Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

La parola “ci”

lunedì 2 febbraio 2009

Oggi, care lettrici e cari lettori di Intercultura blog,  parleremo dell’uso della particella  “ci”.
Buona lettura e al prossimo articolo.
Prof. Valerio Giacalone

"Ci"  ha tre significati ben diversi

 A) "Ci" può essere utilizzato come avverbio di luogo.
- "Vorrei andare Roma." "Ci vorrei andare anch’io."

Con  il verbo essere la particella “ci” indica l’esistenza di una cosa o persona o più cose o più persone, come per esempio:  
- "Ci sono troppe macchine per strada!"
- "C’è Maria oggi in ufficio?"

Con il verbo volere la particella “ci” indica la necessità di una o più cose, per esempio
- "Ci vuole molta pazienza nella vita!"   
   
Al posto di “ci” come avverbio di luogo, sarebbe più corretto usare "vi", ma questo avviene ormai solo nella lingua scritta.


B) “Ci” può avere la funzione di pronome personale prima persona plurale ("noi", "a noi"), per esempio
- "Noi ci rasiamo"

Diventa "ce" in alcuni casi, per esempio:
- "Ce lo dite dopo"

Nelle frasi "ce lo dite dopo" e “noi ci laviamo le mani”,  "lo" e "le mani" sono il complemento oggetto, mentre “ci” e "ce" sono complemento di termine ("a noi").

 

C) “Ci” può avere la funzione di pronome dimostrativo, cioè significa "di ciò, in ciò, su ciò, a ciò". Per esempio:
- "Ci penso io."

Oppure significa "con lui, a lui, da lui". Per esempio:
- "Non ci esco mai"

Con il verbo avere, “ci” viene spesso usato nella lingua parlata come rinforzo semantico e fonico di altri pronomi ("lo", "la", "li", "le", "ne"). In questo caso, “ci” diventa “ce”. Per esempio:
- "Hai il passaporto con te?" "Sì, ce l’ho"
- "Hai le valige?" "Sì, ce le ho"

Questo utilizzo del pronome dimostrativo viene definito pleonastico, perché ripetitivo e non necessario. Per esempio: 
- "Ma ci pensi a tuo figlio?"

Vengono usati con "ci" verbi come pensare, credere, riuscire, contare, essere, fare, passare.
 
Pensarci:  
- "Paolo, prepari tu da mangiare?" "Si, ci penso io."

Crederci
- "Secondo te, quel giornale dice la verità?" "Sì, ci credo sempre."

Riuscirci:  
- "Per te, è possibile vivere con pochi soldi?" "No, non ci riesco." 

Contarci:
- "Ricordati di venire a cena stasera: ci conto."

Esserci:
- "Va bene, ci sono" (significa "ho capito" oppure "sono pronto")

Fare:
- "Ci sei o ci fai?" (significa "sei stupido o fai la parte dello stupido")

Passarci:
- "Ce ne passa prima che il governo elimini tutti gli sprechi."
 
Esercizio sull’uso di "ci".
Rispondi alle domande: quella corretta diventerà  verde
.

  • 1. Hai portato con te il dizionario?

    • Sì, ce l’ho.

    • Sì, ci l’ho.
  • 2. Mi piace Napoli, vorrei … ogni anno in vacanza.


    • andare

    • andarci
  • 3. Credi ai fantasmi ?

    • Sì, credo.

    • Sì, ci credo.
  • 4. Chi pensa ai bambini stamattina

    ?


    • Ci penso io

    • Penso io
  • 5. … molto tempo per imparare a stare al mondo

    • Ci vuole

    • Vuole
  • 6. Vieni a Venezia con me?

    • No, grazie, ci sono già stato.

    • No, grazie, sono già stato.
  • 7. C’è Luisa oggi in ufficio?

    • Sì, è.

    • Sì, c’è.
  • 8. … vorrebbe un amico, anzi più di uno.

    • C’è

    • Ci
  • 9. Ho voglia di andare a sciare! Vieni con me?

    • No, non ci riesco

    • No, non c’è riesco
  • 10. Non … posso credere, hai detto di sì alla sua proposta!


    • ci

    • si

60 commenti all'articolo “La parola “ci””

  1. Anna Ghivarello dice:

    Insegno in un C.T.P. di Torino e sono alla continua ricerca di materiale semplice e adatto ai livelli medio-bassi. Lei è un mio costante punto di riferimento. Grazie
    Anna

  2. Lentini Santa (Belgio-Liege) dice:

    Grazie professore per queste spiegazioni molto chiare et semplici .QUI a l’estero spesso e difficile spiegare l’uso di particelle come ad esempio’ci’ nella nostra bella lingua italiana. Ora potro dare spiegazioni piu chiare grazie a lei prof…………
    Cari saluti Santa

  3. Prof.Giacalone dice:

    Benvenuta Anna
    mi fa particolare piacere che il blog sia un tuo punto di riferimento didattico
    Grazie per l’onore
    Prof. Valerio

  4. Prof.Giacalone dice:

    Ciao Lentini Santa
    come stai? La parola “ci”, in effetti, è molto comune nella lingua italiana, sono sicuro che ora potrai dare le giuste spiegazioni.
    Un caro saluto
    Prof. Valerio

  5. Laura Ortu dice:

    Questo è stato davvero un suggerimento utilissimo, chiaro e semplice per la classe che avrò tra qualche giorno, grazie!

  6. Prof.Giacalone dice:

    Cara Laura
    L’utilizzo della parola ci per gli studenti stranieri è sicuramente un rompicapo…
    buon lavoro e a presto
    Prof. Valerio
    Ps dove insegni?

  7. Alessandra Rice dice:

    Professore,
    io insegno italiano al Defense Language Institute foreign Language Center. La settimana prossima devo introdurre i molti usi del ci e il ne. Usero’ senz’altro la Sua spiegazione ed esercizi!
    Grazie,
    Alessandra

  8. Agnieszka K. dice:

    Professore, ho una demanda da fargli. Il mio professsore di italiano m’ha detto che nella frase ” perche tieni questa roba inutile? Non lo so. Non mi piace piu ma non so cosa farNE” ho fatto un errore perche si deve metterci ” farci”, nonostante ho dei dubiti. Mi puo aiutare e dirmi che e la versione corretta ?

  9. admin dice:

    Cara Agnieszka,

    è più corretto dire “non so cosa farne” per intendere “non so cosa fare di ciò, di questa cosa”. “Non so cosa farci” è una forma colloquiale e imprecisa se intesa in quel senso, anche perché significa un’altra cosa: “non so cosa fare a riguardo di ciò”, cioè “non posso fare nulla per questo problema”.
    Per esempio:
    “I ragazzi non hanno studiato abbastanza”
    “Non so cosa farci”, cioè “Non posso farci nulla”

    “Ci” ha spesso un utilizzo eccessivo e ridondante come pronome dimostrativo nella lingua parlata. Vuol dire genericamente “di ciò, in ciò, a ciò, su ciò,…”

    Invece, “ne” indica precisamente il complemento di specificazione: “di lui, di lei, di loro” se riferito a persone, “di questo, di quello, …” se riferito a cose. Con i verbi di moto, indica un complemento di origine, “da ciò:
    “Ne vengo ora”, cioè “Vengo ora da là”

    Anche “ne” in alcune espressioni colloquiali ha un signicato rafforzativo e ridondante:
    “ne ho abbastanza di te”, cioè “sono stufo di te”
    “me ne faccio una ragione”, “cioè “mi rassegno a una cosa negativa”
    “me ne frego dei tuoi consigli”
    “non ne posso più di lui”
    “ne vale la pena”

    Inoltre, si utilizza con i verbi di moto per mettere in evidenza il soggetto dell’azione: “andarsene”, “venirsene”, “starsene”.
    Per esempio: “io me ne vado” è più enfatico di “io vado”.

    Cordiali saluti
    Giovanni Enriques
    Zanichelli editore

  10. Agnieszka dice:

    Grazie mille :)

  11. lavinia dice:

    Professore ,

    Sono straniera e vorrei imparare la Vs lingua .Vorrei sapere quando si usa il pronome di cortesia LA e LE .

    Cordiali saluti ,

  12. admin dice:

    Cara Lavinia,

    quando ci si rivolge in maniera formale a una persona, soprattutto se più anziana, si dà “del Lei” invece che “del tu”. In pratica, si parla in terza persona singolare femminile. Anche se ci si rivolge a un maschio lì presente, gli si parla come se fosse una persona di sesso femminile non presente. Nello scritto, di solito si mette “Lei” con la maiuscola proprio per distiguerlo dal pronome “lei” della terza persona singolare femminile.

    Come per il pronome “lei”, “Lei” è il soggetto, “La” è il complemento oggetto, “Le” è il complemento di termine (”a Lei”). Per esempio:
    “Lei è molto educato”, cioè “tu sei molto educato”
    “sono lieto di riverderLa”, cioè “sono lieto di rivederti”
    “Le porto un bicchiere”, cioè “ti porto un bicchiere”

    L’altra forma di cortesia, usata soprattutto nell’Italia del sud, è il “Voi”. In pratica si usa il plurale anche se ci si rivolge a una sola persona:
    “Voi siete molto educato”
    “sono lieto di rivederVi”
    “Vi porto un bicchiere”

    Si noti che gli aggettivi si concordano alla persona a cui ci si rivolge realmente, non al soggetto. In pratica a un maschio si dice:
    “Lei è molto educato”, “Voi siete molto educato”
    e non:
    “Lei è molto educata”, “Voi siete molto educati”

    Cordiali saluti,
    Giovanni Enriques

  13. Romildo dice:

    Grazie mille per questa bellissima spiegazioni. sono brasiliano da San Paolo e mi piace tantissimo la lingua italiana. Per fortuna abbiamo la possibilità di contare con questo ricorso. Questo strumento è troppo utile.

  14. Prof. Anna dice:

    Benvenuto Romildo!
    un saluto
    Prof. Anna

  15. Prof. Roby dice:

    Gentile Professore,
    potrebbe cortesemente confermarmi che le frasi “Ci sono uscita ieri sera” e “Ci ho parlato ieri” sono grammaticalmente corrette?
    Ho qualche dubbio sulla particella “ci” con significato “con lui-lei-loro” e mi chiedevo se fosse solo colloquiale, oppure grammaticalmente corretto e accettato.
    Grazie e un saluto

  16. Prof. Anna dice:

    Gentile Prof. Roby, l’uso della particella CI con il siglificato “con lui-lei-loro” è grammaticalmente corretto; le frasi che mi proponi sono giuste, nel caso della seconda frase “ci ho parlato ieri” si potrebbe usare anche un pronome indiretto: “le ho parlato” o “gli ho parlato”.
    A presto
    Prof. Anna

  17. andreana dice:

    Vorrei sapere se è corretta la seguente espressione:” E’ impossibile dimenticarsi di ciò che si è studiato per un anno intero”. Grazie

  18. Prof. Anna dice:

    Cara Andreana, la frase che mi proponi è corretta.
    un saluto
    Prof. Anna

  19. Anna dice:

    Salve,sono una studentessa italiana e vorrei fare una domanda.
    Questa frase è corretta?
    “Aspettando il gran giorno, ci godremo i loro(riferito a due persone) momenti!”
    Grazie mille e tanti auguri!

  20. Prof. Anna dice:

    Cara Anna, grammaticalmente la frase è corretta.
    Auguri anche a te!
    Prof. Anna

  21. Julia dice:

    Gentile professore,
    io insegno italiano in Albania,a dire la verità è un’po difficile per gli studenti stranieri capire le funzioni delle parole ci e ne. Oggi per fortuna ho scoperto questo blog con degli esempi molto utili i quali sicuramente gli utilizzerò.
    Tanti saluti,Julia

  22. Prof. Anna dice:

    Cara Julia, benvenuta su Intercultura blog.
    A presto
    Prof. Anna

  23. Anna dice:

    Posso chiedere perchè è giusta?
    Perchè godere in questo caso è un verbo riflessivo?Quindi,godersi?

  24. Prof. Anna dice:

    Cara Anna, in questa frase il verbo “godere” è riflessivo: “godersi”, la forma riflessiva in questo caso serve a esprimere l’intensità dell’azione, per esempio: mi godo la vacanza; goditi il film.
    Un saluto
    Prof. Anna

  25. Debby dice:

    Sto imparando la lingua italiano, questo blog e’ una risorsa utile per me!
    Quindi, grazie mille!
    Debby

  26. Prof. Anna dice:

    Ciao Debby, benvenuta su Intercultura blog!
    A presto
    Prof. Anna

  27. Magda dice:

    Gentili amici,

    non mi è molto chiara la frase di Anna (post 19)“Aspettando il gran giorno, ci godremo i loro(riferito a due persone) momenti!” L’aggettivo ‘loro’ a chi o a cosa si riferisce? Anna dice ‘a due persone’. Quali sono? Di plurale nella frase c’è solo il soggetto sottinteso ‘noi’. Se il riferimento è a ‘noi due’ sarebbe corretto ‘i nostri momenti’.
    Vorrei segnalare l’errore di battitura dell’ultima frase dell’esercizio “Non … posso CREDE,…”.
    Grazie per l’attenzione.
    M.B.

  28. Prof. Anna dice:

    Cara Magda, quel “loro” è riferito “a due persone” diverse da “noi due”, non possiamo però sapere quali sono perchè la frase è completamente decontestualizzata, ma grammaticalmente è corretta. Grazie per la segnalazione dell’errore.
    A presto
    Prof Anna

  29. Anna dice:

    Grazie per la risposta, Prof!

  30. Anna Maria dice:

    Preg.mo Professore,
    vorrei sapere se “ce l’ho” puo’ anche essere scritto nella forma “cel’ho”.
    Grazie.
    Anna Maria

  31. Prof. Anna dice:

    Cara Anna Maria, non è possibile scrivere “cel’ho”, è corretto invece scrivere “ce l’ho”.
    A presto
    Prof. Anna

  32. craciun lilly dice:

    Molto interesante anche questo test. Grazie

  33. dorina scaccianoce dice:

    semplicemente grazie.il suo é stato un aiuto molto prezioso

    sono molto emozinata sto imparando ad usare internet

  34. Prof. Anna dice:

    Cara Dorina, benenuta sul Intercultura blog!
    A presto
    pROF. aNNA

  35. Evi dice:

    Salve! Mi potrebbe spiegare perche’ la frase ” Il medico c’e’ a casa” suona male mentre “c’è il medico a casa” puo’ andare? In realta’, qual e’ la differenza fra essere/esserci/stare/starci? p.e Si dice “Spero di esserci alla serata di apertura”. Andrebbe bene dire :”Sperro di stare/starci ….”
    Grazie infinite

  36. Prof. Anna dice:

    Cara Evi, il verbo “esserci” significa “essere in un posto” quindi è corretto “spero di esserci alla serata di apertura”, mentre “stare” significa “rimanere in un dato luogo”, per esempio: “stasera sto in casa” = “stasera rimango in casa”; per quanto riguarda gli esempi che mi proponi, mi sembra che la frase “c’è il medico a casa?” sia una domanda, a volte le domande suonano meglio se mettiamo il verbo all’inizio della frase.
    A presto
    Prof. Anna

  37. Rossella dice:

    Grazie mille per la chiarissima spiegazione! mi sarà utilissima per aiutare la mia coinquilina a imparar bene l’italiano :)
    Rossella

  38. Dalva Pacher dice:

    Cara professoressa
    Da tempo seguo il vostro site e ne sono onorata.
    Studiare la lingua italiana su questo sito è semplicemente meraviglioso.I miei complimenti per le belle ed interessanti lezioni : sono chiare e di facile apprendimento.
    Mi piacerebbe sapere perché non riesco a stampare il vostro materiale come era tempo fa. Sarebbe di grand’aiuto per me e per i miei allievi di terza età.
    Molto grata,
    Dalva.

  39. Prof. Anna dice:

    Cara Dalva, grazie per il tuo gentile commento, mi informerò riguardo al tuo problema, spero di poterlo risolvere al più presto.
    Un saluto
    Prof. Anna

  40. Alberta dice:

    salve.. avevo un dubbio.. per dire a qualcuno se ci da un passaggio si dice anche “mi ci porti?” e fino a qui ci siamo.. ma se il soggetto diventa noi? come si dice? grazie in anticipo! :)

  41. Prof. Anna dice:

    Cara Alberta, diremo semplicemente: “ci porti” o “ci porti lì – ci porti in quel posto”.
    A presto
    Prof. Anna

  42. Regina Coimbra dice:

    Caro Prof.
    Come sta? Insegno italiano a brasiliani a San Paolo. Sicuramente l’argomento sull’uso del ci e del ne non è facile da “digerire” dato che non abbiamo particelle simili nel portoghese. Così suo blog è di grande utilità per me!
    La ringrazio e saluto.
    Regina.

  43. Prof. Anna dice:

    Ciao Regina, benvenuta sul nostro blog!
    A presto
    Prof. Anna

  44. anna paradossi dice:

    Nella frase “ci conto”, ” ci” che complemento è?
    Grazie Anna

  45. Prof. Anna dice:

    Cara Anna, in questo caso la particella “ci” sostituisce “su questa cosa”, il verbo “contare” regge un complemento indiretto introdotto dalla preposizione “su”.
    A presto
    Prof. Anna

  46. Marina dice:

    Gentile professoressa, grazie per le spiegazioni, sono molto utili. Mi potrebbe dire se posso usare la particella ci per sostituire una parola o frase introdotta dalla preposizione di (di questo).
    La ringrazio

  47. Prof. Anna dice:

    Cara Marina, la particella CI non sostituisce complementi introdotti dalla preposizione DI; puoi usare però la particella NE. Ti consiglio di leggere gli articoli “ripassiamo la particella CI” e “la particella NE” su questo blog.
    Un saluto
    Prof. Anna

  48. Ivan dice:

    Cara anna, vorrei sapere, per favore, i significati di questi verbi che non ho riuscito a capirli bene:

    -Pensarci
    -Crederci
    -contarci

    Grazie tante!

  49. Prof. Anna dice:

    Caro Ivan, “pensarci” significa “pensare a qualcosa”: “domani ho un esame, ma preferisco non pensarci (=pensare all’esame)”; “crederci” significa “credere a qualcosa; credere in qualcosa”: “credi a quello che ti dico?” “Sì, ci credo (=credo a quello che mi dici)”, “credi in me?” “Sì, ci credo (=credo in te)”; esiste una differenza tra “credere a” e “credere in”: in generale “credere a” significa prestare fede a qualcuno o a qualcosa, ovvero ritenere vero qualcosa che viene detto da qualcuno (credo alle tue parole); mentre “credere in” significa avere la certezza dell’esistenza di qualcosa o di qualcuno (credere in Dio, credere in un’altra vita) oppure avere fiducia in qualcuno (credo nella giustizia, credo in te). Ti consiglio di leggere l’articolo su questo blog “ripassiamo la particella CI”. Mentre “contarci” significa “fare affidamento SU qualcuno o qualcosa” : “puoi contare su di me = puoi fare affidamento su di me .”
    Un saluto
    Prof. Anna

  50. Maria Helena dice:

    Cara Prof. Anna
    Quando devo dire megliore e quando devo dire meglio.
    Io so che megliore fa parte di buono e che meglio fa parte di bene.
    Ma come posso usare un o l’altro nella frase?
    Per favore un esempio.
    Che significa in portuguese questa espressione:
    ” non c’è ancora bisogno”
    Grazie mille
    Maria Helena

  51. Prof. Anna dice:

    Cara Maria Helena, “meglio” è un avverbio, quindi si usa dopo i verbi: “cerca di comportarti meglio” , “oggi sto meglio”; mentre “migliore” è un aggettivo, significa “più buono” ed è il comparativo di maggioranza di “buono”: “questo vino è migliore di quello che abbiamo bevuto prima”, “gli studenti di quest’anno sono migliori di quelli dell’anno scorso”; se “migliore” è preceduto dall’articolo determinativo forma il superlativo relativo “Laura è la migliore amica che io abbia mai avuto”. Ti consiglio di leggere l’articolo su questo blog “Il superlativo degli aggettivi qualificativi”.
    Un saluto
    Prof. Anna

  52. Svetlana dice:

    Cara Profesoressa,

    Potrebbe chiarire l’uso del verbo esserci?
    Non ho trovato nella grammatica come devo dire (c’e’ o ci sono)le frasi con l’enumerazione (sostantivi singolari e plurali) . Per esempio, “nella mia borsa ci sono soldi i chiavi” o “nella mia borsa c’e’ penna, chiave e specchio”. Qui tutto e’ chiaro.

    MA:
    “Nella mia borsa c’e’ penna, chiave, soldi, passaporto” (vero?) o
    “Nella mia borsa ci sono chiavi, penna, passaporto e soldi” (vero?).
    Grazie!

  53. Ivan dice:

    Tante grazie per il suo tempo, Professoressa! Allora, pensando a questa frase: “L’esame sara molto difficile, ci sono sicuro (su questo)” è possibile anche dire:”L’esame sara molto difficile, ne sono sicuro (di questo).

    Tante grazie!

  54. Prof. Anna dice:

    Caro Ivan, la frase: ““l’esame sara molto difficile, ci sono sicuro” non è corretta, in questo caso non possiamo usare CI perché l’espressione “essere sicuro” regge “di qualcosa” e quindi la frase corretta è: ”l’esame sara molto difficile, ne sono sicuro (di questo)”.
    A presto
    Prof. Anna

  55. Prof. Anna dice:

    Cara Svetlana, se ci sono più cose è meglio usare il plurale “ci sono”: “nella mia borsa ci sono le chiavi, una penna, il passaporto e i soldi”; oppure ripeti il verbo: “nella mia borsa c’e’ una penna, ci sono le chiavi e i soldi, c’è il passaporto” .
    Un saluto
    Prof. Anna

  56. Régia dice:

    Cara Prof. Anna

    Vorrei complimentarvi per questo lavoro!Sono straniera, abito in Brasile e sempre leggo il vostro blog. Mi piace da vero e imparo tante cose!
    Grazie mille. Un abbraccio.

    Régia

  57. Prof. Anna dice:

    Cara Régia, benvenuta su Intercultura blog!
    Un saluto e a presto
    Prof. Anna

  58. Cristina dice:

    Cari professori,
    volevo farvi i complimenti per questo interessante blog. Sono docente di italiano a Montevideo, e devo dire che è molto utile. Il “ci e ne” è anche difficile per gli studenti che parlano lo spagnolo e a volte non ha traduzione nella nostra lingua. Quindi, ancora una volta il ringraziamento. Saluti. Cristina.

  59. Prof. Anna dice:

    Cara Cristina, benvenuta su Intercultura blog!
    A presto
    Prof. Anna

  60. Celelstino dice:

    Perfetto!
    Sicuramente non solo l’unico che sta approfittando della vostra sapienza e della vostra disponibilità. Che insegna una lingua oggi contribuisce in modo particolare all’unificazione del mondo già globalizzato! Bravissimo!

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