Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

L’accento

giovedì 29 maggio 2008

Buongiorno! Come stai?
Oggi, ti parlerò dell’accento grafico, cioè dell’accento nelle parole scritte
Un’altra piccola difficoltà, per te che studi la lingua italiana. Quando  dev i scriverlo? Quando non devi?
Ti ricordo che nella lingua italiana l’accento può essere acuto (come in  é) o grave (come in è)
L’accento acuto si usa per le -e  e – o chiuse, l’accento grave per le -e  e -o aperte e per le vocali – au - i. 


L’accento è obbligatorio:

- sulle parole con accento sull’ultima sillaba e con più di una sillaba, che vengono definite tronche, per  esempio: verità, città.
Quindi richiedono l’accento acuto sulla "e" finale 
affinchécosicchéfinchégiacchépoiché, purché. Hanno l’accento anche la la prima e terza persona per futuro semplice, come per esempio: vedrò, amerò, andrà, farà.

- su alcuni monosillabi: più,  giù,  già , ciò, può

- su alcuni monosillabi per distinguerli da altri che si scrivono nella stessa maniera:

sì 
(particella affermativa) – si (pronome)
  (bevanda) – te (pronome)
ché (poiché) – che (congiunzione)
  (verbo dare) – da (preposizione)
  (sostantivo che significa "giorno") – di (preposizione)
è (verbo essere) – e (congiunzione)
  (avverbio) – la (articolo)
  (congiunzione) – ne (pronome)
lì  (avverbio) – li (pronome)
  (pronome) – se (congiunzione)


Invece non si accentano mai:
do
- fu 
- fa

- me
- mi 
- no 
- qui
- qua 
- re

- sa
- so
- sto 
- tre
- sta

Ma attenzione -vicerétrentatré e -ventitré, come vedi, hanno l’accento  acuto!

L’accento

Indica la forma corretta.

 

  • 1.

    • Ho comprato tre libri.

    • Ho comprato trè libri.
  • 2.

    • Luisa oggi non stà bene.

    • Luisa oggi non sta bene.
  • 3.

    • Dò un biglietto dell’autobus a Mario, la sua macchina non parte.

    • Do un biglietto dell’autobus a Mario, la sua macchina non parte.
  • 4.

    • Tu sei il rè della casa.

    • Tu sei il re della casa
  • 5.

    • Vuoi un te?

    • Vuoi un tè?
  • 6.

    • Se vieni al mare ci abbronziamo.

    • Sè vieni al mare ci abbronziamo.
  • 7.

    • Vieni giu, ti aspetto

    • Vieni giù, ti aspetto
  • 8.

    • Trovo giusto ciò che hai detto.

    • Trovo giusto cio che hai detto.
  • 9.

    • Le città sono molto belle di notte.


    • Le citta’ sono molto belle di notte.
  • 10.

 

91 commenti all'articolo “L’accento”

  1. Neila dice:

    Questo Blog è belissimo, sto imparando sempre cose nuove,è curioso, divertente e molto utile.
    Grazie a tutti che ci aiutano in questo Blog.
    Buona settimana
    Neila

  2. Prof.Giacalone dice:

    Grazie Neila
    Siamo qui per tutti voi che siete appassionati della lingua italiana o che avete bisogno di impararla perchè vivete o lavorate in Italia.
    un grande saluto :)
    Prof. valerio

  3. Luis M. Glez dice:

    Salve, ho trovato questo blog per caso, mi pare che l’informazione sia molto utile per quelli a cui pìace la lingua italiana. Ho una domanda sull’acento:
    Nella vostra spiegazione dice:
    “L’accento acuto si usa per le -e e -o chiuse” e date deghli esempi in cui la -e viene con l’accento; invece, non date nessun esempio in cui la -o venga con l’accento. Potresti darne un esempio? Grazie della vostra attenzione. Un saluto dal Messico.

  4. Prof.Giacalone dice:

    Ciao Luis M. Glez
    Ecco alcune parole dove l’accento grafico acuto è obligatorio sulla lettera “o” come: amò ( passato remoto di amare), cosegnò (passato remoto di consegnare), farò (futuro di fare), però (ma), capitò (passato remoto di capitare), perdonò (passato remoto di perdonare).
    Poi ci sono alcuni esempi di parole con l’accento tonico nella lettera “o”, ricorda a seconda di dove cade l’accento la parola ha un significato diverso, per esempio: àncora (strumento per ormeggiare le navi) / ancòra ( avverbio: sino adesso, un’altra volta), o nòcciolo (parte interna di un frutto)/ nocciòlo (albero selvatico).
    spero di esserti sato di aiuto
    a presto e continua a segire Intercultura Blog
    Salutaci il Messico
    Prof. Valerio

  5. savio paolo dice:

    Salve Prof

    Volevo chiederle in tanti anni di scuola non avevo mai sentito parlare di differenza di accenti grave e acuto
    ma volevo chiederle è un errore grave mettere un accento in finale di parola grave o viceversa.
    La ringrazio dei suoi consigli
    un saluto
    paolo

  6. Prof.Giacalone dice:

    Caro Paolo
    Sono contento che tu ora conosca la differenza tra gli accenti gravi e acuti.
    Buona lettura Paolo e a presto
    Prof. Valerio

  7. Blu Falabella dice:

    Beh… é un piacere scoprire posti come questo.
    E’ una grande sorpresa.
    Speriamo bene…

  8. Prof.Giacalone dice:

    Grazie, Benvenuta/o tra noi
    A presto
    Prof. Valerio

  9. ferraris dice:

    salve professore
    ho fatto un sacco di errori, vedo l accento é molto importante
    imparo la lingua italiana da poco tempo e credevo che fosse piu facile a presto .marco

  10. Prof.Giacalone dice:

    Pazienza e costanza caro Ferraris e col tempo il tuo italiano migliorerà!Non preoccuparti!
    Continua così e a presto
    Prof. Valerio

  11. gianni dice:

    a proposito di accento… da qualche tempo un collega mi ha insinuato un dubbio. dice: “utensile è un arnese manuale, utensìle è lo stesso arnese, ma azionato da un motore, elettrico o meccanico o pneumatico”…
    ora, in un mondo che taglia un po’ a mazzi, una sfumatura simile è assai interessante, ma, a dirla tutta, mi sa tanto che il mio collega sbaglia.
    ringrazio chiunque possa aiutarmi a chiarire questo dubbio.
    gianni manis

  12. Prof.Giacalone dice:

    Caro Gianni
    In questo caso, per togliersi ogni dubbio, meglio andare direttamente a cercare nel dizionario!
    Qui trovi: utesìle: come sostantivo, ogni attrezzo per lavorare legno, pietre, etc. poi utèsile come aggettivo, che serve che è utile. Se il tuo collega ti porta però una fonte scritta attendibile di ciò che afferma…
    Spero di esserti stato utile
    una caro saluto ;)
    Prof. valerio

  13. Annasole dice:

    Ciao la mia e’ una semplice domanda. I giorni della settimana vanno accentuati e pronunciati con il tono della voce piu’ alto?

    Grazie
    Anna

  14. Prof. Anna dice:

    Cara Anna, i giorni della settimana (tranne Sabato e Domenica) sono formati da due elementi: il primo è variabile e il secondo è fisso, per esempio Lunedì da Lune (della Luna) e dì (giorno), Martedì da Marte (di Marte) e dì; l’accento si trova sempre sull’ultima sillaba e nella lettura è necessario alzare il tono della voce nella pronuncia della sillaba accentata, in questo caso -dì-.
    a presto
    Prof. Anna

  15. enzo dice:

    Caro prof. desidero sapere quali sono le regole che gestiscono l’accentazione corretta di parole trisillabe come edema, missile ecc
    grazie enzo

  16. Prof. Anna dice:

    Caro Enzo, non esiste una regola che ti permetta di sapere come vanno accentate le parole con tre sillabe, infatti le parole trisillabe vengono accentate in modo diverso: èdema e mìssile hanno l’accento sulla terzultima sillaba e quindi sono trisillabi sdruccioli; amìco e potère hanno l’accento sulla penultima sillaba e quindi sono trisillabi piani; mentre carità e verità hanno l’accento sull’ultima sillaba e sono trisillabi tronchi. Alcune parole con tre sillabe hanno l’accento in posizioni diverse per differenziarsi tra di loro: capìto e capitò. Dunque i trisillabi possono avere si al’accento sulla terzultima (parole sdrucciole), sia sulla penultima (parole piane) oppure sull’ultima sillaba (parole tronche).
    A presto
    Prof. Anna

  17. Rosanna dice:

    Salve,

    cosa significa la parola che avete indicato nella prima parte del testo; é? con l’accento acuto.

    Poi vorrei chiarire un’altra cosa;
    Nel vostro testo avete scritto:

    L’accento è obbligatorio:

    - sulle parole con accento sull’ultima sillaba e con più di una sillaba, che vengono definite tronche, per esempio: verità, città.
    Quindi richiedono l’accento acuto sulla “e” finale affinché, cosicché, finché, giacché, poiché, purché. Hanno l’accento anche la la prima e terza persona per futuro semplice, come per esempio: vedrò, amerò, andrà, farà.

    Nel primo esempio l’accento è grave e non c’è scritto. Poi seguite con l’accento acuto e fate degli esempi; affinché, ecc. Per poi continuare con degli esempi con l’accento grave, e non li distinguete dai precedenti.

    Per uno straniero è difficile secondo la mia oppinione. Vi invito ad essere più precisi.

    Grazie, saluti da Rosanna

  18. Prof. Anna dice:

    Cara Rosanna, grazie per la segnalazione, hai ragione ci sono delle imprecisioni, provederemo a correggerle al più presto.
    Un saluto
    Prof. Anna

  19. Jozef Kundlak dice:

    Salve, Nella opera di Verdi: I due Foscari c´e il nome “Barbarigo”. Dove sta l´ accento. Io penso sulla seconda “a” altri dicono sulla “i”. Penso che proviene dalla parola “barbaro”. Grazie per l´aiuto.

  20. Prof. Anna dice:

    Caro lettore, credo che si pronunci “Barbarìgo” e non come l’aggettivo “barbàrico”, ma non ne ho la certezza.
    a presto
    Prof. Anna

  21. Ademo dice:

    Nonostante scriva molto, mi ritrovo spesso, troppo spesso, a soffermarmi per capire se in una parola occorra o meno l’accento. A volte non basta rifletterci e devo ricorrere a delle note appositamente scritte in merito o ricorre alla rete web. E’ così che ho incontrato il vostro sito e approfitto nel salutarvi per congratularmi con voi.
    Ademo.

  22. Prof. Anna dice:

    Caro Adelmo, grazie per il tuo intervento.
    Un saluto e a presto
    Prof. Anna

  23. Carlos Paranhos dice:

    Ciao!
    Come capire quale sono le sillabe che vanno accentate nel italiano parlato?

  24. Prof. Anna dice:

    Caro Carlos, non c’è una regola generale, a seconda della sillaba accentata le parole si distinguono in:
    - tronche: accento sull’ultima sillaba (città)
    - piane: accento sulla penultima sillaba (tènda)
    - sdrucciole: accento su terzultima sillaba (tàvolo)
    - bisdrucciole: accento su quartultima sillaba (arràmpicano)
    - trisdrucciole: accento su quintultima sillaba (rècitamelo)
    In italiano la maggior parte delle parole è piana, ma può essere un problema capire dove cade l’accento poiché non occupa una posizione fissa. Ecco alcune indicazioni:
    sono piane: – i vocaboli formati da due sillabe scritte senza accento sull’ultima vocale (dito, foto) – i vocaboli formati da tre o più sillabe in cui la vocale della penultima sillaba è seguita da due o più grafemi consonantici, l’ultimo dei quali non sia “l” o “r” (contorno, cerbiatto);
    sono sdruccioli: – i nomi con i suffissi -agine, -aggine, -igine, -iggine, -edine, -udine (vertigine, salsedine), -gli aggettivi e i nomi con i suffissi -abile, -evole, -ibile, -ico, -aceo, -ognolo, -oide (bevibile, igienico).
    Se hai dei dubbi su una parola ti consiglio di consultare il dizionario.
    A presto
    Prof. Anna

  25. michele dice:

    la parola “anatema” come và pronunciata (con quale cadenza)

  26. Prof. Anna dice:

    Caro Michele, la parola “anatema” ha l’accento sulla penultima sillaba, quindi “anatèma”.
    A presto
    Prof. Anna

  27. antonio dice:

    gentili signori, per esempio: affrettati, seconda persona imperativo, deve essere scritto con l’accento per distinguerlo da un affrettati participio plurale?

  28. Prof. Anna dice:

    Caro Antonio, nell’ortografia italiana l’accento grafico è obbligatorio solo quando cade sulla vocale finale di parola (caffè), e in alcuni monosillabi per non confonderli con altre parole (è-e), quindi nel caso di “affrettati” l’accento grafico non è obbligatorio, si può capire di quale forma verbale si tratta dal contesto.
    A presto
    Prof. Anna

  29. deborah dice:

    ma cosa vuol dire accento grafico

  30. deborah dice:

    scusate mi potreste spiegare x favore :-)

  31. Prof. Anna dice:

    Cara Deborah, per accento grafico si intende l’accento segnalato graficamente, come per esempio nella parola “città”.
    A presto
    Prof. Anna

  32. sefora dice:

    gentili signori grazie per avermi aiutato da SARA

  33. Eda Cardinali dice:

    Non capisco perchè i numeri trè e ventitré, hanno diversa collocazione qui nello scritto ut supra
    grazie Eda

  34. Prof. Anna dice:

    Cara Eda, non so se ho capito bene la tua domanda, ma “tre” si scrive senza accento, mentre “ventitré” si scrive con l’accento acuto.
    A presto
    Prof. Anna

  35. antonieta dice:

    Gentile Prof.
    Gradirei mi risollevase da un dubbio
    I giorni della settimana da lunedì a venerdì vanno accentati. Ma capita spesso vederli scritti in stampato maiuscolo sennza accento.
    Mi potrebbe dire qual è la regola. Gliene sarei grata
    Cordiali saluti
    Antoniea

  36. antonieta dice:

    mi sembra utile questo forum..continuate così

  37. Prof. Anna dice:

    Grazie Antonieta!
    Un saluto
    Prof. Anna

  38. Prof. Anna dice:

    Cara Antonieta, i giorni della settimana, tranne sabato e domenica, terminano con “dì”, che significa “giorno” (per esempio “lunedì” = il giorno della luna), quindi si scrivono accentati a prescindere dallo stile grafico adottatto.
    A presto
    Prof. Anna

  39. valentina dice:

    Gentile prof.
    risiedo in Germania con la mia famiglia italiana e studio italiano come lingua straniera in un liceo scientifico. In una recente verifica di grammatica (incentrata sul passivo e sul congiuntivo)ho commesso tre volte lo stesso errore di ortografia: nel futuro indicativo ho indicato un accento o acuto o poco chiaro e non quello grave (farà, sarà, vorrò). L’insegnante ha corretto l’accento sbagliato ed ha calcolato mezzo punto per ogni errore. Ciò ha compromesso non solo il voto della verifica bensì il voto in pagella. Parlando poi con amici italiani mi è stato detto che in Italia, al liceo, ciò non sarebbe stato considerato errore.
    Vorrei fare chiarezza su questo punto e stabilire se:
    - nelle verifiche scritte a penna, la “direzione” dell’accento deve essere accurata e precisa
    - come nel caso citato sopra la ripetizione dell’errore deve essere considerata errore ogni volta
    La ringrazio per l’aiuto e saluto cordialmente
    V.

  40. Prof. Anna dice:

    Cara Valentina, premettendo il fatto che la valutazione di un errore dipende dal singolo insegnante, di solito nelle verifiche scritte la “direzione” di un accento diciamo poco chiara non è un errore così grave, a meno che non sia stato un tema approfonditamente trattato in classe; anche il fatto di contare due errori la ripetizione dello stesso errore viene deciso dall’insegnante, anche se a rigor di logica dovrebbe essere considerato come un unico errore.
    Un saluto
    Prof. Anna

  41. stefano dice:

    Cari Prof.
    La maestra di mio figlio che frequenta la seconda elementare, continua a segnargli come errore il tre in lettere senza l’accento. Secondo la maestra va messo l’accento. Chi ha ragione? La maestra o mio figlio?
    Attendo un vostro gradito e prezioso riscontro.
    Cordiali saluti.
    Stefano

  42. Prof. Anna dice:

    Caro Stefano, se usato da solo “tre” non vuole l’accento, ma nei numeri con esso composti (ventitrè, trentatrè, centotrè, ecc.) è necessario.
    Un saluto
    Prof. Anna

  43. tiziana dice:

    come si fa?
    :togli l’accento alle seguenti parole tronche quindi scrivi accanto a ciascuna la parola che hai ottenuto e indica in parentesi se e piana o sbrucciola segui lesempio
    :campo (piana)
    telefonò (…………….)?
    però (……………)
    iniziò (……………….)
    picchiò (……………..)
    fiorì (…………………)
    attentò (…………………..)
    passerò (…………………..)
    sparì (……………………..)
    rimproverò (……………………)
    mutò (……………….)
    piantò (……………………..)

  44. tiziana dice:

    per favore rispondete prima di domani

  45. tiziana dice:

    sono un’alunna dellla scuola giovanni falcone con la prof maria

  46. tiziana dice:

    maria di somma e la mia prof d’italiano

  47. Prof. Anna dice:

    Cara Tiziana, prima togliamo l’accento dalla parola: “telefonò” si trasforma in “telefono”, poi dobbiamo decidere se la parola è piana (ha l’accento sulla penultima sillaba) o sdrucciola (ha l’eccento sulla terzultima sillaba); prova a pronunciare la parola “telefono” e a capire dove cade l’accento, in questo caso cade sulla terzultima, quindi è sdrucciola; “però” si trasforma in “pero” e l’accento cade sulla penultima quindi è piana, e così via.
    Un saluto
    Prof. Anna

  48. rosa dice:

    non ricordo l accento tonico

  49. rosa dice:

    su che sillaba cade l accento tonico della parole,correre,veloce,felicità,prendile,ginnastica,madre,diteci,bicicletta,sedia,pennarello,telefonategli,napoletano,libro,volume,penzolano,lampada,prestaglielo.rispondete al presto possibileee x staseraaaaaaa grazieeeeeee

  50. rosa dice:

    ciao a tutti ho trovato questo programma e mi e sembrato esatto…devo mettere la crocetta se e tronca,piana,sdrucciola,bisdrucciola e poi sottolineare la sillaba su cui cade l accento tonico…..le parole sono:angolo,dimmi,farete,riconoscenza,illuminano,perplessità,dimenticalo,polipo spero che lo riuscite a spiegarlo stasera ciaooo

  51. Prof. Anna dice:

    Cara Rosa, in ogni parola che pronunciamo c’è una sillaba sulla quale marchiamo maggiormente il tono di voce, questa meggiore intensità si chiama accento tonico e la sillaba su cui cade l’accento è chiamata tonica. In “correre” cade sulla terzultima sillaba, in “veloce” sulla penultima, in “felicità” l’accento è segnalato (parola tronca) cade sull’ultima; ora prova tu a pronunciare queste parole e a capire dove metti l’accento, cioè quale sillaba pronunci con maggiore energia rispetto alle altre.
    A presto
    Prof. Anna

  52. Prof. Anna dice:

    Cara Rosa, nelle parole tronche l’accento cade sull’utima sillaba (perplessità), sulle piane cade sulla penultima sillaba (farete), sulle sdrucciole cade sulla terzultima sillaba (angolo), sulle bisdrucciole cade sulla quartultima sillaba (illuminano).
    Un saluto
    Prof. Anna

  53. alessandra dice:

    piANTA è una parola piana?

  54. Prof. Anna dice:

    Cara Alessandra, “pianta” è una parola piana.
    Un saluto
    Prof. Anna

  55. Ugo dice:

    Ho trovato per caso il blog che ritengo utilissimo: nonostante i miei 52 anni e una discreta conoscenza dell’italiano, leggendo i commenti mi sono reso conto ancora una volta di quanto la nostra lingua sia difficile, bellissima, completa e quanto poco io la conosca… Grazie per il servizio che ci offrite. Ugo

  56. Prof. Anna dice:

    Caro Ugo, benvenuto su Intercultura blog!
    A presto
    Prof. Anna

  57. Yanko Brenner dice:

    Cara Professoressa Anna

    Ho trovato questo blog ben fatto,simpatico ed utilissimo per lo studente della tua belissima lingua.Quindi la mia domanda:Dove cade l’accento della terza persona di plurale dei verbi aussilari “avere” ed “essere”?Secondo me le parole sono piane ” avrànno e sarànno” (comme gli altri verbi in futuro ),secondo la mia professoressa le parole sono sdrucciole “àvranno e sàranno”.Sono perplesso!
    A presto
    Yanko

  58. Yanko Brenner dice:

    Scusa l’errore d’ortografia :”ausilari” e no “aussilari “!

  59. Prof. Anna dice:

    Caro Yanko, l’accento è sulla penultima sillaba: a-vràn-no; sa-ràn-no, e quindi sono parole piane.
    Un saluto
    Prof. Anna

  60. Roberto Valeri dice:

    Buonasera. Leggo che in alcuni casi (come “affrettati”) l’accento non è obbligatorio perché la forma verbale si deduce dal contesto. Ma, al contrario, è scorretto eventualmente inserirlo? Ad esempio, per distinguere il senso in INFORMATI, mettere un accento sulla A oltre a non essere obbligatorio è anche sbagliato o si può fare per eliminare qualsiasi dubbio?

  61. Prof. Anna dice:

    Caro Roberto, non è affatto scorretto segnalare un accento se c’è il rischio di fraintendere.
    Un saluto
    Prof. Anna

  62. Anna dice:

    Cosi O cosi?

  63. Prof. Anna dice:

    Cara Anna, si scrive “così”.
    Un saluto
    Prof. Anna

  64. Amina dice:

    Cara Anna

    Vorrei sapere perché l’accento grafico a volte viene usato in questa forma:

    Es: faro’ invece di farò

    Grazie mille

  65. Prof. Anna dice:

    Cara Amina, quello che mi scrivi è un apostrofo – ‘ – e non un accento; quindi non è corretto usarlo al posto dell’accento.
    Un saluto
    Prof. Anna

  66. Amina dice:

    Cara Anna
    Grazie mille

  67. Anita dice:

    Cara prof.ssa Anna,
    Questa volta solo ho compito la frase 7 scorretta e ho lesso il articolo breve.
    Secondo me, la frase : “se vieni al mare ci abbronziamo”, si dev`essere scorretta, oppure la prima persona che lo dice, sia già al mare e la seconda persona sola dev` venire. In mia mente si possa anch`essere così. Credo questo sia il caso. Vorrei che Lei ne spiegarmi.
    Ho trovato L`accento per dopo il “L” sul miei tastiere virtuale e questo. Ho avevo bisogno alcuni minuti per trovarla.
    In seguendo trovo questo articolo più importante per continuare di studiarlo. Nel frattempo ho scritto alcuni dialoghi e mi ho eccitata anche con parlare per leggere il testo che ho scritto e anche per dire che successa in strada con il smartfone al` orecchio per non sembrare senila.
    Vestita in variabile blu e gli occhiali azzurri sul mia faccia, mi non sta mica male.
    Con saluti cordiali dal Olanda
    Anita

  68. Prof. Anna dice:

    Cara Anita, la frase “se vieni al mare, ci abbronziamo” è corretta; in questo caso la persona che parla è già al mare o andrà al mare.
    Un saluto e a presto
    Prof. Anna

  69. Anita dice:

    Cara prof.ssa Anna,
    Grazie mille per il suo spiegazione, perché ora il mio piccolo dubbio è svenuto ed è piacevole, anche se sia stato uno minimale. Nel frattempo ho trovato siti sul rete italiano su cui si possa imparare pronunciare le frase per dialoghi etcetra, che mi da un grande piace mi eccito per pronunciare e parlare immediamente. Anche ho visto alcuni siti incui sia dimostrato le geste di mani degli italiani e questo è anche una parte della lingue bella.
    Con saluti cordiali dal olanda, dove il bel tempo ha lasciato noi
    Anita

  70. mauro dice:

    salve c’è qualcuno che può aiutarmi a scrivere parole TONICHE grazie

  71. Prof. Anna dice:

    Caro Mauro, non so se ho capito bene la tua domanda: “parole toniche” significa parole con un accento; ogni parola ha un accento su una determinata sillaba (tranne alcuni monosillabi); in italiano l’accento non è segnalato graficamente, è obbligatorio solo quando cade sulla vocale finale (città; più; ecc.).

  72. sabrina dice:

    salve,mi potreste dire dove cade l’accento sulla parola lasciami…grazie sabry

  73. Prof. Anna dice:

    Cara Sabrina, l’accento cade sulla prima sillaba: làsciami.
    Un saluto
    Prof. Anna

  74. antonio dice:

    salve vorrei sapere dove cade l’accento tonico:
    andiamocene;
    consegnamelo;
    telefonano;

  75. naomi dice:

    Gentile Prof.ssa Anna,
    La ringrazio molto per le Sue illuminazioni sull’accentuazione.
    Per una serie di divertenti coincidenze mi sono ritrovata a insegnare Italiano a un gruppo di Brasiliani (in Brasile). E a rispondere alla fatidica domanda: come si accentano le parole in Italiano?…
    Non avendo trovato risposte soddisfacenti sulle grammatiche per stranieri che avevo portato con me né sui suggerimenti di una traduttrice che vive e lavora qui, mi sono avventurata, scettica, nel web.
    Che piacevole sorpresa trovare questo blog!
    E che pena dover dire a quei poveri sorridenti brasiliani, che no, non ci sono regole.
    E ovviamente se ha qualche suggerimento su come spiegare le differenze tra l’accentuazione in Italiano e Portoghese,le accetto volentieri!
    Dal Brasile,
    Naomi.

  76. Prof. Anna dice:

    Caro Antonio: andiàmocene; consègnamelo; telèfonano.
    A presto
    Prof. Anna

  77. Prof. Anna dice:

    Cara Naomi, è appena stato pubblicato un articolo sull’accento che potrebbe interessarti e ce ne saranno altri!
    A presto
    Prof. Anna

  78. Luisa dice:

    Sto imparando tante anzi tantissime cose nuove!
    Grazie di cuore.
    Luisa

  79. Silvio De Caroli dice:

    In Guatrache Provincia della Pampa Argentina sto dando un “taller=work shop” d’italiano ad honorem. Sono italiano parlo bene l’italiano. Sono nato in Italia, ho fatto il Liceo Scientifico ed ho studiato all’Universita di Torino. Le persone che vengono al “taller” sono discendenti d’italiani in seconda o terza generazione (circa 20 persone). Uso un libbro raccomandato da una profesoressa della Dante: Espresso I che serve per iniziare un neofito nella lingua italiana. Uno degli allievi mi ha fatto una domanda al riguardo dell’accentuazione delle parole. “Esiste in italiano una regola grammaticale per l’accento tacito e cosi pronunciare bene le parole?”. Ho cercato nella grammatica che ho in casa ed attraverso Internet.
    Non ho trovato nulla.
    Mi potete aiutare

  80. Prof. Anna dice:

    Caro Silvio, ti consiglio di leggere questi articoli: http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=5706; http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=5894
    A presto
    Prof. Anna

  81. Prabad Roberto dice:

    Buonasera, probabilmente è una questione già discussa, non ho letto tutti gli interventi, ad ogni modo facendo l’esercizio sopra mi dà errore la frase col do accentato (dò) ma in tutti i siti sulle questioni degli accenti vengono riconoscute valide entrambe le forme con e senza accento per il verbo, soltanto il sito dell’Accademia della Crusca dice che non vuole l’accento, secondo il suo parere?

  82. Prof. Anna dice:

    Caro Roberto, l’accento non è necessario per la prima persona del verbo “dare”, mentre è obbligatorio per la terza persona singolare (dà).
    A presto
    Prof. Anna

  83. Antonella Carreras dice:

    Gentile professoressa Anna vorrei sapere gentilmente dove cade l’accento sulle parole convincilo ,telefonategli e prestaglielo. Per sapere se sono piane sdrucciole o bisdrucciole .Grazie mille in anticipo

  84. marianna dice:

    Dove cade l’accento tonico su parlano

  85. Giulia dice:

    Su fa ci vuole l’accento??????

  86. Prof. Anna dice:

    Cara Antonella, “convìncilo”, “telefonàtegli”, “prèstaglielo”.
    Un saluto
    Prof. Anna

  87. Antonella Carreras dice:

    Grazie di cuore è stata davvero gentile.
    Un saluto anche da parte mia.

  88. Prof. Anna dice:

    Cara Marianna, “pàrlano”.
    A presto
    Prof. Anna

  89. Prof. Anna dice:

    Cara Giulia, su “fa” non ci vuole l’accento.
    Un saluto
    Prof. Anna

  90. Cristina dice:

    Buonasera, una curiosità: quando si scrive manualmente in stampato minuscolo, il puntino sulla i accentata cede il posto all’accento o va mantenuto aggiungendo anche l’acento?
    Saluti

  91. Prof. Anna dice:

    Cara Cristina, l’accento prende il posto del puntino.
    Un saluto
    Prof. Anna

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