato del museo
: Buongiorno.
Signora: Buongiorno. Vorrei due biglietti per il museo delle scienze naturali.
Impiegato del museo: La bambina non paga,se ha meno di 6 anni.
Signora: Sì, ha 5 anni!
Impiegato del museo: Allora, sono solo 5 euro.
Signora: Non ha per caso una guida? A volte sono così ben fatte…
Impiegato del museo: Certo, signora l’abbiamo in diverse lingue: inglese, francese, tedesco, cinese.
Signora: In arabo? Vengo dalla Tunisia.
Impiegato del museo: No, non abbiamo la guida in arabo, mi dispiace!
Signora: Allora prendo quella in francese.
Impiegato del museo: Bene, buona visita e si ricordi che non può fare fotografie col flash.
Signora: Certo, non si preoccupi. Quanti piani ha il museo?
Impiegato del museo: Quattro piani, signora. Ma non si preoccupi: c’è anche l’ascensore.
Signora: A che ora chiude il museo?
Impiegato del museo: Alle 20, signora. Adesso sono le 18: ha circa due ore di tempo.
Signora: Grazie.

(Dentro al museo)
Signora: Guarda Marta, che bello.
Marta: Sì, mamma. Che cosa è quello?
Signora: Lo scheletro di un dinosauro, un animale della preistoria, di tanto tempo fa. Hai visto come è grande? Ora non ci sono più: si sono estinti, cioè sono scomparsi.
Marta: E perché?  Erano così grandi e forti!
Signora: Non siamo certi sull’esatto motivo: forse non erano in grado di vivere nel clima freddo delle ere glaciali.
Marta: Cosa è il museo, mamma?
Signora: E’ un edificio dedicato alla cultura, alla storia, all’arte o alle scienze. Un museo è un luogo dove conosciamo il mondo presente e quello del passato.
Marta: Allora anche la nonna è qui?
Signora: (ride) No, la nonna non è qui…
Marta: C’è una sola entrata. Ma perché ci sono tante uscite?
Signora: Sono uscite di sicurezza.
Marta: Cioè?
Signora: Uscite d’emergenza: se succede qualcosa di pericoloso, tutti i visitatori possono andare via in fretta.
Marta: E ci sono i bagni?
Signora: Certo.
Marta: Sono preistorici anche loro?
Signora: (ride) Spero di no, amore  … 

Esercizio: al museo 

Indica correttamente se le seguenti frasi sono vere (V) o false (F).
La risposta corretta diventerà verde.

 

  • 1. Marta e sua mamma vanno al museo di scienze naturali.

    •  V

    • F
  • 2. I bambini pagano solo se hanno meno di 8 anni.

    • F

    • V
  • 3. La mamma e Marta entrano alle sei di pomeriggio.

    •  F

    • V
  • 4. Il museo chiude alle 21.

    • F

    • V
  • 5. La signora desidera una guida in lingua araba.

    • F

    • V
  • 6. Si possono fare foto col flash nel museo.

    • F

    • V
  • 7. La signora viene dalla Tunisia.

    • F

    • V
  • 8. La bambina deve compiere 7 anni.

    • V

    • F
  • 9. Il biglietto per un adulto costa 7 euro.

    • F

    • V
  • 10. Il museo ha 3 piani

    • F

    • V

 

Gill si presenta

giovedì 31 gennaio 2008

Ciao! Ecco un brano in cui una ragazza parla di se stessa.

Leggi il testo con attenzione e rispondi alle domande scegliendo tra la risposta quella che secondo te è giusta. Alla fine controlla le risposte esatte.

Se hai qualche commento o domande non avere paura, scrivimi pure: sono qui per te.

Buon Intercultura blog

Il prof. Valerio Giacalone

 

 

Ciao Franca,  come stai? Ti scrivo così mi presento e quando ci incontriamo ci conosciamo già un po’. Ti scrivo una email ma non sono molto brava al computer. Sono una ragazza canadese mi chiamo Gill, ho 23 anni e sono figlia unica. La mia famiglia vive a Toronto. Mio padre è direttore di banca e mia madre casalinga. Sono appena arrivata in Italia. Studio e lavoro a Firenze. Studio la lingua italiana da cinque anni. Per tanti motivi mi piace l’italiano: è una lingua molto musicale e ricca di passione. Quando parlo questa lingua mi sento italiana, con tutti i pregi e difetti di questo popolo. È la lingua del sorriso e della comunicazione. È la lingua della moda, del buon mangiare, del sole, di grandi scopritori e inventori. Mi serve conoscere questa lingua perché viaggio in tutta la penisola. Ho scelto io di venire a vivere in Italia e sono convinta che rimarrò per tutta la mia vita qui perché mi sento di appartenere a questa cultura, anche se ho un po’ di paura per questo cambiamento. Cara Franca non vedo l’ora di incontrarti e sapere qualche cosa di te. Rispondi presto. Un grande bacio, Gill

 

 

esercizio livello A1

 

Esercizio: domande di comprensione sulla presentazione

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

Rispondi alle domande

  • 1. Perché Gill ha scelto di venire a vivere in Italia?

    • Perché le piace

    • Perché la madre vive in Italia

    • Perché è stanca del suo paese 
  • 2. Da quanti anni studia italiano?

    • Da 3 anni

    • Da 2 anni

    • Da 5 anni 
  • 3. Il padre di Gill è :

    • Direttore di compagnia assicurativa

    • Vicedirettore d una azienda

    • Direttore di banca
       
  • 4. Gill pensa di rimanere in Italia:

    • Per tutta la Vita

    • Sino a quando non impara la lingua italiana

    • Per 5 anni 
  • 5. Quando parla italiano si sente: 


    • Felice

    • Italiana

    • Imbarazzata

 

La badante

martedì 22 gennaio 2008

Ciao, come stai? 

Ecco per te un altro esercizio per migliorare il tuo italiano. 
Buon Intercultura blog

Prof. Valerio Giacalone

La badante

 In Italia, c’è un gran numero di anziani (cioè persone molto grandi di età). Inoltre nascono  pochi bambini. Siamo una delle nazioni più anziane del mondo. Questa situazione causa la richiesta di lavoro da altri paesi. Alcuni lavori sono molto richiesti e comuni, soprattutto quello della cura delle persone anziane. Questo lavoro è conosciuto in Italia con il nome di badante. Il nome  badante deriva dal verbo "badare" (cioè prendersi cura di qualcuno).  E’ un lavoro sopratutto femminile, ma esiste anche il badante. 
Qui sotto leggerai un dialogo tra una badante, una signora malata e sua figlia. Dopo la lettura rispondi alle domande vero o falso.  

Figlia: Ciao mamma, come stai? Questa è la ragazza che lavorerà da noi e si prenderà cura di te

Badante: Buongiorno signora.

Signora: (Sorridendo) Buongiorno cara, come ti chiami?

Badante: Tania.

Signora: Che bel nome! Da dove vieni?

Badante: Vengo dall’Ucraina.

Signora: Deve fare molto freddo lì, adesso.

Badante: Si, signora.

Figlia: Io devo andare. Vi saluto. Ci vediamo a fine serata, mamma. Tania rimane ogni giorno dalle 8:00 alle 17:00.

Badante: Tranne la domenica.

Figlia: Sì, tranne la domenica.

Signora: E la domenica? Rimango sola?

Figlia: No, mamma, ci siamo noi. Ora scappo. Sono in ritardo. Un grande bacio. Chiamo più tardi per sapere come stai. Tania, ecco il mio numero dell’ufficio. Puoi trovarmi lì se il cellulare non prende. Buon lavoro!

Signora: Vai tesoro, non preoccuparti per me. Vai piano, mi raccomando! Altrimenti Tania deve lavorare anche per te … (Tania ride)

Badante: Signora, come si chiama?

Signora: Io mi chiamo Anna e ho 74 anni! Sono vecchia ormai…

Badante: Ma cosa dice signora? Lei è giovane e ha un bel sorriso. Adesso ci sono io e vedrà che tutto andrà per il meglio. Se vuole le insegno anche un po’ di ucraino o preferisce il russo?

Signora: Mamma mia, se non sto male (ridono). E l’italiano? Come mai lo parli così bene?

Badante: L’ho studiato in un corso a Kiev per due anni, all’Università. Poi sono venuta qui in Italia nel 2003 e mi sono accorta che è molto importante conoscere bene la lingua italiana. Alcune mie amiche non trovano lavoro perché non parlano bene l’italiano.

Signora: Capisco.

Badante: Signora le preparo qualcosa di caldo? 

Signora: Sì, grazie: una bella tisana alle erbe. Bella calda e con del limone.

Badante: Sì, signora, vado subito. Le metto nel frattempo della musica?

Signora: Bella idea, grazie. Della musica classica … magari Schubert … il CD è sopra il comodino.

Badante: Certo, signora, non c’è problema …

(Dopo qualche minuto)

Badante: Ecco la tisana, signora …

Signora: Grazie, Tania, sei molto gentile

Badante: Signora Anna, ora la lascio per un po’ da sola. Devo fare la lavatrice, lavare i piatti e stirare i vestiti di suo marito e poi fare la spesa.

Signora: Si, vai pure Tania. Se ho bisogno di te, ti chiamo. Ora leggo il mio libro preferito. Prima di andare a fare la spesa, ricorda che devi passare in erboristeria per comprarmi una crema.

Badante: Certo, signora. A tra poco.

 esercizio di difficoltà A2

 

Esercizio: la badante

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Tania è una ragazza ucraina
    • vero
    • falso
  • 2. La signora si chiama Maria
    • vero
    • falso
  • 3. La figlia non dà il numero di telefono del suo ufficio a Tania
    • vero
    • falso
  • 4. Tania parla molto bene la lingua italiana
    • vero
    • falso
  • 5. La signora Anna ama la musica classica
    • vero
    • falso
  • 6. Tania prepara una tisana alla signora
    • vero
    • falso
  • 7. Tania è in Italia dal 2002
    • vero
    • falso
  • 8. La signora Anna ha 84 anni
    • vero
    • falso
  • 9. Tania lavora dalle 8:00 alle 17:00
    • vero
    • falso
  • 10. Tania non deve andare a fare la spesa
    • vero
    • falso