I saluti In Italia
martedì 22 gennaio 2008Ciao! come stai?
Oggi parliamo dei saluti italiani.
In Italia, si saluta anche con un sorriso o con un gesto (cioè un movimento delle mani). Gli Italiani sono famosi in tutto il mondo per gesticolare e esprimersi anche solo con le le mani.
Nell’utilizzo dei saluti non ci sono regole rigide e precise: vedrai delle variazioni regionali e delle interpretazioni personali che sono comunemente accettate.
Dopo avere letto il brano rispondi alle domande vero o falso. E a presto…
Prof. Valerio Giacalone 
Ecco alcuni modi di salutare.
Buongiorno: Saluto formale. Di solito, si usa sino alla una di pomeriggio. Ma l’uso è abbastanza personale e può variare da regione a regione. Si può utilizzare anche buondì, (dì = giorno).
Buon pomeriggio: Saluto formale. Si usa dall’una alle cinque di pomeriggio.
Buonasera: Saluto formale. Si usa dalle cinque (le 17:00) in poi.
Buonanotte: Saluto formale e informale. Si usa quando si sta andando a dormire e si augura una notte serena. Se si continua la serata e non si va a dormire si può dire buona serata, buona nottata o buon proseguimento.
Arrivederci: Si usa in maniera formale per augurare di rivedersi.
Addio: Si usa in maniera formale e informale. Deriva da “vi affido, vi raccomando a Dio”. Si saluta così una persona che non si rivedrà presto.
A risentirci: Saluto formale ed informale. Si utilizza quando ci si saluta alla fine della telefonata.
Pronto: Modo più comune di rispondere al telefono e si utilizza all’inizio della telefonata. E’ invariato sia maschile che femminile: le donne dicono "pronto", non "pronta".
Salute: Saluto formale: con cui si augura appunto salute alla persona che si incontra.
Salve: Saluto formale che deriva dal latino “salvus” sano, salvo.
Ciao: Modo confidenziale (cioè informale) di salutarsi, sia quando ci si incontra che quando ci si allontana da qualcuno. E’ tra i saluti più famosi e utilizzati al mondo. Deriva dalla parola veneta “sciao”, che a sua volta deriva dalla parola “schiavo”. Sapevi che, quando saluti qualcuno con “ciao”, stai dicendo a voce alta che sei uno “schiavo”? In Germania e Austria troviamo l‘equivalente “servus” (cioè "servo").
Dimenticavo: quando arriva il nuovo anno si fanno gli auguri…
Buon anno a tutti voi e un 2008 pieno di piacevoli novità.
Ora rispondi alle domande vero/ falso e buon saluto.
Esercizio: I saluti
Scegli la risposta. Quella corretta diventerà verde.
davvero tanto blelo grazie di cuori
molto bello davvero
Ciao Adel, grazie
adesso non puoi sbagliare quando saluti!
Buono studio e buon Intercultura Blog
Prof. Valerio
Molto interessante l’articolo prof. Valerio. Risultano molto chiare le spiegazioni e per gli studenti facile. Complimenti!
Grazie Elena per i complimenti
Sono qui per tutti coloro che per diversi motivi studiano la lingua italiana e umilmente cerco di dare il mio contributo. “Mi illumino d’immenso” quando sono utile a qualche studente o collega
Prof. Valerio
Caro Prof. Giacalone,
In realtà scrivo dal Brasile. Sono italo brasiliana e insegno l’italiano qui a San Paolo.
Avrei un dubbio da chiarire. Ho imparato che per salutare qualcuno che ci si incontra di pomeriggio si usa “buongiorno o buonasera” e che buonpomeriggio va usato come saluto quando si vuole augurare alla persona di avere infatti, un buon pomeriggio. Me lo potrebbe chiarire questo dubbio?
Vorrei anche ringraziarLa e porLe i complimenti per l’ottimo sito.
ArrivederLa,
Flora
Cara Flora
Grazie per la tua domanda. Possiamo utilizzare buon pomeriggio sia quando incontriamo qualcuno durante il pomeriggio sia quando andandocene possiamo augurare alle persone da noi salutate di trascorrere un buon pomeriggio. In realtà il secondo è un uso personale ma a volte usato, dunque non scorretto. A differenza del buon giorno, della buona sera e buona notte, che cambiano in buona giornata, buona serata e buona nottata se si vuole augurare, per esempio, di trascorere una buona serata o nottata, il buon pomeriggio non combia, rimane invariato. Spero di esserti stato di aiuto, a presto
Prof. Valerio
Caro Prof. Giacalone,
sono professoressa serba. prima devo dire che mi piace moltissimo il Suo sito e che è anche molto utile. mi interessa quanto spesso si usa “arrivederLa”? so che è un saluto molto formale, e che si può dire anche arrivederci.
mi interessa la stessa cosa per uso di “piacere” e “molto lieto/a”.
grazie, e a presto.
Cara Milica
Il saluto “arrivederla”, cioè “a rivedere Lei” si usa per salutare in maniera formale una persona che appunto non si conosce. “Arrivederci”, cioè “a rivedere noi” è sempre un saluto formale ma ha una sfumatura un po’ diversa, sottolinea il “noi”, l’incontro, mentre “arrivederla” dà più importanza all’altra persona. A volte puoi usare “arrivederci” anche con un amico o con un gruppo di amici. Per quanto riguarda la differenza tra “piacere” e “molto lieto” possiamo dire che entrambi hanno la stessa funzione.
Milica spero di essere stato utile
A presto e un saluto alla bella Serbia
Prof. Valerio
Salve Prof. Valerio!
Le volevo fare i complimenti per il sito..é veramente interessante e ben fatto. Sarebbe bello avere dei siti simili anche per il tedesco..così sarebbe ancora più semplice impararlo non crede?!?!
A presto!!
Grazie per i complimenti! Fanno sempre piacere
Internet è un grande strumento per l’apprendimento delle lingue straniere e in generale per veicolare la cultura! Anche per il tedesco potrebbe essere una bella idea! A presto e buono studio
prof. Valerio
Ho appena visto questo sito, che mi è venuta in mente una domanda per Lei, gentile professore; a proposito dei saluti, ci sono un sacco di persone che aborrono il saluto “salve!”, perché poco formale o da ragazzini o, ancora, troppo freddo. Per quel che ne so, appunto, dovrebbe derivare dal latino ed essere un augurio di buona salute, ergo non vedo dove ci sia qualcosa di male; poi, o è freddo, oppure è adolescenziale; ambedue le cose insieme mi sembrerebbe assurdo, no? Mi può dire cosa ne pensa?
Cara Anna,
“salve” deriva da parole latine come “salvere” (”stare bene”), “salvus” (”sano”), “salus” (”salute”). E’ la stessa origine proprio della parola “saluti”.
“Salve” è una parola usata in italiano dal 1521, anche da illustri poeti, come Carducci (”salve, Umbria verde”).
Quindi, non c’è proprio niente di male in “salve”, che è un saluto correttissimo e infatti viene scritto anche sull’entrata delle case. Come anche Lei nota giustamente, non si capisce cosa quelle persone intendono per “poco formale e troppo freddo”. E’ una contraddizione in termini: una parola o è informale o è fredda, non può essere entrambi.
Forse è sbrigativo dire solo “salve” in una presentazione formale: meglio dire “Buongiorno a Lei, è un piacere conoscerLa”. Però, quando si incontra di nuovo una persona già conosciuta, “salve” è un saluto appropriato, breve, rispettoso e non informale. Per esempio, “salve” va benissimo per salutare l’edicolante da cui compriamo i giornali tutte le mattine, senza mancare di rispetto ma senza neanche esagerare nel formalismo.
Le parole vanno scelte a seconda delle situazioni. In ambiti informali sarebbe ridicolo usare saluti troppo “affettati”. E allora cosa dire di “ciao”? E’ ancora più informale di “salve”: e quindi non si dovrebbe usare del tutto? Si dovrebbe dire sempre “buongiorno” anche a familiari e amici?
Non è certo così.
Per me, “salve” ha un significato più bello che “ciao”. “Ciao” viene da “schiavo” e significa “servo suo”. Quindi un saluto in origine estremamente formale e riverente, che adesso noi usiamo in modo diverso.
Se a qualcuno non piace “salve”, è libero di non usarlo. Però in italiano il suo uso è corretto e fornisce una utile via di mezzo tra l’informale “ciao” e il formale “buongiorno”.
Salve,
Giovanni Enriques
Zanichelli editore
Grazie, veramente, ha confermato ciò che pensavo!!!
Prego, cara Anna.
Speriamo di leggerLa di nuovo su questo blog.
Gent.mo prof. Giacalone,vorrei, se possibile avere una risposta alla seguente domanda:
“è da considerarsi maleducazione non salutare una persona conosciuta con la quale i rapporti si sono gravemente deteriorati?”.
La ringrazio anticipatamente e le invio i miei più cordiali saluti.
Sandro
Caro Sandro
Non credi?
La domanda che mi poni esula dalle mie competenze. Sicuramente dipende dal grado di offesa, di rancore e dal tipo di rapporto. Credo che ognuno debba agire secondo coscienza e morale, cercando di essere il più possibile coerente. Quando dici “buon giorno” a qualcuno gli stai augurando appunto il “buon giorno”, se non lo pensi, per coerenza forse sarebbe meglio tacere. Comunque è una scelta molto soggettiva. Non so quanto le vittime sopravvissute di un serial Killer abbiano piacere di rivolgergli un saluto.
A presto
Prof. Valerio
SALVE è un saluto informale (e non formale come avete scritto)!
Ciao Dieocis
Informale e non formale hanno lo stesso significato, il contrario sarebbe formale!
un caro saluto
Prof. Valerio
Molto bello questa pagina.
Tante grazie.
Caro Sergio
grazie per i complimenti, sono contento ti sia piaciuto l’articolo! A presto
Prof.Valerio
Salve prof. E una pagina che mi va diritto al cuore , io saluterei anche i gatti come si dice qui. Penso che salutare la gente anche se non si si conosce, ma ci si incontra in luoghi comuni e una cosa molto bello e mostra che siamo differenti degli animali, siamo di buona educazione e tavolta per un saluto si fa conoscenza ……… meglio salutare anche se la formula e errata che non farlo come si ha tendenza ai notri giorni . Grazie molto,con piacere …………SAnta
Ciao Santa
Parole sante
un saluto0 caloroso a te
buona lettura
Prof. Valerio
“Non c’ è peggior modo di salutare che dire SALVE, parola che, di per sé fredda e sgraziata, viene quasi sempre gettata, più che detta, con svogliatezza e noncuranza: il «salve» esclude ogni possibile amabilità ed è significativo che sia diventato, dopo il «ciao», il saluto italiano più diffuso. Il «salve» degli ambienti giovanili e di lavoro sottintende repulsione per la socialità, indisponibilità al dialogo e all’amicizia, avvertendo: c’è un muro, ci vai a sbattere. Meglio ritrarsi.”
Quanto sopra è stato scritto da Guido Ceronetti su “Repubblica”. Ne sono un pò sconcertata poichè non trovo questo saluto “freddo” e “sgraziato”.
Salve: Saluto formale che deriva dal latino “salvus” sano, salvo. Perchè è sgraziato se incontrando qualcuno con un sorriso dici “Salve!” E’ vero, è formale, ma non freddo e sgraziato o maleducato.
Cara Lalla,
in effetti la parola “salve” sta subendo un attacco concentrico da parte di persone che la considerano “fredda e sgraziata”.
Per esempio, in questo blog è riportato l’articolo originale di Ceronetti e una serie di interessanti commenti:
http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/07/28/salve-buongiorno-ciao-addio/
L’autrice afferma che “il “salve”, specie se pronunciato in modo biascicato e strascicato, senza guardare negli occhi, a bassa voce, e con un atteggiamento generale del corpo che indica disattenzione e fretta, è sciatto, impersonale. Meglio un sorridente “Buongiorno”.
Ma questo vale per qualsiasi saluto, non solo per “salve”: l’effetto dipende da come viene pronunciato, più che dal significato. Pensiamo a uno sbrigativo ” ‘giorno “, a un indifferente ” ’sera” o a un annoiato “ciao-ciao”. Più un saluto è gentile nel significato, più diventa fastidioso se pronunciato svogliatamente.
Ma, soprattutto nei confronti di persone che stanno imparando la nostra lingua, dobbiamo chiarire che “salve” è una parola corretta e un saluto educato, al di là dei legittimi gusti e delle provocazioni degli scrittori.
Stabilito questo, si entra nel campo delle preferenze personali. Per me, un “salve” ben pronunciato è una ottima forma di saluto. Anche il significato originale “stai bene” è più gentile del freddo “abbi una buona giornata” o del tremendo “servo Suo” da cui viene “ciao”.
Salve!
Giovanni Enriques
Questa mattina in Dipartimento ho incontrato un prof con cui avevo fatto un esame, un pò di anni fà. Colta di sorpresa ho spontaneamente detto: “Salve!”.
Lui invece ha risposto “Buon giorno” abbassando pure la testa. Io ci sono rimasta un pò male ma ho avuto la sensazione come di aver sbagliato qualcosa. In effetti ricercando su internet ho trovato delle considerazioni molto negative sulla forma di saluto che io avevo usato.
Non era proprio nelle mie intenzioni risultare scortese e sciatta ma ingenuamente non mi ero mai posta questo problema.
Che ne pensa?
Salve!!! Come prima cosa complimenti per l’utilissimo sito…il motivo della mia visita è dato dalla curiosità di sapere se il “salve” si usa quando due persone si incontrano, come dire “ciao”, o quando si stanno salutando per andare via (”arrivederci”)??? Dubbio nato dalla discussione con un amico che sostiene la seconda ipotesi e cioè che è come dire “arrivederci” e dunque errato usarlo quando ci si incontra…chi vince la scommessa???
Grazie in anticipo per il vostro aiuto.
Cristiana
Caro professore,
Sono insegnante d’italiano a Brasile. Mi ha piaciuto il sito:é chiaro e obbiettivo. Complimenti!
Salve! Scusate se sono fuori tema ma avrei bisogno di sapere come si scrive:”a lavoro” o “al lavoro”? Grazie e complimenti per l’articolo.
Ciao, si scrive “al lavoro”, per esempio: vado al lavoro.
a presto
Prof. Anna
molto interessanti e succinte le informazioni sui saluti in Italia …Salve a Lei
Ciao Francesco, un saluto anche a te!
Prof. Anna
salve! sono prof.ssa in Uruguay, insegno a scuola ai bambini e agli adolescenti.Mi è piaciuto molto l`articolo, e mi sembra molto interessante soprattutto per l`insegnamento dell`italiano come L2.
un caro saluto e ci sentiamo!!!!
Ciao Maria, un saluto anche a te!
Prof. Anna
Salve a tutti! (io questo saluto lo presento ai miei studenti come più formale del ciao e meno formale del buongiorno/buonasera ecc. Vi invito tutti a cercare su YouTube il film danese premiato ‘Italiano per principianti’ in danese ‘Italiensk for Begyndere’. Notate come la ragazza italiana – che vive in Danimarca – usa il ’salve’). Come professoressa d’italiano per adulti ed adolescenti qui in Danimarca (e durante il periodo estivo guida autorizzata dei turisti italiani a Copenhagen)apprezzo molto le spiegazioni e le discussioni su questo sito. Interessantissime e divertenti!
Grazie per il suggerimento, andrò subito a cercare questo film.
A presto
Prof. Anna