Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - ottobre, 2008

Al ristorante

venerdì 31 ottobre 2008

Buongiorno, come stai? Sei pronta/o a entrare virtualmente in un ristorante italiano? E imparare qualche nuovo termine che ti potrà essere utile quando dovrai ordinare qualcosa da mangiare? "Buon appetito" e a presto 

Prof. Valerio Giacalone

Cameriere
: Buongiorno
Cliente: Buongiorno
Cameriere: Posso essere utile?
Cliente: Un tavolo per due, se possibile panoramico.
Cameriere: Certo seguitemi, prego.
Cliente: Grazie .
Cameriere: Ecco il menu!
Cliente: Grazie.
Cliente: Cosa prendi Carla?
Carla: Vediamo… ho molta fame… poi oggi paghi tu… (ridono)… dunque tutto è perfetto.
Cliente: Non preoccuparti, oggi sei mia ospite: è il mio compleanno!
Carla: Sì, lo so, grazie, che gentile. Ma non mi hai ancora detto quanti anni compi!
Cliente: 40 anni, passa il tempo…
Cameriere: I signori hanno deciso?
Carla: Per me, un antipasto misto di pesce, poi come primo… mmm.. un piatto di spaghetti alle vongole, per cortesia. Per il secondo, ci devo ancora pensare.
Cliente: Per me, un antipasto di affettati misti e formaggi. Come primo, tagliatelle all’uovo con sugo.
Cameriere: Da bere, signori?
Cliente: Direi il vino bianco della casa …
Cameriere: Un litro? Va bene?
Cliente: Si, grazie.
Carla: Ma devi guidare: meglio mezzo litro. Non credi?
Cliente: Certo … non ci ho pensato, ci porti anche un litro di acqua naturale, per favore.
Cameriere: Bene, signori, a tra poco!

Il cameriere porta le diverse portate: gli antipasti, poi i primi piatti, il vino. Dopo che i clienti hanno terminato di mangiare, il cameriere si avvicina nuovamente al tavolo.

Cameriere
: I signori hanno gradito?
Carla: Molto gustoso, grazie.
Cameriere: Come secondo avete già scelto?
Carla: Sì, io prenderei un piatto di calamari fritti con contorno di patate al forno.
Cliente: Io … vediamo un po’… un’insalata mista caprese, ma senza olive.
Cameriere: Benissimo! 

Alla fine del pasto.

Cameriere: Qualcos’altro?
Cliente: Sì, grazie, un caffè, un sorbetto al limone e poi anche il conto … quello buono mi raccomando!
Cameriere:  (Sorridendo) Sì, certo, non si preoccupi.

Dopo alcuni minuti.

Cameriere
: Ecco signori il conto:  42 euro.
Cliente: Grazie, è possibile pagare con la carta di credto?
Cameriere: Certo, nessun problema.
Cliente: Faccia 45 euro…
Camerire: Grazie.
Cliente: Grazie a lei, era tutto delizioso!
Cameriere: Grazie, è un piacere avere clienti come voi, arrivederci e a presto!  
Carla: Arrivederci e soprattutto a “rimangiarci qui" (Risata)

Verifica se hai capito il testo

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Oggi è il compleanno del cliente, egli compie 40 anni

    • v

    • f
  • 2.  I clienti desiderano un tavolo panoramico

    • v

    • f
  • 3. Carla prende, come primo piatto, un riso in bianco

    • v

    • f
  • 4. I calamari fritti sono finiti

    • v

    • f
  • 5. I clienti lasciano 3 euro di mancia

    • v

    • f
  • 6. I clienti non hanno gradito il cibo

    • v

    • f
  • 7. Carla pagherà il conto

    • v

    • f
  • 8. Il camerire dice che non è possibile pagare con la carta di credito

    • v

    • f
  • 9. Il cameriere è molto disponibile e gentile

    • v

    • f
  • 10. Carla e l’amico ritorneranno probabilmente al ristorante, perché si sono trovati bene

    • v

    • f

 

Canzone: “Pensa” di Fabrizio Moro

martedì 28 ottobre 2008

 




Buon giorno, come stai? Ecco un’altra bella canzone. Una canzone piena di significato, che parla di un problema in Italia molto attuale: la mafia, l’organizzazione criminale più potente del mondo. Con il testo della canzone puoi conoscere nuove parole. Dopo esserti  procurato la canzone di Fabrizio Moro “Pensa”, ascoltala e cerca di riempire gli spazi vuoti. Poi controlla il testo nella versione integrale, cioè completa. Ricorda: cantando non solo impari  nuovi vocaboli, ma  migliori anche la pronuncia, l’intonazione e la tua capacità di comprensione.
Buon ascolto
Prof. Valerio Giacalone

Ci sono stati  …   che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal …    inestimabile
Insostituibili perché hanno …
Il più …     dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per  …     una guerra
Di …    e di famiglie sparse come tante biglie
Su un’isola di  …   che fra tante meraviglie
Fra limoni e fra conchiglie … figli e figlie
Di una generazione …    a non guardare
A parlare a bassa …    a spegnere la luce
A commentare in pace ogni  …   nell’aria
Ogni cadavere in un …   
Ci sono stati uomini che passo   …   passo
Hanno lasciato un  …   con coraggio e con impegno
Con dedizione  …    un’istituzione organizzata
Cosa nostra, cosa vostra, cos’è vostro?
È nostra la libertà di …  
Che gli occhi sono  …    per guardare
La bocca per parlare le   …   ascoltano
Non solo musica non solo musica
La testa si …   e aggiusta la mira ragiona
A volte   …   a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare   …  a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le …
Ci sono stati uomini che sono …  giovani
Ma consapevoli che le loro  …
Sarebbero rimaste nei  …   come parole iperbole
Intatte e reali come …    miracoli
Idee di uguaglianza idee di  …
Contro ogni uomo che eserciti  …  
Contro ogni suo simile   …   chi è più debole
Contro chi  …  la coscienza nel cemento
Pensa prima di …
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi  …  tu
Resta un attimo   …  un attimo di più
Con la testa  …  le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante   …   fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita  …  ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile  …
Gli uomini passano e  …  una canzone
Ma nessuno potrà fermare  …  la convinzione
Che la giustizia no, non è  …  un’illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che …  decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa.

Ora controlla nella versione del testo integrale se hai scritto tutte le parole mancanti
Buon esercizio e pensa 





Ci sono stati uomini che hanno scritto pagine
Appunti di una vita dal valore inestimabile
Insostituibili perché hanno denunciato
Il più corrotto dei sistemi troppo spesso ignorato
Uomini o angeli mandati sulla terra per combattere una guerra
Di faide e di famiglie sparse come tante biglie
Su un’isola di sangue che fra tante meraviglie
Fra limoni e fra conchiglie  massacra figli e figlie
Di una generazione costretta a non guardare
A parlare a bassa voce a spegnere la luce
A commentare in pace ogni pallottola nell’aria
Ogni cadavere in un fosso
Ci sono stati uomini che passo dopo passo
Hanno lasciato un segno con coraggio e con impegno
Con dedizione contro un’istituzione organizzata
Cosa nostra, cosa vostra, cos’è vostro?
È nostra la libertà di dire
Che gli occhi sono fatti per guardare
La bocca per parlare le orecchie ascoltano
Non solo musica, non solo musica
La testa si gira e aggiusta la mira ragiona
A volte condanna a volte perdona
Semplicemente
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che sono morti giovani
Ma consapevoli che le loro idee
Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole
Intatte e reali come piccoli miracoli
Idee di uguaglianza idee di educazione
Contro ogni uomo che eserciti oppressione
Contro ogni suo simile contro chi è più debole
Contro chi sotterra la coscienza nel cemento
Pensa prima di sparare
Pensa prima di dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Ci sono stati uomini che hanno continuato
Nonostante intorno fosse tutto bruciato
Perché in fondo questa vita non ha significato
Se hai paura di una bomba o di un fucile puntato
Gli uomini passano e passa una canzone
Ma nessuno potrà fermare mai la convinzione
Che la giustizia no, non è solo un’illusione
Pensa prima di sparare
Pensa prima dì dire e di giudicare prova a pensare
Pensa che puoi decidere tu
Resta un attimo soltanto un attimo di più
Con la testa fra le mani
Pensa.

Insegnare… sperimentare

giovedì 16 ottobre 2008

 

Dal 20 al 26 ottobre ci saranno eventi in tutto il mondo per onorare la lingua italiana. Anche Intercultura Blog cerca umilmente di onorarla … tutto l’anno.   E chi meglio dell’insegnante può onorare la lingua e la cultura italiana? L’insegnante è il ponte tra il sapere e la classe, perno essenziale di ogni scuola.

Cari colleghi e colleghe, insegnare (dal latino “lasciare il segno”) è una delle attività più difficili e al contempo più affascinanti che ci possano essere. Si ha la possibilità di formare, di educare, di esporre il fascino della cultura. Maggiori conoscenze gli studenti apprendono oggi a scuola, maggiori strumenti avranno domani per affrontare la vita adulta e il lavoro.

Insegnare è una professione molto difficile. Forse è l’unico lavoro con persone (gli alunni) che vorrebbero essere altrove. Insegnare diventa allora un’impresa. L’insegnante “bravo” fa dimenticare agli alunni che avrebbero potuto fare altro al posto della lezione, in modo che siano invece contenti di seguirla.

Insegnare significa anche sperimentare, mettersi in discussione, essere pronti al confronto, trovare il materiale e le soluzioni più adatte. Il decreto del presidente della repubblica 419 del 1974, autorizza l’insegnante alla sperimentazione didattica. L’articolo 1  afferma: “l’autonomia didattica dei docenti può applicarsi come ricerca e realizzazione di innovazione sul piano metodologico- didattico.” 
Anche il gioco a volte può migliorare l’efficienza della didattica in classe.

Da tempo sperimento lezioni “dal vivo”, cioè lezioni calate in un contesto reale. Per farlo, è necessario lavorare con una classe composta da meno di 15 studenti a un livello elementare di conoscenza della seconda lingua (livelli A1/A2).
Si deve aver bene in mente cosa fare con la propria classe e lasciare il meno possibile all’improvvisazione. La lezione si può svolgere in un contesto naturale: una piazza, un mercato, un museo, un parco.

La classe non è l’unico luogo dove si impara una lingua. Per esempio, l’apprendimento della lingua madre avviene in famiglia, dove è fondamentale la funzione strumentale, cioè chiedere per ottenere. Quando possibile, ricreare una situazione naturale può sortire effetti positivi sia sull’apprendimento che sulla motivazione. Si simula un "gioco di ruolo", il più possibile vicino alla realtà.

Per esempio, possiamo portare la classe in un mercato e spiegare agli alunni ciò che si vede: i vari tipi di frutta, la bilancia, il bancone, i commessi, i clienti. Si spiegano loro le frasi utili nella situazione, come per esempio “un chilo di mele, per favore”, “quanto costa?”, “posso pagare con la carta di credito?”. Oppure aggettivi come "acerbo", “maturo”, "caro”, “conveniente".

La mia esperienza a riguardo è molto positiva. Gli alunni imparano prima e meglio poiché  il contesto è reale e ciò che è visibile è più facile da memorizzare e sortisce una grande spinta motivazionale. La motivazione è una componente fondamentale e può sostenere gli studenti per tutta la durata del corso.

Un caro saluto e buon lavoro
Prof. Valerio Giacalone

Le regioni d’Italia

venerdì 10 ottobre 2008

L’Italia è una penisola, bagnata dal mare su tre lati, mentre un’isola è bagnata dal mare su tutti i lati. L’Italia è divisa in 20 regioni. Cinque di queste sono dotate di uno statuto speciale, cioè godono di maggiore autonomia: la Sicilia, la Sardegna, la Valle d’Aosta, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia. Queste cinque regioni sono a statuto speciale per  motivi storici, sociali e geografici e godono di un particolare riguardo da parte dello Stato italiano.

Le regioni italiane sono molto diverse tra loro. Diversi dialetti, cioè lingue regionali. Diverse tradizioni culinarie, cioè diversi modi di cucinare. Diverse tradizioni  culturali e usanze. Diverse anche le caratteristiche fisiche degli abitanti delle diverse regioni d’Italia. Un friulano ha di solito caratteristiche fisiche diverse da un siciliano, anche se ormai, per motivi storico-sociali, le differenze fisiche sono sempre meno evidenti.

Ogni regione è famosa per qualche cosa di particolare. La Campania per la pizza. La Sardegna per il mare limpido. Il Trentino Alto Adige per le Dolomiti, splendide montagne. L’Emilia Romagna per l’ospitalità alberghiera, per l’allegria della gente e per i tortellini, il tipico primo piatto locale.

L’Italia è ricchissima di storia e di reperti archeologici. Ogni città ha un famoso monumento che è diiventato il suo simbolo. Roma ha il Colosseo. Pisa ha la Torre pendente. A Milano c’è il Duomo. Verona ha l’Arena. Venezia ha piazza San Marco e i canali. A Bologna ci sono le Due Torri.

Ecco delle regioni italiane,  con il loro numero di abitanti e il loro capoluogo, cioè la città dove ha sede il governo regionale:
           
Lombardia, abitanti  9.545.441, capoluogo Milano
Campania, 5.790.187, Napoli
Lazio, 5.493.308, Roma
Sicilia, 5.016.861, Palermo
Veneto, 4.773.554, Venezia
Piemonte, 4.352.828, Torino
Emilia-Romagna, 4.223.264, Bologna
Puglia, 4.069.869, Bari
Toscana, 3.638.211, Firenze
Calabria, 1.998.052, Catanzaro
Sardegna, 1.659.443, Cagliari
Liguria, 1.607.878, Genova
Marche, 1.536.094, Ancona
Abruzzo, 1.309.797, L’Aquila
Friuli-Venezia Giulia, 1.212.602, Trieste
Trentino-Alto Adige, 994.703, Trento
Umbria, 872.967, Perugia
Basilicata, 591.338, Potenza
Molise, 320.074, Campobasso
Valle d’Aosta, 124.812, Aosta

In totale la popolazione italiana è di 59.131.287 persone. A eccezione della Valle d’Aosta, le regioni sono divise in province, che attualmente sono 107, ma che dal 2009 saranno 110.
(Fonte Wikipedia)

Ora rispondi alle domande scegliendo la risposta giusta. Quella corretta diventerà verde.

  • 1. L’Italia è un’isola bagnata da tutte le parti dal mare

    • v

    • f
  • 2. L’Italia è divisa in 21 regioni

    • v

    • f
  • 3. Quattro sono le regioni a statuto speciale

    • v

    • f
  • 4. Una regione a statuto speciale gode di una maggiore autonomia 

    • v

    • f
  • 5. Ogni regione è diversa dalle altre

    • v

    • f
  • 6. Il capoluogo del Molise è Trapani 

    • v

    • f
  • 7. L’Italia ha più di 60 milioni di abitanti 

    • v

    • f
  • 8. Trieste si trova nelle Marche

    • v

    • f
  • 9. Nel 2009 ci saranno 120 provincie 

    • v

    • f
  • 10. La Sicilia è una penisola 

    • v

    • f

 

 

La televisone, amica o nemica?

venerdì 3 ottobre 2008

Oggi la TV rappresenta nello stesso tempo un pericolo, ma anche una grande opportunità di conoscere, come dice la parola stessa televisione che significa ”vedere lontano”. Si può "viaggiare" il mondo stando seduti su una poltrona.

Ma, se gli argomenti vengono trattati con leggerezza e volgarità,  il messaggio è fortemente negativo e può rappresentare un pericolo per l’educazione dei giovani che devono capire e interpretare la realtà.

Per esempio, se un telegiornale propone un’intervista di due minuti a un calciatore e invece dà in pochi secondi la notizia dell’inquinamento di un fiume, chi segue il notiziario pensa che il calcio sia più importante della tutela dell’ambiente. Vedendo certi programmi televisivi, si può pensare che sia giusto urlare o insultare il proprio interlocutore.

La televisione entra senza bussare in ogni casa e invade la nostra vita. A seconda di come la usi, ti può arricchire o abbruttire. Non sarebbe proprio una cattiva idea se nelle scuole ci fosse educazione alla TV!  

Buon Blog a tutti
Prof. Valerio Giacalone

Leggi ora questo dialogo tra mamma e figlio.

Mamma: Amore, devi fare prima i compiti e dopo andare a letto. E non devi guardare certi programmi alla TV!
Matteo: Ma, mamma, stanno litigando, urlano, tra un po’ alzano le mani…
Mamma : Matteo, questo non è bello da vedere. Ricorda chi urla non ha mai ragione. Le idee giuste non hanno bisogno di urla.
Matteo
: Ma, è cosi interessante, voglio vedere chi vince.
Mamma: Quando si litiga, nessuno vince.
Matteo: Dai, mamma, è interessante.
Mamma: No, questo non è interessante. Interessante è leggere, viaggiare, conoscere. Interessanti sono tante cose ma non vedere persone che si insultano e non si rispettano . Un vecchio proverbio dice che “i grandi uomini parlano di idee, i medi di avvenimenti, i piccoli di persone”.
Matteo: Mamma, mi stai facendo venire sonno!
Mamma : Amore. sono già le sette di sera. Prima fai i compiti, poi mangiamo e poi un po’ di televisione, se fai il bravo. Ma la guardiamo assieme, così scegliamo i programmi più adatti.
Matteo: Ma, mamma, non voglio vedere programmi noiosi!
Mamma: Bisogna educarsi al bello e al giusto.
Matteo: Cioè?
Mamma: Questo litigio e queste urla cosa danno a chi ascolta?
Matteo: E cosa devono dare? Fanno ridere!
Mamma: Ma cosa rimane? Invece le idee e le descrizioni danno emozioni, fanno pensare: danno informazioni utili, non negative. Capisci la differenza?
Matteo: Invece, guarda come urlano questi, tra un po’ si azzuffano…
Mamma: E così potresti pensare che è giusto comportarsi in questo modo vergognoso anche in classe con i tuoi amici, perché lo vedi sempre fare in TV. Le emittenti televisive, che utilizzano l’etere pubblico per arricchirsi, dovrebbero avere la responsabilità dei messaggi negativi che mandano con certi programmi…
Matteo: Ma allora, secondo te, le persone violente imparano a comportarsi male anche guardando la televisione? Alcuni miei compagni di classe urlano e dicono parolacce perché lo vedono fare tutti i giorni alla TV?
Mamma: Sì, proprio così. Se vedi sempre violenza e litigi, alla fine diventerai violento. Penserai che la violenza sia sempre giusta. Invece devi imparare a riflettere e a riconoscere la differenza tra giusto e sbagliato, tra bene e male.
Matteo: Ma allora perché fanno vedere tanta violenza in TV?
Mamma: Bella domanda… quando finisci di fare i compiti andiamo a fare una passeggiata e te lo dico!
Matteo: Ma c’è anche la partita di calcio oggi in televisione!
(La mamma sorride e lo accarezza)

Attività da svolgere in classe.

Rispondi alle seguenti domande.

1- Quante ore di televisione guardi ogni giorno?
2- Che programmi guardi?
3- Guardi la televisione da solo o con qualcuno?
4- Cosa cambieresti nella televisione italiana?
5- Come è la televisone del tuo paese?
6- Indica otto aggettivi adatti a definire la TV di oggi.
7- Potresti vivere senza la televisone?
8- Secondo te la TV crea dipendenza?
9- Come vorresti la televisone del futuro?
10- Secondo te, la mamma di Matteo ha ragione?