I pronomi relativi
giovedì 28 aprile 2011Cari lettori e care lettrici di Intercultura blog oggi studieremo i pronomi relativi, quando e come si usano. Questi pronomi vengono usati molto frequentemente sia nella lingua parlata sia in quella scritta, quindi è importante saperli usare correttamente.
Buona lettura!
Prof. Anna
Il pronome relativo ha una duplice funzione:
1- sostituisce un nome;
2- mette in relazione tra loro due proposizioni (frasi), la reggente e la relativa.
L’elemento sostutuito dal pronome relativo si chiama antecedente, questo può essere:
- un nome: ho letto il libro che mi hai dato;
- un pronome: disse quello che tutti pensavano;
- un’intera proposizione: Mario ha superato l’esame, il che mi fa molto piacere.
Vediamo ora quali sono e come si usano i pronomi relativi:
• CHE: è invariabile nel genere e nel numero. I verbi, i participi, gli aggettivi della proposizione relativa si concordano nel genere e nel numero con l’antecedente: il ragazzo che è partito; i ragazzi che sono partiti.
Il pronome relativo CHE si può impiegare come soggetto o come complemento oggetto.
→ soggetto: il treno che è appena partito era pieno di gente; c’è qualcuno che sa come come arrivare alla stazione?;
→ complemento oggetto: non ho guardato i film che mi hai consigliato; il rosso è il colore che preferisco.
Quando CHE ha come antecedente un’intera frase significa "e ciò", "e questo" ed è preceduto dall’articolo "il": vorrei migliorare i miei voti, il che non è facile; non riesco a imparare a memoria questa poesia per domani, il che è un problema.
Per i complementi indiretti (introdotti da una preposizione) si usa CUI e IL QUALE ( la quale, i quali, le quali) preceduti da una preposizione.
• CUI: è invariabile e si usa soltanto come complemento indiretto, preceduto da una preposizione. La scelta della preposizione dipende da quale preposizione vuole il verbo e quindi dal tipo di complemento indiretto, per esempio: l’argomento di cui voglio parlarti (parlare di qualcosa); la persona a cui sto pensando (pensare a qualcuno); gli amici su cui posso contare (contare su qualcuno); le persone di cui mi fido (fidarsi di qualcuno); l’ufficio in cui lavoro; le persone con cui lavoro.
→ La preposizione a seguita da cui può essere eliminata, per esempio: il professore (a) cui ho parlato; l’agenzia (a) cui mi sono rivolto per vendere casa;
→ cui può essere collocato tra l’articolo determinativo e il nome ed esprime possesso col significato di "del quale", "della quale", "dei quali" e "delle quali". Anche in questo caso non c’è la preposizione. Per esempio: un ristorante il cui indirizzo (= l’indirizzo del quale) ora non ricordo; quel ragazzo, la cui madre (= la madre del quale) è una mia amica, è molto simpatico.
Cui può essere sostituito dalle forme del quale, al quale, nel quale ecc., ma NON dal pronome che.
• Il quale, la quale, i quali, le quali si accordanocon il genere e il numero del nome a cui si riferiscono;
→ si usano principalmente con la funzione di complemento indiretto (in alternativa a cui), insieme alle preposizioni semplici di, a, su, in, da che, unite all’articolo determinativo, si trasformano in preposizioni articolate: il libro, del quale ti ho parlato, ha venduto moltissime copie; questo è l’ufficio nel quale lavoro; la persona alla quale ti riferisci, è un mio collega; questi sono i libri sui quali preparo l’esame; queste sono le ragazze con le quali vado in vacanza;
→ si possono usare anche come soggetto, in alternativa a che, per gli usi formali: ci sono persone le quali farebbero di tutto per avere questo lavoro. Ancora più formale è l’uso di questo pronome in funzione di complemento oggetto: le ho prestato un manuale, il quale io stesso ho più volte consultato.
→ Quando è meglio usare il quale?
A differenza degli altri pronomi relativi, il quale ci permette di specificare il genere e il numero dell’antecedente, quindi lo usiamo quando l’uso di che e cui potrebbe produrre frasi poco chiare.
In particolare quando:
- indicare il genere e il numero serve a evitare l’ambiguità, per esempio: ho pranzato con il marito della professoressa di matematica, di cui ho molta stima (in questo caso non si capisce bene a chi sia riferito il pronome relativo, alla profesoressa o al marito?) → ho pranzato con il marito della professoressa di matematica, del quale (il marito) ho molta stima;
- quando il relativo è distante dall’antecedente: la professoressa ha elencato i libri su cui dobbiamo studiare, che si possono trovare in biblioteca → la professoressa ha elencato i libri su cui dobbiamo studiare, i quali si possono trovare in biblioteca.