Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - giugno, 2008

Alle poste

venerdì 20 giugno 2008

Ciao.

Gli articoli del blog torneranno a settembre 2008 dopo la pausa estiva! Ma se avete delle domande o volete raccontarmi qualche vostra esperienza non preoccupatevi: io continuerò a rispondere ai vostri commenti!

Ora, vi racconto come spedire una raccomandata alle poste! Innanzitutto mi raccomando di fare la fila…   

A presto buon Intercultura Blog

Prof. Valerio Giacalone

 

Signora: Buongiorno 
Impiegata: Buongiorno
Signora: Mi scusi, per una raccomandata in quale sportello devo andare?
Impiegata: In questo o nel  numero 2 qui a fianco.
Signora: Grazie.
Impiegata: Si ricordi di prendere il numero.
Signora: Si, grazie … ah, dimenticavo potrei avere una raccomandata?
Impiegata: Con o senza ricevuta di ritorno?
Signora: Senza, grazie.
Impiegata: Ecco qua. 
Signora: Grazie mille.

(Allo sportello, dopo dieci minuti, la signora si avvicina con il numero in mano) 

Impiegata: Buongiorno, ha il numero 23?
Signora: Si, certo… eccolo.
Impiegata: Dica pure.
Signora: Vorrei spedire questa raccomandata ma ho un problema: non sono italiana e non ho capito tutto.
Impiegata: Non si preoccupi, la posso aiutare io. Ha compilato la raccomandata in tutte le sue parti?
Signora: Non proprio …  Non so cosa significa "destinatario".
Impiegata: Il destinatario è la persona a cui deve spedire la raccomandata, cioè la persona che riceve la raccomandata!
Signora: Ah, capisco. "Mittente" cosa significa?
Impiegata:  È la persona che spedisce la raccomandata. Se Lei spedisce la raccomandata adesso, Lei è il mittente.
Signora: Bene, ora capisco e cosa significa CAP?
Impiegata: È il Codice di Avviamento Postale, cioè i cinque numeri che servono a  identificare l’area geografica del destinatario. Indicare correttamente il CAP consente di consegnare prima la posta!
Signora: Capisco, grazie. E la parola  PROV cosa significa?
Impiegata: È l’abbreviazione di "provincia", cioè una delle aree in cui sono divise le regioni italiane.
Signora: Devo compilare altro?
Impiegata: No, Lei non deve fare altro! Se vuole la ricevuta deve compilare anche il  foglietto della ricevuta,  che rimarrà a Lei. Così nel caso di smarrimento, cioè nel caso la raccomandata venga persa, ha la ricevuta della raccomandata, cioè la prova che ha spedito la raccomandata. 
Signora: Ah, capisco. Ma mi fido delle poste italiane.
Impiegata: Grazie, signora, sono contenta che qualcuno si fidi di noi.
Signora: Dopo quanto arriva la raccomandata?
Impiegata: Dipende, Signora, normalmente un paio di giorni, cioè due o tre giorni.
Signore: Scusate, ma c’è anche altra gente che sta aspettando.
Impiegata: Mi scusi, ma la signora è straniera e ha bisogno di aiuto.
Signore: Mi scusi, non lo sapevo.
Impiegata: Grazie per la pazienza.
Signora: Bene, quanto costa spedire la raccomandata?
Impiegata: 3 euro e 70 centesimi.
Signora: Ecco 5 euri.
Impiegata: Signora, "euro" in italiano al plurale rimane "euro". Anche perché sono così pochi…
Signora: Bene! Grazie.
Impiegata: Ecco il resto e buona giornata.
Signora: Grazie, buona giornata anche a Lei.

 

Ora fai clic qui per scaricare il testo di una raccomandata: compilala in tutte le sue parti.

Buon lavoro.

La valutazione

mercoledì 4 giugno 2008

Cara collega, caro collega, in Italia, si avvicina la fine dell’anno scolastico. Momento delicato: la stanchezza si fa un po’ sentire e dobbiamo decidere il futuro scolastico dei nostri alunni. Oggi affronterò un argomento di fondamentale importanza per la didattica: la valutazione.
Innanzitutto, c’è da precisare, che la valutazione non è da confondere con la verifica. Essa ne è solo una parte e riguarda la raccolta dei dati e il punteggio.
La valutazione è un insieme di operazioni piuttosto complesse che vanno dal ricavare informazioni sull’apprendimento e sulla acquisizione dell’allievo, al definire dei parametri oggettivi per i test e alla finale elaborazione di un giudizio globale o specifico.  
La valutazione è un vero e proprio feedback dell’agire del docente ed è al contempo un elemento che, se mal gestito, può facilmente demotivare e creare ingiustizie all’interno del gruppo classe.
Le verifiche, sia orali che scritte, dovrebbero essere frequenti e non necessariamente annunciate. In tal modo si può tenere vivo e costante l’interesse verso la materia. Bisogna ricordare che l’apprendimento (LS, L2) non può mai avvenire se gli alunni studiano esclusivamente per il giorno della verifica. Lo studio per motivazioni estrinseche non diventerà mai acquisizione, ma solo apprendimento effimero e momentaneo. La costanza è la parola chiave che deve caratterizzare ogni attività di studio, soprattutto per quanto riguarda l’apprendimento delle lingue.
La verifica sarà impostata su due momenti: uno formativo e uno sommativo.
La verifica formativa è finalizzata non tanto all’accertamento di quello che l’alunno sa ma piuttosto alla valutazione dei progressi durante il lavoro svolto con l’alunno. La verifica sommativa fa  emergere chi ha raggiunto l’obiettivo complessivo e chi ha bisogno invece di ulteriori interventi di recupero.
Durante la presentazione di ogni modulo didattico consiglio di articolare numerosi esercizi finalizzati al controllo del raggiungimento degli obiettivi. Esercizi alla lavagna, compiti a casa e interventi orali degli alunni ci offrono elementi per una valutazione il più possibile obiettiva. L’insegnante deve essere puntuale, preparato e motivato, ma deve essere anche in grado di valutare secondo dei criteri oggettivi.

L’effetto “Alone” e “Pigmalione”, se presenti, influiscono negativamente nella valutazione dei discenti e nel rapporto docente-alunno.
L’effetto "Alone" descrive un fenomeno psicologico per cui la simpatia o l’antipatia dell’insegnante per l’allievo si riflettono in una maggiore o minore profitto. L’effetto "Pigmalione" descrive il fenomeno per cui ogni docente si crea una sua immagine dell’allievo, per cui è lento nell’accorgersi dei suoi cambiamenti. Per un alunno è veramente demotivante essere valutato per la simpatia o antipatia che si suscita all’insegnante.

 
Anche durante le verifiche, utilizzate materiale che risalti aspetti della cultura e civiltà italiana. La lingua è sempre da considerare come espressione culturale di un popolo e non solo come puro elemento comunicativo.
Altro elemento fondamentale della valutazione consiste nel fatto che gli alunni dovrebbero sempre essere a conoscenza dei voti da loro ottenuti. Questi possono essere utilizzati per dirigere il loro studio o per colmare alcune eventuali lacune: la valutazione deve essere un ponte tra alunno e docente.


Quando valutiamo, dovremmo essere in grado di riconoscere la differenza tra errore e sbaglio. Il primo deriva da incomprensione o lacuna profonda e solitamente necessita dell’intervento dell’insegnante. Lo sbaglio, invece, deriva da una distrazione: solitamente lo stesso studente, messo di fronte alla stessa domanda e lasciato riflettere, si accorge spontaneamente del “malfatto”.


La valutazione del discente straniero, in classe di italiani, deve essere espressa con attenzione. Soprattutto per quanto riguarda il primo anno di adattamento. Bisognerebbe conoscere la storia scolastica e anche “personale” dell’alunno. La sua valutazione dovrebbe tener conto della sua situazione e dei suoi sforzi di adattamento, non solo linguistici ma anche socio-culturali. Dovremmo essere in grado di percepire  la motivazione, l’impegno, le potenzialità di apprendimento e anche la previsione del futuro sviluppo scolastico dell’alunno. Gli sforzi di un nuovo studente straniero sono rivolti non esclusivamente ad andare bene a scuola, ma anche ad essere accettato all’interno del gruppo classe. In altre parole il discente utilizza “energia”  non solo per essere promosso dai professori ma anche dai suoi compagni.

Le Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli studenti stranieri, pubblicate dal Ministero dell’istruzione nel 2006, affermano a riguardo della valutazione:

"Per il consiglio di classe che deve valutare alunni stranieri inseriti nel corso dell’anno scolastico – per i quali i piani individualizzati prevedono interventi di educazione linguistica e di messa a punto curricolare – diventa fondamentale conoscere, per quanto possibile, la storia scolastica precedente, gli esiti raggiunti, le caratteristiche delle scuole frequentate, le abilità e le competenze essenziali acquisite. In questo contesto, che privilegia la valutazione formativa rispetto a quella “certificativa” si prendono in considerazione ilpercorso dell’alunno, i passi realizzati, gli obiettivi possibili, la motivazione e l’impegno e, soprattutto, le potenzialità di apprendimento dimostrate."

Ricorda: valutando i tuoi alunni valuterai, in parte, anche il tuo operato come insegnante! Sii clemente 

Buon lavoro e buona valutazione
Prof. Valerio Giacalone