L’alfabeto italiano
giovedì 10 settembre 2009Ciao lettori e lettrici di Intercultura blog, purtroppo l’estate è ormai finita, ma le attività del blog ricominciano con molte novità!
Sono la Prof. Anna e insegno l’italiano come seconda lingua, durante la mia esperienza come insegnante ho avuto il piacere di conoscere persone di diverse nazionalità e con tante storie da raccontare.
Questo mi ha fatto capire che ognuno di noi ha un metodo e un tempo di apprendimento differenti, perciò da oggi vi accompagnerò passo dopo passo alla scoperta della lingua italiana attraverso un percorso che partirà da un livello di base, in questo modo gli argomenti saranno proposti in maniera graduale e progressiva.
Vi proporrò periodicamente anche dei test sugli argomenti trattati, così avrete la possibilità di valutarvi da soli e capire dove incontrate maggiori difficoltà.
Credo inoltre che il blog sia un prezioso strumento di confronto e di condivisione, per cui sono sempre a vostra disposizione per qualsiasi dubbio o chiarimento, sul nostro blog ogni commento è benvenuto!
Buon lavoro e buona lettura a tutti! 
L’ALFABETO
La lingua è composta da lettere singole, le quali, messe assieme, compongono tutte le parole di senso compiuto di un linguaggio. Le lettere dell’alfabeto italiano sono ventuno e possono essere scritte con caratteri minuscoli o maiuscoli.
Le riporto in un elenco, ciascuna con il proprio nome.

A queste ventuno lettere se ne aggiungono altre cinque che la lingua italiana usa per scrivere parole straniere prese in prestito:
| j | J | i lunga |
| k | K | cappa |
| w | W | doppia vu |
| y | Y | ipsilon o i greca |
| x | X | ics |
LA PRONUNCIA
È molto importante capire come si pronunciano le lettere dell’alfabeto. Per questo vengono suddivise in:
5 VOCALI: a; e; i; o; u
Quando pronunciamo queste lettere l’aria esce dalla bocca senza incontrare nessun ostacolo.
16 CONSONANTI: b; c; d; f; g; h; l; m; n; p; q; r; s; t; v; z
Quando invece pronunciamo le consonanti l’aria, uscendo dalla bocca, incontra degli ostacoli.
Fate voi stessi una prova ripetendo a voce alta sia le vocali che le consonanti.
Alcune consonanti rappresentano due suoni diversi, ovvero si possono pronunciare in due modi differenti:
La C:
Se questa consonante si trova davanti alle vocali a, o, u, avrà un suono “duro”, ovvero si pronuncerà come una k: per esempio “cane”; “cosa”; “culla”.
Se invece si trova davanti alle vocali e, i, avrà un suono “dolce” come nella parola “ciao” oppure “cena”.
CHE-CHI:
Se la c è seguita dalle lettere h+e oppure h+i avrà un suono “duro”, si pronuncerà come una k, per esempio nelle parole “maccheroni”; “chiesa”.
La G:
Anche la g cambia suono a seconda delle vocali che vengono dopo, quindi se si trova davanti alla a, o, u, avrà un suono “duro”, per esempio in “gatto”; “gola”; “guerra”.
Se si trova davanti alle vocali e, i, avrà un suono “dolce” come in “gelato” oppure in “gioco”.
GHE-GHI:
Anche la g se è seguita dalle lettere h+e oppure h+i avrà un suono “duro”, come in “spaghetti” oppure “ghiro”.
La H:
La lettera h in italiano non rappresenta nessun suono, a differenza di altre lingue non viene aspirata quando si trova all’inizio di una parola.
Abbiamo già visto che si usa insieme alla c e alla g, per formare che-chi e ghe-ghi.
ATTENZIONE!
Poiché in italiano esistono alcune parole che si differenziano soltanto per la durata della consonante, è importante prestare molta attenzione alla pronuncia delle consonanti doppie, cioè due consonanti scritte due volte di seguito.
Quando una parola presenta due consonanti doppie, il suono della consonante stessa si rafforza e la vocale precedente si accorcia.
Al contrario, quando si allunga il suono di una vocale, la consonante che segue ne uscirà inevitabilmente indebolita.
Quando una parola presenta due consonanti doppie, il suono della consonante stessa si rafforza e la vocale precedente si accorcia.
Al contrario, quando si allunga il suono di una vocale, la consonante che segue ne uscirà inevitabilmente indebolita.
Provate a leggere le seguenti parole facendo attenzione alle doppie. Vi suggerisco di scandire bene le sillabe, per esempio di pronunciare CAR-RO con una pausa tra le due sillabe, in modo che si senta bene la prima “R”.
caro / carro
fato / fatto
cane / canne
casa / cassa
capello / cappello
Con un po’ di esercizio, per esempio la lettura ad alta voce, riuscirai ad accorgerti della presenza delle doppie sia quando stai parlando tu sia quando parlano gli altri.
Esercizio:
Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.
Ho trovato queste sito molto didattico e mi ha piaciuto molto
Ciao Mery, mi fa piacere che il sito ti sia di aiuto.
Se hai delle domande o dei dubbi non esitare a scriverci!
a presto
Prof. Anna
ciao, delle volte ho dei dubbi sull’uso della h e sull’uso della i nelle parole..grazie in anticipo.
Cara Laura,
la H viene usata in italiano:
- per formare i suoni CHE-CHI, GHE-GHI: la C e la G seguite dalla H hanno un suono “duro”, a differenza di CE-CI, GE-GI dove la C e la G hanno un suono “dolce”.
- per distinguere alcune le forme del verbo avere (ho, hai, ha, hanno) da parole che si pronunciano nello stesso modo (o, ai, a, anno).
- in alcune esclamazioni (ah, oh, ahi, ahi, ahimè, ohimè ecc.).
Per quanto riguarda la lettera I ti posso suggerire una piccola regola:
le parole che terminano in CIA o GIA al plurale mantengono la I (CIE, GIE), solo se CIA e GIA sono preceduti da una vocale.
Per esempio:
valigia – valigie
camicia – camicie
in questo caso si mantiene la I (CIE, GIE) perchè CIA e GIA sono precedute da vocale.
arancia – arance
spiaggia – spiagge
in queste due parole CIA e GIA sono precedute da consonante e dunque non c’è la I.
Spero di avere chiarito i tuoi dubbi, se hai altre domande non esitare a scriverci.
a presto!
Prof. Anna
scusi ma allora perchè delega non si scrive delegha, se bisogna solo ascoltare il suono?
Oppure perchè la porola insufficiente non si scrive insufficente?
Non ho compreso la regola sulla i.Entrambi gli esempi fatti solo precuduti da una vocale.
Grazie
Cara Laura, come è scritto nell’articolo, la C e la G hanno un suono duro se sono seguite dalla A, O, U, ecco perchè si scrive delega, in questo caso non c’è bisogno della H per avere un suono duro.
C e G + A, O, U – hanno un suono duro.
C e G + E, I – hanno un suono dolce.
CHE, CHI – GHE, GHI- hanno un suono duro.
Non esiste una regola che ci dica con certezza quali parole si scrivano con – ce – ge – sce – e quali parole si srivano con – cie – gie – scie -. La cosa migliore è consultare il dizionario.
Si scrivono con la I:
società – cielo – cieco – artificiere – braciere – sufficiente – sufficienza – coscienza – cosciente – scienza – scienziato – igiene – formaggiera
Si scrivono senza la I:
innocente – confacente – indecenza – indecente – carcere – pancetta – megera – scendere
Per quanto riguarda la regola della I nei plurali, nell’esempio:
camicia, camicie – CIA è preceduto da vocale e quindi nel plurale si mantiene la I
ma nell’esempio:
arancia, arance – CIA è preceduto da una consonante e quindi la I non si mantiene nel plurale.
un saluto
Prof. Anna
devo distinguere suono dolce e suono duro cani bacio ciotola acciuga ciuco canarini amico cubo vacanza doccia custode pancia carciofo cavallo collo conto causa ciuffo cuffia caminetto
Ciao Salvatore, se ho ben capito devi distinguere le parole in cui la C ha un suono duro da quelle in cui ha un suono dolce.
Suono dolce:
bacio
ciotola
acciuga
doccia
pancia
ciuffo
in queste parole la C ha un suono dolce perchè è seguita dalla I.
Suono duro:
cani
canarini
amico
cubo
vacanza
custode
cavallo
collo
conto
causa
cuffia
caminetto
In queste parole la C ha un suono duro perchè è seguita dalle lettere A, O, U.
Suono dolce e duro:
ciuco- suono dolce per CIU e suono duro per CO
carciofo- suono duro per CA e suono dolce per CIO
ora prova a farlo un’altra volta da solo e vedrai che sarà più facile!
a presto!
Prof. Anna
buona sera io sono una persona che vorrei imparare a escrivere è la prima volta che visto la sua clase non so come diferenciare i verbi essere e avere. grazie
Ciao Jhunior e benvenuto tra noi!
Per il verbo essere e il verbo avere ti consiglio di leggere l’articolo “Presentazioni”, troverai la coniugazione del presente indicativo di entrambi i verbi e alcuni contesti in cui vengono usati, questo dovrebbe aiutarti a distinguerli.
Se hai altri dubbi non esitare a scriverci!
a presto
Prof. Anna
grazie, di tutto si ho dei problemi li faro sapere.grazie anchora
Ciao, prof Anna. Sono Lilian, aono brasiliana e mi è piaciuta la lessione.Penso che sia importante dire che per alcune di nuoi la “c” in italiano non sia cosi tanto semplice perchè per me per esempio o per un americano la “c” in mezzo a una parola ha il sono del vostro “s”…Grazie per il sito!
Cara Lilian, hai ragione!
Ogni lingua ha un modo diverso di articolare i suoni e a volte non è facile pronunciare correttamente le lettere che nella propria lingua hanno un suono differente, ti posso consigliare di ascoltare la lingua (conversazioni, film in italiano, radio, tv) e leggere ad alta voce.
Un grande saluto!
Prof. Anna
Buona sera,prof Anna.
Sono Gabriela,e mi piace questa sito,e grazie per lezione,e molto didactico
Ciao Gabriela, benvenuta sul nostro blog!
a presto
Prof. Anna
Questo sito è utilissimo, soprattutto per gli stranieri come me. Sto cercando di migliorare il mio italiano, ma ho difficoltà nell’adoperare il congiuntivo….mi rimane difficile.
L’uso del congiuntivo presenta spesso molte difficoltà, ti posso consigliare di studiare bene quando va usato, dopo quali verbi e provare a formulare delle frasi che richiedono il congiuntivo, con un po’ di esercizio riuscirai a utilizzarlo con maggiore facilità.
buono studio!
Prof. Anna
salve pof.Anna sono Silvia e siccome frequento la terza eleme. non riesco mai a ricordare dove vanno le virgole e i punti e virgola puo dimelo?
Ciao Silvia, la virgola indica una breve pausa e si usa:
- per separare gli elementi di una lista: “ho incontrato Francesca, Silvia, Maria e Laura.”
- per separare gli incisi: “gli spaghetti, come tutti sanno, sono una pasta lunga.”
- per separare le proposizioni coordinate: “Sono andato al parco, ho incontrato Marta, abbiamo giocato a palla e poi sono tornato a casa.”
- per separare i diversi complementi: “sulla spiaggia, con un bel sole, mi rilassavo sullo sdraio.”
- per separare le proposizioni subordinate: “se vuoi andare, verrò con te.”
La virgola NON si usa:
- tra soggetto e verbo
- tra verbo e complemento oggetto
- tra il nome e il suo aggettivo
Il punto e virgola indica una pausa intermedia tra il punto e la virgola e si usa:
- per separare gli elementi di un elenco
- per separare proposizioni coordinate lunghe e complesse
un grande saluto
Prof. Anna
Grazie lo terrò a mente!
carino il sito!
Lo hai inventato tu?
a presto!!!!!!!!!!!!!!!!
Buona sera prof.Anna, aiuto!!! non so quando si usa le doppie!!!!
Cara Paula, in italiano ci sono alcune parole che contengono consonanti doppie, piano piano imparerai a conoscere quali sono le parole con le doppie ascoltando attentamente gli italiani quando parlano, infatti è importante riuscire a distinguere il suono delle consonanti doppie per poi poterle pronunciare correttamente. Prova ad esercitarti leggendo ad alta voce e confrontando le parole con le doppie e quelle senza doppie che vi ho suggerito in questo articolo, la differenza di pronuncia deve essere molto chiara, quando ci sono le doppie il suono della consonante si rafforza e si prolunga.
Buon lavoro!
Prof. Anna
Grazie, per me questa a la più grande difficoltà, imparerò!
Prof Anna, da quando lei mi ha spiegato le virgole e i punti e virgola sono andata molto meglio! grazie tante!
Molto bene Silvia, continua così!
A presto
Prof. Anna
ciAO
SN MIKELA
IO NN RIESCO AD DISTINGUERE LE PAROLE NORMALI CN LE DOPPIE
HELP MY ASPETTO UN RISPOSTA
P.S
SN MESSICANA E MI SONO TRASFERITE QUI IN ITALY
BEY BEY CIAO
Cara Mikela, per riconoscere le parole con le doppie è necessario ascoltare con attenzione quando vengono pronunciate, all’inizio può essere difficile, ma vedrai che con un po’ di esercizio ci riuscirai. Prova a pronunciare una parola con le doppie (prolungando il suono della consonante doppia) poi prova a pronunciarla di nuovo senza doppie (senza prolungare il suono della consonante), utilizzando gli esempi che vi ho suggerito nell’articolo, ti renderai conto che la differenza si percepisce chiaramente.
Buon lavoro!
Prof. Anna
Ciao,
Mio figlio deve fare l’esercizio già proposto dal signor Russino in data 1 ottobre, che di sotto ripropongo
“devo distinguere suono dolce e suono duro cani bacio ciotola acciuga ciuco canarini amico cubo vacanza doccia custode pancia carciofo cavallo collo conto causa ciuffo cuffia caminetto”
tuttavia sul libro l’esercizio specifica che alla fine della divisione tra parole contenenti suoni dolci e parole contenenti suoni duri una parola rimarrà esclusa.
In prima battuta anche mio figlio le ha divise come lei ma non ha saputo trovare questa enigmatica eccezione. Potrebbe darmi una mano? grazie.
Stefano
Caro Stefano, non riesco a capire il criterio secondo il quale una parola dovrebbe rimanere esclusa.
Le uniche parole che si differenziano dalle altre sono – ciuco – e – carciofo – perchè contengono sia la c dura che quella dolce. Mi dispiace non poterti essere di aiuto, comunque continuerò a pensarci perchè ora sono curiosa di conoscere la soluzione, quindi fammi sapere se riesci a risolvere l’enigma!
A presto
Prof. Anna
Salve prof anna,
io non riesco a distinguere i nomi primitivi da quelli derivati puo’ aiutarmi?
A presto!
Ciao!
Cara Silvia, i nomi primitivi presentano una parte invariabile detta RADICE e una variabile detta DESINENZA:
scarp (radice) – a (desinenza) = scarpa = nome primitivo
I nomi derivati sono formati dalla radice di un nome primitivo a cui si aggiungono degli elementi chiamati AFFISSI, questi affissi possono essere messi prima della radice (PREFISSI), oppure dopo la radice e prima della desinenza (SUFFISSI).
scarp (radice) – ier (suffisso) -a (desinenza) = scarpiera = nome derivato
Qualche esempio:
orto (primitivo) ortaggi (derivato)
fiore (primitivo) fioraio (derivato)
occhio (primitivo) occhiali (derivato)
giornale (primitivo) giornalista (derivato)
Spero che ora sia più facile per te distinguere i nomi primitivi da quelli derivati.
A presto
Prof. Anna
Prof. Anna
Non sono italiano d’origine, mi ha piaciuto tanto il modo in cui viene presentato italiano, per insegnare una lingua…ho usato la pagina per insegnare a una persona che non conosceva l’italiano con esito positivo.
Perfavore, quali sono il metodo adeguato per imparare la lingua italiana in modo veloce per chi non conosce per niente la lingua?
grazie
Caro Ario, premesso che ogni persona ha la propria modalità e i propri tempi di apprendimento, ti consiglio uno studio costante della grammatica e tanta conversazione se è possibile con un insegnante madrelingua.
Ti consiglio anche di non avere fretta, imparare una lingua straniera è un processo complesso e richiede tempo.
Buon lavoro!
Prof. Anna
Grazie prof. Anna da quando lei mi ha spiegato il nome derivato e il nome primitivo a scuola sto andando molto ma molto meglio. grazie grazie grazie
a presto!!!!
Cara Silvia, questa è una splendida notizia, sono molto contenta!
Grazie a te per la tua simpatia
un saluto
Prof. Anna
Sono contenta prof. Anna che pensa che io sia simpatica me lo dicono tutti………..!!!!!!!
caro prof.Anna
vorrei sapere quale è la pronuncia corretta delle parole cielo, scienza , coscienza visto che, pur scrivendosi con la i, nel parlato molte volte la i stessa non viene pronunciata,è come se non esistesse!grazie
Cara Giusy, è proprio come dici tu, ovvero la I non viene pronunciata in cielo, scienza, coscienza.
A presto
Prof. Anna
Cara prof. Anna io sono molto felice di aver conosciuto questo sito altrimenti quello che avevo il dubbio e mia madre non lo sapeva sarei rimasta con il dubbio!!!!!
Cara Silvia, qualsiasi dubbio tu abbia non esitare a scriverci!
Un grande saluto
Prof. Anna
Cara Prof. Anna,
ho trovato la pagina molto interessante, ho solo trovato un errore nell’alfabeto: sono invertiti i suoni delle due consanati x ed y.
Arrivederci.
William.
Caro William, sono contenta che tu abbia trovato questo articolo interessante e grazie per avermi segnalato questo errore.
A presto
Prof. Anna
prof.Anna
Io ho difficolta’ a capire le lettere doppie esempio cch, doppia gg, tt ect
cosa devo fare per riuscire di capire durante la pronuncia
L’unico modo per imparare a sentire le doppie è l’ascolto e la pronuncia delle parole con le doppie. Prova a esercitarti a pronunciare parole con le doppie e senza doppie come: casa-cassa; capello-cappello, come ho suggerito nell’articolo, vedrai che presto riuscirai a identificare il suono prolongato della consonante doppie.
a presto
prof. Anna
Ciao Anna,
mi trovo per la prima volta ad insegnare italiano a stranieri principianti e mi trovo in difficoltà con l’alfabeto.
Dopo l’esposizione delle lettere e della loro pronuncia passo ai suoni dolci vs duri della C e della G, ma non so bene come introdurre il tema della G seguita da LI o da N (aGLIo, GNomo etc.).
Hai qualche consiglio su come inserire questo punto difficile della pronuncia italiana in uno schema pratico e di rapido apprendimento rivolto a studenti stranieri con italiano A1? Pensavo di scrivere (e spiegare loro) che la G seguita da LI o da N costituisce un unico suono diverso da G, L ed N e di farglielo apprendere attraverso riproduzione orale e riconoscimento scritto, che ne pensi?
Grazie in anticipo,
Barbara
Cara Barbara la tua mi sembra un’ottima idea, alla fine è solo con l’esercizio e la lettura che si apprendono queste cose.
Un saluto
Prof. Anna
Buongiorno, ho questo dubbio si dice:La sdraio oppuro Lo sdraio?
Cara Barbara, il sostantivo “sdraio” non esiste in italiano. Il termine può essere una voce del verbo sdraiarsi (io mi sdraio).
E’ invalso nell’uso comune di abbreviare la locuzione “sedia a sdraio” sottintendendo la parola “sedia”: perciò è più corretto con l’articolo al femminile: *la* sdraio.
a presto
Prof. Anna
salve prof anna ho un bambino di 4,5 anni che ha problemi di linguaggio non conosce i suoni della ch r s e altri es. macchina lui dice mata oppure di una frase ripete solo il finale e in cura con logopedista ma finora a fatto solo visite mi domandavo se esistono esercizi che nel frattempo possa fare con lui grazie papa graziano
Caro Graziano, la tua domanda è molto delicata e io non credo di avere le competenze necessarie per poterti consigliare al meglio, posso solamente suggerirti i principali metodi che si adottano con i bimbi per insegnargli a riconoscere i suoni della lingua italiana: prima di tutto l’ascolto, la ripetizione e l’imitazione di suoni: il bimbo ascolta un suono prodotto da qualcuno e prova a riprodurlo. Può essere molto utile utilizzare filastrocche o canzoni, per stimolare il bambino a una ripetizione più spontanea che possa per lui essere anche un divertimento. Sicuramente il logopedista saprà consigliarti esercizi adatti al tuo bimbo meglio di me, puoi nel frattempo fare a lui la stessa domanda che hai fatto a me.
Un saluto a te e al tuo bambino
Prof. Anna
ciao proffesora Anna scrivo da la Republica Dominicana sono inglese ho una domanda da farle . La regola per mettere le lettere doppie speso non so se va la doppia o no . la ringrazzio ciao da SATO DOMINGO
Cara Helen, purtroppo non esiste una regola per sapere quando mettere le doppie, solo con l’ascolto e con la lettura si possono conoscere le parole che contengono le consonanti doppie.
un saluto a te e a Santo Domingo!
Prof. Anna
non trovo una parola che contiene GHI , mi aiutate , grazie
saluti
FM
Caro Filippo, alcuni esempi di parole che contengono GHI: ghiro, ghirlanda, maghi, laghi, ghianda ecc. prova a cercarne altre sul dizionario.
un saluto
Prof. Anna