Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - aprile, 2009

Il passato remoto

giovedì 30 aprile 2009

Cari lettrici e lettori di Intercultura blog, oggi parleremo un tempo verbale spinoso per chi studia la lingua italiana: il passato remotoBuona lettuta e a presto.
Prof. Valerio Giacalone

Il tempo passato remoto del modo indicativo è utilizzato per azioni che si sono compiute in un passato lontano e che si sono concluse. Poiché molti verbi sono irregolari al passato remoto, anche gli italiani lo conoscono poco e spesso lo sostituiscono nel linguaggio parlato con altri tempi verbali. Per esempio, il passato remoto può essere sostituito dal passato prossimo senza particolari confusioni. 

Il passato remoto indica che un evento si è compiuto in un tempo lontano nel passato, mentre con il passato prossimo l’effetto dell’azione potrebbe perdurare nel presente.
Non c’è una regola generale che stabilisca la quantità di tempo trascorsa per poter definire se l’evento è da considerarsi come "prossimo" o "remoto", dato che ciò dipende dalla “distanza psicologica” rispetto a chi parla.

Nella lingua parlata, il passato remoto viene usato più spesso nel sud e nel centro d’Italia. Nel nord invece si usa quasi sempre al suo posto il passato prossimo. Invece, il passato remoto è molto usato nella lingua letteraria, quindi bisogna conoscerlo bene per leggere racconti e romanzi.

Il passato remoto dei verbi regolari si coniuga sostituendo le desinenze dell’infinito (-are, -ere, -ire) con quelle che vediamo di seguito. Nota che a volte vi sono due varianti entrambe corrette della forma vebale.

Prima coniugazione: parlare

  • io parlai
  • tu parlasti
  • lei/lui parlò
  • noi parlammo
  • voi parlaste
  • essi parlarono

Seconda coniugazione: ricevere

  • io ricevetti (oppure: ricevei)
  • tu ricevesti
  • lei/lui ricevette (oppure: ricevé)
  • noi ricevemmo
  • voi riceveste
  • essi ricevettero (oppure: riceverono)

Terza coniugazione: dormire

  • io dormii
  • tu dormisti
  • lei/lui dormí
  • noi dormimmo
  • voi dormiste
  • essi dormirono

I verbi della seconda coniugazione (-ere) possono avere anche una forma alternativa. Di solito, come nel caso di ricevei, ricevé e riceverono, si tratta di forme letterarie rare.

I verbi della prima e della terza coniugazione (-are e -ire) sono in genere regolari, mentre quelli della seconda sono in genere irregolari.
Un verbo irregolare ha, nella sua coniugazione completa, forme sia irregolari sia regolari, a seconda della persona.  La seconda persona (singolare e plurale) e la prima persona plurale sono regolari. Invece sono irregolari le altre persone. Per esempio, avere si coniuga:
io ebbi
tu avesti
lui/lei ebbe
noi avemmo
voi aveste
essi ebbero

Alcuni verbi irregolari presentano il raddoppiamento della consonante finale nella radice: volli, caddi, bevvi, tenni, ruppi, seppi eccetera. 

Il verbo essere ha questa coniugazione irregolare al passato remoto: 

io fui
tu fosti
lui/lei fu
noi fummo
voi foste
essi furono. 

    Scegli la risposta: quella corretta diventerà verde

  • 1. Io studiai all‘Università nel 1980.

    • v

    • f
  • 2. Noi tememmo di sbagliare per inesperienza

    • v

    • f
  • 3. Se noi dormisse tutto il giorno staremmo bene

    • v

    • f
  • 4. Quanti lavori facevi nella tua vita?

    • v

    • f
  • 5. Da bambino lessi molti libri per ragazzi

    • v

    • f
  • 6. Giulio Cesare fu un capo di stato, un generale e anche un grande scrittore 

    • v

    • f
  • 7. L’anno scorso io steti male per tutto l’anno

    • v

    • f
  • 8. Se dissi sempre la verità, non avrai mai problemi

    • v

    • f
  • 9. Domani venni per darti quello che ti devo

    • v

    • f
  • 10. La guerra del golfo fu un evento molto tragico

    • v

    • f

 

 

Test d’entrata

venerdì 24 aprile 2009

Care colleghe e cari colleghi, oggi parlerò dell’entry test, il test di entrata. Esso è di fondamentale importanza per individuare il livello della classe. Il test di entrata o di livello potrà essere, inoltre, utile per scoprire eventuali lacune degli studenti. 
Propongo una scelta di domande a risposta multipla, dove l’alunno si troverà errori comuni (distrattori), con livello a  A1 a  B1.
Ricordo che oltre lo scritto, anche altri elementi dovrebbero essere presi in considerazione per comprendere appieno la competenza linguistica del gruppo classe: la comprensione e la produzione orale. Queste due competenze  possono essere tranquillamente testate in un secondo momento. Ecco una lista di 30 domande, delle quali diamo la chiave di lettura a fine esercizio. Il tempo per lo svolgimento non dovrebbero essere superiore ai  30/40 minuti. Ho aggiunto anche una domanda di composizione libera (100 parole), in modo tale da avere un ulteriore elemento di valutazione!  

Buon lavoro
Prof. Valerio Giacalone

 


TEST DI ENTRATA DI LINGUA ITALIANA

    • Eros Ramazzotti  è ________ cantante italiano famoso nel mondo.
      • a) una
      • b) un
      • c) uno
    • ________ penne sono sul banco.
      • a) Le
      • b) La
      • c) I’
    • Maria è un ragazza ________ .
      • a) studiosi
      • b) studiosa
      • c) studioso
    • _______ insegnanti sono simpatici.
      • a) Questi
      • b) Questa
      • c) Questo
    • Anche se ha poco tempo libero, Marta ______ a trovarci tutti i giorni
      • a) è venuta
      • b) viene
      • c) ha venuta
    • La mia maglietta è ______ sua.
      • a) più bianca di
      • b) più bianca della
      • c) più bianca che la
    • Ogni mattina compro un cornetto e _______ .
      • a) lo mangio
      • b) gli mangio
      • c) le mangio
    • Il giornale è ______ sedia.
      • a) nella
      • b) per la
      • c) sulla
    • ______ un computer in questo ufficio?
      • a) Ci sono
      • b) Sono
      • c) C’è
    • ______ la musica classica, Signora Rossi?
      • a) La piace
      • b) Gli piace
      • c) Le piace
    • Andrò _______ Pisa per le vacanze di Pasqua.
      • a) su
      • b) a
      • c) in
    • Mentre _______ i piatti, _______ la musica.
      • a) lavavo/ascoltavo 
      • b) ho lavato/ascoltavo 
      • c) lavavo/ho ascoltato  
    • Il quaderno rosso è ______.
      • a) tua
      • b) tue
      • c) tuo
    • Dove (tu) ______ sabato prossimo?
      • a) andi 
      • b) vai 
      • c) andrete
    • Simona _______ bene la lingua italiana!
      • a) studi
      • b) studia
      • c) studiai 
    • La mia casa si trova _______ banca.
      • a) accanto della 
      • b) accanto alla 
      • c) accanto con la 
    • Puoi comprare un quaderno per Giorgio? Sì, ______ compro.
      • a) gliela 
      • b) glielo 
      • c) le lo   
    • Quanti esami universitari hai già dato? _______ ho dato nove.
      • a) Gli 
      • b) Le 
      • c) Ne 
    • Quanto tempo ________ per andare a Verona in auto?
      • a) ne vuole 
      • b) ci vuole 
      • c) ti vuole 
    • Sono sicuro che domani ______.
      • a) pioverebbe 
      • b) pioveva 
      • c) pioverà 
    • Oggi, non _______ bene.
      • a) sono
      • b) sento
      • c) sto  
    • Penso che Mary _____ inglese.
      • a) sarebbe
      • b) abbia
      • c) sia  
    • Non _______ così tanto! Ti ubriachi!
      • a) bevevi
      • b) bere
      • c) berrai
    • Se Antonio mi ______ a ballare, io ci _______.sicuramente
      • a) inviterebbe/andrei
      • b) invitava/andavo
      • c) invitasse/andrei
    • Sabato Massimo ha provato _____ cucinare per noi una torta.
      • a) a
      • b) di
      • c) per 
    • La zia ______ cui ho regalato dei gioielli  è la sorella di mio padre.
      • a) per
      • b) di
      • c) a 
    • Avrei voluto che Giuseppe e Giovanna _____ in discoteca venerdì scorso.
      • a) erano venuti
      • b) fossero venuti
      • c) venivano 
    • _____ un appuntamento con la parrucchiera per domani.
      • a) Ho dato
      • b) Ho fatto
      • c) Ho preso 
    • Non _____ di questa confusione! Torniamo a casa!
      • a) ne ho più
      • b) ce ne posso
      • c) ne posso più 
    • Vuoi i CD nuovi di mio fratello ora? Se ______ avessi ______ presterei.
      • a) ce li/ti
      • b) ci/ti
      • c) ce li/te li

 

Ecco le risposte corrette:
1b, 2a, 3b, 4a, 5b, 6b, 7a, 8c, 9c, 10c, 11b, 12a, 13c, 14b, 15b, 16b, 17b, 18c, 19b, 20c, 21c, 22c, 23b, 24c, 25a, 26c, 27b, 28c, 29c, 30c,

 

Srivi una tua presentazione con più di 100 parole

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Novità sul nostro sito

giovedì 23 aprile 2009

Cari lettrici e lettori di Intercultura blog,

il sito Benvenuti è attivo da oltre un anno e sta ricevendo un crescente apprezzamento da parte vostra, come vediamo dalle statistiche di accesso. Vi ringraziamo per aiutarci a creare un punto di riferimento online dedicato alla lingua italiana e all’intercultura.

Questa settimana trovate alcune novità nelle pagine del sito Benvenuti. Innanzitutto abbiamo attivato una finestra nella homepage che mostra la parola del giorno: un servizio abbinato al dizionario italiano Zingarelli, che adesso diventa accessibile direttamente dal nostro sito. Ogni giorno viene presentata una parola italiana, strana o che comunque presenta delle curiosità. Un modo divertente per approfondire la nostra conoscenza linguistica.

L’altra novità è l’uscita del testo Noi due, corso avanzato di italiano per stranieri, di Tania Pasqualini e Patrizia Flammini. Si tratta del secondo volume del corso Noi, che è già molto apprezzato degli insegnanti e dagli studenti della lingua italiana. Con Noi due, si consegue il livello linguistico B2 nella conoscenza dell’italiano.

Grazie dell’attenzione. Speriamo che questo sito continui a essere utile,
Giovanni Enriques
Zanichelli editore

L’uso del dizionario

martedì 14 aprile 2009

Buon Giorno, eccomi nuovamente su Intercultura blog. Oggi parlerò del dizionario.
Buona lettura e buon dizionario a tutti!
Prof.
Valerio Giacalone


Il dizionario è fondamentale e utile, sia per chi impara le lingue straniere, sia per chi vuole approfondire la propria. Spesso è un’opera corale, cioè vi sono diversi coautori, collaboratori, redattori, revisori, grafici e illustratori
.

Il dizionario è un  grande amico: quando voi avete bisogno, lui è sempre pronto a darvi una mano, senza chiedervi nulla in cambio!
Ogni volta che ho in mano un dizionario, non posso che pensare al sacrificio, al lavoro e  alla ricerca dell’autore o dei diversi autori. Ogni volta che sfoglio un vocabolario mi stupisco di quante parole "nuove" ci siano!
Il dizionario dovrebbe essere in ogni casa, in ogni ufficio, persino al bar lo vedrei bene! Vi immaginate un’accesa discussione  sull’etimologia o sul  significato di una parola dopo un buon cappuccino italiano?

Per poterlo utilizzare correttamente,  bisogna conoscere l‘alfabeto della lingua che si sta studiando, poiché le parole all’interno del dizionario, vengono scritte secondo un ordine, appunto, alfabetico.
Poi, bisogna sempre assicurarsi di come è scritta la parola, senza essere approssimativi. Non bisogna tralasciare, per esempio, gli accenti e le doppie, che possono cambiare il significato della parola cercata.
Ricorda che il dizionario bilingue, a differenza del dizionario monolingue, è sempre formato da due parti, per esempio la parte italiano-inglese e la parte inglese-italiano.
 
Il  dizionario rende autonomo l’apprendimento ed è uno dei migliori alleati che puoi avere per lo studio della lingue!
Nello studio della lingua italiana, usa il vocabolario monolingua per la ricerca dei termini che non conosci: così aumenti il tuo sforzo di apprendimento e dunque l‘efficacia del tuo studio.
Ricordati che se devi cercare un verbo dovrai cercare l’infinito del verbo: non troverai “vado”, ma “andare”. Di “andare”, dovrai cercare il significato come verbo e non come sostantivo! Un aggettivo e un sostantivo non dovranno essere cercati come li hai trovati nel testo, ma sempre al singolare maschile. Nel dizionario puoi inoltre trovare l’etimologia, la pronuncia, la fonetica, eventuali significati multipli, esempi pratici e locuzioni diffuse. Il vocabolario è un vero e proprio viaggio nel mondo della parola e del suo utilizzo.

Non aver fretta, la fretta è una cattiva consigliera. Goditi la ricerca, anch’essa fa parte dello studio e aiuta la memorizzazione.
Per un utilizzo corretto del vocabolario, devi imparare le abbreviazioni: se cerchi un verbo troverai subito dopo l’abbreviazione  “v.” , mentre se cerchi un sostantivo troverai una “s.”  
All’inizio o alla fine di ogni vocabolario c’è la lista delle abbreviazioni usate.

Cerchiamo, per esempio la parola, "forte" e troviamo:

forte
il lemma, cioè il vocabolo

- [lat. forte(m), di orig. indeur.; av. 1226] 
l’etimologia, cioè l’origine della parola. In questo caso, è una parola di origini indoeuropea arrivata attraverso il latino. L’uso in italiano è attestato da prima del 1226.

- A agg., cioè aggettivo
1 Dotato di vigore fisico e resistenza
il significato A di aggettivo con nove accezioni. Per ogni accezione, vengono dati:
. esempi, locuzioni tipiche e citazioni: Vino, liquore forte, molto alcolico
. sinonimi e contrari: SIN. Robusto. CONTR. Debole

-B avv.
1 Con forza, gagliardamente
il significato B di avverbio, anche questo con esempi, sinonimi, contrari, eccetera

- C s. m. (anche f. nel sign. 1; inv. nel sign. 6)
1 Chi è dotato di forza fisica e spec. morale
significato C di nome comune, con esempi, contrari, eccetera

- forte – poderoso – energico 
sfumature

forte
[lat. forte(m), di orig. indeur.; av. 1226]
A agg., cioè aggettivo
1 Dotato di vigore fisico e resistenza: un uomo forte; essere di costituzione sana e forte / Dotato di volontà e di energia morale: animo, spirito, carattere forte; certi bravissimi giovani più volonterosi che forti (CELLINI) / Governo forte, energico e deciso; anche, autoritario / Uomo forte, V. uomo nel sign. II 3 / (spec. scherz.) Sesso forte, maschile / Piatto forte, il migliore di un pranzo; (fig.) l’elemento più interessante di qlco. / Pezzo forte, (fig.) quello in cui un artista riesce meglio / Vino, liquore forte, molto alcolico / Medicamento, farmaco forte, drastico / Punizione, rimprovero forte, molto severo / Essere un forte bevitore, bere molto / Essere un forte mangiatore, mangiare molto / Essere un forte camminatore, capace di lunghe camminate / (colloq.) Molto abile, bravo: è forte, quell’attore! / (fam.) Molto simpatico, estroso: forte quel tuo cugino! / Essere forte in latino, in matematica, nella corsa, nel salto, molto abile / Essere forte a denari, a bastoni, nel gioco, avere molte buone carte di quel colore o seme / Man forte, V. manforte | Farsi forte, farsi coraggio / Farsi forte di un argomento, di una prova e sim., trarne motivo di sicurezza. SIN. Robusto. CONTR. Debole.
2 Robusto, ben piantato, detto del corpo umano o di sue parti: essere forte di petto, di fianchi; ha un seno piuttosto forte / Taglie forti, quelle, in genere superiori alla 48 nel sistema italiano, riservate a persone robuste, spec. donne.
3 Resistente all’usura, ai colpi e sim.: scudo, lama, tessuto, cartone forte | (est.) Saldo, tenace (anche fig.): legame, memoria forte / Colla forte, che attacca molto bene / Terra forte, argillosa, che assorbe molta acqua / Calce forte, che fa presa robusta / Colore forte, che non schiarisce facilmente | Cassa forte, V. cassaforte. SIN. Solido.
4 Grande, notevole: forte spesa, somma, capitale; essere dotati di un forte appetito / (est.) Serio, valido: disporre di argomenti forti / A più forte ragione, tanto più. CONTR. Esiguo.
5 Intenso, veemente, potente (anche fig.): vento, burrasca, terremoto forte; una forte passione / Dato con forza: una forte spinta l’ha fatto cadere / (est.) Grave, insopportabile, doloroso: un forte mal di testa; è stata un’esperienza troppo forte per lui / Parole forti, molto severe, quasi offensive / Maniere forti, decise, brutali.
6 Di ciò che colpisce intensamente i sensi: luce, colore, odore, sapore forte; forti grida provenivano dalla casa / Vino forte, di alta gradazione alcolica; anche, vino che sa di acido, infortito.
7 (
ling.) Detto di consonante che è pronunciata con maggiore tensione articolatoria rispetto alla corrispondente lene (per es. p rispetto a b, b rispetto a v) | (gramm.) Di categoria grammaticale che nella flessione non ricorre all’aggiunta di suffissi.
8 (fig., lett.) Alto, fiero, nobile: azioni, imprese, sentimenti forti.
9 (lett.) Aspro, disagevole (anche fig.) / †Passo forte, arduo / †Nodo forte, difficile da disfare.
// fortemente, avv. Con forza; con tenacia: sostenere fortemente qlco.; con intensità: si mostrò fortemente sorpreso.

B avv.
1 Con forza, gagliardamente: tienti forte; prova a bussare forte | Con violenza: piove forte; il vento soffia forte; forte spingava con ambo le piote (DANTE Inf. XIX, 120). CONTR. Piano.
2 Grandemente, molto, assai: sospetto forte di lui; temo forte che sia così; è uno che mangia, beve e fuma forte / In unione con un agg.: è intelligente forte; questa parola parve forte contraria alla donna (BOCCACCIO) / Giocare, puntare forte, grosse somme di denaro.
3 Ad alta voce: parla più forte; Rinaldo ed Ulivier piangevon forte (PULCI)/ Parlare forte, dire qlco. forte, (fig.) con chiarezza, senza reticenze. CONTR. Piano.
4 Velocemente: Ed ecco due da la sinistra costa, / nudi e graffiati, fuggendo sì forte, / che de la selva rompieno ogni rosta (DANTE Inf. XIII, 115-117) | Andare forte, (fig., colloq.), avere successo. CONTR. Piano.
5 †In modo difficile e oscuro.

C s. m. (anche f. nel sign. 1; inv. nel sign. 6)
1 Chi è dotato di forza fisica e spec. morale: esercitare il diritto del più forte; a egregie cose il forte animo accendono / l’urne de’ forti (FOSCOLO). CONTR. Debole.
2 (solo sing.) Ciò che costituisce la parte più dura, resistente e sim. di qlco. / Il forte dell’esercito, nerbo.
3 Opera fortificata di limitata estensione, a guardia di un passo o di una località, o costituente elemento di una piazza, di un campo trincerato o di una regione fortificata | Nelle colonie del Nord America, luogo fortificato dove si riunivano i coloni delle zone circostanti per difendersi dagli attacchi delle popolazioni indigene.
4 (solo sing.) Ciò in cui qlcu. è particolarmente abile, preparato e sim.: le matematiche non sono il suo forte; la puntualità non è il suo forte. CONTR. Debole.
5 (solo sing.) Sapore acre di sostanze fermentate: prendere sapore di forte.
6 (mus.) Indicazione dinamica che richiede un’intensità di suono superiore alla media. SIMB. f.

Sfumature
forte – poderoso – energico
Forte è chi è dotato di vigore e resistenza, tanto in senso fisico quanto morale; in riferimento al corpo umano indica floridezza o robustezza. Poderoso è, in senso concreto, ciò che alla forza unisce una struttura possente, massiccia; figuratamente descrive qualcosa di vigoroso, intenso, potente. Energico non ha correlazione con la prestanza o la forza fisica, e si riferisce invece a una qualità del carattere, alla risolutezza nel decidere e nell’agire.


Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Lemma significa parola, vocabolo?

    • v

    • f
  • 2. Il contrario di forte è duro?

    • v

    • f
  • 3. Forte è anche un verbo?

    • v

    • f
  • 4. M. è l’abbreviazione di maschile?

    • v

    • f
  • 5. Mus. significa musica?

    • v

    • f
  • 6. Contr. è l’abbreviazione di contorcere?

    • v

    • f
  • 7. La f. indica un sostantivo femminile?

    • v

    • f
  • 8. Ling. è l’abbreviazione di lingua?

    • v

    • f
  • 9. Il dizionario  monolingua  e bilingua sono identici?

    • v

    • f
  • 10. Nel dizionario trovi anche l’etimologia della parola?

    • v

    • f

 

La Pasqua

mercoledì 1 aprile 2009

Buon Giorno, care amiche e amici di Intercultura blog, oggi parlerò della Pasqua.
Buona lettura e a presto!
Prof. Valerio Giacalone


Il termine Pasqua, in greco e in latino “pascha”, proviene dall’aramaico: pasha, che corrisponde all’ebraico "pesah", il cui senso generico è “passare oltre”. Il significato effettivo della parola non è del tutto certo. La Pasqua è la festa liturgica più importante per il cristianesimo. Commercialmente soppiantata dal Natale e da alcune tradizioni pagane più allettanti per la società moderna, la Pasqua rappresenta e celebra i tre momenti fondamentali del cristianesimo: la
Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo. Essa si pone come nucleo del patrimonio liturgico e teologico del cristianesimo. La pasqua celebra la resurrezione di Gesù, che, secondo le sacre Scritture, sarebbe avvenuta il terzo giorno successivo alla sua morte in croce.
La festa della Pasqua cristiana non cade in un giorno prestabilito, ma è mobile, viene fissata di anno in anno nella domenica successiva al primo plenilunio successivo all’Equinozio di Primavera (il 21 marzo). Questo sistema venne fissato definitivamente nel IV secolo.
Dunque, nella Chiesa cattolica, la data della Pasqua è compresa tra il 22 marzo ed il 25 aprile.
La chiesa ortodossa segue un altro calendario, il calendario giuliano e quindi la data della Pasqua può variare dal 4 aprile all’8 maggio.
La Pasqua è preceduta da un periodo preparatorio di astinenza e digiuno della durata di quaranta giorni, chiamato Quaresima, che ha inizio il Mercoledì delle Ceneri. L’ultima settimana del tempo di quaresima è detta Settimana Santa, periodo ricco di celebrazioni e dedicato al silenzio ed alla contemplazione. Comincia con la Domenica delle Palme, che ricorda l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, dove fu accolto trionfalmente dalla folla che agitava in segno di saluto delle foglie di palma. Per questo motivo nelle chiese cattoliche, durante questa domenica, vengono distribuiti ai fedeli dei rametti di olivo e palme  benedette, segno della passione di Cristo.
Gli ultimi giorni della Settimana Santa segnano la fine del tempo di Quaresima e l’inizio del Triduo Pasquale, cioè l’insieme delle celebrazioni cattoliche che concludono la Pasqua. Durante il Giovedì Santo, di mattina si svolge la Messa del Crisma (olio santo profumato), durante la quale il Vescovo consacra, appunto, gli Oli Santi, i quali serviranno durante tutto il corso dell’anno rispettivamente per celebrare le Cresime e i Battesimi, ordinare i sacerdoti e celebrare il sacramento dell’Unzione degli Infermi. Il Giovedì Santo si conclude il tempo di Quaresima, e da inizio al Triduo Pasquale, con la Messa in Coena Domini: questa è il memoriale dell’Ultima Cena consumata da Gesù nella sua vita terrena, nella quale furono istituiti l’Eucarestia e il ministero sacerdotale, e fu consegnato ai discepoli il Comandamento dell’Amore. Durante questa Santa Messa si svolge la tradizionale lavanda dei piedi e vengono ‘legate’ le campane (le campane non possono suonare (dal Gloria della messa del giovedì sera al Gloria della Veglia di Pasqua). In questo giorno è inoltre tradizione, compiere il cosiddetto giro "delle sette chiese" o "sepolcri", andando ad adorare i sepolcri allestiti in sette chiese vicine.
Il Venerdì Santo non si celebra l’Eucarestia: la liturgia è incentrata sull’Adorazione della Croce e la Via Crucis.
Il Sabato Santo, unico giorno dell’anno in cui non si amministra la Comunione, salvo ai moribondi, è incentrato sull’attesa della solenne Veglia di Pasqua che si celebra fra il tramonto del sabato e l’alba del Nuovo Giorno. Inoltre il Sabato Santo è l’unico giorno dell’anno senza alcuna liturgia, ed è perciò detto "aliturgico". Non soltanto non può essere somministrata la Comunione, ma non si celebra nemmeno la Messa e di solito nelle chiese i tabernacoli sono spalancati, e privi del Santissimo. Gli altari sono spogli, senza fiori e paramenti, e un senso di lutto pervade tutta l’area del tempio.
Dal punto di vista dei festeggiamenti, senza considerare la celebrazione religiosa, la Pasqua si festeggia più o meno come il Natale, in famiglia, ma senza i regali. In questa festività esistono tre diversi simboli culinari: l’agnello, che rimanda alla crocifissione di Gesù. Per quanto riguarda i dolci pasquali, la colomba e l’uovo di pasqua sono quelli più famosi.
La colomba rappresenta la pace e probabilmente l’uovo con la sorpresa rappresenta la resurreziona e la rinascita. Il giorno dopo la Pasqua è chiamato Lunedì dell’Angelo. In questo giorno si ricorda l’incontro dell’angelo con le donne giunte al sepolcro. Popolarmente si usa maggiormente il termine Pasquetta e vi è la tradizione di fare una gita con gli amici o con i propri familiari, tempo permettendo.
A Pasqua non c’è la "tradizione" di fare i regali come per Natale, ma è sempre molto piacevole ricevere gli auguri dalle persone a cui vogliamo bene!
Dunque auguri a tutti voi!


Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

  • 1. La Pasqua è la festività più importatnte per i cristiani

    • v

    • f
  • 2. Il termine Pasqua deriva dall’ indoeuropeo "pessa"

    • v

    • f
  • 3. La Pasqua cade sempre lo stesso giorno

    • v

    • f
  • 4. Durante la Pasqua non è tradizione scambiarsi regali

    • v

    • f
  • 5. Il Sabato Santo è l’unico giorno dell’anno senza alcuna liturgia

    • v

    • f
  • 6. Il Venerdì Santo non si celebra l’Eucarestia

    • v

    • f
  • 7. La chiesa ortodossa segue un altro calendario, il calendario Mariano

    • v

    • f
  • 8. I dolci tipici della pasqua sono la colomba e l’uovo di pasquale

    • v

    • f
  • 9. Piatto tipico della Pasqua sono le lenticchie

    • v

    • f
  • 10. La colomba rappresenta la pace

    • v

    • f