Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Il congiuntivo

martedì 11 novembre 2008

Carissimo/a, come stai? 
Oggi affronterò un argomento di grammatica alquanto spinoso: il congiuntivo. Il congiuntivo è un modo verbale usato soprattutto in frasi dipendenti, per esprimere possibilità, desiderio, timore, dubbio e opinione soggettiva. Molti italiani conoscono poco il congiuntivo e tendono a sostituirlo con il modo indicativo. Come se, utilizzando l’indicativo presente, il loro parere fosse più vero, anche se grammaticalmente non corretto.  

Ecco le forme del congiuntivo dei verbi regolari. Quando le prime tre persone singolari  coincidono, è utile esprimere anche il pronome personale.
       -are                          - ere                         – ire
     provare                      prendere                sentire
che io      provi                 prenda                     senta
che tu      provi                 prenda                     senta
che lui/lei provi                 prenda                    senta
che noi     proviamo          prendiamo            sentiamo
che voi     proviate            prendiate                 sentiate
che loro    provino             prendano                 sentano

Il congiuntivo si usa nelle frasi subordinate, dipendenti da verbi che esprimono:

- opinione, per esempio "credere", "pensare", "immaginare":
 Penso che tu sia molto intelligente

- speranza,  per esempio "sperare", "aspettarsi":
Mi aspetto che voi veniate a cena da me stasera

-desiderio, per esempio "volere", "preferire":
Preferisco che vada tu, io sono molto stanco

- dubbio, per esempio "dubitare"
Dubito che lui possa essere puntuale

- emozione, per esempio "aver paura", "essere contento"
Ho paura che la benzina costi sempre di più

Il congiuntivo si usa, poi, con alcune locuzioni o verbi impersonali:

È meglio che 
È meglio che tu vada

È facile che
È facile che lui vinca se gioca così

È difficile che
È difficile che lui mi dia dei soldi se vince

È necessario che
È necessario che tutti siano più generosi 

È inutile che
È inutile che tu suoni, qui non c’è nessuno

È possibile che
È possibile che tu vinca la gara

È impossibile che
È impossibile che tu perda se gareggi da solo

Non è giusto/ non è sicuro / non è detto che
Non è sicuro che lui venga direttamente qui

Può darsi che 
Può darsi che lui prenda l’aereo delle nove

Sembra che
Sembra che lei sia veramente felice con lui

Si dice che
Si dice che loro abbiano il desiderio di vivere da Milano

Peccato che
Peccato che tu debba andare via proprio ora

Si usa il congiuntivo in proposizioni subordinate finali, concessive e condizionali, introdotte da congiunzioni come:

Benché / sebbene / nonostante che
Benché io sia stanca, vengo lo stesso

A meno che
A meno che tu vada a lavorare domani mattina, non hai fatto niente in questi giorni

A patto che / purché
Vengo, a patto che voi mi compriate il biglietto

Senza che
Sono usciti senza che abbiano chiesto il permesso

Prima che
Prima che tu dica qualcosa , faccio entrare Maria 

Verifica se sai usare il congiuntivo.
Indica se le seguenti false sono corrette (v, vero) o sbagliate (f, falso). la risposta corretta diventerà verde.

  • 1. Credo che tu debba andare dal medico

    • v

    • f
  • 2. Ci conviene uscire prima che piove

    • v

    • f
  • 3. Non è giusto che paga sempre Luca

    • v

    • f
  • 4. A meno che tu vada a comprare qualcosa, non abbiamo nulla da mangiare

    • v

    • f
  • 5. Non è detto che sia il migliore a vincere

    • v

    • f
  • 6. Senza che tu gli dici niente, fai un regalo a tuo fratello. Sarà contento!

    • v

    • f
  • 7. Si dice che siano sposati da 50 anni e che non abbiano mai litigato

    • v

    • f
  • 8. Prima che te ne vadi, voglio dirti che ti voglio bene

    • v

    • f
  • 9. È necessario che tu fai qualcosa per la natura

    • v

    • f
  • 10. Sebbene io abbi studiato sempre tanto la lingua italiana, trovo ancora molte difficoltà

    • v

    • f

25 commenti all'articolo “Il congiuntivo”

  1. Dalva (Jlle) dice:

    Egregio professore,

    È sempre un onore ricevere contributi da chi capisce bene la materia. Lo seguo sempre.
    Grazie infinite.

  2. admin dice:

    Grazie, Dalva, a nome del prof. Valerio, che tornerà presto a rispondervi.
    Saluti, Giovanni Enriques, Zanichelli

  3. Ayelen dice:

    grazie professore,
    Queste cose ci aiutano tanto, per imparare ancora di piu la lingua.
    Grazie mille.

  4. Daniele dice:

    Salve professore,
    la frase 4 è corretta in grammatica, ma risulta scorretta nel complesso?

  5. admin dice:

    Caro Daniele,
    nella frase 4 il congiuntivo era corretto.
    Ma vi era un errore di battitura che adesso abbiamo sistemato.
    Grazie della segnalazione.
    A presto,
    Giovanni Enriques
    Zanichelli editore

  6. Jacqueline dice:

    Nella frase n. 4 avrei scritto:

    A meno che tu NON vada a comprare qualcosa, non abbiamo nulla da mangiare.

    Avrei aggiunto, cioè, il pleonastico non (a mio avviso d’obbligo dopo “a meno che + sogg + predicato verbale).

    Sbaglio io?

    Jacqueline

  7. admin dice:

    Cara Jacqueline,
    grazie del commento molto pertinente.
    Non sbagli: si usa anche “a meno che non”.
    Però l’utilizzo del “non” pleonastico dopo “a meno che”, certamente molto frequente, non è obbligatorio.
    In pratica, “a meno che” e “a meno che non” sono entrambi corretti e hanno lo stesso significato: “a meno che tu vada” e “a meno che tu non vada” vogliono dire la stessa cosa.
    A presto
    Giovanni Enriques
    Zanichelli editore

  8. MARYURI dice:

    PER FAVORE COME SO LA RISPOSTA CORETTA

  9. Prof.Giacalone dice:

    Ciao Maryur
    La risposta giusta diventa verde. Se invece vuoi sapere la risposta giusta di quelle sbagliate dimmi quale ti interessa.
    Per esempio, la seconda è: “ci conviene uscire prima che piova”!
    Un caro saluto
    Prof. Valerio :)

  10. Jarah dice:

    Buon giorno, prof
    la mia lingua madre e´lo slovacco nella quale non esiste l´equivalente al congiuntivo. Percio´ e´ necessaria la sensibilita´ nell´esprimersi. Mi intereserebbe anche la concordanza dei tempi del congiuntivo. Grazie mille per il sito utile di cui diventero´ la visitatrice regolare.
    Auguri

  11. admin dice:

    Cara Jarah,
    intanto complimenti per l’ottimo italiano scritto.

    Il congiuntivo è il modo verbale che esprime desiderio o incertezza. E’ considerato difficile anche dagli italiani, che spesso lo sostituiscono con l’indicativo nella lingua parlata.

    Nelle frasi principali, il congiuntivo esprime un augurio: “sia lodato il Signore”
    oppure un dubbio: “che abbia perso il treno?”
    oppure un’esortazione: “entri pure”, “vada via di qui”

    Importante è l’utilizzo del congiuntivo nelle frasi secondarie che esprimono un fine, un dubbio, un’impressione personale, una domanda. Per esempio:
    “dobbiamo sbrigarci affinché tutto sia pronto”
    “mi sembra che abbiate esagerato”
    “non sapevo chi avesse fatto il lavoro”
    eccetera

    La concordanza dei tempi con la principale avviene secondo questo schema:

    Tempo della principale: presente
    Rapporto temporale: anteriorità
    Tempo del congiuntivo: passato
    Esempio: “credo che abbiano finito ieri”

    Tempo della principale: presente
    Rapporto temporale: contemporaneità e posteriorità
    Tempo del congiuntivo: presente
    Esempio: “credo che finiscano oggi”, “credo che finiscano domani”

    Tempo della principale: passato
    Rapporto temporale: anteriorità
    Tempo del congiuntivo: trapassato
    Esempio: “credevo che avessero finito il giorno prima”

    Tempo della principale: passato
    Rapporto temporale: contemporaneità
    Tempo del congiuntivo: imperfetto
    Esempio: “credevo che finissero in quel giorno”

    Cordiali saluti,
    Giovanni Enriques
    Zanichelli editore

  12. Jarah dice:

    Grazie admin,
    la risposta e´ chiara, si capisce e chiarisce cio´ che ho studiato recentemente. Lo so, usando e leggendo tanto “entra sotto pelle”. Le sue parole d´approvazione sono per me una spinta per andare avanti e comprendere meglio questa lingua canora.

  13. emilia garcia andrelucci dice:

    Grazie infinite di questa pagina. Per noi studenti di lingua italiana all’estero è un prezioso aiuto per capire, correggere e andare avanti nell’apprendimento dell’italiano
    Grazie ancora e a rileggerci presto.
    Emilia

  14. Prof.Giacalone dice:

    Grazie a te Emilia
    che contribuisci con il tuo commento a dare vita al blog. Niente è più gratificante che essere apprezzati per quello che si fa!
    Buon lavoro e a rileggerci presto! :)
    Prof Valerio

  15. DARIO dice:

    Buonasera,
    La seguente frase: “Chiunque avesse smarrito un telefonino, contattasse il sottoscritto”,suonerebbe meglio usando tempi diversi del congiuntivo. Ciononostante è molto usata nel linguaggio comune. Si pùò dire con certezza che sia errata?

  16. admin dice:

    Caro Dario,
    la frase che Lei riporta è errata.
    Il significato infatti è:
    “Chi ha perso il telefonino deve contattare il sottoscritto”
    Quindi il senso del verbo è esortativo e si esprime con il congiuntivo presente. E’ corretto:
    “Chi avesse perso il telefonino contatti il sottoscritto”
    Il congiuntivo imperfetto esprime nella frase principale desiderio o dubbio, quindi non è corretto in quella frase.
    Cordiali saluti
    Giovanni Enriques
    Zanichelli editore

  17. karalli dice:

    Credo che l’esempio su senza che sia sbagliato.
    Senza che
    Sono usciti senza che abbiano chiesto il permesso.

    Secondo me deve essere ES: Sono usciti senza aver chiesto il permesso. Perché il soggetto è sempre la terza persona del plurale loro quindi bisogna utilizzare qui l’infinito passato. Invece avremmo potuto dire ES: Sono usciti senza che lui ci faccia caso. Quando il soggetto è differente. Grazie. Un Egiziano innamorato della grammatica italiana.

  18. Humberto dice:

    Avrei una domanda riguardo l’uso del congiuntivo; l’espressione “non è vero che” richiede l’uso del congiuntivo o l’indicativo? Ovvero, dipende dal contesto la scelta del modo?

  19. Prof. Anna dice:

    Caro Humberto, l’espressione “è vero che” non richiede l’uso del congiuntivo ma dell’indicativo, la scelta del modo dipende da cosa vogliamo esprimere, ma ci sono alcuni verbi che richiedono l’uso del congiuntivo come: sperare; credere; volere ecc.
    A presto
    Prof. Anna

  20. Humberto dice:

    Cara Prof. Anna, mi chiedevo se l’aggiunta del “non” facesse alcuna differenza. La ringrazio per il suo aiuto.
    Saluti dal Texas!
    Humberto

  21. Prof. Anna dice:

    Caro Humberto, l’aggiunta del “non” non fa alcuna differenza.
    Un saluto a te e al Texas!
    A presto
    Prof. Anna

  22. Federica dice:

    Salve a tutto il blog!
    Vorrei togliermi definitivamente un dubbio riguardante l’utilizzo del congiuntivo con i verbi del tipo credere/pensare. Spesso e volentieri sento dire la frase “Penso che verrà”: è una frase corretta, anche se il verbo è al futuro dell’indicativo? oppure si dovrebbe dire “Penso che venga”?
    Grazie anticipatamente per la risposta chiarificatrice…

  23. Prof. Anna dice:

    Cara Federica, nella frase “penso che verrà” c’è un indicativo presente seguito da un indicativo futuro, dunque se vogliamo esprimere nella subordinata il tempo futuro (penso adesso che verrà in futuro) è corretto usare l’indicativo futuro, mentre nella frase “penso che venga” il tempo che è espresso sia nella principale che nella subordinata è il presente. Entrambe le frasi sono corrette, dipende da quello che si vuole esprimere.
    A presto
    Prof. Anna

  24. maria adelina caceres dice:

    Cari Professori: sono contenta di trovare questa pagina, molto utile per noi che non siamo italiani e che ci piace la lingua.Sono di una provincia della Repubblica Argentina (Corrientes), abbastanza lontana d`Italia, che mi piacerebbe conoscere sono innamorata del Bel Paese. Mi pare interessante gli esercizi del congiuntivo, però c“e un dubbio riguardo alla parola voler bene, si usa il congiuntivo? Tante grazie,e a presto

  25. Prof. Anna dice:

    Cara Maria Adelina, non ho capito bene la tua domanda, prova a farmi un esempio.
    A presto
    Prof. Anna

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