Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - novembre, 2009

Uso dell’articolo determinativo

giovedì 26 novembre 2009

Cari lettori e lettrici, oggi vi propongo di ripassare attentamente le forme e gli usi dell’articolo determinativo.

Buon Intercultura blog a tutti!

Prof. Anna

L’articolo determinativo precede il nome che di solito è già conosciuto da chi ascolta, concordandosi nel genere e nel numero.

 

ARTICOLO DETERMINATIVO MASCHILE

singolare plurale uso
il libro i libri davanti a consonante

lo studente

gli studenti davanti a gn, ps, z, x, y, s + consonante
l’amico gli amici davanti a vocale

 

ARTICOLO DETERMINATIVO FEMMINILE

singolare plurale uso
la sedia le sedie davanti a consonante
l’amica le amiche davanti a vocale

 

L’articolo determinativo si usa:

- per indicare oggetti o persone specifici:

Questa è la macchina che ho comprato.

- con gli aggettivi e i pronomi possessivi:

Il mio lavoro mi piace.

- con i nomi astratti o di significato generale, compresi i colori:

 L‘amore non ha età.

Mi piace il bianco.

- con le parti del corpo e i vestiti:

Mi lavo i capelli quasi tutti i giorni.

Mettiti la giacca!

- con le date, se non sono precedute dal giorno della settimana:

Oggi è il 26 Novembre.

Oggi è giovedì 26 Novembre.

- con valore temporale:

Sono le quattro e un quarto.

La mattina vado a scuola.

- con i giorni della settimana per indicare azioni ripetute e abituali:

Il martedì e il giovedì vado in palestra.

- nelle descrizioni fisiche, con il verbo avere:

Marco ha i capelli neri.

- con i titoli di rango o professoni seguiti da un nome:

La regina Maria Antonietta morì nel 1793.

Il Dottor Rossi è un ottimo chirurgo.

- con la maggior parte dei nomi geografici (ma NON con i nomi di città), tranne quando -in- o -di- precedono nomi geografici femminili singolari:

L‘Italia è una penisola.

Vado a vivere in Italia.

- con i nomi di lingue, può NON essere usato dopo i verbi parlare, insegnare, studiare e dopo -in- o -di-.

Capisco lo spagnolo, ma non l‘italiano.

Alex parla italiano abbastanza bene.

Non so scrivere in inglese.

- a volte con i nomi di persone famose:

Il Botticelli dipinse la Nascita di Venere.

- può essere usato davanti ai nomi propri femminili, soprattutto nel lessico familiare-affettivo:

La Laura viene con noi stasera.

L’articolo determinativo NON si usa:

- con gli aggettivi possessivi davanti a nomi di parentela singolari, non modificati (sorellina, fratellino, cuginetto etc.):

Mia sorella ha 20 anni.

La mia sorellina ha 20 anni.

- nelle descrizioni e nelle numerazioni:

In città ci sono negozi, bar, ristoranti, teatri e cinema.

- con i nomi di città, salvo alcune eccezioni come La Spezia, L’ Aquila, L’Avana, Il Cairo, L’Aia, La Mecca:

Roma è una città molto antica.

 Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.

    • Ricordati di comprare zucchero.

    • Ricordati di comprare lo zucchero.

    • Ricordati di comprare il zucchero.
  • 2. Scegli la frase senza errori.

    • Mio zio vive a Palermo.

    • Il mio zio vive a Palermo.

    • Lo mio zio vive a Palermo.
  • 3. Scegli la frase senza errori.

    • Marta ha i occhi azzurri.

    • Marta ha gli occhi azzurri.

    • Marta ha occhi azzurri.
  • 4. Scegli la frase senza errori.

    • A Sofia piace molto il yogurt.

    • A Sofia piace molto yogurt.

    • A Sofia piace molto lo yogurt.
  • 5. Scegli la frase senza errori.

    • Oggi è il venerdì primo Aprile.

    • Oggi è venerdì primo Aprile.

    • Oggi è il venerdì il primo Aprile.
  • 6. Scegli la frase senza errori.

    • L’orologio è sul tavolo.

    • Il orologio è sul tavolo.

    • Lo orologio è sul tavolo.
  • 7. Scegli la frase senza errori.

    • Azzurro è il mio colore preferito.

    • Il azzurro è il mio colore preferito.

    • L’azzurro è il mio colore preferito.
  • 8. Scegli la frase senza errori.

    • Mio fratellino vive in Spagna.

    • Lo mio fratellino vive in Spagna.

    • Il mio fratellino vive in Spagna.
  • 9. Scegli la frase senza errori.

    • Luca capisce molto bene l’inglese.

    • Luca capisce molto bene inglese.

    • Luca capisce molto bene il inglese.
  • 10. Scegli la frase senza errori.

    • Mi piacciono tuoi amici.

    • Mi piacciono gli tuoi amici.

    • Mi piacciono i tuoi amici.

Chiedere informazioni

giovedì 19 novembre 2009

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi vedremo come chiedere informazioni passeggiando per le vie della città. 

Buona lettura!

Prof. Anna

DIALOGO 1 (formale)

Alex: Buongiorno, mi scusi, per andare in piazza Maggiore?

Passante:Vada sempre dritto per via Ariosto fino al secondo semaforo. All’incrocio con via Roma giri a sinistra e continui sempre dritto, in fondo alla via sulla destra c’è una grande fontana e dietro alla fontana c’è la piazza.

Alex: È molto lontana?

Passante: No, sono circa dieci minuti a piedi.

Alex: Grazie e arrivederci.

Passante: Arrivederci.

DIALOGO 2 (informale)

Irina: Ciao, scusa, puoi indicarmi il supermercato più vicino?

Passante: Certo, vai dritto fino al secondo incrocio e poi gira a destra su un grande viale, circa a metà del viale sulla sinistra trovi una strada abbastanza stretta, alla fine di questo vicolo, sulla sinistra, trovi il supermercato.

Irina: Ti ringrazio molto! Ciao.

Passante: Di niente, ciao.

Ci sono alcune parole che è importante conoscere per girare in città, vediamone alcune:

strada, via: tratto di terreno che permette di raggiungere più luoghi.

viale: strada cittadina ampia e spesso con alberi.

corso: grande strada cittadina.

vicolo: strada piccola e stretta.

piazza: luogo a forma circolare o quadrata, spesso con antichi monumenti.

centro: luogo centrale della città con antichi monumenti.

incrocio: punto di incontro di più strade.

largo: allargamento di una strada che forma uno spiazzo.

periferia: luogo lontano dal centro della città.

semaforo: apparecchio di segnalazione luminosa che serve a disciplinare il traffico.

fontana: costruzione ornamentale destinata a raccogliere e distribuire l’acqua.

Ci sono anche alcuni verbi che vengono usati per dare indicazioni stradali:

 andare (dritto), girare o svoltare (a sinistra, a destra), tornare (indietro), prendere (la prima strada a destra), superare (il semaforo), attraversare (la strada).

Osserviamo ora questa frase: prendi la seconda strada a destra e in fondo trovi una grande piazza.

In italiano è necessario concordare l’aggettivo (grande) o il numero ordinale (seconda) nel numero e nel genere del nome a cui si riferiscono.

Guardiamo con attenzione la seguente tabella:

Nomi e aggettivi in O, A, E

maschile singolare o Il vicolo stretto

maschile

plurale

i I vicoli stretti
  e Il viale alberato   i I viali alberati

femminile

singolare

a La via trafficata

femminile

plurale

e Le vie trafficate
  e La stazione centrale   i Le stazioni centrali

Abbiamo aggettivi in O, A.

Il corso largo – i corsi larghi.

La strada larga – le strade larghe.

Abbiamo aggettivi in E.

Il corso grande – i corsi grandi.

La strada grande – le strade grandi.

I numeri ordinali si comportano come gli aggettivi.

La prima strada – le prime strade.

Il primo incrocio – i primi incroci.

 

primo sesto 11° undicesimo 16° sedicesimo
2° secondo settimo 12° dodicesimo 17° diciassettesimo
terzo ottavo 13° tredicesimo 18° diciottesimo
quarto nono 14° quattordicesimo 19° diciannovesimo
quinto 10° decimo 15° quindicesimo 20° ventesimo

 Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.

    • In piazza c’è una grande fontane.

    • In piazza c’è una grande fontana.

    • In piazza c’è una grandi fontana.
  • 2. Scegli la frase senza errori.

    • Svolta a destra al terzo incrocio.

    • Svolta a destra al terza incrocio.

    • Svolta a destra al terzi incrocio.
  • 3. Scegli la frase senza errori.

    • Il viale è molto trafficate.

    • Il viale è molto trafficata.

    • Il viale è molto trafficato.
  • 4. Scegli la frase senza errori.

    • Le strade in periferia di notte sono deserto.

    • Le strade in periferia di notte sono deserta.

    • Le strade in periferia di notte sono deserte.
  • 5. Scegli la frase senza errori.

    • Prendi la secondo via a sinistra.

    • Prendi la seconda via a sinistra.

    • Prendi la seconde via a sinistra.
  • 6. Scegli la frase senza errori.

    • In centro i vicoli sono molto stretto.

    • In centro i vicoli sono molto stretti.

    • In centro i vicoli sono molto strette.
  • 7. Scegli la frase senza errori.

    • Di notte i semafori sono spenti.

    • Di notte i semafori sono spente.

    • Di notte i semafori sono spento.
  • 8. Scegli la frase senza errori.

    • Alla fine della strada c’è un viale abbastanza larghe.

    • Alla fine della strada c’è un viale abbastanza largo.

    • Alla fine della strada c’è un viale abbastanza larga.
  • 9. Scegli la frase senza errori.

    • Tra cento metri c’è un incrocio pericolosa.

    • Tra cento metri c’è un incrocio pericolosi.

    • Tra cento metri c’è un incrocio pericoloso.
  • 10. Scegli la frase senza errori.

    • Segui la strada principala e gira a destra al primo semaforo.

    • Segui la strada principale e gira a destra al prima semaforo.

    • Segui la strada principale e gira a destra al primo semaforo.

Il nome

giovedì 12 novembre 2009

Ciao a tutti, oggi parleremo di una parte molto importante del discorso: il nome.

Buona lettura!

Prof. Anna

I nomi sono le parole che servono ad indicare gli oggetti reali e i concetti astratti. Possono essere suddivisi in tre gruppi:

- nomi propri: i nomi e cognomi di persona (Mario, Franca, Rossi, Ferri etc.) e i nomi di luogo (Italia, India, Roma, Alpi etc.).

- nomi comuni: indicano un oggetto, un individuo, un animale o un concetto (acqua, studente, gatto, libertà etc.).

- nomi collettivi: indicano gruppi di cose (frutta, verdura) o gruppi di uomini e animali (gente, folla, gregge etc.).

IL GENERE

In italiano i nomi possono essere di genere maschile o femminile.

Sono maschili:

- i nomi che terminano con la desinenza – o -

- i nomi che terminano con una consonante, di solito di origine straniera: il film, il bar, lo sport, il computer.

Sono femminili:

- i nomi che terminano con la desinenza – a -

- la maggior parte dei nomi con la desinenza – i -. Per esempio: la crisi, la tesi, la diagnosi, fanno eccezione il brindisi, il bisturi e alcune parole di origine straniera come il bikini e il bonsai.

- i nomi che terminano in e in: la novità, la bontà, la virtù, la schiavitù.

ATTENZIONE!

Ci sono alcuni nomi maschili che finiscono con la desinenza – a – : il problema, il cinema, il pigiama, il poeta, il sosia, il delta, il pilota, il trauma etc.

Ci sono alcuni nomi femminili che finiscono con la desinenza – o – : la mano, la biro, la foto, la moto, la metro, la radio etc.

 

I nomi che finiscono con la desinenza – e – possono essere sia maschili (il padre, il fiume, il mese) che femminili (la madre, la notte, la mente).

Alcuni nomi hanno una forma maschile e una femminile con significati diversi, ve ne propongo alcuni, leggeteli con un dizionario a portata di mano per controllare il significato:

il banco (tavolo)                                                  la banca (istituto di credito)

il busto (parte del corpo umano)                  la busta (involucro)

il gambo (stelo di un fiore)                                 la gamba (parte del corpo)

il manico (impugnatura)                              la manica (parte del vestito)

il modo (maniera)                                               la moda (usanza)

il pianto (lacrime)                                                la pianta (albero o mappa)

il porto (per le barche)                                        la porta (di una stanza)

il tappo (per chiudere una bottiglia)                  la tappa (sosta durante

                                                                                                    un viaggio)

IL PLURALE

 

  SINGOLARE PLURALE  
nomi femminili in  A  E  la casa – le case
nomi maschili in  A  I  il problema – i problemi

nomi maschili e

femminili in

 O  I

 il bambino – i bambini

 la mano – le mani

nomi maschili e

femminili in

 E  I

 il padre – i padri

 la madre – le madri

 

- i nomi maschili e femminili che finiscono in – ca – e – ga- formano il plurale in – chi – e – ghi – se sono maschili e in – che – e – ghe – se sono femminili:

il monarca – i monarchi, il collega – i colleghi, la barca – le barche, la bottega – le botteghe.

Esistono poi alcuni nomi che non cambiano al plurale:

il cinema – i cinema, l’auto – le auto, la moto – le moto, la foto – le foto, la radio – le radio, il delta – i delta, il boa – i boa, il sosia – i sosia, la biro – le biro.

Le parole con l’accento sull’ultima lettera non cambiano al plurale: la città – le città, l’università – le università, il caffè – i caffè etc.

Alcune parole di origine straniera: il bar – i bar, il film – i film, l’autobus – gli autobus etc.

 Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Il plurale di città è:

    • città

    • cittè

    • cittae
  • 2. Il plurale di bibliotaca è:

    • bibliotece

    • bibliotechi

    • biblioteche
  • 3. Il plurale di computer è:

    • computer

    • computers

    • computeri
  • 4. La parola – mano – è:

    • femminile

    • maschile

    • maschile e femminile
  • 5. Il plurale di amico è:

    • amichi

    • amice

    • amici
  • 6. Il plurale di strega è:

    • strege

    • streghe

    • stregi
  • 7. La parola cinema è:

    • femminile

    • maschile

    • maschile e femminile
  • 8. Il plurale di pilota è:

    • pilote

    • pilota

    • piloti
  • 9. Il plurale di luogo è:

    • luogi

    • luoghi

    • luoghe
  • 10. Il plurale di radio è:

    • radio

    • radie

    • radi

Le preposizioni A e IN

giovedì 5 novembre 2009

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, le preposizioni rappresentano uno degli argomenti più difficili per chi studia l’italiano. Spesso non è facile usarle correttamente, c’è bisogno di molto esercizio e molta pratica per poterle utilizzare in maniera spontanea. Tuttavia ci sono alcune regole che ci possono aiutare a scegliere la preposizione giusta.

Buona lettura!

Prof. Anna

La preposizione A esprime il complemento di luogo, ovvero risponde alla domanda "dove?" o "verso dove?" e si usa con i verbi di stato o di movimento.

Per esempio:

Sono a casa.

Vado a scuola.

Alcuni esempi:

a casa, a scuola, a teatro, a pranzo, a cena, a colazione, a letto.

Si usa davanti ai nomi di città:

Abito a Milano.

Studio a Londra.

ATTENZIONE!

La preposizione A diventa AD davanti alla vocale – a –. Davanti alle altre vocali può diventare AD o restare A. Per esempio:

Vado a Udine / ad Udine

Vado ad Amburgo.

Alcuni verbi vogliono la preposizione A davanti all’infinito che li segue:

Vado a fare la spesa. (andare)

Vieni a prendermi in stazione? (venire)

Mi aiuti a fare questo esercizio? (aiutare)

Ho imparato a nuotare quando ero piccolo. (imparare)

Restiamo a mangiare da te stasera. (restare)

Mi sono abituato a vivere in città. (abituarsi)

Non riesco a ricordare il suo numero di telefono. (riuscire)

Marta mi ha mandato a comprare la pizza. (mandare)

Sbrigati a prepararti, siamo già in ritardo! (sbrigarsi)

Sono seguiti dalla preposizione A anche quei verbi che indicano l’inizio e la continuazione di un’azione:

Ho cominciato a leggere quel libro. (cominciare)

Continua a piovere. (continuare)

Ho iniziato a cucinare mezz’ora fa. (iniziare)

Mi metto a studiare tra poco. (mettersi)

Anche la preposizione IN esprime il complemento di luogo e quindi risponde alla domanda "dove?" o "verso dove?", in particolare si usa con i verbi di stato o di movimento davanti a:

- nomi di nazione:

Sono in Italia.

Vado in Marocco.

- nomi di grandi isole e regioni:

Abito in Sicilia.

Lavoro in Normandia.

- nomi delle vie:

Abito in via San Vitale 10.

- nomi di negozi o luoghi che finiscono in -ia.

Per esempio: in pizzeria, in gelateria, in macelleria, in salumeria, in profumeria, in periferia etc.

Esistono tuttavia alcune eccezioni:

in banca, in piscina, in biblioteca, in discoteca, in palestra, in ufficio, in chiesa, in campagna, in montagna, in edicola, in centro, in periferia, in vacanza etc.

Esercizio:

Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.

 

  • 1. Scegli la frase senza errori.

    • Siamo in Roma.

    • Siamo da Roma.

    • Siamo a Roma
  • 2. Scegli la frase senza errori.

    • Abito a Bologna, in via Alfieri 7.

    • Abito in Bologna, a via Alfieri 7.

    • Abito a Bologna, a via Alfieri 7.
  • 3. Scegli la frase senza errori.

    • Lavoro a Spagna, in Madrid.

    • Lavoro da Spagna, in Madrid.

    • Lavoro in Spagna, a Madrid.
  • 4. Scegli la frase senza errori.

    • Abbiamo comimciato studiare l’italiano da poco.

    • Abbiamo cominciato di studiare l’italiano da poco.

    • Abbiamo cominciato a studiare l’italiano da poco.
  • 5. Scegli la frase senza errori.

    • Vivo a centro.

    • Vivo in centro.

    • Vivo da centro.
  • 6. Scegli la frase senza errori.

    • Provate a leggere con attenzione.

    • Provate di leggere con attenzione.

    • Provate leggere con attenzione.
  • 7. Scegli la frase senza errori.

    • Vado in letto presto stasera.

    • Vado di letto presto stasera.

    • Vado a letto presto stasera.
  • 8. Scegli la frase senza errori.

    • Non riusciamo venire a teatro domani.

    • Non riusciamo di venire in teatro domani.

    • Non riusciamo a venire a teatro domani.
  • 9. Scegli la frase senza errori.

    • Vengo a Ancona tra due giorni.

    • Vengo ad Ancona tra due giorni.

    • Vengo in Ancona tra due giorni.
  • 10. Scegli la frase senza errori.

    • Aiuto mia sorella per fare i compiti.

    • Aiuto mia sorella a fare i compiti.

    • Aiuto mia sorella in fare i compiti.