Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Archivio - marzo, 2010

Pronomi personali indiretti

giovedì 25 marzo 2010

 Cari lettori e lettrici di Interculura blog, oggi vediamo quando e come si usano i pronomi personali indiretti, anche questi ultimi, come i pronomi diretti, inizialmente sono un po’ complicati da usare, ma col tempo e con esercizio entreranno a fare parte del vostro linguaggio.

Buona lettura!

Prof. Anna

I pronomi personali indiretti rispondono alla domanda a chi?.

Osserva la tabella con le forme dei pronomi personali indiretti:

 

Pronomi personali indiretti (a chi?)
Mi = a me
Ti = a te
Gli = a lui
Le = a lei
Ci = a noi
Vi = a voi

Per la terza persona plurale si usa loro dopo il verbo, per esempio: ho comprato loro (a loro) un regalo. Spesso al posto di loro (a loro) si usa gli (a loro) prima del verbo.

Per esempio: Ho incontrato i tuoi amici e ho detto loro (a loro) della festa = Ho incontrato i tuoi amici e gli (a loro) ho detto della festa.

 

 

COME SI USANO?

- I pronomi personali indiretti rispondono alla domanda a chi?, svolgono cioè la funzione di complemento di termine, per cui si usano quando il verbo è seguiro da a.

Per esempio il verbo piacere vuole quasi sempre il pronome indiretto: qualcosa piace (a chi? - pronome indiretto)Per esempio: Mi (a me) piace studiare l’italiano. Vi (a voi) piace studiare l’italiano?

Non ci (a noi) piace studiare l’italiano.

- I pronomi personali indiretti di solito precedono il verbo, tranne nel caso di loro.

Per esempio: Vi telefono dopo (telefono dopo a voi).

- Quando c’è un imperativo seguono il verbo e formano una sola parola.

Per esempio: Portami il libro! (porta il libro a me!); Scrivile! (scrivi a lei!); gli il suo quaderno! (dai a lui il suo quaderno!).

- Quando il verbo è all’infinito i pronomi indiretti formano con l’infinito una sola parola.

Per esempio:Credo di piacerle (credo di piacere a lei ).

- Con i verbi potere-dovere-volere il pronome indiretto si attacca al verbo all’infinito, oppure si colloca davanti a volere-potere-dovere.

Non voglio parlarti = Non ti voglio parlare (non voglio parlare a te).

Posso chiedervi un favore? = Vi posso chiedere un favore?

250 ceftin effects mg side tablet? = Vi posso chiedere un favore? (posso chiedere un favore a voi?).

 

Devo farle un regalo = Le devo fare un regalo (devo fare un regalo a lei).

- Con la costruzione FARE+INFINITO i pronomi indiretti precedono il verbo fare.

Qualche esempio: Mi faccio portare un caffè (faccio portare un caffè a me); Ci fai guidare la tua macchina? (fai guidare la tua macchina a noi?)

- Spesso si usano con il verbo ANDARE con il significato di "avere voglia di", "desiderare".

In questo caso il verbo ANDARE si coniuga alle terza persona singolare (va) o plurale (vanno) e il pronome precede il verbo ANDARE.

Per esempio: Ti va un caffè? (hai voglia di un caffè?); Non le va di uscire (Lei non desidera uscire);

Vi vanno i biscotti per merenda? (avete voglia dei biscotti per merenda?)

Questa costruzione è molto frequente nella lingua parlata.

ATTENZIONE!

I pronomi indiretti mi, ti, ci, vi sono uguali ai pronomi diretti!

 

Le preposizioni PER e TRA/FRA

giovedì 18 marzo 2010

 Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi concludiamo lo studio delle preposizioni semplici affrontando le ultime due: PER e TRA/FRA.

Buona lettura!

Prof. Anna

PER

 La preposizione per serve per indicare il mezzo attraverso cui si svolge un’azione. 

Introduce vari complementi, vediamoli insieme.

1- Moto per luogo

Indica il luogo attraverso il quale qualcuno o qualcosa si muove:

Siamo passati per Napoli ma non ci siamo fermati.

Ho girato per tutta la città.

2- Moto a luogo

Indica il luogo verso il quale qualcuno o qualcosa si dirige:

Stasera parto per Londra.

Il treno per Roma è in ritardo.

3- Stato in luogo

Indica il luogo in cui si trova una persona o una cosa o il luogo in cui avviene un’azione:

Luca legge un libro seduto per terra.

4- Mezzo

Indica una persona, un animale o una cosa attraverso cui si svolge l’azione espressa dal verbo:

Spediscimi il documento per posta.

5- Causa

Indica la causa per cui viene compiuta un’azione:

Il gatto miagolava per la fame.

Anna sta tremando per il freddo.

Vado a Milano per lavoro.

La preposizione per può introdurre anche una frase seguita dal verbo all’infinto:

È stato sgridato per essere arrivato in ritardo.

6- Fine-scopo

Indica il fine, lo scopo verso cui è diretta l’azione:

Molti lavorano solo per il guadagno.

Io e Paolo andiamo in discoteca per divertimento.

Per può introdurre anche una frase che indica lo scopo, seguita dal verbo all’infinito:

Andrò in montagna per sciare.

Vado in palestra per dimagrire.

7- Tempo

Indica la durata dell’azione.

Ho lavorato per tutto il giorno.

Andiamo al mare per le vacanze.

8- Termine

Indica l’elemento a cui si rivolge l’azione:

Questo regalo è per te.

Stasera Alex cucinerà per tutti.

9- Modo

Indica il modo in cui si svolge l’azione espressa dal verbo:

Ci siamo incontrati per caso.

L’ho detto per scherzo.

10- Colpa- pena

Esprime la colpa di cui qualcuno è accusato:

È stato condannato per omicidio.

11- Sotituzione

Indica la persona o l’oggetto che è stato sostituito con un altro:

Ho capito una cosa per un’altra.

Mi scambiano sempre per mia sorella.

12- La preposizione per si usa anche insieme al verbo stare nella costruzione stare + per + verbo all’infinito e indica l’imminenza dell’azione, ovvero qualcosa che succederà tra poco:

Il treno sta per partire.

Torniamo subito a casa, sta per piovere.

TRA-FRA

Indicano una posizione intermedia nello spazio e nel tempo.

Introduce i seguenti complementi:

1- Stato in luogo

In questo caso tra/fra indica una posizione intermedia nello spazio:

Tra queste due strade c’è un semaforo.

Vorrei una casa tra gli alberi.

2- Moto a luogo

Elena tornerà presto tra noi.

Venite fra noi!

3- Moto per luogo

Lavoro tra Roma e Berlino.

Sono passato tra la folla.

4- Distanza

Indica quanto dista un luogo da un altro:

Tra pochi metri saremo arrivati.

Fra 5 chilometri arriveremo in città.

5- Tempo

Fra un anno andrò all’università.

La cena sarà pronta tra dieci minuti.

Espressioni frequenti: tra poco; tra non molto; tra breve.

6- Relazione

C’è un bel rapporto fra noi due.

Pensavo tra me e

me.

7- Partitivo

Indica l’insieme o il gruppo di cui fa parte l’elemento di cui si parla:

Marco è il più giovane tra i miei amici.

Fra tutti gli sport io preferisco il calcio.

8- La preposizione tra/fra si usa per esprimere approssimazione, cioè per esprimere qualcosa in maniera imprecisa:

Quell’uomo ha tra i trenta e i quaranta anni.

Mancano fra le due e le tre ore alla fine del viaggio.

ALTRI USI

1- Tra l’altro: è un’espressione che viene usata frequentemente nella lingua parlata e

significa: inoltre, oltre a ciò, per di più. Per esempio:

Dovresti studiare di più, tra l’altro tra poco ci sono gli esami. 

Dizionario on line

giovedì 11 marzo 2010

Cari lettori e lettrici, vi ricordo che sul nostro blog c’è un’ importante novità: il dizionario online. Provate a cliccare due volte su una parola qualsiasi e si aprirà una finestra che ne spiega il significato, in questo modo sarà più facile e più comodo scoprire il significato delle parole che non conoscete.

Buon dizionario a tutti!

Prof. Anna

 

 

I pronomi personali diretti

giovedì 11 marzo 2010

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi affrontiamo un argomento molto importante ovvero i pronomi personali diretti. Questi pronomi sono molto usati dagli italiani e spesso per gli stranieri è un po’ complicato capire quando e come vanno utilizzati. Oltre alla lettura dell’articolo e al relativo esercizio vi consiglio dunque di provare subito a includerli nella vostra lingua parlata, in questo modo vi abituerete fin da ora a usarli in modo corretto.

Buoni pronomi!

Prof. Anna

Nella frase i pronomi personali diretti sostituiscono il nome (un oggetto, un animale o una persona) e svolgono la funzione di complemento oggetto, cioè rispondono alla domanda chi? che cosa?.

Vediamo un esempio:

Oggi compro il giornale (nome-complemento oggetto), compro il giornale in edicola e poi leggo il giornale al bar.

Per non ripetere in ogni frase il nome-complemento oggetto (giornale), sostituisco il nome con un pronome diretto in questo modo:

Oggi compro il giornale, lo compro in edicola e poi lo leggo al bar.

Dunque i pronomi diretti si possono usare solo con i verbi transitivi, ovvero i verbi che hanno un complemento oggetto.

Osserva la tabella che riporta la terza persona del pronome personale diretto:


Terza persona singolare
Terza persona plurale
Maschile  lo / l’   li
Femminile  la / l’    le

 Qualche esempio:

Cerchi l’ombrello? Sì lo cerco. (che cosa? L’ombrello = lo)

Dov’è la sciarpa? Non la trovo. (che cosa? La sciarpa = la)

A chi regali questi fiori? Li regalo a mia sorella. (che cosa? I fiori = li)

Ho perso le chiavi, non le trovo più.  (che cosa? Le chiavi = le)

In un registro formale si usa la terza persona femminile singolare, per esempio: Dottore, c’è un cliente che La aspetta da molto tempo.

I pronomi personali diretti si collocano sempre prima del verbo. Esempio: Bella questa maglia! La compro.

Alla forma negativa la sequenza è sempre non + pronome diretto + verbo. Esempio: Mangi il pesc

e? No, non lo mangio mai.

 

 Lo si usa anche per sostituire un’intera frase. Per esempio: Sai che ore sono? No, non lo so. (lo = che ore sono)

Lo e la diventano l’ quando sono seuguiti dal verbo avere nel passato prossimo: hai comprato il pane? Sì, l’ho comprato. Affronteremo meglio questo argomento dopo aver studiato il passato prossimo.

 

Li e le non si apostrofano mai. Per esempio: Aspettate i vostri amici? Sì, li aspettiamo.

Osserva ora la tabella completa dei pronomi personali diretti.

 

Persona Singolare Plurale
Prima mi ci
Seconda ti vi
Terza maschile lo / l’ li
Terza femminile la / l’ le
Terza riflessivo si si

Qualche esempio:

Luca mi aspetta a casa.

Sonia, ti vedo un po’ stanca.

Io e Marco non riusciamo a fare questo esercizio, ci aiuti per favore?

Se non siete impegnati, vi aspetto domani sera per cena.

 ATTENZIONE!

Il pronome si mette dopo o si unisce al verbo:

1- se il verbo è all’infinito, il pronome si può attaccare al verbo all’infinito. Abbiamo in questo caso due possibilità:

Posso guardare la TV?

a- Sì, la puoi guardare.

b- Sì, puoi guardarla.

2- se il verbo è all’imperativo:

 Mangia il panino! = Mangialo!

3- se il verbo è al gerundio:

Mangiando il panino, non avrai più fame.  =  Mangiandolo non avrai più fame.

Le abitudini alimentari degli italiani

giovedì 4 marzo 2010

Cari lettori e lettrici, sul nostro blog da oggi c’è un’ importante novità: il dizionario online. Provate a cliccare due volte su una parola qualsiasi e si aprirà una finestra che ne spiega il significato, in questo modo sarà più facile e più comodo conoscere il significato delle parole che non sapete.

Buona lettura!

Prof. Anna

Oggi vorrei parlarvi delle abitudini alimentari degli italiani, come tutti forse sapete per la maggior parte degli italiani il cibo è un piacere da condividere con gli altri. Gli italiani sono un popolo di tradizionalisti, soprattutto per quanto riguarda il settore alimentare.

           spaghetti 2

Molti italiani a colazione non mangiano quasi niente: a casa, prima di uscire, prendono solo un caffè, oppure un cappuccino e un cornetto al bar. Spesso, però, la visita al bar si ripete anche più di una volta durante la mattinata. Prendere un caffè è un rito che gli italiani ripetono più volte al giorno, a casa o al bar. La colazione non è colazione senza un caffè. In Italia ordinare al bar

un caffè o un espresso è la stessa cosa, ma esistono diversi tipi di caffè: ristretto, lungo, doppio, macchiato (con un po’di latte), corretto (con l’aggiunta di cognac, sambuca ecc.), oppure decaffeinato (senza caffeina). Quando fa caldo, in molte regioni d’Italia, è normale prendere un caffè freddo. Al Sud in estate si può gustare la granita di caffè, che è un gelato un po’ particolare fatto solo con caffè ghiacciato.

Anche se tradizionalista, l’Italia non è un paese del tutto immobile, negli ultimi anni si assiste a un progressivo cambiamento delle abitudini alimentari, a contribuire al mutamento degli stili alimentari ci sono anche i processi di globalizzazione. Per esempio è diminuito il consumo di pasta quotidiano e si registra un cambiamento anche per quanto riguarda la colazione che è diventata più abbondante, ma quasi sempre a base di prodotti dolci come biscotti o pane e marmellata.

Ad assumere un ruolo fondamentale è il pranzo, che rimane il pasto principale della giornata, può variare però secondo le abitudini o le necessità personali: c’è chi può tornare a casa e chi va al ristorante o chi si limita a fare uno spuntino al bar. Di solito, comunque, un tipico pranzo italiano è composto da un primo piatto a base di pasta, un secondo a base di carne o pesce e un contorno di verdura e, per finire, un caffè a volte preceduto dalla frutta o da un dolce.

Tuttavia negli ultimi anni si è diffusa l’abitudine di consumare solo il primo o il secondo, per poter affrontare meglio il resto della giornata.

Spesso le famiglie italiane si riuniscono per il pranzo della domenica che è più ricco e sostanzioso, di solito per questa occasione si preparano piatti tipici della regione o della città di appartenenza.

La merenda, a metà pomeriggio, è un appuntamento fisso per i bambini, può essere costituita da un panino, uno yogurt o il classico latte e biscotti. Ci sono anche adulti a cui piace bere una tazza di tè e mangiare qualcosa, è in crescita infatti l’abitudine di mangiare fuori pasto, molti italiani fanno uno spuntino a metà mattina o a metà pomeriggio per non arrivare affamati ai pasti principali.

Prima di cena,

alla fine di una giornata di lavoro, molti italiani prendono un aperitivo. L’aperitivo è un’occasione per incontrarsi e fare due chiacchiere mentre si consuma qualcosa da bere e da mangiare. L’aperitivo comincia verso le sei di sera e può andare avanti anche fino alle dieci, dieci e mezzo. La maggior parte dei bar italiani offre ai suoi clienti un abbondante aperitivo ricco di stuzzichini tanto che a volte può sostituire la cena.

Anche la cena risponde alle abitudini personali, ovviamente chi a pranzo mangia poco la sera avrà un certo appetito. Gli italiani cenano verso le otto, otto e mezzo di sera, nel Sud dell’Italia si cena più tardi anche verso le nove, nove e mezzo. La classica cena italiana è più leggera del pranzo, spesso è composta da una zuppa, un secondo a base di verdure, uova o formaggio e la frutta, senza dimenticare un buon bicchiere di vino!

Insomma, gli italiani sono un popolo di tradizionalisti che non vuole abbandonare il classico piatto di pasta e le tante altre specialità locali, ma i ritmi di vita sempre più frenetici ci costringono ad un cambiamento delle nostre abitudini alimentari nel bene e nel male.

Cerca sul dizionario online le parole che non conosci.

Rispondi alle seguenti domande:

1- Cosa mangiano gli italiani a colazione?

2- Qual è il pasto principale in Italia?

3- Quanti e quali tipi di caffè puoi ordinare al bar?

4- Nel tuo paese di provenienza esiste l’abitudine di fare l’aperitivo?

5- Le abitudini alimentari del tuo paese di provenienza sono cambiate negli ultimi anni? Se sì, come?

Prova a scrivere un breve testo nel quale descrivi quali sono le abitudini alimentari nel tuo paese di provenienza, cercando di individuare le principali differenze e i punti in comune con le abitudini italiane.