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Lingua italiana e intercultura

L’apostrofo

giovedì 11 settembre 2008

Ciao, come stai? Hai passato delle belle vacanze? Sei pronta/o ora  ad  affrontare un altro argomento interessante? Devi sapere che nella lingua italiana l’apostrofo è comune. Si usa per eliminare la vocale finale di una parola che precede un’altra parola che inizia per vocale. Tecnicamente questa operazione si chiama elisione. Per te che studi l’italiano l’apostrofo può presentare alcune difficoltà. Ora cercherò di darti una mano e fare in modo che non sia più un problema.  … almeno ci provo!! 

Prof. Valerio Giacalone

Innanzitutto non devi usare l’apostrofo:

- con la preposizione da, per esempio: vengo da Avellino (non "d’Avellino")

- con la particella ci, per esempio: ci andrò (non c’andrò)
ma attenzione: quando ci è usato con il verbo essere e entrare (solo quando il verbo inizia con la vocale e) userai l’apostrofo
c’è, (non "ci è")
c’eravamo, (non "ce eravamo")

- con l’articolo indeterminativo maschile un e i suoi composti (nessun/ qualcun)
 per esempio: un albero, (non "un’albero")

- con l’aggettivo interrogativo qual, per esempio: qual è 

- con il pronome le, per esempio: le accadrà,  (non "l’accadrà"), cioè accadrà loro. 

- con il plurale le, per esempio: le ortiche,  (non "l’ortiche")  

- con il pronome li, per esempio:  li ascolta (non "l’ascolta"), cioè ascolta loro.

Invece l’apostrofo si usa obbligatoriamente:

- con l’articolo lo e le preposizioni  articolate che sono formate con lo (dello, allo, etc…). l’amico (non "lo amico")
dell’uomo (non "dello uomo") 

- inoltre con gli aggettivi bello e quello, per esempio: bell’amico, quell’uomo

-con l’articolo la e le preposizioni articolale formate con la 
(quella, nella, etc. )
l’uva (non "la uva")
sull’uguaglianza (non "sulla uguaglianza")

- con l’articolo indeterminativo una e suoi composti (nessuna, qualcuna, etc.)
un’entrata  (non "una entrata")
nessun’altra   (non "nessuna altra")

- con le forme verbali:
da’ -  dai  (2° pers.  sing.  Imperativo)    inf. dare
fa’  – fai  (2° pers.  sing.  Imperativo)  inf. fare
sta’ -  stai  (2° pers.  sing.  Imperativo) inf. stare
va’-  vai  (2° pers.  sing.  Imperativo) inf. andare

- Nelle forme abbreviate di  poco e modo:
Oggi mangio un po’
a mo’ di esempio

- In alcune espressioni con la preposizione da 
D’ora
in avanti
D’altronde
D’altra parte

- In alcune espressioni con la preposizione di
D’oro

D’epoca
D’accordo
D’argento

 - nelle espressioni  
Tutt’altro
Tutt’al più
Sott’occhio
Senz’altro
Nient’altro
Mezz’ora
Tutt’e due
A quattr’occhi

- L’apostrofo è facoltativo, cioè puoi decidere di usarlo meno, con gli aggettivi questa e quella
Questa amica – quest’amica
Quell’opera - quella opera

- E con le particelle  mi – ti-  ne-  si 
Mi ha detto – m’ha detto
Ce ne era - ce n’era
Ti afferro –  t’afferro
Si ammala – s’ammala

Con la preposizione di è facoltativo:
Un piatto di insalata  o un piatto d’insalata

 

Esercizio: indica VERO ("v") se la frase è corretta e FALSO ("f") se la frase non è corretta 
Scegli la risposta.

Quella corretta diventerà verde.

 

 

 

 

 

  • 1. Sono d’accordo con te: anche gli animali vanno rispettati .

    • v

    • f
  • 2. Senz’altro ti do ragione: la natura va rispettata.

    • v
    • f
  • 3. Daltronde sei tu ad aver iniziato: non si dicono le parolacce.


    • v

    • f
  • 4. Tutti e due dovete studiare di più.

    • v

    • f
  • 5. D’ora in poi niente più carne.

    • v

    • f
  • 6. Ti ha regalato un anello doro

    ?


    • v

    • f
  • 7. In questi tempi c’è bisogno di molto amore!

    • v

    • f
  • 8. Questo ti valga a mo’ di esempio!

    • v

    • f
  • 9. Non ho niente altro da dirti!

    • v

    • f
  • 10. Chi trova un’ amico trova un tesoro!

    • v

    • f

167 commenti all'articolo “L’apostrofo”

  1. Massimo dice:

    la terza domanda (sull’apostrofo) porta un refuso daltronde al posto di d’altronde.
    sono un esperto di queste cose perché spesso rischio di sbagliare quando preparo testi per gli allievi a scuola. quindi rileggo tutto alcune volte prima di passare al dunque.
    l’errorino, però, può capitare lo stesso.
    il sito mi sembra ben fatto: facile da usare e utile.
    grazie

  2. Massimo dice:

    rettifico la svista
    avevo letto troppo in fretta e non avevo capito che era una domanda. chiedo scusa.
    buon lavoro

  3. rosalba dice:

    CMQ GRAZIE PERCHE IO RAGAZZINA AVEVO ALCUNI DUBBI SULL’APOSTROFO MA ORA NN C’è LI HO PIU GRAZIE A TE

  4. Lentini Santa (Belgio-Liege) dice:

    molto chiaro sito interessante grazie

  5. Prof.Giacalone dice:

    Grazie a te Rosalba!
    Il fatto che tu non abbia più dubbi con l’apostrofo mi riempie di gioia!
    A presto
    Prof. Valerio

  6. Prof.Giacalone dice:

    Cara Lentini Santa
    Grazie per il pensiero. Trovare argomenti interessanti ed esporli con chiarezza sono due punti fondamentali del nostro sito.
    Stai con Noi
    Prof. Valerio

  7. marco dice:

    salve io volevo sapere un’informazione..per farvi capire userò un esempio:
    nella frase ” mi daresti un po’ di cioccolata?” il po viene usato come apostrofo…perchè se non sbaglio è derivante dalla parola “poco”.
    ma nella frase ” non sono ancora uscito con lui nè con gli altri” il ne (che in quel caso è scritto con l’accento) essendo derivato da “nemmeno” non andrebbe scritto con l’apostrofo?

    e se sapete qualcosa anche sugli accenti mi direste perchè questo ne va con l’accento se nella parlata la maggior parte della gente lo pronuncia senza?

  8. admin dice:

    Caro Marco,

    è giusto: “po’” è la forma tronca di “poco” e per questa ragione si scrive con l’apostrofo.

    Invece, “né” non è la forma tronca di “nemmeno”, ma deriva direttamente dal latino “nec”. Si scrive con l’accento (acuto) per distinguerlo dal pronome “ne” (”vuoi delle mele? te ne do due.”).

    Attenzione: esiste anche la forma tronca “ne’” ma deriva da un’altra parola, la preposizione “nei”. Per esempio, un comune reggiano si chiama “Castelnovo ne’ Monti”: significa “nei monti”, e non significa “né monti né mari”…

    In italiano esistono due tipi di accento, grave e acuto. Il primo indica la pronuncia aperta di una vocale (”cioè”, “portò”, “città”, “tradì”, “rossoblù”). Il secondo indica la pronuncia chiusa delle lettere “e” e “o” (”perché”, “pollo”) anche se la “o” acuta è stata dimenticata anche nelle tastiere italiane…

    Con la prevalenza dell’inglese in Internet, è considerato quasi maleducato usare gli accenti corretti: spesso in SMS e email si usa l’apostrofo per sostituire qualsiasi tipo di accento. Ma l’uso corretto degli accenti è fondamentale nella nostra lingua. Non è solo una questione formale, ma di significato: “ne”, “né” e “ne’” sono tre parole diverse e non si possono confondere.

    In generale, l’accento si deve scrivere in tutte le parole non monosillabe e tronche, cioè che hanno l’accento sull’ultima sillaba. Per esempio:
    “perché”, “farò”, “sentì”, “libertà”…

    Nei monosillabi, l’accento non si scrive (”io do”, “egli fa” …), tranne quando necessario per distinguere due parole diverse. Ecco i casi principali, oltre “né”-”ne”:
    “dà” verbo dare – “da” preposizione
    “dì” giorno – “di” preposizione
    “è” verbo essere – “e” congiunzione
    “lì” avverbio di luogo – “li” pronome personale
    “sé” pronome tonico – “se” pronome atono o congiunzione
    “sì” avverbio – “si” pronome
    “tè” bevanda – “te” pronome

    A volte, si scrive l’accento anche per distinguere due parole uguali non monosillabe e non tronche:
    “àncora” attrezzatura della nave – “ancòra” avverbio
    “prìncipi” titolo nobiliare – “princìpi” o “principii” valori morali
    “àmbito” nome – “ambìto” verbo ambire
    “cònsoli” nome – “consòli” verbo consolare
    “fòrmica” materiale – “formìca” insetto
    “lèggere” verbo – “leggère” aggettivo
    “pàgano” verbo pagare – “pagàno” aggettivo
    “sùbito” avverbio – “subìto” verbo subire
    “tèndine” parte del corpo – “tendìne” piccole tende
    “vòlano” verbo volare – “volàno” elemento meccanico

    Ho riportato un elenco sintetico: se servono spiegazioni si possono approfondire le singole voci.
    In caso di dubbi sugli accenti, si consultano i dizionari, che riportano sia l’accento grafico (quello che bisogna scrivere obbligatoriamente) sia quello tonico (non obbligatorio nella scrittura, ma necessario per la corretta pronuncia di una parola).

    Cordiali saluti,
    Giovanni Enriques

  9. Marianna dice:

    L’anno 2009 si abbrevia apostrofando ‘09 ma l’apostrofo è verso destra o verso sinistra? Grazie tante… Marianna

  10. Prof. Anna dice:

    Cara Marianna, per abbreviare le date in sostizione del millennio o del secolo si usa l’apostrofo con la curva verso destra.
    Per esempio: la guerra del ‘15-18 (non si mette l’apostrofo davanti alla cifra preceduta dal trattino); la battaglia dell’ 89 (e non dell”89: bisogna evitare due apostrofi di seguito).
    un caro saluto
    Prof. Anna

  11. Prof. Anna dice:

    Cara Marianna, come avrai notato nel testo della mia risposta al tuo commento l’apostrofo davanti alle date è verso sinistra, ma si tratta di una sostituzione automatica del computer che interpreta l’apostrofo davanti a parole o a numeri come delle virgolette.
    L’apostrofo italiano è solo con la curva verso destra o al massimo dritto, anche per quanto riguarda le abbreviazioni delle date.
    a presto
    Prof. Anna

  12. Tommaso Scozzari dice:

    Al 5 il Prof. Giacalone si limita a ringraziare Rosalba che al 3 ha scritto “non c’è li ho più”: ironia o svista?
    E meno male che non ce li aveva più…

  13. Stefano dice:

    Ho un dubbio che m’ ha fatto insorgere una mia cara amica.
    Io utilizzo molto gli apostrofi nel mio modo di scrivere perchè trovo che renda la lettura più scorrevole e credevo di saperne più di lei a riguardo, ma come ripeto lei m’ ha fatto venire un dubbio: se scrivo “gl’” con ovviamente una vocale a segure è corretto?
    Grazie anticipatamente.
    Un saluto.

  14. Prof. Anna dice:

    Caro Stefano, con l’articolo GLI l’elisione è possibile (ma poco frequente) solo davanti a una parola che comincia con la stessa vocale, per cui: gl’Italiani ma gli Albanesi.
    Un saluto
    Prof. Anna

  15. marco soliani dice:

    Buongiorno professore , la frase : ”ho capito la lezione , il maestro l’ha spiegata bene” si può scrivere ”ho capito la lezione,il maestro la ha spiegata bene”?
    Inoltre perchè diciamo spiegata invece di spiegato , dato che si tratta del participio passato ?
    Grazie e complimenti per il sito .

  16. Prof. Anna dice:

    Caro Marco, è meglio scrivere “l’ha spiegata bene” infatti esiste una regola sull’uso dei pronomi diretti con il passato prossimo secondo la quale i pronomi diretti di terza persona singolare (la-lo) perdono la vocale davanti all’ausiliare avere (l’) e il participio passato deve essere concordato con il pronome, quindi “l’ho comprato” oppure “l’ho comprata”, invece i pronomi diretti di terza persona plurale (le-li) davanti all’ausiliare NON perdono la vocale ma il participio passato deve concordare con il pronome, per esempio: “li ho comprati” o “le ho comprate”.
    a presto
    Prof. Anna

  17. angelo dice:

    wau che forza ho sbagliato tutto

  18. eni dice:

    ciao sono eni e avevo moltissimi dubbi sui verbi apostrofi ma adesso grazie a tutti voi non ne ho piu ciao e mille grazie

  19. Alessandro dice:

    ho un dubbio… con l’articolo indeterminativo davanti ad un aggettivo che inizia per vocale seguito DA PIU’ di un sostantivo… qual é quello di riferimento per una corretta elisione?
    ex: “un’inestinguibile margine di imprevedibilità”
    oppure “un inestinguibile margine di imprevedibilità”?
    Nell’esempio vale solo il primo sostantivo “margine” che é maschile e quindi non si usa l’apostrofo? Grazie per la gentile disponibilità! :-)

    Alessandro

  20. Prof. Anna dice:

    Caro Alessandro, il riferimento è il primo sostantivo, cioè quello che si accorda con l’articolo, in questo caso “margine” che è maschile e quindi non si usa l’apostrofo.
    A presto
    Prof. Anna

  21. Manuela dice:

    Sto avendo una discussione animata con un amico: abbiamo in mano un volantino su cui c’è scritto “L’accendiamo anche quest’anno il falò”. Lui sostiene che si scrive LO ACCENDIAMO perchè il “falò” è maschile e io che si può scrivere anche così. Visto che rischiamo di compromettere l’amicizia :) abbiamo bisogno di una risposta da parte di un esperto(a parte il fatto che credo che questa frase non sia corretta grammaticalmente).

    Grazie
    Manuela

  22. Prof. Anna dice:

    Cara Manuela, l’apostrofo si può usare quando abbiamo pronomi diretti singolari (lo, la), mentre non si può usare se sono plurali (li, le); quindi “l’ (lo) accendiamo” è corretto.
    Un saluto
    Prof. Anna

  23. anna dice:

    In famiglia abbiamo un dubbio: l’uso dell’apostrofo è obbligatorio? La maestra di mia figlia ha dettato “la maestra di arte”, ma mio marito ritiene che sia corretto scrivere “la maestra d’arte”.
    Grazie, Anna

  24. Prof. Anna dice:

    Cara Anna, l’elisione, cioè la caduta di una vocale finale non accentata davanti a una parola che inizia per vocale, è obbligatoria solo per “lo”, che diventa L’, (e per le preposizioni articolate che contengono questo articolo) davanti a vocale, per il femminile e per le altre preposizioni sarebbe solo consigliato.
    A presto
    Prof. Anna

  25. giovanna dice:

    Ciao a tutti vorrei sapere se si scrive “buona assemblea” o buon’ assemblea”??? ciao

  26. Prof. Anna dice:

    Cara Giovanna, è corretto scrivere sia “buona assemblea” sia “buon’assemblea” in quanto l’elisione, cioè la caduta della vocale finale di fronte alla vocale iniziale di un’altra parola, è obbligatoria solo con: gli articoli determinativi LO e LA e le preposizioni articolate formate con essi (l’animale, all’opera); l’articolo ineterminativo UNA (un’amica) ; gli aggettivi BELLO e QUELLO (bell’albero, quell’altro) mentre è possibile ma non obbligatoria con i femminili BELLA e QUELLA; SANTO e SANTA (sant’Anna).
    A presto
    Prof. Anna

  27. Anna dice:

    Dubbio sull’apostrofo e il numero otto (usato per indicare una data): se scrivo per esteso il numero allora metterò l’apostrofo all’articolo che lo precede (l’otto settembre; dell’otto sett.), ma se invece il numero viene scritto con il rispettivo simbolo (8)?

  28. Belen dice:

    Ciao Anna , vorrei sapere perché nella frase un´ulteriore fatica si usa l´apostrofo.
    Un´altra domanda:ciò lo rese più insopportabile o cio gli rese più insopportablile.
    Grazie

  29. Prof. Anna dice:

    Cara Belen, si usa l’apostrofo perchè la parola “fatica” è femminile; per quanto riguarda la seconda domanda, se la frase è completa così come me la scrivi è corretto “ciò lo rese più insopportabile” perchè il verbo “rendere” è transitivo quindi regge il complemento oggetto e di conseguenza userò il pronome diretto “lo”; se la frase continua, per esempio in questo modo: “ciò gli rese più insopportabile il suo lavoro” è corretto usare “gli”, in questo caso “gli” introduce un complemento indiretto: “ciò rese più insopportabile a lui (per lui) il suo lavoro”.
    A presto
    Prof. Anna

  30. Prof. Anna dice:

    Cara Anna, l’apostrofo è necessario in entrambi i casi.
    A presto
    Prof. Anna

  31. Belen dice:

    Grazie professoressa ,sei veramente brava e veloce a dare le spiegazioni.La frase era :ciò gli rese sempre più insopportabile agli altri fantasmi che vivevano nel suo castello,dunque era con gli.
    Senti,l´apostrofo con la preposizione di è facoltativo tanto se la parola è femminile come maschile?
    un saluto

  32. Prof. Anna dice:

    Cara Belen, la frase che mi scrivi non è corretta, in questo caso ci vuole “lo”: “ciò lo rese sempre più insopportabile agli altri fantasmi” = “ciò rese lui sempre più insopportabile agli altri fantasmi”, perchè “lo” è il complemento oggetto e “agli altri fantasmi” è il complemento indiretto.
    L’uso dell’ apostrofo con la preposizione DI è molto frequente (soprattutto davanti alle parole che cominciano per “i”) ma non obbligatorio.
    A presto
    Prof. Anna

  33. Belen dice:

    Prof Anna,
    questa frase l´ho trovata in una mostra d´esame, io avevo messo lo ,e ti ho chiesto la risposta perché la soluzione era con gli, e mi sembraba incorretto.
    Adesso capisco bene
    Grazie

  34. gianpaolo dice:

    come scrivere: siamo in ferie dall’8 al 26 agosto 2011

    oppure siamo in ferie dal 8 al 26 agosto 2011?

    grazie per l’aiuto

  35. Prof. Anna dice:

    Caro Gianpaolo, anche se uso i numeri, devo mettere l’apostrofo: “dall’8 agosto”.
    Un saluto
    Prof. Anna

  36. luigi dice:

    si parla di questa o quella ma lo stesso vale per questo o quello, per esempio si deve o è facoltativo o è vietato apostrofare questo anno?

  37. Prof. Anna dice:

    Caro Luigi, come dici giusamente anche tu, lo stesso vale anche per “questo” e “quello”, cioè l’elisione è prevalente ma non obbligatoria.
    A presto
    Prof. Anna

  38. luigi dice:

    grazie prof……….!!!

  39. luigi dice:

    …..mi scusi prof…….un altro dubbio vorrei evadere, ma è piu’ corretto dire “monitorare o monitorizzare”?

  40. craciun lilly dice:

    ho sgagòiato 3..mi dispiace

  41. craciun lilly dice:

    ho sbagliato 3. mi dispiace

  42. craciun lilly dice:

    una cosa che ho scoperto adesso e mi piace molto: fin’ora io scrivevo TUTTE E DUE, invece ora ho scoperto che si scrive TUTT’E DUE. per me sarà un po difficile perche da tempo scrivo TUTTE DUE..ripetto: i test mi aiutano tanto!!!!!!!! grazie a tutti vuoi!!!!!!!

  43. craciun lilly dice:

    un mmio amico mi ha detto che non si scrive: tutt’e due con l’apostrofo. secondo lui e altri suoi amici si scrive tutte e due.
    la mia domanda: come si scrive corretto?? grazie mille!!!!!!!!!!!

  44. Prof. Anna dice:

    Cara Lilly, si può scrivere sia “tutte e due” che “tutt’e due”.
    Un saluto
    Prof. Anna

  45. Prof. Anna dice:

    Caro Luigi, esistono entrambi i verbi che hanno un significato molto simile: monitorare = effettuare un monitoraggio; monitorizzare: sottoporre a monitoraggio.
    A presto
    Prof. Anna

  46. Marcos Petti dice:

    Buongiorno a tutti,

    Vorrei sapere se a seconda della regola grammaticale si potrebbe usare il pronome relativo CHE insieme al verbo preferire, però paragonando una situazione tra due verbi: Esempio: “Preferisco dormire che guardare la TV”.

    Grazie e un cordiale saluto dal Brasile.

  47. Prof. Anna dice:

    Caro Marcos, in questo caso è meglio usare PIUTTOSTO CHE: preferisco dormire piuttosto che guardare la TV.
    A presto
    Prof. Anna

  48. Elena dice:

    Gent.mo prof. Anna (o gent.ma, ho supposto che Anna fosse il cognome),
    ho un dubbio: quando uso la congiunzione “e” seguita da vocale devo aggiungere sempre la “d” (=ed) oppure si aggiunge solo davanti ad un’altra “e”?
    es: “… e il fratello” oppure “…ed il fratello”.
    Io sapevo solo se seguita da “e” (quindi è corretta la prima espressione), ma nessuno mi crede…
    Grazie
    Elena

  49. Prof. Anna dice:

    Cara Elena, Anna è il mio nome e non il mio cognome. Per quanto riguarda la tua domanda, aggiugiamo la “d” quando la “e” si trova davanti a una parola che comincia con la stessa vocale, cioè la “e”, quindi è corretto: “… e il fratello”.
    A presto
    Prof. Anna

  50. Elena dice:

    Gent.ma prof. Anna,
    la ringrazio e mi approfitto ancora della sua gentilezza: il discorso precedente non vale per la preposizione “a”, giusto? A questa aggiungiamo sempre la “d” se seguita dalla vocale?
    Grazie ancora.
    Elena

  51. Prof. Anna dice:

    Cara Elena, la preposizione “a” può assumere la forma “ad” quando è seguita da una parola che comincia per “a”, la forma “ad” è obbligatoria in alcune espressioni cristallizzate come: ad esempio, ad eccezione, ad opera, ad uso.
    Un saluto
    Prof. Anna

  52. Antony dice:

    Scusate vorrei chiarire un concetto ,ho un dubbio sull’apostrofo alle forme verbali da’,fa’, io credevo si mettesse l’accento.
    Scusate la mia ignoranza Prof. mi illumini lei , m’illumini.

  53. Prof. Anna dice:

    Caro Anthony, “fa’” e “da’” sono imperativi alla seconda persona singolare, vengono dalle forme “fai” e “dai” che perdono la “i” e vengono quindi apostrofate, mentre “dà” è l’indicativo presente del verdo “dare” alle terza persona singolare e deve essere scritto con l’accento e “fa” è l’ indicativo presente del verbo “fare” alla terza persona singolare e non richiede l’accento. Spero di aver chiarito il tuo dubbio.
    A presto
    Prof. Anna

  54. Ramón dice:

    Egregio Professore :

    La frase : Ce ne era un altro la si puo’ scrivere anche : ce n’era un altro ???

    Grazie mille anticipate.

    Ramón

  55. Prof. Anna dice:

    Caro Ramòn, è corretto scrivere “ce n’era un altro”.
    A presto
    Prof. Anna

  56. Angelina dice:

    Ciao a tutti,
    sono bulgara e vorrei sapere perché e quali
    verbi italiani richiedono l’articolo determinativo o indeterminativo dell’oggetto come per esempio mangio la pizza, ascolto la musica,guardo la televisione.
    Nella mia lingua nessun verbo richiede l’articolo.Noi mettiamo l’articolo determinativo se una cosa è ben conosciuta e quello indeterminativo se la cosa è sconosciuta, mentre nell’italiano non è cosi.Potete spiegarmi.Vi ringrazio in anticipo.

  57. Prof. Anna dice:

    Cara Angelina, non è il verbo che richiede l’articolo, in italiano in linea di massima un nome è sempre preceduto da un articolo determinativo o indeterminativo: usiamo il determinativo quando la cosa di cui parliamo è già conosciuta mentre quello indeterminativo si usa per indicare qualcosa di generico o sconosciuto. Per capire meglio prova a leggere gli articoli dedicati all’uso dell’articolo determinativo e indeterminativo su questo blog, se poi hai altri dubbi non esitare a scrivermi.
    A presto
    Prof. Anna

  58. jessy dice:

    rosalba mi sa che dubbi ne hai parecchi visto come hai scritto quella frase…

  59. marina2000 dice:

    grazie di tutto adesso non ho più dubbi!! :-) )

  60. Barbara dice:

    Mi scusi ma perchè la n. 6 “Ti ho lasciato un anello d´oro?” è falsa?

  61. Barbara dice:

    Ah ok ok …. Certo d´oro ha l´apostrofo. Io mi ero concentrata su “un anello”

  62. donatella dice:

    Gentilissima prof. Anna,
    mi sto abituando alla sua consulenza puntuale e sicura, vorrei porle un altro dubbio: è consentita la forma “sugl’occhi?”
    Ringrazio e saluto. Donatella

  63. Prof. Anna dice:

    Cara Donatella, con l’articolo GLI , e quindi anche con le preposizioni articolate formate con questo articolo, l’elisione (e quindi l’apostrofo) è possibile (ma poco frequente) solo davanti a parole che cominciano con la stesa vocale, cioè con la -i, quindi la forma “sugl’occhi” non è consentita.
    A presto
    Prof. Anna

  64. teresa dice:

    Ho un dubbio … io ho sempre utilizzato L’apostrofo anche quando ero alla fine del rigo e dovevo dividere l articolo dal vocabolo successivo……………………….(Ad esempio … L’
    APE) è sbagliato?! Perchè ho visto che i miei nipotini a scuola media non fanno così!!

  65. Prof. Anna dice:

    Cara Teresa, è sconsigliabile mettere l’apostrofo, è meglio andare a capo.
    Un saluto
    Prof. Anna

  66. STEFANIA dice:

    buonasera professoressa,sono una mamma di un bambino stavo facendo i compiti con lui e mi è venuto un dubbio!l’apostrofo negli articoli (un-un’) va messo solo quando a seguire c’è una parola al femminile?grazie

  67. giovanna dice:

    cara prof ho un dubbio: si scrive l’ora di uscita o l’ora d’uscita.

  68. Prof. Anna dice:

    Cara Stefania, l’articolo indeterminativo UN’ si usa quando la parola che segue è femminile e comincia con una vocale.
    Un saluto
    Prof. Anna

  69. Prof. Anna dice:

    Cara Giovanna, DI si può elidere (ma l’elisione non è obbligatoria) davanti a parole che iniziano con la I, l’elisione è obbligatoria in un certo numero di espressioni: d’amore e d’accordo; d’estate; d’inverno; a passo d’uomo; d’un tratto; pelle d’oca ecc.; quindi è meglio scrivere “ora di uscita”.
    A presto
    Prof. Anna

  70. Francesca dice:

    si puó mettere l’apostrofo nell’abbreviazione della data “2012″ e scrivere quindi ” ‘12″?
    non riesco a trovare fonti che mi diano una risposta certa e univoca con opportuna spiegazione

  71. Prof. Anna dice:

    Cara Francesca, è possibile mettere l’apostrofo nell’abbreviazione della data, anche per “2012″ che diventerà ” ‘12 “.
    A presto
    Prof. Anna

  72. diana dice:

    nella domanda n°2 il verbo dò, essendo voce del verbo dare, penso vada con l’accento!

    grazie saluti diana

  73. Prof. Anna dice:

    Cara Diana, “do” si scrive senza accento, raramente possiamo trovarlo scritto con l’accento.
    Un saluto
    Prof. Anna

  74. alessia d'adduzio dice:

    sto correggendo alcuni esercizi di grammatica e mi sorgevano alcuni dubbi, che gradirei mi risolveste..
    nella lingua italiana posso dire questo incrocio e quest’incrocio indifferentemente e senza errare?
    inoltre: è corretto UN affabile signore, UN affare interessante e UN interessante affare, cioè anche davanti ad aggettivo, se il nome a cui mi riferisco è maschile, UN non vuole mai l’apostrofo?
    vi ringrazio molto e vi auguro buone cose

    alessia d’adduzio

  75. Prof. Anna dice:

    Cara Alessia, le tue ipotesi sono corrette: possiamo scrivere “questo incrocio” e “quest’incrocio” e, se il nome a cui mi riferisco è maschile, “un” non vuole mai l’apostrofo.
    Un saluto
    Prof. Anna

  76. alessia d'a dice:

    Gent.le Prof. Anna, ancora un quesito: nella lingua italiana esiste una differenza tra l’accento inclinato a destra e quello inclinato a sinistra (es. è ed é)?
    grazie ancora per la disponibilità e l’aiuto prezioso!

  77. Prof. Anna dice:

    Cara Alessia, nell’ortografia italiana si usano due tipi di accento:
    - l’accento grave (è), che si mette sulla E e sulla O aperte e sulle altre vocali accentate (cioè, portò, città, tradì, rossoblù);
    - l’accento acuto (é), che si mette sulla E e sulla O chiuse (perché, fégato);
    in italiano però l’accento viene segnalato graficamente solo quando cade sulla vocale finale della parola.
    Un saluto
    Prof. Anna

  78. Miguel dice:

    ho un dubbio:
    “ci è stato detto” è da considerarsi un errore?
    sembrerebbe di si, ma si vede molto spesso.
    grazie mille

  79. Prof. Anna dice:

    Caro Miguel, si ha l’elisione con l’avverbio di luogo CI e il verbo ESSERE, in questo caso CI non è un avverbio di luogo, ma un pronome indiretto di prima persona plurale, quindi la frase “ci è stato detto” non è scorretta.
    Un saluto
    Prof. Anna

  80. Glauco dice:

    3. Daltronde sei tu ad aver iniziato: non si dicono le parolaccie.

    parolacce non parolaccie

  81. Prof. Anna dice:

    Caro Glauco, grazie per la segnalazione, provvederò subito a correggere l’errore.
    A presto
    Prof. Anna

  82. martina dice:

    Salve, mi può spiegare l’errore della domanda quattro a cui ho risposto vero…
    Grazie per il sito=)utilissimo!

  83. Prof. Anna dice:

    Cara Martina, “tutti e due” possiamo anche scriverlo con l’apostrofo: “tutt’e due”.
    Un saluto
    Prof. Anna

  84. Gilda dice:

    Buongiorno a tutti !
    Io sono argentina e mi piacerebbe parlare bene la lingua italiana. Professoressa, mi puó dare classe d’italiano e inviare a me sulla mia mail. Mia mail é: casiunangeltkm@hotmail.com
    Grazie mille.
    A presto!

  85. Vania dice:

    Buonasera,
    ho un dubbio riguardo all’uso dell’apostrofo nelle frasi scritte in stampatello maiuscolo. Ad esempio, si scrive SCIENZE DELL’ECONOMIA o nello stampatello non si usa?

  86. Prof. Anna dice:

    Cara Vania, l’apostrofo va usato anche con lo stampatello.
    Un saluto
    Prof. Anna

  87. Flavius dice:

    Ciao a tutti. Vorrei sapere dov’è l’errore nella quarta domanda.

  88. Prof. Anna dice:

    Caro Flavius, non si tratta proprio di un errore, ma essendo un esercizio sull’uso dell’apostrofo, l’espressione: “tutti e due” può essere scritta così: “tutt’e due”.
    A presto
    Prof. Anna

  89. iris dice:

    Davvero si scrive senza apostrofo

  90. Prof. Anna dice:

    Cara Iris, “davvero” si scrive senza apostrofo.
    Un saluto
    Prof. Anna

  91. Alice dice:

    Buongiorno professoressa.
    Vorrei sapere se ”l’altra” si scrive con o senza apostrofo.
    Grazie

  92. Prof. Anna dice:

    Cara Alice, “l’altra” è corretto.
    A presto
    Prof. Anna

  93. Simona dice:

    In italiano è corretto dire: Che bella uva?
    Sarebbe più corretto dire : che bella l’uva
    L’articolo é necessario oppure opzionale?
    Grazie!

  94. Prof. Anna dice:

    Cara Simona, la presenza o meno dell’articolo fa assumere alla frase significati diversi, se dico: “che bell’uva!” mi riferisco a dell’uva che ho appena visto, quindi a dell’uva in particolare, per esempio, sono al mercato, vedo dell’uva particolarmente invitante e dico “che bell’uva” che sarebbe come dire “che bella quest’uva!”; mentre se dico “che bella l’uva” mi riferisco all’uva in generale esprimendo così il concetto che l’uva, come tipo di frutta, è bella. Spero di aver chiarito il tuo dubbio.
    Un saluto
    prof. Anna

  95. Marisa dice:

    è esatto scrivere d’ accendere ? grazie mille

  96. Prof. Anna dice:

    Cara Marisa, è corretto.
    A presto
    Prof. Anna

  97. Rosa Petrillo dice:

    Si può scrivere “all’esercitazioni” o si scrive “alle esercitazioni”? E qual è la regola grammaticale a cui bisogna far riferimento?

  98. Prof. Anna dice:

    Cara Rosa, è corretto “alle esercitazioni”, non possiamo usare l’apostrofo con l’articolo LE e con le preposizioni articolate formate con questo articolo (alle = a + le).
    Un saluto
    Prof. ANNA

  99. silvia dice:

    Salve, mi è capitato di leggere, “lo avevo …” piuttosto che l’avevo …” !Si può???

  100. Prof. Anna dice:

    Cara Silvia, “l’avevo” è corretto, infatti per quanto riguarda il pronome “lo” l’elisione (ovvero la caduta della vocale e la conseguente comparsa dell’apostrofo) è prevalente, ma non obbligatoria.
    Un saluto
    Prof. Anna

  101. AA dice:

    Buongiorno Prof.ssa Anna,
    non so’ se gia’ sia stato chiesto,
    leggendo le domande non l’ho notato:
    mi conferma che ” un’informazione”
    richiede necessariamente l’uso dell’apostrofo
    e quindi non si può scrivere senza
    nemmeno in forme arcaiche o letterarie?
    La ringrazio in anticipo.
    Saluti

  102. Prof. Anna dice:

    Cara AA, la parola “informazione” è femminile e sappiamo che l’articolo indeterminativo femminile singolare vuole l’apostrofo, quindi “un’informazione” richiede necessariamente l’apostrofo.
    A presto
    Prof. Anna

  103. Omar dice:

    Vorrei un chiarimento se è la stessa cosa scrivere “v’informo” o “vi informo”.

    grazie

  104. Prof. Anna dice:

    Caro Omar, sono corrette entrambe le forme, infatti con i pronomi personali atoni (lo, la, mi, ti, si, vi, ne) l’elisione è prevalente, ma non obbligatoria.
    Un saluto
    Prof. Anna

  105. cosimo dice:

    grazie!

  106. adolfo0 dice:

    salve prof. vorrei sapere se è grave non mettere l’apostrofo al femminile.

  107. Prof. Anna dice:

    Caro Adolfo, se stai parlando dell’articolo indeterminativo -un’- è sicuramente un errore.
    Un saluto
    Prof. Anna

  108. Francesco dice:

    Per quanto riguarda l’articolo determinativo femminile plurale “le” da qualche parte leggevo della possibilità di apostrofarlo se c’è una differenza tra singolare e plurale della parola che segue (elezione/elezioni) e soprattutto se la la parola inizia con e. Cosa ne pensa?

  109. Prof. Anna dice:

    Caro Francesco, con l’articolo LE non si ha mai l’elisione, anche se la parola che segue inizia con “e”: le amiche, le erbe; a meno che si tratti di un uso letterario.
    A presto
    Prof. Anna

  110. paola dice:

    si può scrivere pover’amica e se no perchè grazie

  111. Prof. Anna dice:

    Cara Paola, “pover’amica” è corretto.
    A presto
    Prof. Anna

  112. CESARINA DOMINO dice:

    Generalmente riferendosi ai secoli quando si parla di letteratura, arte e storia si usa “il Duecento, il trecento”, ecc. ma come si puo’ capire se ci si riferisce al duecento come terzo secolo o il tredicesimo secolo dopo l’anno 0.
    Nel leggerlo e’ piu’ semplice perche’ l’apostrofo che precede il numero – il ‘200 sostituisce ‘ 1, ma come si puo’ capisce se ci riferiamo al 1001 o 2001?
    Naturalmente si puo’ capire anche nel contesto, ma c’e’ una regola ?

    Molte grazie

    Cesarina

  113. Gianpaolo dice:

    Egregio Professore,

    ho eseguito il test proposto ottenendovi
    risultato negativo alle seguenti domande:

    4. Tutti e due dovete studiare di più.
    9. Non ho niente altro da dirti!

    Nel caso della numero quattro, secondo me,
    c’è un problema nel test perché solo la locuzione
    in forma “Tutti e due …” è disambigua, mentre
    la forma “Tutt’e due…” non lo è.

    Infatti l’ambiguità è evidente perchè “Tutt’e due..”
    si applica indifferentemente ai due generi della lingua
    italiana, che sono il maschile e il femminile.
    Invece “Tutti e due..” ha un significato specifico,
    quindi differente da “Tutte e due..”.

    Quindi la regola, se Lei Professore mi conforta,
    dovrebbe essere:

    a) “Tutt’e due” è di uso possibile, quando
    il riferimento riguarda due persone di genere
    imprecisato: meglio, in questo caso, usare il
    sinonimo “Ambedue”.

    b) Si deve usare “Tutti e due” ovvero “Tutte e due”
    negli altri apppropriati casi.

    La domanda numero nove: l’ambiguità parimenti esiste
    perchè non mi pare sia ravvisabile errore nella locuzione
    estesa “…niente altro…” poiché essa è anche
    la forma ridotta di “niente d’altro”. L’uso di un
    modo o dell’altro deve rispondere ai soli criteri
    di eufonia.
    Cosa ne pensa?

    Cordialmente
    Gianpaolo De Liberali

  114. Prof. Anna dice:

    Cara Cesarina, purtroppo non c’è una regola, quindi si può capire solo dal contesto.
    Un saluto
    Prof. Anna

  115. giovanni dice:

    Come si scrive ben’altro??? Con o senza apostro??? grazie

  116. Prof. Anna dice:

    Caro Gianpaolo, pur non avendo scritto io l’articolo in questione, credo che la finalità del test fosse più che altro quella di saper riconoscere i casi in cui poter usare l’apostrofo, ma, come giustamente dici tu, “niente altro” non è scorretto e “tutt’ e due” è più ambiguo di “tutti e due” o “tutte e due”; il test indica come “falso” “niente altro” non perché questa espressione è sbagliata ma perché è possibile scriverla anche con l’apostrofo “nient’altro”.
    Un saluto
    Prof. Anna

  117. Prof. Anna dice:

    Caro Giovanni, si scrive con l’apostrofo.
    Un saluto
    Prof. Anna

  118. SIMONE dice:

    Gentile Anna, mi può dire se dire “una amica” invece di “un’amica” è per forza un errore o può essere considerata una forma corretta? Grazie.
    Simone

  119. Prof. Anna dice:

    Caro Simone, l’elisione è obbligatoria con l’articolo “una”, quindi “una amica” è un errore.
    Un saluto
    Prof. Anna

  120. Davide dice:

    Salve, volevo un chiarimento riguardo l’apostrofo; stò correggendo un tema di mia figlia e non sono sicuro se ci và tra una e uva. Lei ha scritto un’uva, lo posso considerare corretto?

  121. Prof. Anna dice:

    Caro Davide, essendo “uva” un sostantivo femminile iniziante per vocale l’apostrofo ci vuole.
    Un saluto
    Prof. Anna

  122. Davide dice:

    Grazie per la risposta, Prof. Anna, metto subito questo sito tra i preferiti, è veramente ben fatto.

  123. Dr. Enzo Boncompagni dice:

    E’ corretto l’apostrofo in ultim’ora?

  124. Dr. Enzo Boncompagni dice:

    Ultim’ora. Corretto?

  125. Prof. Anna dice:

    Caro Enzo, l’uso dell’apostrofo è corretto in “ultim’ora”.
    Un saluto
    Prof. Anna

  126. Paola Giacoletti dice:

    Caro prof.,
    non vedo indicazioni per “turrora” e tutt’oggi”:
    mi sembra che valga la pena di citare queste due espressioni, spesso fonte di dubbi.
    Buon lavoro
    da Paola G

  127. Prof. Anna dice:

    Cara Paola, grazie per il tuo contributo (tuttora).
    A presto
    Prof. Anna

  128. Ilaria dice:

    Gentile prof.ssa Anna,
    ma quando si scrive è obbligatorio differenziare l’accento grave da quello acuto? perché ormai quando si scrive a mano (senza quindi la correzione automatica) si tende a marcare solo l’accento acuto.
    Grazie

  129. Prof. Anna dice:

    Cara Ilaria, effettivamente quando si scrive a mano difficilmente si differenzia l’accento acuto da quello grave, credo che si tenda a marcare quello acuto proprio perché le parole con questo accento sono numericamente inferiori mentre la maggior parte delle parole accentate hanno l’accento grave; in ogni modo è bene, anche scrivendo a mano, distinguere per lo meno le parole con l’accento acuto scrivendolo con precisione.
    Un saluto
    Prof. Anna

  130. Flavia dice:

    Gentile Prof./Prof.ssa,

    domanda sulla questione accento-apostrofo: ho da poco terminato la mia tesi di laurea e nel fare il frontespizio mi sono basata sui modelli di tesi visti nella copisteria di riferimento, in cui “UNIVERSITA” e “FACOLTA” portavano l’apostrofo invece che l’accento. Quindi il problema qui è se con le “A” maiuscole è perdonabile l’apostrofo. Il bello è che inizialmente avevo fatto giusto mettendo l’accento, ma poi ho pensato che era meglio seguire i modelli: non avevo inteso che la differenza fosse così grave. Dovevo fare di testa mia ><
    Grazie.

  131. Prof. Anna dice:

    Cara Flavia, a volte nei modelli di scrittura maiuscola non è possibile metere l’accento e allora si usa un segno come l’apostrofo, che però è inteso come accento, se hai la possibilità di mettere l’accento ti consiglio di fare di testa tua!
    In bocca al lupo!
    Prof. Anna

  132. Prof.Silvia dice:

    Sono una professoressa,insegno ad un liceo classico quindi penso di sapere quando si sbaglia e no.
    la frase 3 ha una parola sbagliata,che si trasforma in un grave errore di grammatica che è ”fatale”.Questi sono gli italiani,parlano la loro lingua a testa loro.
    Inoltre basta consultare il vocabolario per sapere certe cose.

  133. Prof.Silvia dice:

    4. Tutti e due dovete studiare di più.(frase)
    è corretto ma è meglio usare tutt’e due che mi sembra più ambiguo da dire.

  134. Sara dice:

    Nessuna risposta sbagliata :)

  135. Prof. Anna dice:

    Gentile Prof. Silvia, non capisco a quale parola della frase 3 ti riferisca, l’esercizio VERO o FALSO presume che alcune frasi (se segnalate come false) siano scorrette, quindi per quanto riguarda la frase: “daltronde sei tu ad aver iniziato: non si dicono le parolacce” la correzione dell’esercizio segnala FALSO, ciò significa che “daltronde” è sbagliato e che va scritto “d’altronde”, se però hai trovato un errore in questa frase non esitare a scrivermi.
    Un saluto
    Prof. Anna

  136. Prof. Anna dice:

    Gentile Prof. Silvia, credo che la proposta di esercizio non sia stata capita, in questo caso la frase “tutti e due dovete studiare di più” è segnalata come FALSA non tanto perché sia scorretta, ma perché in questo caso c’è la possibilità di usare l’apostrofo e questo è appunto un esercizio relativo all’uso dell’apostrofo.
    A presto
    Prof. Anna

  137. Monica dice:

    Gentile Prof.ssa,

    E’ giusto scrivere: come é/com’é; dove é/dov’é; anche io/anch’io; questo anno/quest’anno ? Suppongo sia facoltativo quindi é corretto in ogni modo…

    Grazie

  138. Prof. Anna dice:

    Cara Monica, ciò che mi scrivi è corretto, in tutti questi casi l’elisione non è obblgatoria, anche se è molto più frequente l’uso l’apostrofo.
    Un saluto
    Prof. Anna

  139. chomikuj filmy 2013 komedie dice:

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  140. Kvintet dice:

    Gentile Prof. Anna,

    sono un po’ perplesso davanti all’espressione “bell’uomo”, che tu indichi come obbligatoria.
    Provo a riflettere:
    - “bello” si può troncare in “bel” (che bel viso!), come “buono” si tronca in “buon” (buon viso a cattiva sorte);
    - allora perché se scriviamo “è un buon uomo”, non potremmo anche scrivere “sei un bel uomo” oppure “sei diventato un bel ometto”?
    “Buono” si deve troncare e “bello” si deve elidere? Mi chiedo perché. La grammatica e le sue regole non dovrebbero essere il più regolari possibile?

    Grazie per una eventuale tua riflessione. Cari saluti.

  141. Prof. Anna dice:

    Caro Kvintet, l’aggettivo “bello-a” segue le regole dell’articolo deteminativo, quindi:”bello” si tronca in “bel” davanti a consonante (bel gatto, bel tempo); rimane però “bello” davanti a s impura, gn, ps, pn, z, x (bello zaino, bello stivale), si elide in “bell’” davanti a vocale (bell’uomo, bell’aspetto); al plurale “bello” diventa “bei” davanti a consonante (bei gatti, bei tempi), diventa “begli” davanti a s impura, gn, ps, pn, z, x o davanti a vocale (begli zaini, begli uomini), al femminile “bella” si può elidere davanti a vocale (bell’attrice) invece il plurale “belle” si elide raramente; l’aggettivo “buono-a” si tronca in “buon” davanti a vocale o a consonante seguita da vocale o da L e R (buon anno, buon carattere, buon profumo), la forma femminile “buona” non muta davanti a consonante (buona madre), ma si elide davanti a vocale (buon’amica), “buono” rimane uguale davanti a s impura, gn, ps, pn, z, x (buono scultore) e al plurale “buoni” e “buone” non si elidono (buone amicizie, buoni anni).
    Un saluto
    Prof. Anna

  142. Enzo dice:

    Grazie!

  143. cecilia dice:

    Buonasera! Ho un dubbio:

    l’ho mangiato oppure lo ho mangiato?
    È sempre un errore usare un pronome oggetto diretto senza apostrofo davanti al verbo Avere o ci sono dei casi “stilistici” (letteratura, per esempio) dove si può omettere l’apostrofo?
    Grazie e saluti
    C.

  144. giulio dice:

    per favore mi potete dare una mano a capire se nelle frasi quando c’è il verbo bisogna mettere la “è” oppure e

  145. Prof. Anna dice:

    Cara Cecilia, è meglio mettere l’apostrofo, ma non metterlo non è un errore.
    A presto
    Prof. Anna

  146. Eugenio dice:

    Scusatemi, ma io ho un dubbio.

    Nel caso di “L’Hotel” è giusto l’apostrofo?

    Se si, perchè il titolo del film “Lo Hobbit” non viene usato l’apostrofo?

  147. cecilia dice:

    Grazie!!!

  148. Mauro dice:

    Ottimo! senza dubbio ne dubbi!

  149. Prof. Anna dice:

    Caro Giulio, “è” è la terza persona singolare del verbo “essere” (lui è felice); mentre “e” è una congiunzione coordinativa (ho invitato Marco e Giulia).
    A presto
    Prof. Anna

  150. Prof. Anna dice:

    Caro Eugenio, “l’hotel” è corretto, infatti le parole che cominciano con “h”, poiché in italiano questa lettera non è quasi mai pronunciata, sono trattate come quelle che iniziano con una vocale: -l’hamburger- l’habitat-l’hobby. Per quanto riguarda il titolo del film “Lo Hobbit” mi sono chiesta anch’io come mai si fosse scelto l’articolo “lo” e non “l’”, ma è comunque grammaticalmente scorretto.
    Un saluto
    Prof. Anna

  151. Aldo Difrancesco dice:

    Ciao a tutti. Mentre sono in procinto di scrivere una lettera al mio Avvocato d’istinto scrivo “gl’interessi…”
    Mi sembra corretto, visto che ci sono due “I” alla fine di una e all’inizio dell’altra. Ma sono dubbioso.
    Chi mi riesce a chiarire le idee?
    Ringrazio anticipatamente.

  152. Prof. Anna dice:

    Caro Aldo, con l’articolo “gli” l’elisione è possibile solo davanti a una parola che comincia con la stessa vocale, quindi “gl’interessi” è corretto.
    Un saluto
    Prof. Anna

  153. giogio dice:

    la domanda numero 9 è vera… è italiano

  154. nene dice:

    ORA si scrive con o senza l’apostrofo?

  155. Prof. Anna dice:

    Cara Nene, si scrive senza apostrofo “ora”.
    Un saluto
    Prof. Anna

  156. dani dice:

    buonasera, che bello questo sito, posso tentare di migliore un pochino la mia scarsissima conoscenza della grammatica italiana.
    Sono una frana in tutto, dalla punteggiatura alle regole più importanti. Un dubbio che mi viene spesso, per esempio, posso scrivere anche io?

  157. franco dice:

    Quasi sempre scrivo cosi d’Addari è ,ok

  158. Prof. Anna dice:

    Caro Franco, non ho capito bene la tua domanda, ma se si tratta di un cognome la -d’- va scritta maiuscola.
    Un saluto
    Prof. Anna

  159. Sofia dice:

    Gent.prof mi tolga questo dubbio:va ‘ (con l’apostrofo) pensiero sulle ali dorate. si intende che io invito il pensiero ad andare,quindi uso l’imperativo. Parlo direttamente con il pensiero. Se invece io riferisco ad una persona che il pensiero va sulle ali dorate ,non uso l’apostrofo perché esprimo il verbo andare alla 3 persona singolare del modo indicativo.grazie

  160. Prof. Anna dice:

    Cara Sofia, è esattamente così.
    Un saluto
    Prof. Anna

  161. giuseppe dice:

    nell’introduzione iniziale dell’articolo c’è scritto “un’altra” con l’apostrofo. Mentre nelle regole è scritto che con “un” non si mette!

  162. Prof. Anna dice:

    Caro Giuseppe, nelle regole c’è scritto che l’apostrofo non si usa con l’articolo indeterminativo MASCHILE -un- (un altro); mentre è obbligatorio con l’articolo indeterminativo FEMMINILE -una- che diventa -un’- (un’altra).
    Un saluto
    Prof. Anna

  163. Renato dice:

    Scusate, ma la domanda numero 6, essendo anello maschile a me risulta esatta al contrario di quanto indica il test.
    Vorrei inoltre se fosse possibile, la precisazione se l’uso dell’apostrofo o la sua mancanza in queste frasi è esatto:
    - Li ho presi tutti e due.
    -Tutt’e due, dovete lavarvi le mani!
    Un cordiale saluto
    Renato

  164. Prof. Anna dice:

    Caro Renato, nella frase numero 6 l’errore non è “un anello” ma “doro” che invece dovrebbe essere “d’oro”; è corretto sia scrivere “tutti e due” sia “tutt’e due”.
    Un saluto
    Prof. Anna

  165. francesca dice:

    Bella questa pagina! Interessante per chi, come me, insegnando alla scuola primaria, è spesso colta da mille dubbi!

  166. francesca dice:

    Negli incendi si può dire anche: negl’incendi?
    Dagli insegnanti si può dire anche: dagl’insegnanti?
    Agli infermieri si può dire anche: agl’infermieri?
    Grazie!

  167. Prof. Anna dice:

    Cara Francesca, con l’articolo “gli” (e quindi con le preposizioni articolate formate con questo articolo) l’elisione è possibile (ma poco frequente) solo davanti a parole che cominciano con la stessa vocale, quindi nei casi che mi proponi è possibile, poiché le parole che segnuono cominciano per -i-.
    A presto
    Prof. Anna

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