Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - maggio, 2008

Esercizio di grammatica

giovedì 29 maggio 2008

Salve, bentornati su Intrecultura blog
Oggi, ti propongo un altro esercizio per migliorare le tue conoscenze della lingua italiana!
Questa volta, ho scelto delle frasi semplici. Prima devi leggerle, capirle e in fine devi 
scegliere la risposta corretta.
Attento, perché ci sono diversi distrattori, cioè errori intenzionali nelle frasi. Con questo esercizio puoi capire se hai bisogno di ripassare e migliorare il tuo italiano, usando libro di testo Noi. Con questo esercizio ripassi (cioè rivedi) alcune preposizioni, alcuni verbi e alcune concordanze.
Buon click e a presto 
Prof. Valerio Giacalone  

 

 Esercizio di grammatica

Ora fai clic sulla frase senza errori!

La frase corretta diventerà di colore verde.

   

  • 1.

    • Oggi, prendo il treno da Napoli

    • Oggi, prendo il treno con Napoli

    • Oggi, prendo il treno tra napoli
  • 2.

    • Maria è molto bella

    • Maria è molta bella

    • Maria è molto bello
  • 3.

    • Ieri sono andato a Roma

    • Ieri vado a Roma

    • Ieri andrò a Roma
  • 5.

    • Gli spaghetti sono molto gustosi

    • Gli spaghetti sono poco simpatici

    • Gli spaghetti sono molto bene
  • 6.

    • Secondo me, tu sei più bella di Carla

    • Secondo me, tu sei piu bella di te

    • Secondo me, tu sei più bella che lei
  • 7.

    • Alessandro telefona molte bugie

    • Alessandro chiama molte bugie

    • Alessandro dice molte bugie
  • 8.

    • Perché non dici Carlo di parlare piano?

    • Perché non dici a Carlo di parlare piano?

    • Perché non dici su Carlo di parlare piano?
  • 9.

    • Il pane è buono ma costa cara

    • Il pane è duro ma costa bene

    • Il pane è gustoso ma costa caro
  • 10.

    • L’Italia è un paese molto accogliente

    • L’Italia è un paese molta accogliente

    • L’italia è una paese molto accogliente

L’accento

giovedì 29 maggio 2008

Buongiorno! Come stai?
Oggi, ti parlerò dell’accento grafico, cioè dell’accento nelle parole scritte
Un’altra piccola difficoltà, per te che studi la lingua italiana. Quando devi scriverlo? Quando non devi?
Ti ricordo che nella lingua italiana l’accento può essere acuto (come in  é) o grave (come in è)
L’accento acuto si usa per le -e  e – o chiuse, l’accento grave per le -e  e -o aperte e per le vocali – au - i. 


L’accento è obbligatorio:

- sulle parole con accento sull’ultima sillaba e con più di una sillaba, che vengono definite tronche, per  esempio: verità, città.
Quindi richiedono l’accento acuto sulla "e" finale 
affinchécosicchéfinchégiacchépoiché, purché. Hanno l’accento anche la la prima e terza persona per futuro semplice, come per esempio: vedrò, amerò, andrà, farà.

- su alcuni monosillabi: più,  giù,  già , ciò, può

- su alcuni monosillabi per distinguerli da altri che si scrivono nella stessa maniera:

sì 
(particella affermativa) – si (pronome)
  (bevanda) – te (pronome)
ché (poiché) – che (congiunzione)
  (verbo dare) – da (preposizione)
  (sostantivo che significa "giorno") – di (preposizione)
è (verbo essere) – e (congiunzione)
  (avverbio) – la (articolo)
  (congiunzione) – ne (pronome)
lì  (avverbio) – li (pronome)
  (pronome) – se (congiunzione)


Invece non si accentano mai:
do
- fu 
- fa

- me
- mi 
- no 
- qui
- qua 
- re

- sa
- so
- sto 
- tre
- sta

Ma attenzione -vicerétrentatré e -ventitré, come vedi, hanno l’accento  acuto!

L’accento

Indica la forma corretta.

 

  • 1.

    • Ho comprato tre libri.

    • Ho comprato trè libri.
  • 2.

    • Luisa oggi non stà bene.

    • Luisa oggi non sta bene.
  • 3.

    • Dò un biglietto dell’autobus a Mario, la sua macchina non parte.

    • Do un biglietto dell’autobus a Mario, la sua macchina non parte.
  • 4.

    • Tu sei il rè della casa.

    • Tu sei il re della casa
  • 5.

    • Vuoi un te?

    • Vuoi un tè?
  • 6.

    • Se vieni al mare ci abbronziamo.

    • Sè vieni al mare ci abbronziamo.
  • 7.

    • Vieni giu, ti aspetto

    • Vieni giù, ti aspetto
  • 8.

    • Trovo giusto ciò che hai detto.

    • Trovo giusto cio che hai detto.
  • 9.

    • Le città sono molto belle di notte.

    • Le citta’ sono molto belle di notte.
  • 10.

    • Finche rimani a casa mia decido io a che ora torni.

    • Finché rimani a casa mia decido io a che ora torni.

 

Al museo

mercoledì 14 maggio 2008

Buongiorno amici di Intercultura Blog!
L’Italia è chiamata anche il Bel Paese. Qui puoi trovare tanti monumenti, musei e opere d’arte: puoi veramente respirare la storia. Le città d’arte sono numerose e l’atmosfera è veramente unica e incredibile. Metà del patrimonio artistico e archeologico mondiale si trova in Italia. I musei sono degli edifici che raccolgono diversi oggetti d’arte di un particolare periodo, di una zona o di uno specifico argomento. Per esempio, ci sono: il museo etrusco, il museo archeologico, il museo di arte contemporanea, la pinacoteca, cioè dove vengono esposti quadri, e tanti altri tipi di musei. Ogni città ha uno o più  musei. Solitamente devi acquistare un biglietto per poter entrare, anche se i bambini e le persone molto avanti con l’età spesso non pagano. Ecco un dialogo che si svolge all’interno di un museo.
Buon lavoro e buona visita nei  musei
Ricorda: entrare in un museo è come viaggiare   

 


Impiegato del museo
: Buongiorno.
Signora: Buongiorno. Vorrei due biglietti per il museo delle scienze naturali.
Impiegato del museo: La bambina non paga,se ha meno di 6 anni.
Signora: Sì, ha 5 anni!
Impiegato del museo: Allora, sono solo 5 euro.
Signora: Non ha per caso una guida? A volte sono così ben fatte…
Impiegato del museo: Certo, signora l’abbiamo in diverse lingue: inglese, francese, tedesco, cinese.
Signora: In arabo? Vengo dalla Tunisia.
Impiegato del museo: No, non abbiamo la guida in arabo, mi dispiace!
Signora: Allora prendo quella in francese.
Impiegato del museo: Bene, buona visita e si ricordi che non può fare fotografie col flash.
Signora: Certo, non si preoccupi. Quanti piani ha il museo?
Impiegato del museo: Quattro piani, signora. Ma non si preoccupi: c’è anche l’ascensore.
Signora: A che ora chiude il museo?
Impiegato del museo: Alle 20, signora. Adesso sono le 18: ha circa due ore di tempo.
Signora: Grazie.

(Dentro al museo)
Signora: Guarda Marta, che bello.
Marta: Sì, mamma. Che cosa è quello?
Signora: Lo scheletro di un dinosauro, un animale della preistoria, di tanto tempo fa. Hai visto come è grande? Ora non ci sono più: si sono estinti, cioè sono scomparsi.
Marta: E perché?  Erano così grandi e forti!
Signora: Non siamo certi sull’esatto motivo: forse non erano in grado di vivere nel clima freddo delle ere glaciali.
Marta: Cosa è il museo, mamma?
Signora: E’ un edificio dedicato alla cultura, alla storia, all’arte o alle scienze. Un museo è un luogo dove conosciamo il mondo presente e quello del passato.
Marta: Allora anche la nonna è qui?
Signora: (ride) No, la nonna non è qui…
Marta: C’è una sola entrata. Ma perché ci sono tante uscite?
Signora: Sono uscite di sicurezza.
Marta: Cioè?
Signora: Uscite d’emergenza: se succede qualcosa di pericoloso, tutti i visitatori possono andare via in fretta.
Marta: E ci sono i bagni?
Signora: Certo.
Marta: Sono preistorici anche loro?
Signora: (ride) Spero di no, amore  … 

Esercizio: al museo 

Indica correttamente se le seguenti frasi sono vere (V) o false (F).
La risposta corretta diventerà verde.

 

  • 1. Marta e sua mamma vanno al museo di scienze naturali.

    •  V

    • F
  • 2. I bambini pagano solo se hanno meno di 8 anni.

    • F

    • V
  • 3. La mamma e Marta entrano alle sei di pomeriggio.

    •  F

    • V
  • 4. Il museo chiude alle 21.

    • F

    • V
  • 5. La signora desidera una guida in lingua araba.

    • F

    • V
  • 6. Si possono fare foto col flash nel museo.

    • F

    • V
  • 7. La signora viene dalla Tunisia.

    • F

    • V
  • 8. La bambina deve compiere 7 anni.

    • V

    • F
  • 9. Il biglietto per un adulto costa 7 euro.

    • F

    • V
  • 10. Il museo ha 3 piani

    • F

    • V

 

La certificazione della lingua italiana

martedì 13 maggio 2008

Buongiorno cari amiche e amici di Intercultura blog.
Oggi vi propongo un’intervista a Lorenzo Rocca, professore all’Università per stranieri di Perugia e responsabile formatore CVCL (Centro Valutazione Competenza Linguistica).
Ho posto al professor Rocca alcune domande. Spero possano essere utili per capire meglio come funziona la certificazione della lingua italiana (CELI) in Italia. Un’intervista utile  per tutti coloro che si interessano alla nostra bella lingua, sia come insegnanti che come studenti.
Buon Intercultura blog 

 

Giacalone: Che cosa sono gli esami CELI?
Rocca: Gli esami CELI sono i certificati linguistici che attestano la conoscenza della lingua italiana elaborati dall’Università per stranieri di Perugia. L’attività di certificazione è un’attività istituzionale dell’Università di Perugia, che è stata la prima istituzione italiana a rilasciare certificati linguistici già nel 1987: da allora sono stati circa 100mila gli esami CELI somministrati in tutto il mondo.
Giacalone: A chi sono rivolti gli esami  Celi?
Rocca: Sono rivolti a candidati non italofoni di età non inferiore ai 16 anni.
Giacalone: In quanti livelli è suddiviso?
Rocca: Attualmente sono previsti 6 esami CELI per l’italiano generale: dal CELI Impatto che certifica il raggiungimento del livello A1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento al CELI 5 che attesta il raggiungimento del livello C2.
A questi esami per l’italiano generale si affiancano quelli per italiano commerciale (CIC); per l’italiano con finalità didattiche (CELI 5 doc), per i giovani (CELI G) e per i cittadini immigrati adulti (CELI I).
Giacalone: Perché è utile prendere la certificazione CELI?
Rocca: La spendibilità degli esami CELI è connessa all’importanza di conseguire una certificazione linguistica  riconosciuta dal Ministero e dal Consiglio d’Europa, spesso indispensabile per l’ingresso nelle università italiane e inoltre strumento per il riconoscimento di crediti formativi per la maturità.
Giacalone: Dove possono andare gli studenti per certificare la loro conoscenza della lingua italiana?
Rocca: In uno qualsiasi degli oltre 200 Centri di esame diffusi in maniera capillare in tutto il mondo.
Giacalone: Ci sono delle date ben precise per sostenere gli esami?
Rocca: Sì, le sessioni di esami CELI per l’italiano generale sono 3 e vengono sempre previste nei mesi di marzo, giugno e novembre di ogni anno. Nel mese di maggio invece sono previste la sessione Giovani e quella Immigrati.
Giacalone: Quanto costa per uno studente sostenere l’esame?
Rocca: La tassa di iscrizione è pari a 90 € ma vi è un’ampia casistica relativa  a riduzioni significative della stessa fin oltre il 50%.
Giacalone: E per chi vive all’estero? Come funziona la certificazione?
Rocca: L’esame è unico, in Italia come all’estero. Essendo un test di competenza, deve esser somministrato a prescindere dal dove o dal come si sia preparato il candidato: stessi costi, stessi contenuti. Si mira cioè a misurare abilità indipendentemente dai percorsi di apprendimento.
Giacalone: Cosa significa per una certificazione essere riconosciuta dall’ALTE? E cosa è l’ALTE?
Rocca:  L’ALTE è l’Associazione europea dei language testers. Far parte dell’ALTE vuol dire garantire trasparenza e confrontabilità tra diversi sistemi di certificazione: per esempio la struttura e la tipologia dei tasks prevista per il conseguimento del livello B2 sarà la medesima sia per gli esami CELI per la lingua italiana che per gli esami ESOL di Cambridge per la lingua inglese.
Giacalone: Qual è l’indirizzo del sito dove si possono avere ulteriori informazioni
Rocca:  Il sito ufficiale della certificazione di Perugia è
www.unistrapg.cvcl.it
Giacalone: Per iscriversi all’università italiana è necessaria una certificazione?
Rocca: Sì, il MIUR riconosce il CELI 3 come livello minimo per le Università italiane nell’ambito del contingente assegnato agli iscritti stranieri ed il CELI 4 come livello minimo valido anche al di fuori di tale contingente.
Giacalone: E per lavorare in Italia? O avere la cittadinanza?
Rocca: Molti contratti collettivi di lavoro prevedono la necessità di frequentare corsi di lingua italiana: sotto questo aspetto i certificati CELI esonerano il lavoratore dalle ore di aula in quanto attestano il conseguimento delle competenze linguistico comunicative richieste.
Per quanto riguarda la cittadinanza, attualmente la normativa in essere non prevede alcun requisito linguistico: la I Commissione permanente Affari Costituzionali della Camera  ha però già adottato il testo unificato Bressa, riguardante “Modifiche alla legge n.91 del 1992, recante nuove norme sulla cittadinanza”. Il testo – è bene ribadirlo- non è ancora stato convertito in legge. Ma alcune importanti indicazioni tendono ad anticipare le future linee guida, anche in rapporto con quanto già è avvenuto o sta avvenendo in molti Paesi europei. In particolare l’art. 5 sottolinea che “l’acquisizione della cittadinanza italiana è sottoposta alla verifica della reale integrazione linguistica e sociale dello straniero nel territorio della Repubblica, riscontrata da una conoscenza della lingua italiana parlata equivalente al livello A2”.
Giacalone: Grazie per la gentilezza e il suo prezioso tempo Professor Rocca  
Rocca: Grazie a voi.
 
 

L’abuso del verbo fare

mercoledì 7 maggio 2008

La lingua italiana, nell’uso orale, si impoverisce sempre di più. Nel parlato, spesso e volentieri, si usa un numero limitato e ristretto di vocaboli. Il verbo fare è uno di quei verbi che si usano più del dovuto, perché facili da usare e da ricordare. Lo si preferisce al posto del verbo che sarebbe più adatto e corretto. Alcuni verbi sono una specie di jolly, cioè riescono ad andar bene ovunque. Il rischio è però di impoverire il proprio vocabolario. 
Ecco l’elenco di espressioni comuni dove il  verbo fare “la fa da padrone”, ma dove sarebbe più corretto usare un altro verbo. 
Ricorda: la lingua è bella perché varia!

Buon Intercultura Blog e apresto 

Prof. Valerio Giacalone

Di seguito trovi delle frasi con il verbo fare seguite dalla stessa frase, ma con il verbo più adatto 

Lucia fa la terza elementare 
Lucia frequenta la terza elementare (frequentare)
 
Il preside ha fatto un discorso 
Il preside ha pronunciato/ tenuto un discorso (pronunciare/ tenere)

Mario ha fatto dei debiti 
Mario ha contratto dei debiti (contrarre)

Mi accorgo di aver fatto un grosso sbaglio 
Mi accorgo di aver commesso un grosso sbaglio (commettere)

Bravo, hai fatto una buona azione
Bravo, hai compiuto una buona azione (compiere)

Luca ha fatto ricorso alle autorità competenti
Luca ha presentato ricorso alle autorità competenti (presentare)

La polizia ha fatto molte domande al testimone
La polizia ha rivolto molte domande al testimone (rivolgere

La squadra di pallavolo ha fatto una bella partita
La squadra di pallavolo ha giocato una bella partita (giocare

Faccio pattinaggio da due anni 
Pratico pattinaggio da due anni (praticare)

Oggi faccio i biglietti 
Oggi acquisto/compero i biglietti (acquistare/ comperare

La professoressa ha fatto una bella lezione
La professoressa ha tenuto una bella lezione (tenere

Mamma, ho fatto i compiti
Mamma, ho eseguito i compiti (eseguire)

Maurizio ha fatto l’esame di maturità
Maurizio ha sostenuto l’esame di maturità (sostenere

Oggi ho fatto un telegramma
Oggi ho spedito un telegramma (spedire)

Quel cane abbandonato fa pietà
Quel cane abbandonato suscita pietà (
suscitare)

Fai attenzione a quello che dico 
Presta attenzione a quello che dico (prestare

Non ho fatto il problema 
Non ho risolto il problema (risolvere

Domani faccio un contratto
Domani stipulo un contratto (stipulare)

Per andare a scuola facciamo la stessa strada 
Per andare a scuola percorriamo la stessa strada (percorrere

Ho fatto il tema di italiano
Ho svolto il tema di italiano (svolgere)

Facciamo la cena per tutta la tua famiglia?  
Prepariamo/cuciniamo la cena per tutta la tua famiglia? (preparare/ cucinare)

Inoltre il verbo fare viene usato anche in alcune frasi idiomatiche molto comuni. Le frasi idiomatiche sono quelle frasi che hanno un significato diverso dal significato letterario delle singole parole.
Ecco alcune frasi idiomatiche seguite dalla loro spiegazione:

Luca ci sa fare con la chitarra 
Luca è bravo con la chitarra

Non farci caso, è sempre nervoso.
Non badarci, è sempre nervoso.

Non so dove andare a mangiare, fai tu!
Non so dove andare a mangiare, decidi tu!

Con lei non ho più niente a che fare 
Con lei non ho più alcun rapporto 

Non posso fare a meno di studiare l’italiano 
Non posso rinunciare a studiare l’italiano 

Se vuoi guadagnare devi darti da fare
Se vuoi guadagnare devi lavorare duramente

Dopo tanti sacrifici ce l’ho fatta: mi sono laureato.
Dopo tanti sacrifici ci sono riuscito: mi sono laureato.

L’hai fatta proprio grossa: hai perso le chiavi di casa! 
Hai combinato un grande guaio: hai perso le chiavi di casa! 

 

Ora svolgi l’esercizio: indica il significato corretto delle seguenti frasi con il verbo fare

Il verbo fare
Scegli una risposta: quella corretta diventerà verde.

  • 1. Fare un ricorso

    • Emanare un ricorso

    • Presentare un ricorso
  • 2. Fare nuoto

    •  Non saper nuotare 

    •  Praticare il nuoto
  • 3. Fare una legge

    • Emanare una legge

    •  Violare una legge
  • 4. Fare l’università

    • Costruire un’università

    • Frequentare l’università
  • 5. Ci sa fare con il pianoforte

    • Non sa suonare molto bene

    • E’ bravo con il pianoforte
  • 6. Fare un danno

    •  Subire un danno

    • Arrecare un danno
  • 7. Fare il problema di matematica

    • Risolvere il problema di matematica

    •  Sbagliare il problema di matematica
  • 8. Facciamo la stessa strada

    • Asfaltiamo la stessa strada

    • Percorriamo la stessa strada
  • 9. Fare un esame

    •  Essere bocciato a un esame

    • Sostenere un esame
  • 10. Fare un discorso

    • Pronunciare un discorso

    •  Ascoltare un discorso