Intercultura blog

Lingua italiana e intercultura

Test 6 – L’imperativo

giovedì 8 luglio 2010

Cari lettori di Intercultura blog, ormai l’estate è arrivata, per alcuni di voi le vacanze sono già iniziate mentre per altri sono vicine, anche il blog va un po’ in vacanza dunque oggi verrà pubblicato l’ultimo articolo prima della pausa estiva. Pensavo di lasciarvi con un piccolo ripasso degli argomenti affrontati di recente per poter poi ripartire con tanti nuovi argomenti a Settembre, potete comunque continuare a inviare commenti e a esprimere i vostri dubbi e le vostre perplessità.

Grazie a tutti i lettori per aver seguito con interesse le nostre attività, sperando di esservi stata utile nell’apprendimento e nell’ approfondimento della lingua italiana.

Buone vacanze a tutti

Prof. Anna

Ecco un esercizio per ripassare l’imperativo.

 

 

Cari lettori…

giovedì 1 luglio 2010

Cari lettori e lettrici questa settimana non verranno pubblicati articoli sul blog, ma

non vi preoccupate, torneremo la settimana prossima!

Un saluto

Prof. Anna

Passato prossimo irregolare

giovedì 24 giugno 2010

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog oggi vediamo alcuni verbi che formano il participio passato in modo irregolare, vi proporrò poi un breve testo da leggere con i verbi al passato prossimo.

Buona lettura 

Prof. Anna

Guarda la tabella, troverai scritto in nero l’infinito del verbo e in rosa il participio passato corrispondente:

 

accendere acceso mettere  messo  scegliere  scelto
aprire aperto  morire  morto  scendere  sceso
bere bevuto  nascere  nato  scrivere  scritto
chiedere chiesto  offrire  offerto  spegnere  spento
chiudere chiuso  perdere  perso  spendere  speso
correre corso  prendere  preso  succedere  successo
dire detto  produrre  prodotto  tradurre  tradotto
essere stato  rendere  reso  vedere  visto
fare fatto  rimanere  rimasto  venire  venuto
giungere giunto  rispondere  risposto  vincere  vinto
leggere letto  rompere  rotto  vivere  vissuto

Leggi con attenzione il seguente testo:

IN GITA

Luca – Come mai ieri non sei venuto a studiare da me?

Marco – Perchè sono andato con Giulia a fare una gita a Siena e nel senese. Ma tu cosa hai fatto ieri?

Luca – La mattina sono stato al mercato a fare la spesa poi Marta mi ha offerto il pranzo in un’ ottima trattoria, nel pomeriggio abbiamo studiato: abbiamo letto il libro di storia e abbiamo risposto alle domande, poi abbiamo tradotto i testi in inglese, dopo abbiamo giocato a carte e, non ci crederai, Marta ha vinto tutte le partite! E voi? Com’è andata la vostra gita?

Marco - Siamo partiti in macchina la mattina presto, abbiamo preso l’autostrada e siamo arrivati a Siena verso le nove.

Abbiamo fatto un giro per la città, abbiamo visitato il Palazzo Pubblico con la torre del Mangia, abbiamo bevuto un bicchiere di vino nella splendida piazza del Campo, quella dove ogni estate fanno il palio, poi abbiamo pranzato in un bel ristorantino e abbiamo anche speso poco!

Luca - Siete rimasti tutto il giorno a Siena?

Marco – No, nel pomeriggio siamo andati a Pienza dove abbiamo visto il bellissimo Duomo. Siamo rimasti a Pienza un paio di ore, poi abbiamo ripreso la macchina e siamo tornati a casa.

Rispondi alle domande usando il passato prossimo:

1- Perchè Marco non è andato a studiare con Luca?

2- Che cosa ha fatto la mattina Luca?

3- Dove ha pranzato Luca e con chi?

4- Cosa ha fatto nel pomeriggio Luca?

5- Dov’è andato in gita Marco?

6- È andato da sol

o?

7- A che ora sono partiti Marco e Giulia?

8- Cosa hanno fatto a Siena?

9- Come hanno passato il pomeriggio

?

10- Quanto tempo sono rimasti a Pienza?

Il passato prossimo

giovedì 17 giugno 2010

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi studieremo come si forma e quando si usa il passato prossimo. Questo tempo verbale è molto usato dagli italiani sia nella lingua scritta che in quella orale.

Buona lettura!

Prof. Anna

Il passato prossimo indica eventi, esperienze e fatti conclusi nel passato i cui effetti perdurano nel presente.

FORMAZIONE DEL PASSATO PROSSIMO

Il passato prossimo è formato da due elementi: l’ausiliare: il verbo essere o avere (al presente indicativo) + participio passato del verbo.

Formazione del participio passato

Il participio passato si forma togliendo al verbo la desinenza dell’infinito (are; ere; ire) e aggiungendo la desinenza del participio passato:

AREATO  (cambiare ⇒cambiato)

EREUTO (vendere ⇒venduto)

IREITO  (partire ⇒partito)

Ora osserva la tabella:

PASSATO PROSSIMO DEI VERBI:

CAMBIARE – VENDERE – PARTIRE

Soggetto Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato
io
ho cambiato ho venduto  sono  partito – a
tu hai cambiato hai venduto  sei  partito – a
lui – lei ha cambiato ha venduto  è  partito – a
noi abbiamo cambiato abbiamo venduto  siamo  partiti – e
voi avete cambiato avete venduto  siete  partiti – e
loro hanno cambiato hanno venduto  sono  partiti – e

 

PASSATO PROSSIMO DEI VERBI ESSERE E AVERE

Soggetto Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato
io sono stato – a ho avuto
tu sei stato – a hai avuto
lui – lei è stato – a ha avuto
noi siamo stati – e abbiamo avuto
voi siete stati – e avete avuto
loro sono stati – e hanno avuto

Come potete vedere dalle tabelle, con l’ausiliare avere il participio passato non cambia.

L’ausiliare avere si usa con i verbi transitivi, ovvero con quei verbi che rispondono alla domanda: chi? che cosa?

Qualche esempio:

Ho mangiato (cosa?) una mela.

Abbiamo incontrato (chi?) Lucia.

L’ausiliare essere si usa con i verbi intransitivi, ovvero con i verbi che non rispondono alla domanda: chi? che cosa?

Per esempio: sono uscito presto stamattina.

L’ausiliare essere si usa con:

i verbi di movimento: partire; uscire; tornare etc.

i verbi riflessivi: alzarsi; svegliarsi; lavarsi etc. (mi sono alzato; ti sei svegliato)

i verbi di stato: stare; rimanere; restare etc.

i verbi che indicano un cambiamento: diventare; nascere; morire etc.

Con l’ausiliare essere il participio passato concorda con il genere (maschile-femminile) e il numero (singolare-plurale) del soggetto:

 Marta è andata al mare; Luca è andato al mare; Marta e Natalia sono andate al mare; Luca e Alex sono andati al mare.

USO DEL PASSATO PROSSIMO

Sia il passato prossimo che il passato remoto indicano

un’azione conclusa nel passato.

 

Ma qual è la differenza tra i due tempi?

 

Consideriamo le seguenti frasi:

Da giovane vissi due anni in Inghilterra.

 

Da giovane ho vissuto due anni in Inghilterra.

Nella prima frase il verbo è al passato remoto e dunque vogliamo esprimere che il fatto è percepito come distante dall’esperienza presente; nella seconda frase l’uso del passato prossimo indica che l’evento è percepito come vicino a noi, o perchè ne conserviamo un ricordo piacevole o perchè i suoi effetti perdurano nel presente. Quindi ciò che determina la scelta tra passato remoto e passato prossimo è la distanza psicologica e non quella cronologica dell’evento narrato.

Per quanto riguarda la lingua orale, in Italia ci sono delle differenze regionali, ovvero nell’Italia Settentrionale prevale l’uso del passato prossimo, mentre nell’Italia Meridionale prevale l’uso del passato remoto.

 

Il testo regolativo

giovedì 10 giugno 2010

Cari lettori e lettrici di Intercultura blog, oggi vedremo cos’è un testo regolativo e quali sono le caratteristiche che lo distinguono da altri tipi di testo.

Buona lettura!
Prof. Anna

Un testo regolativo è un testo che ha lo scopo di regolare il comportamento futuro proprio o altrui, dunque lo scopo di questo tipo di testo è:

fornire indicazioni

dare istruzioni

dare regole da seguire

I testi regolativi possono essere orali o scritti, alcuni esempi sono:

le istruzioni dei medicinali

le leggi

i manuali di istruzioni

le indicazioni per trovare la strada

le ricette di cucina

istruzioni per un esercizio in palestra

CARATTERISTICHE DEL TESTO REGOLATIVO

I due modi verbali spesso utilizzati in questo tipo di testo sono l’imperativo e il conguintivo esortativo.

A volte i comandi/consigli sono espressi all’infinito (es. Procedere con prudenza!).

Un testo regolativo è efficace quando permette al prorio destinatario di comprendere con chiarezza ciò che gli viene richiesto.

Osserva la tabella:

 

Cosa fornisce? Come si presenta

?

Come è scritto?

⇒istruzioni

⇒informazioni

⇒regole

⇒breve

⇒schematico

⇒con elenchi puntati

⇒il testo è chiaro e preciso

⇒i verbi sono all’imperativo, al congiuntivo esortativo o all’infinito

 

 Vediamo ora alcuni esempi:

istruzioni dei medicinali:

"prendete il farmaco a stomaco pieno; non superare le dosi indicate".

manuali di istruzioni:

"collegare il cavo all’apparecchio".

indicazioni stradali:

"prendi la prima strada a sinistra e poi gira a destra".

ricette di cucina:

"mescolate gli ingrendienti e aggiungete un po’ di sale".

istruzioni per un esercizio in palestra:

"distesa sulla schiena, solleva il ginocchio destro e poi il sinistro".

leggi:

Art. 30 "È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli…"

Ora vi propongo una ricetta, questo può essere considerato un testo regolativo, in quando fornisce istruzioni precise.

PASTA AL PESTO

PER 4 PERSONE

INGREDIENTI:

350 gr di spaghetti, trofie, linguine o la pasta che preferisci.

2 patate medie

50 gr di fagiolini

PER IL PESTO:

2 mazzetti di basilico

2 spicchi d’aglio

25 gr di formaggio pecorino

25 gr di formaggio parmigiano

25 gr di pinoli già sgusciati

1/2 bicchiere di olio d’oliva

1 pizzico di sale

PREPARAZIONE

Per fare il pesto: lava e asciuga le foglioline di basilico. Sbuccia gli spicchi di aglio.

Prendi un frullatore, versa l’olio di oliva e aggiungi i pinoli, il basilico, l’aglio e un pizzico di sale; frulla a media velocità per poco tempo. Aggiungi i due formaggi grattugiati e frulla ancora. Il pesto è pronto.

Poi fai bollire insieme alla pasta le patate tagliate a tocchetti e i fagiolini in una pentola con abbondante acqua salata.

Scola tutto e condiscilo con il pesto, aggiungi ancora del parmigiano.

Buon appetito!

In questa ricetta abbiamo visto l’uso del modo imperativo ma è possibile usare anche il congiuntivo esortativo o l’infinito.

Prova tu a scrivere una ricetta tipica del tuo paese usando il modo verbale più adeguato.