Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - Categoria ‘Scuola’

L’ultimo giorno di scuola

martedì 23 giugno 2009

Professore: Buongiorno, ragazzi. Come state? Siete emozionati? L’ultimo giorno di scuola è importante quanto il primo.
Lucia: Professore, abbiamo un po’ di paura…
Prof.: Avete paura se avete la coscienza sporca e non avete studiato in maniera adeguata!
Andreas: Non è sempre così.
Prof.: Nello studio invece sì! Si raccoglie quello che si semina. Chi ha lavorato sarà premiato: sarà promosso nella classe successiva senza debiti. Chi non ha lavorato sufficientemente si troverà dei debiti.
Laura: Professore, mi deve finire di interrogare o ha sufficienti elementi per la mia valutazione?
Prof.: Laura, non preoccuparti: hai la sufficienza. Nel primo quadrimestre avevi cinque, cioè eri mediocre sia nello scritto che nell’orale. Poi nel secondo quadrimestre hai migliorato e ti sei impegnata. Sapete quanto siano importanti l’impegno e la costanza per il successo scolastico.
Luca: Le cose importanti dello studio spesso si capiscono quando la scuola è finita!    
Prof.: Parole sagge, Luca. Ripetere l’anno ti è servito.
Luca: Eh, sì…
Prof.: Dovete capire una cosa della scuola: che meno vi piace più ci rimanete. La scuola è una sorta di preparazione alla vita. Ci sono cose belle e cose brutte: dovete convivere con entrambe. Nella vita non tutto è bello, si devono inghiottire anche i bocconi amari!
Maria: E la scuola italiana è un grande boccone amaro…
Prof.: Non direi, ragazzi, per essere una scuola pubblica è di buon livello.
Francesco: D’estate mi piace la scuola: quando è chiusa!
Prof.: Bene, ragazzi. A proposito d’estate, vi do qualche compitino, giusto per non annoiarvi troppo: l’estate è lunga. Si può soffrire la solitudine: quale migliore compagnia dello studio e dei libri?
Mark: La mia ragazza, professore! E poi, se ci dà dei compiti, non sono più vacanze!
Prof.: Infatti, sono vacanze dalla scuola ma non dallo studio. Quante volte vi ho detto che le lingue straniere sono come lo sport. Non potete migliorare se non vi allenate: così è con le lingue straniere, qualunque esse siano. Facilissimo è dimenticare e perdere le conoscenze che avete acquisito con grande fatica durante tutto l’anno. Ecco perché a settembre, all’inizio dell’anno scolastico, sembrate retrocessi di due classi…
Luca: Ma, caro professore, d’estate c’è caldo. Ci si riposa al mare!
Prof.: Ragazzi, basta un po’ di metodo e di pazienza. Se riuscirete a fare vostre queste qualità, avrete sicuramente successo nella vostra vita!
Virginia: Cosa è il successo, professore?
Prof.: Avere successo significa fare ciò che voi fare della tua vita ed essere contento di farlo.
Bene, vi auguro di realizzare i vostri desideri durante la prossima estate… Sperando che tra i vostri desideri ci sia anche lo studio e il sapere … :)

Rispondi ora alle seguenti domande!
 

1) Sei mai stato bocciato/a
2) Qual è la tua materia preferita?
3) Come trascorrerai le vacanze?
4) Pensi che sia giusto studiare anche durante le vacanze?
5) Cosa non ti piace della tua scuola?

Il mestiere dell’insegnante

martedì 16 giugno 2009

È la fine della scuola! Finalmente! Nei volti degli insegnanti, si vede la grande fatica e la grande scontentezza di chi ha lavorato tanto, senza essere riconosciuto adeguatamente.
Gli alunni sono a volte interessati più alla convenzione dei voti, che alla reale gioia di conoscere. E il ministro della pubblica istruzione è interessato più a far quadrare i conti, che al reale funzionamento della “baracca scuola”. Trovatemi un’altra delle grandi nazioni ricche dove si muore perché un muro della tua scuola crolla durante una lezione…
La scuola italiana è spesso oggetto di critiche immotivate. Le riforme introdotte con il fine di migliorarla sembrano produrre più danni che benefici: parafrasando una famosa canzone potremmo dire che lo sapremo solo vivendo. Per ora sappiamo che gli insegnanti  italiani sono tra i meno pagati in Europa. Si è diffusa l’opinione errata che alunni italiani siano tra gli ultimi per quanto riguarda la preparazione. In realtà, i test che proverebbero ciò riguardano soprattutto la cultura scientifica e matematica, che in effetti in Italia è un po’ trascurata rispetto a quella artistico-letteraria.

Per molti italiani, i libri sono un optional e la cultura non è considerata redditizia: dunque pochissimi sono gli investimenti  statali. La cultura dell’immagine e quella televisiva soppiantano di gran lunga la cultura cartacea del sapere. Viviamo in una società che ha scelto “l’avere” e “l’apparire” a discapito “dell’essere”. 
Essere insegnante oggi è come remare controcorrente, cioè diffondere una cultura che molti disprezzano. Chi sceglie di insegnare oggi, indipendentemente dall’ordine e grado della scuola, sceglie di fare il missionario.

La professione dell’insegnante è tra i lavori più stressanti che ci siano: non vi sono gratificazioni sociali ed economiche. Per esempio, spesso si sente dire che noi insegnanti lavoriamo troppo poco, solo 18 ore a settimana, e che per tutta l’estate siamo in vacanza. Chi afferma ciò, parla senza cognizione di causa, cioè senza conoscere ciò che sta dicendo. Chi insegna deve preparare le lezioni, preparare i compiti, che poi non si correggono da soli. Ci sono i collegi dei docenti, i consigli di classe, le programmazioni, le relazioni finali, le valutazioni eccetera .

Il lavoro di insegnante, se fatto bene, richiede più di 36 ore a settimana. Per quanto riguarda le “lunghe vacanze estive”, ci sono anche gli esami di maturità e di licenza media. Si finisce di lavorare a metà luglio o oltre e a fine agosto siamo a disposizione della scuola per i primi collegi dei docenti.  Un mese e mezzo di pausa non è "tutta l’estate". 

Noi forniamo ai nostri alunni gli strumenti per crescere, per affrontare la società, per trovare un lavoro ma anche per pensare profondamente. Li educhiamo al giusto e al bello.
Ma spesso troviamo alunni più interessati al gossip o ai reality piuttosto che alla cultura o al sapere, abituati a rimanere concentrati solo per pochi minuti, non per una lezione di un’ora.

Tutta la società sta attraversando una profonda crisi! Proprio per questo nella scuola si dovrebbe investire più di ogni altra attività o istituzione, come avviene nei paesi più evoluti. Non facciamo che una crisi economica diventi anche crisi di valori. La scuola è la speranza per il futuro, la fabbrica del mondo di domani.  Si dovrebbe investire di più in cultura e in ricerca, non di meno. Dobbiamo insegnare ai nostri giovani a pensare liberamente.

Invece che continuare a diffamare i nostri insegnanti, dovremmo cominciare a ringraziarli per il lavoro che la maggior parte di loro fa malgrado mille difficoltà!

Prof. Valerio Giacalone

Pensieri

lunedì 25 maggio 2009

Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, oggi vi propongo dei pensieri tratti da Io speriamo che me la cavo, un libro di temi di bambini delle elementari della regione della Campania. Il libro è stato scritto nel 1990 da Marcello D’Orta.
I pensieri sono scritti in maniera spontanea, vera e diretta. Durante la lettura dovrai svolgere l’esercizio. Troverai degli errori o delle espressioni dialettali e  dovrai scegliere l’opzione corretta.
Buona lettura e buon esercizio.
Prof. Valerio Giacalone

• Io cretevo  1)… chi sa  come erano fatti i francesi. Sono tali e quali a noi, solo un po’ più francesi.

• Mia madre dice che il Terzo Mondo non tiene 2) … neanche la casa sgarrupata 3) … e perciò non ci dobbiamo lagniare 4) …: il Terzo Mondo è molto più terzo di noi!

• Se Gesù non mandasse l’acqua, un guaio. Le piante si arrogherebbero 5) …, gli alberi mosci, la terra ha sete, gli animali morissero, io morissi.

• A me io lo sport che preferisco e il calcio, perché si segnano molti gol, mentre nello sci e nel cavallo non si segna neanche un gol.

• Ad Arzano non c’è nessuno che chiede la limosina perché sa che nessuno gliela può dare.

• La mamma è una cosa seria. Essa si sacrifica da quando noi nasciamo. Essa produce il latte per noi. Quando siamo piccoli produce il latte, perché è un mammifero: per ciò si chiama mamma.

• La Rivoluzione francese vide che c’era stata la Rivoluzione americana e fece la Rivoluzione francese.

• Io penso (e credo) che la donna deve essere uguale a l’uomo, perché non è giusto che non è uguale. L’8 Marzo la donna deve essere uguale, all’uomo!

• Ora io già lo so che tutti diranno che non è giusto, ma io invece dico che è giusto. Infatti io credo che gli uomini non sono tutti uguali, ci sono i belli, i brutti, gli alti, i bassi, gli intelligenti e i scemi. Così ci sono pure i popoli diversi.

• La fame nel mondo brulica come i vermi, come i lombrichi. Ci sono popoli ricchissimi, che non sanno neanche dove sta di casa la fame, ma c’è l’India, l’Africa e la Basilicata che lo sanno dove sta di casa, la fame!

• Io vorrei vivere all’ 6) … età della pietra, per buttare 7) … mazzate.

• Mio padre non so quanti anni ha, però non è troppo vecchio: un poco è anche giovane!

• La pioggia è benefica 8 )  … , perché fa parte del ciclo dell’acqua. Il mare bolle sotto i raggi del sole, e poi evaqua 9) …   , e si trasforma in nuvole che si trasformano in pioggia.

• Un povero che chiede la carità a Milano non è di Milano, è di Foggia.

• Al Nord il maltempo è sempre cattivo, piove e nevica sempre, le persone si svegliano umide.

• La circolazione sanguigna è una circolazione del sangue.

• L’anno scorso io mi sono vestita da Cenerentola, e pure quest’anno mi vestirò da Cenerentola, perché il vestito è facile, basta che prendi delle pezze.

• Se devo dire la verità, ma proprio la verità, a me il telegiornale dell’una mi piace, perché non lo vedo in quando esco da scuola più 10) … dell’una.

• Il mondo fa schifo, io non ho paura a dirlo, perché sono il capoclasse, e certe cose posso dirle.

• I buoni rideranno e i cattivi piangeranno, quelli del purgatorio un po’ ridono e un po’ piangono. I bambini del Limbo diventeranno farfalle. Io speriamo che me la cavo.

 

Ora indica quale è la parola corretta, al posto di quelle sbagliate indicate in grassetto nel testo.
Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. 1

    • credevo

    • credevvo
  • 2. 2

    • vede

    • ha
  • 3. 3

    • distrutta

    • bella
  • 4. 4

    • mangiare

    • lamentare
  • 5. 5

    • morirebbero

    • vivrebbero
  • 6. 6

    • nell’

    • con
  • 7. 7

    • dare

    • ricevere
  • 8. 8

    • fa penare

    • fa bene
  • 9. 9

    • evacua

    • evacqua
  • 10. 10

    • all’

    • dopo

 

Novità sul nostro sito

giovedì 23 aprile 2009

Cari lettrici e lettori di Intercultura blog,

il sito Benvenuti è attivo da oltre un anno e sta ricevendo un crescente apprezzamento da parte vostra, come vediamo dalle statistiche di accesso. Vi ringraziamo per aiutarci a creare un punto di riferimento online dedicato alla lingua italiana e all’intercultura.

Questa settimana trovate alcune novità nelle pagine del sito Benvenuti. Innanzitutto abbiamo attivato una finestra nella homepage che mostra la parola del giorno: un servizio abbinato al dizionario italiano Zingarelli, che adesso diventa accessibile direttamente dal nostro sito. Ogni giorno viene presentata una parola italiana, strana o che comunque presenta delle curiosità. Un modo divertente per approfondire la nostra conoscenza linguistica.

L’altra novità è l’uscita del testo Noi due, corso avanzato di italiano per stranieri, di Tania Pasqualini e Patrizia Flammini. Si tratta del secondo volume del corso Noi, che è già molto apprezzato degli insegnanti e dagli studenti della lingua italiana. Con Noi due, si consegue il livello linguistico B2 nella conoscenza dell’italiano.

Grazie dell’attenzione. Speriamo che questo sito continui a essere utile,
Giovanni Enriques
Zanichelli editore

Le congiunzioni polivalenti

mercoledì 25 marzo 2009

Salve a tutti cari lettori di intercultura blog,

questa settimana parleremo delle “congiunzioni polivalenti”, di quelle congiunzioni, cioè, che possono avere diversi significati. Infatti, in italiano, le congiunzioni: che, come, mentre, perché, quando, se possono avere più di una funzione grammaticale ed essere quindi usate in modi diversi.

Buona lettura! 

Tania Pasqualini
 

Che può avere funzione:

  • dichiarativa: ti confesso che non ci credo
  • causale (nel parlato): preparati che è tardi 
  • consecutiva: c’è così traffico che arriveremo tardi
  • temporale: è un po’ che non ti vedo
  • comparativo: sarebbe meglio andarci che chiamarli
  • eccettuativa: non pensa che a studiare
  • limitativa: che voi sappiate, ci sono dei ristoranti aperti nella via?

 Che è una parola che ha anche altre funzioni in italiano:

  • pronome relativo: ecco Anna che arriva
  • pronome interrogativo: che facciamo?
  • aggettivo interrogativo: che idea ti è venuta?
  • pronome esclamativo: che sento!
  • aggettivo esclamativo: che fortuna!

 Come può avere funzione:

  • comparativa: è meglio di come pesavo
  • modale: siamo in due, come previsto
  • temporale: come arrivi, chiama
  • dichiarativa: mi dici come ti senti?
  • interrogativa indiretta: non so come fare

 Mentre può avere funzione:

  • temporale: ti guardo mentre dormi
  • avversativa: arriva a piedi e in ritardo, mentre con l’auto sarebbe qui subito

 Perché può avere funzione:

  • causale: vengo perché ho voglia di vederti
  • finale: ti telefono perché tu lo sappia
  • consecutiva: è presto perché tu possa aprire il negozio
  • interrogativa indiretta: mi piacerebbe che mi dicessi perché ridi

 Quando può avere funzione:

  • temporale: quando arrivi, pranziamo
  • avversativa: mi ha offerto la cena, quando sono io che sono in debito con lui
  • condizionale: quando dovessimo avere bisogno di te, te le faremmo sapere
  • causale: non andiamo al cinema alle 22:00, quando sai che non posso uscire di sera tardi
  • interrogativa indiretta: non sappiamo quando cambieremo casa

 Se può avere funzione:

  • condizionale: se vuoi, sono qui
  • causale: se arriva, è bene che ci aiuti
  • concessiva: se lo volessi, me lo compreresti?
  • interrogativa indiretta: sto pensando se uscire oppure no

Esercizio: Indica se nelle frasi seguenti le congiunzioni polivalenti sono usate in modo corretto oppure no.

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. L’ho comprato se mi piaceva

    • giusto

    • sbagliato
  • 2. Quando torni a casa?

    • giusto

    • sbagliato
  • 3. L’ho incontrato mentre ero sull’autobus

    • giusto

    • sbagliato
  • 4. Te lo dico solo che me lo hai chiesto

    • giusto

    • sbagliato
  • 5. Come volessimo, ce la faremmo

    • giusto

    • sbagliato
  • 6. Ti presento la ragazza che ho conosciuto in Spagna

    • giusto

    • sbagliato
  • 7. Perchè volete uscire, dovete chiedere il mio permesso

    • giusto

    • sbagliato
  • 8. Se andasse bene il colloquio, comincerei a lavorare già da lunedì

    • giusto

    • sbagliato
  • 9. Perché non mi ascolti?

    • giusto

    • sbagliato
  • 10. Questo è il posto, quando dobbiamo traslocare

    • giusto

    • sbagliato