Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - settembre, 2008

Il primo giorno di scuola

martedì 23 settembre 2008

In Italia nel mese di settembre si inizia ad andare a scuola. Dopo le vacanze estive, professori e alunni si rincontrano per trascorrere assieme un altro anno scolastico.
Auguro a tutti un buon anno scolastico: ad alunni e professori, ai bravi e meno bravi, agli studenti italiani e agli studenti stranieri.
Con tempo pieno o ridotto, di qualsiasi grado essa sia, la scuola deve essere un tempio di cultura e una officina di menti e sensibilità.
Buon lavoro e buon Blog
Prof. Valerio
Giacalone

Professoressa: Buongiorno ragazzi e ragazze, come state?
Classe: Bene, grazie.
Professoressa: Io sono la nuova insegnante di lettere, mi chiamo Maria Luisa Aste. Ho 43 anni  e vengo da Verona. Ora faccio l’appello, così conosco un po’ i vostri nomi! Siete 27 in classe … prima però vorrei sapere quanti ripetenti ci sono in questa classe? Chi è stato bocciato?
Ramon: Io, professoressa (alza la mano)
Professoressa: Come ti chiami?
Ramon: Mi chiamo Ramon Perez.
Professoressa: Da dove vieni, Ramon?
Ramon: Vengo dal Perù, professoressa.
Professoressa: Che bello! Da quanti anni sei in Italia?
Ramon: Da quattro.
Profesoressa: E come mai sei ripetente Ramon?
Ramon: Ho un po’ di problemi con la lingua italiana: è molto simile con lo spagnolo, ma questo non sempre aiuta … ho molte difficoltà con lo scrivere!
Professoressa: Secondo te potrai farcela quest’anno a essere promosso?
Ramon: Sì, se studio di più, ne sono sicuro, professoressa
Professoressa: Bravo Ramon, sono contenta che tu sei nella nostra classe!
C’e qualche altro ripetente? (Si sente una risata generale della classe)
Francesco: Io, professoressa … mi chiamo Francesco Losa.
Professoressa: Ciao, Francesco, tu hai capito perché sei stato bocciato?
Francesco: Eh, professoressa…  non mi piace studiare, non ne ho voglia! Voglio lavorare.
Professoressa: Secondo te, caro Francesco, lo studio non ti può aiutare a lavorare? Un diploma è solo carta straccia? Oppure con un diploma riesci a trovare un lavoro migliore, meglio  pagato? Un lavoro che magari ti piace di più?
Francesco: Professoressa, se si hanno le conoscenze giuste, diploma o non diploma fa poca differenza!
Professoressa: E come fai se non hai raccomandazioni, Francesco? Ricordatevi ragazzi uno raccoglie quello che semina! Dobbiamo abituarci al sacrificio e allo studio!
Laura: Professoressa, per me lo studio non è un sacrificio.
Professoressa: Brava, come ti chiami?
Laura: Mi chiamo Laura … per me lo studio è un piacere … mi piace leggere … mi tiene compagnia!
Professoressa: Questa è una grande fortuna Laura, perché non si deve studiare per il professore o per il voto ma per la gioia di conoscere … più sappiamo meglio viviamo! Ricordate, ragazzi!
Laura: Per me un libro è come un amico.
Professoressa: E chi trova un amico trova un tesoro… Ora  faccio l’appello e poi vi do il test di entrata, così vediamo il vostro livello di conoscenza, il vostro livello di partenza e sappiamo da dove iniziare le lezioni.
 

Ora rispondi alle domande: quella giusta diventerà verde

Esercizio:


  • 1. Ramon Perez è colombiano

    • v

    • f
  • 2. Francesco vuole lavorare: non gli piace studiare 

    • v

    • f
  • 3. Ramon è in Italia da tre anni 

    • v

    • f
  • 4. La professoressa ha 43 anni 

    • v

    • f
  • 5. Ramon non ha problemi con la lingua italiana

    • v

    • f
  • 6. Laura odia studiare 

    • v

    • f
  • 7. La professoressa viene da Vicenza

    • v

    • f
  • 8. Dopo l’appello ci sarà il test di entrata 

    • v

    • f
  • 9. La classe è composta da 27 alunni  

    • v

    • f
  • 10. Il test di entrata non viene dato agli alunni ripetenti

    • v

    • f

L’apostrofo

giovedì 11 settembre 2008

Ciao, come stai? Hai passato delle belle vacanze? Sei pronta/o ora  ad  affrontare un altro argomento interessante? Devi sapere che nella lingua italiana l’apostrofo è comune. Si usa per eliminare la vocale finale di una parola che precede un’altra parola che inizia per vocale. Tecnicamente questa operazione si chiama elisione. Per te che studi l’italiano l’apostrofo può presentare alcune difficoltà. Ora cercherò di darti una mano e fare in modo che non sia più un problema.  … almeno ci provo!! 

Prof. Valerio Giacalone

Innanzitutto non devi usare l’apostrofo:

- con la preposizione da, per esempio: vengo da Avellino (non "d’Avellino")

- con la particella ci, per esempio: ci andrò (non c’andrò)
ma attenzione: quando ci è usato con il verbo essere e entrare (solo quando il verbo inizia con la vocale e) userai l’apostrofo
c’è, (non "ci è")
c’eravamo, (non "ce eravamo")

- con l’articolo indeterminativo maschile un e i suoi composti (nessun/ qualcun)
 per esempio: un albero, (non "un’albero")

- con l’aggettivo interrogativo qual, per esempio: qual è 

- con il pronome le, per esempio: le accadrà,  (non "l’accadrà"), cioè accadrà loro. 

- con il plurale le, per esempio: le ortiche,  (non "l’ortiche")  

- con il pronome li, per esempio:  li ascolta (non "l’ascolta"), cioè ascolta loro.

Invece l’apostrofo si usa obbligatoriamente:

- con l’articolo lo e le preposizioni  articolate che sono formate con lo (dello, allo, etc…). l’amico (non "lo amico")
dell’uomo (non "dello uomo") 

- inoltre con gli aggettivi bello e quello, per esempio: bell’amico, quell’uomo

-con l’articolo la e le preposizioni articolale formate con la 
(quella, nella, etc. )
l’uva (non "la uva")
sull’uguaglianza (non "sulla uguaglianza")

- con l’articolo indeterminativo una e suoi composti (nessuna, qualcuna, etc.)
un’entrata  (non "una entrata")
nessun’altra   (non "nessuna altra")

- con le forme verbali:
da’ -  dai  (2° pers.  sing.  Imperativo)    inf. dare
fa’  – fai  (2° pers.  sing.  Imperativo)  inf. fare
sta’ -  stai  (2° pers.  sing.  Imperativo) inf. stare
va’-  vai  (2° pers.  sing.  Imperativo) inf. andare

- Nelle forme abbreviate di  poco e modo:
Oggi mangio un po’
a mo’ di esempio

- In alcune espressioni con la preposizione da 
D’ora
in avanti
D’altronde
D’altra parte

- In alcune espressioni con la preposizione di
D’oro

D’epoca
D’accordo
D’argento

 - nelle espressioni  
Tutt’altro
Tutt’al più
Sott’occhio
Senz’altro
Nient’altro
Mezz’ora
Tutt’e due
A quattr’occhi

- L’apostrofo è facoltativo, cioè puoi decidere di usarlo meno, con gli aggettivi questa e quella
Questa amica – quest’amica
Quell’opera - quella opera

- E con le particelle  mi – ti-  ne-  si 
Mi ha detto – m’ha detto
Ce ne era - ce n’era
Ti afferro –  t’afferro
Si ammala – s’ammala

Con la preposizione di è facoltativo:
Un piatto di insalata  o un piatto d’insalata

 

Esercizio: indica VERO ("v") se la frase è corretta e FALSO ("f") se la frase non è corretta 
Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

 

 

  • 1. Sono d’accordo con te: anche gli animali vanno rispettati .

    • v

    • f
  • 2. Senz’altro ti do ragione: la natura va rispettata.

    • v
    • f
  • 3. Daltronde sei tu ad aver iniziato: non si dicono le parolaccie.

    • v

    • f
  • 4. Tutti e due dovete studiare di più.

    • v

    • f
  • 5. D’ora in poi niente più carne.

    • v

    • f
  • 6. Ti ha regalato un anello doro?

    • v

    • f
  • 7. In questi tempi c’è bisogno di molto amore!

    • v

    • f
  • 8. Questo ti valga a mo’ di esempio!

    • v

    • f
  • 9. Non ho niente altro da dirti!

    • v

    • f
  • 10. Chi trova un’ amico trova un tesoro!

    • v

    • f